COME-INSEGNARE-AUTONOMIA-BAMBINI-EDUCARE-COLTIVARE
vita con i bambini

Autonomia e bambini: consigli pratici per genitori e non

Parlare di autonomia e bambini fa subito pensare alla Montessori e al suo “aiutami a fare da solo”.

Sono la prima a dire che citare la Montessori in questi ultimi anni è diventata ormai una moda e che allo stesso tempo ha iniziato anche a stufare.

Eppure, sia che vi piacciano i metodi montessoriani sia che non vi piacciano, rimane il fatto innegabile che la signora su molte cose non sbagliava.

Ed una di queste è proprio il concetto di educare i bambini all’autonomia il prima possibile .

Autonomia e bambini: che cosa vuol dire insegnare l’autonomia

Insegnare ad una persona -bambino o adulto che sia- a fare qualcosa significa arricchirla e renderla consapevole delle proprie capacità.

Vuol dire dargli gli strumenti giusti per svolgere un compito in piena autonomia, senza l’aiuto di altri. Vuol dire mettere una buona base per creare una certa indipendenza.

Va da sè che l’autonomia non è una cosa che viene insegnata tutta di colpo, ma deve essere un percorso effettuato per gradi, tenendo in considerazione l’età del bambino.

Per questo mi viene da ridere quando sento mamme ma non solo affermare che “il loro bambino è ancora troppo piccolo per…”.

Qualche mese fa mi è capitato di imbattermi in un post all’interno di uno dei gruppi che seguo in cui un genitore chiedeva come insegnare al proprio figlio tredicenne a farsi la doccia da solo. Ecco.

Spero sia un caso limite, perché a tredici anni un ragazzo dovrebbe sapersi lavare da solo, se gli è stato permesso di apprenderlo.

Autonomia e bambini: perché è importante rendere i bambini autonomi il prima possibile

Insegnare ad un bambino ad essere autonomo è molto importante.

Un bambino che sa fare qualcosa da solo diventa più sicuro di sè, più consapevole delle sue capacità, più curioso di scoprire fin dove può arrivare, più disponibile a mostrare agli altri come si fa una determinata cosa…

Il messaggio che gli trasmettiamo è che noi sappiamo che può farcela da solo, che abbiamo fiducia in lui e nelle sue possibilità di riuscita, ma allo stesso tempo siamo lì se lui ha bisogno di noi.

E il bello di questo processo è che poi ha delle ripercussioni positive anche durante l’adolescenza e l’età adulta, in una continua escalation di apprendimento e di miglioramento.

Il che significa che il pupo avrà anche meno problemi nello studio e nel mondo del lavoro, perché l’avremo reso in grado di confrontarsi con le sfide che la vita gli metterà davanti, dotandolo dei giusti strumenti.

Autonomia e bambini: come insegnare ai bambini ad essere autonomi

Arriva sempre nella fase di crescita di ogni bambino quel magico momento in cui il piccolo pretende di “fare da solo”. Ogni genitore affronta questo momento con gioia mista ad ansia.

Se da una parte infatti siamo giustamente orgogliosi che i nostri bambini vogliano “fare da soli”, dall’altra ne siamo spaventati. Il “fare da soli” infatti implica lunghe e snervanti attese a fronte di un risultato che -specialmente all’inizio- non è certamente perfetto.

Questi sono i principali motivi per cui diventa difficile permettere ai nostri bambini di arrangiarsi.

Quindi, in soldoni, non sono i bambini che non vogliono imparare, siamo noi che non gli permettiamo di farlo!

Per esperienza diretta, so quanto può essere frustrante dover aspettare che i vostri pargoli si vestano da soli la mattina quando l’orologio ticchetta impietosamente e si rischia di fare tardi al lavoro, ma se non permettiamo loro di farlo finisce che a dieci anni dovremo ancora essere noi a vestirli.

Fare in modo che i bambini si arrangino non significa lavarsene le mani, ma anzi proprio il contrario. E’ un atto di amore, è il modo in cui noi adulti riconosciamo che loro sono persone con delle capacità e dei talenti.

Il nostro compito è quello di potenziare le capacità dei bambini, non quello di sostituirci a loro!

Il risultato non sarà perfetto? Pazienza, a forza di fare e di rifare vedrete che alla fine si otterranno risultati ottimi. In fondo, nessuno nasce imparato.

Sviluppare le capacità dei bimbi verso l’autonomia vuol dire proporre loro delle sfide adeguate alle loro capacità e alla loro età. E’ impensabile, per esempio, pensare che un piccolo di due anni possa essere capace di allacciarsi le scarpe da solo, perché non ha ancora raggiunto il giusto grado di manualità.

Se infatti mettiamo il bambino di fronte a compiti non adeguati, rischiamo solamente di ferirlo e di dare una botta alla sua autostima.

Come si fa a capire se un bambino è pronto per fare qualcosa?

Autonomia e bambini: le tappe di crescita

Non si diventa autonomi dall’oggi al domani. Ma, allo stesso tempo, man mano che si cresce ci sono delle fasi naturali che indicano quando il bambino è pronto per fare qualcosa.

Pensiamo per esempio a quando un neonato comincia a stare seduto o a quando inizia a gattonare o a camminare: ha un mondo di possibilità di fronte a sé ed è compito di noi genitori stimolarlo nel modo giusto.

Indicativamente, queste sono le tappe che portano un bambino ad essere autonomo:

  • tra l’anno e mezzo e i tre anni il bambino sa camminare e inizia a voler parlare. Quindi stimoliamo l’area del movimento e del linguaggio, per esempio proviamo a far mangiare il bambino da solo e pace amen se ci ritroveremo con pappine splaccicate un po’ ovunque;
  • tra i tre e i cinque anni è il momento giusto per insegnarli a spogliarsi/vestirsi, a riordinare i propri giochi e si può già affidargli dei piccoli compiti, come per esempio spolverare o aiutare ad apparecchiare/sparecchiare. Benissimo cucinare assieme;
  • tra i cinque e gli otto anni iniziamo a renderlo autonomo nei compiti scolastici, lasciare che sia lui a preparare la cartella e le cose per un’eventuale attività extrascolastica;
  • dagli otto anni in poi cerchiamo di renderlo responsabile, aiutiamolo a pianificare le proprie attività. Continuiamo a insegnarli a svolgere le mansioni domestiche e rendiamolo sempre più partecipe della nostra routine familiare.

Autonomia e bambini: gli errori più comuni

Allevare ed educare i bambini è un compito molto impegnativo, di fronte a certe situazioni noi genitori ci sentiamo totalmente impreparati.

Ci poniamo sempre millemila interrogativi, cosa giusta e sacrosanta, e man mano che i pupi crescono ci rendiamo conto che una parte di noi vorrebbe restassero piccini ancora un po’.

Ma il processo di autonomia è, come abbiamo visto, un processo fondamentale per far sì che i nostri bambini crescano responsabili, fiduciosi e indipendenti.

Per insegnare ai bambini a fare da soli è necessario armarsi di chili e chili di pazienza. Ecco una lista degli errori più comuni che noi genitori facciamo e che sarebbe meglio evitare:

  • spazientirsi e perdere il controllo: insegnare ai bambini a fare qualcosa da soli è un compito duro ma che qualcuno deve fare. Perciò, care mamme e papà, armatevi di chili e chili di pazienza. Evitate di fare fretta al bambino, di urlare o di rimproverarlo se vedete che sbaglia. Otterrete solo l’esatto opposto: il pupo si chiuderà a riccio, si sentirà incompetente e non vorrà più provare;
  • sostituirvi al bambino: che senso ha tentare di insegnare qualcosa a qualcuno e poi, al momento di provare, dire “lascia stare, faccio io”? E’ chiaro che se non si prova non si impara;
  • rimproverare il bambino se il risultato ottenuto non è quello che si sperava: sì, va bene, l’hai fatto ma comunque non è venuto bene;
  • fare inutili paragoni con i figli degli altri: ogni bambino è unico e speciale, ha i propri ritmi e le proprie capacità;
  • proporgli compiti troppo ambiziosi: ogni sfida deve essere proporzionata alla fase evolutiva in cui il bambino si trova;
  • sottovalutare le capacità del bambino e non fargli nemmeno provare: continuare erroneamente a pensare che nostro figlio sia sempre troppo piccolo per…anche a vent’anni!

Autonomia e bambini: cosa fare in pratica per rendere il nostro bambino autonomo

E dopo aver visto quali sono gli errori più comuni nell’educazione all’autonomia, vi lascio una serie di trucchetti per aiutare il bambino a diventare sempre più indipendente.

  • Per rendere un bambino capace di “fare da solo” bisogna… lasciarlo provare a fare da solo. Spronatelo a fare e rifare, non accorrete in suo aiuto se non è lui che ve lo chiede. Tra le altre cose, questo è un ottimo esercizio per lavorare sulla frustrazione, sia da parte vostra che da parte del piccolo;
  • lodatelo se ha fatto bene, ma lodatelo ancora di più se il risultato non è perfetto. Gli insegnerete che c’è sempre un buon margine di apprendimento e che l’importante è non abbattersi;
  • non impedite mai ad un bambino di mettersi alla prova. Piuttosto, sostenetelo anche fisicamente o fornitegli gli strumenti giusti per fare sì che possa fare;
  • vietato scoraggiarsi: se qualcosa va storto, non abbattetevi! Rimandate l’esperimento di qualche giorno o di qualche settimana, senza fare pesare la vostra delusione sul bambino;
  • fate in modo di stimolare il vostro bimbo facendogli frequentare anche gli ambienti giusti: i bambini imparano più velocemente dagli altri bambini, che riconoscono come loro pari;
  • se vedete che vostro figlio si sta impegnando, riconoscetelo apertamente, magari anche con un piccolo premio che servirà da incentivo.

Autonomia e bambini: conclusioni

Rendere i bambini autonomi è un processo lungo ma alla fine vedere che i vostri bambini sanno fare qualcosa da soli, a qualsiasi età, è davvero un’enorme soddisfazione.

Significa che avete fatto un buon lavoro. I vostri figli hanno tutte le carte in regola per diventare indipendenti, per essere persone sicure di sè.

Grazie a voi conoscono le proprie capacità e sanno valutare quando è il momento di spostare l’asticella un po’ più in là per superare i propri limiti.

Facebook Comments

Last Updated on

One Comment

  • Mamma avvocato

    Io sto insegnando ora ai gemelli, due anni e mezzo, a lavarsi da soli il corpo con la spugnetta…altro che tredici anni! E la piccola di veste e sveste già da sola, ha bisogno di aiuto solo per bottoni e cerniere. Il maschietto saprebbe ma non ne ha voglia e tenta di fare il pigro sempre. Comunque hai ragione su tutto e io mi stupisco quando mi chiedono come fa mio figlio a 8 anni a fare tutto da solo in piscina o al lago o come mai non programmo io i suoi compiti…certo, mica è facile lasciarli fare ma, alla lunga, come hai ben scritto, paga!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *