vita con i bambini

I bimbi prima o poi crescono inevitabilmente

…e gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano…

Così dice la famosa canzone e ogni volta che la ascolto mi rendo conto di quanto sia sempre più vera.

I bimbi crescono, care mamme, facciamocene una ragione. Il tempo passa ma, a volte, ci sembra che non passi abbastanza in fretta.

Comprendo bene i sentimenti di quei genitori (compresa me) che spesso pensano: “Ma quando cresci e posso respirare un po’?”

Quando si è “nel tunnel”, per usare un’espressione comune, tutto ci appare cupo, nero, pesante.

Vedremo mai la famosa luce fuori dal tunnel?

Da una parte è senza dubbio vero: la fatica dei genitori (sì, voglio includere anche i padri) quando i bambini sono piccoli è inenarrabile.

Le levatacce notturne per sfamare il piccolo, le supposizioni per interpretare i suoi pianti, spesso ininterrotti, la giornata che ci sembra sgusciare tra le dita scandita dal ritmo pappa-cacca-nanna.

E poi i denti, l’ansia per i vaccini, i salti mortali per coniugare lavoro e famiglia, le preoccupazioni quando vediamo i nostri piccoli in preda a un malore, magari anche non troppo serio, che a noi appare comunque gravissimo.

Le questioni legate allo svezzamento, allo spannolinamento, i terribili due (ma anche tre e quattro -dei cinque non parlo perché ancora non so), i tira-e-molla, i capricci che esistono ma forse anche no.

Il dubbio attanagliante di non educare bene i nostri figli, la sensazione di inadeguatezza che in qualche modo ci portiamo sempre dentro, la paura di sbagliare e di rovinarli per sempre, di farli diventare degli adulti disadattati, aggressivi, egoisti, violenti.

Quando ci siamo, nel tunnel, ci arrabattiamo stringendo i denti e ci facciamo coraggio dicendoci: “Su, via, passerà anche questa”. E avanti come arieti da sfondamento.

Sapete una cosa? Vi assicuro, amiche mie, c’è luce anche dentro al tunnel.

Se è giustamente umano desiderare che a un certo punto i bambini crescano e diventino per un certo verso più autonomi e più ragionevoli ( uso questo termine per indicare la loro acquisita capacità di capire certi tipi di ragionamento), dall’altra tendiamo a non vedere il lato bello delle cose.

Quando i nostri pargoli avranno dieci anni, probabilmente saremo lì a dispiacerci, a spargere qualche lacrima nostalgica ripensando a quando hanno mosso i loro primi passi, a quando hanno detto “mamma” per la prima volta, a quando si addormentavano in braccio a noi, alla loro buffa espressione quando hanno fatto il bagno per la prima volta.

Tutta la stanchezza, tutta l’angoscia, tutta la fatica verrà dimenticata, sarà una cosa di cui parleremo, ma la sensazione, quella ce la saremo scordata, lasciata alle spalle.

Come quando si dimenticano i dolori del parto e ciò che rimane di quell’esperienza è la gioia immensa di tenere tra le braccia il nostro bimbo, di accarezzare la sua pelle, di assaporare il suo odore.

Per cui, egoisticamente, non voglio che i miei figli crescano.

Vorrei poterli tenere così, ancora per un po’, sospesi in una bolla atemporale.

Mi piacerebbe fare il pieno delle loro risate infantili che scoppiano all’improvviso per cose che a noi adulti sfuggono, perdermi nel fiume di parole della Ninfa quando mi racconta la sua giornata, godere degli abbracci e dei baci umidicci di Ringhio.

Fermare il tempo quel tanto che basta per rimpinzarmi di sensazioni, di ricordi, di emozioni da tirare fuori all’occorrenza nei momenti difficili che affronterò in futuro.

Quando sarò nauseata, allora via, si può andare avanti e vedere quello che ci riserveranno gli anni a venire.

Figli miei, vi prego, crescete, ma non troppo in fretta: tempo per diventare grandi ce n’è in abbondanza.

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2 Comments

    • Priscilla

      Sì, da quel lato sono felice anch’io, ma a volte mi sembra di essere talmente presa dalla voglia e dalla curiosità che diventino grandi (e nel caso di Ringhio anche più autonomi) da non apprezzare a sufficienza i momenti belli che viviamo giorno per giorno. Per cui da una parte vorrei poter accelerare il tempo mentre dall’altra vorrei fermarlo. Sarebbe bello avere un telecomando: schiacci un tasto e si va avanti, poi metti in pausa e poi di nuovo avanti…Mamma incontentabile, eh?

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