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vita con i bambini

Bismamma: come cambia la vita con un secondo figlio

Ieri sera sono tornata a casa, dopo i soliti quaranta minuti di coda sotto un pesante nubifragio, di umore alquanto irritabile.

Non appena ho aperto la porta di servizio -entro sempre da questa, perché per me è più comoda- ho trovato la lavanderia piena di sabbiolina: si era rotto il sacco della lettiera dei gatti e quei demonietti pelosi si erano divertiti a sparpagliarla in giro per la stanza.

Pazienza, mi son detta, c’è di peggio. Ho preso la mia fedele scopa e ho ripulito il tutto.

Mi tolgo le scarpe ed entro in cucina. Giocattoli ovunque: lego, vestiti delle bambole, macchinine, dinosauri…

Con un’agilità non proprio felina riesco a non pestarne nemmeno uno e a raggiungere la sala, senza cadute pericolose o slogamenti di arti vari.

Lì mi vedo CF, con il suo tipico aplomb, intento a giocare serafico con il piccolo mentre la Ninfa se ne sta stesa sul divano, le gambe allungate sullo schienale e la testa penzoloni, i capelli che toccano il pavimento.

“Ciao, mamma. Bentornata!”  Sarà che sono in fase pre-ciclo, ma mi faccio intenerire dalle loro moine e dai loro abbracci.

Senza dire nulla, li lascio ai loro giochi e mi rintano in bagno.

L’ordine in casa con due bimbi è una battaglia persa in partenza, del resto potranno mettere a posto i loro giochi mentre prepariamo la cena.

Nella solitudine del bagno – oh gaudio, oh gioia!– penso che, in fondo in fondo, me la sono proprio voluta.

Ho sempre amato le simmetrie. Per me tre non è mai stato il numero perfetto.

Per questo, non appena è nata la Ninfa, sapevo già che avrei fatto un secondo figlio.

E sono stata accontentata: Ringhio è arrivato quasi subito, prima del previsto in verità, ad appena ventitré mesi di distanza dalla sorella.

Mamma bis: cosa cambia quando arriva il secondo figlio

Se ripenso a quei primi mesi, non so ancora come non abbia fatto ad impazzire.

Mi viene sempre da ridere quando incontro le mamme con un solo figlio che si lamentano perché non hanno mai tempo  e sono sempre stanche.

Da mamma di due  mi rendo conto che sicuramente anche io farò lo stesso effetto a chi ha più figli di me, eh.

Quando decidi di avere il secondo figlio a breve distanza dal primo la motivazione che ti spinge è la sicurezza che farai meno fatica.

Dall’alto della tua esperienza, affronti la gravidanza con uno spirito diverso.

La prima gravidanza è stata magica ma anche tragica: da un lato tutta la grande gioia legata a questo miracolo della natura, dall’altro tutta l’ansia per l’ignoto.

La seconda gravidanza, quindi, non ci coglie impreparate: curva glicemica, toxo, contrazioni di Braxton…niente è più un mistero, niente ci fa più paura (magari il parto sì, ma solo un pochino).

Ecco, la bismamma può godersi il suo “stato interessante” senza inutili apprensioni, assaporando ogni momento.

O, almeno, in teoria. Perché c’è l’altro figlio, il primogenito, a riportarci coi piedi per terra.

Il primo figlio, ancora piccolino, capisce bene che c’è qualcosa che non va.

Che la pancia cresce lo vede pure un cieco ed è un dato di fatto che portare in braccio un bimbo quando si è all’ottavo mese è alquanto disagevole.

Ma è altrettanto ovvio che far capire al tuo rampollo perché non riesci più a farlo è un altro paio di maniche. Io ho optato mettendomi la pupa direttamente sulle spalle.

Quando il secondogenito nasce, realizzate che in realtà la situazione non è così rosea come l’avevate immaginata.

Quando avete deciso di dare un compagno di giochi al vostro bambino o di fare un fratello perché non sarebbe rimasto solo -ma son motivazioni logiche queste? Un cane non andava meglio?- pensavate di aver ponderato bene la situazione.

Scommetto che questo più o meno è quello che vi siete dette.

Posso farcela, perché in fondo sto ancora accudendo un bimbo piccolo per cui sono ancora in ballo con cacche, pannolini e pappe.

In più non devo affrontare grosse spese: lettino, passeggino e quelle cose lì in linea di massima le ho già tutte, al massimo mi farò regalare dai parenti quello che mi manca.

Se viene dello stesso sesso del primo, ancora meglio: riciclo tutto ed il gioco è fatto!

Che ingenue, ragazze!

Se da una parte è così, dall’altra non lo è affatto.

I ritmi di un bambino di un anno sono diversi da quelli di un neonato. In più un bambino di dodici mesi e passa ha già una certa autonomia.

Vogliamo poi parlare del delicato equilibrio che avete costruito con il primogenito?

Dopo esperimenti ed errori di varia portata avete creato una routine per la mattina e una per la sera, anticipate le richieste di vostro figlio, sapete capire al volo quando ha caldo-freddo-sonno-solo-voglia-di-rompere-i-maroni.

E come se non bastasse, siccome siamo donne e quindi abbiamo una marcia in più, siamo riusciti ad inserire perfettamente anche il nostro compagno, in modo che non si senta escluso, affidandogli compiti alla sua portata.

Avete quindi costruito un magnifico rapporto a tre. Ed ora arriva il secondogenito che rompe questo equilibrio. 

Per quanto possiate averlo immaginato ed organizzato, inserire il secondo figlio all’interno di un menage familiare già rodato non è così semplice.

Un neonato è come un buco nero: cattura tutta la vostra energia fino all’ultimo briciolo.

Quindi ogni mattina vi ritrovate più stanche di quando siete andate a letto la sera prima.

Nonostante questo, dovrete continuare ad occuparvi del vostro bimbo “grande”.

Cercare di coinvolgerlo nell’accudimento del neonato è sempre la miglior strategia.

Ecco, evitate di lasciarlo da solo a tu per tu con il nuovo venuto. La sicurezza, prima di tutto!

La vita di una mamma bis è come quella dei personaggi di un videogioco: ad ogni livello acquisti punti resistenza e punti consapevolezza e, sì, anche punti forza sia fisica che interiore.

Una bismamma è in grado di trasportare in braccio contemporaneamente i suoi due figli, uno da una parte e l’altro dall’altra, e pure la borsa della spesa.

L’organizzazione di una bismamma farebbe impallidire quella dei monasteri benedettini.

Passati più o meno indenni i primi mesi, si diventa più efficienti: se prima dedicavamo venti minuti alla preparazione del primo figlio, ora, quasi per magia, nello stesso lasso di tempo ne vestiamo due (punti esperienza, ndr).

Il nostro corpo è riuscito ad abituarsi ai nuovi orari, la stanchezza da cronica è diventata più sostenibile, oltre al papà abbiamo coinvolto nel nostro menage anche nonni, cugini, zii e parenti tutti e siamo tornate a respirare.

Ed è ora che dovete cominciare a preoccuparvi, perché le vere sfide arrivano adesso, ossia quando i vostri figli cominciano a crescere e si rendono conto che “l’altro” è il nemico.

Via allora alle gelosie, ai litigi, alle scazzottate, ai capricci…Non temete, c’è sempre il lato bello della cosa.

Entrambi i vostri figli, care bismamme, sono in grado di ragionare. E se ve la giocate bene, questo sarà il vostro asso nella manica.

Detto questo, siete ancora certe di voler diventare una mamma bis e fare un secondo figlio, magari a pochi anni di distanza del primo?

No, perché io vi ho avvertito, eh!

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2 Comments

  • L'angolo di me stessa

    Figurati punti esperienza che accumulo io con tre figli in 4 anni!

    Ricordo i primi tempi del Vitellino, che si passa 14 mesi con la Belva, incrociavo mio marito nel corridoio ed era l’unico punto dove ci comunicavamo le cose. Non avevamo ancora whatsapp, ora è tutto più semplice, ci diciamo le cose per chat, visto che tanto ormai con tre di loro nemmeno a tavola è possibile comunicare!!!
    Però ti dirò, io ero molto più stanca e avevo pochissimo tempo con una che con tre, proprio perché diventi la maga degli incastri e il tuo fisico ormai è assuefatto alla stanchezza!

    • Priscilla

      Ciao, infatti io penso sempre a chi ha più figli di me, a quanto deve essere faticoso ma allo stesso tempo fantastico, perché quando si hanno dei bambini l’amore, si sa, si moltiplica.
      La tua situazione mi ricorda la mia, dove più che conviventi io e il mio compagno spesso sembriamo dei coinquilini e per fortuna c’è whatsup per gestire gli aspetti organizzativi.
      Comunque poi le cose pian piano si si sistemano,o almeno mi serve illudermi che sia così.

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