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Il Natale da noi è una cosa seria.

Oddio, non sono una di quelle fan sfegatate che comincia a contare i giorni che mancano al Natale ai primi di gennaio o che a luglio ha già pronti e impacchettati tutti i regali, compreso quello per la cugina ottantenne della suocera che vediamo se ci va bene una volta ogni tre anni.

Ma quando arriva dicembre, allora lì mi trasformo.

Il Santo Spirito Natalizio si impossessa di me e parto per la tangente.

Decorazioni, lucine, canti natalizi, film che conosco ormai a memoria.

Del resto, ho l'attenuante: due bimbi in età pre-scolare a cui voglio far vivere appieno la magia del Natale.

La preparazione al Natale, frase che riecheggia inquietanti lezioni religiose, passa anche per altre vie.

Oggi affrontiamo il tema delle letture (non sacre, ma profane).

Per far comprendere ai bambini cosa accadrà e trasportarli in un mondo magico, a me piace scegliere con loro dei libri che parlino dell'eroe numero due (il numero uno per noi è sempre lei, Santa Lucia).

5 libri per bambini per prepararsi al Natale

Dunque, dicevamo, i libri.

Quest'anno dalla nostra escursione alla biblioteca comunale abbiamo recuperato questi 5 volumi che ci sono piaciuti assai.

  • "Il piccolo Babbo Natale diventa grande" di A. Stohner e H. Wilson

Un libricino che tocca i temi dell'emarginazione e della poca attenzione che spesso noi adulti concediamo ai bambini.

C'è questo piccolo Babbo Natale, molto diligente e introverso, che sta preparando i biscotti.

Ad un certo punto si accorge di non avere abbastanza zucchero e allora che fa? Esce a cercarlo.

Nessuno degli altri Babbi Natale si accorge di lui: sono troppo intenti a ridere e a scherzare tra di loro.

Avvilito, il piccolo Babbo Natale rientra in casa. Ma quello che non sa è che il capo dei Babbi Natale ha in serbo per lui una grande sorpresa...

  • "Una visita speciale" di K.Snapp

E' un piccolo libricino pop-up, pieno di finestrelle da aprire. Grandi illustrazioni tutte colorate, poche frasi e tanta magia.

  • "Babbo Natale" di M.L.Giraldo

E' il giorno della vigilia di Natale. Babbo Natale ed i suoi folletti stanno finendo di caricare i regali sulla slitta, ma ecco che qualcuno bussa alla porta.

Chi sarà mai? E' il postino che, tutto trafelato, consegna delle letterine ritardatarie al povero Babba Natale.

E ora come si fa? Niente paura, i folletti e il Babbo risolveranno tutto ed ogni bambino avrà i suoi regali.

  • "Babbo Natale" di R.Pagnoni

Questo in realtà è un libro per bimbi più piccoli, ma i miei bimbi lo hanno scelto per via delle finestrelle.

In dodici pagine l'autrice ci racconta cosa fa Babbo Natale quando torna a casa dopo aver consegnato tutti i regali.

Ai bimbi piace perché non è così scontato chiedersi cosa farà dopo, di solito ci si concentra sul prima o sul durante.

  • "Babbo Natale: l'esperto di giocattoli numero uno al mondo" di M.Frazee

Un libro particolare, che insegna ai bambini quanto sia importante ascoltare gli altri e concedere loro tutta l'attenzione che meritano.

Anche Babbo Natale fa così: passa tanto tempo ad ascoltare i desideri di ogni bambino, che si scrive attentamente sul suo quaderno.

Quando poi il Natale di avvicina, pensa intensamente ad ogni bambino e cerca di capire quale sarebbe per lui il regalo più adatto.

Poi, con pazienza, trova e impacchetta ogni singolo giocattolo, testato e provato da lui personalmente.

Ed infine, il momento che Babbo Natale ama di più: consegnare i suoi regali, fatti con tanto amore, ai bambini bravi di tutto il mondo.

Questa in breve la nostra selezione di quest'anno.

Se avete altre proposte da suggerire siamo tutt'orecchi.

Come sempre, un grande ringraziamento a Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

Buona continuazione!

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Il Natale è alle porte e la corsa ai regali si fa sempre più pressante.

Mi capita spesso di sentire qua e là stralci di conversazioni su cosa regalare ai bambini.

"Prendiamo questo o quest'altro?"

"Mah, non saprei proprio. Alla fine poi tanto hanno già tutto"

Ecco, questa frase mi destabilizza parecchio.

E' vero, i nostri figli hanno tutto il necessario per vivere bene: cibo, vestiti, un tetto sopra la testa...

E' altrettanto vero che sempre più spesso li subissiamo di beni materiali come se non ci fosse un domani.

Non mi voglio addentrare sui millemila motivi che portano a questo risultato o ai milioni di conseguenze che tale accumulo di beni materiali può provocare sui bambini.

Volevo solo rispondere a chi dice che oramai i bambini hanno tutto.

In realtà quello che a loro manca è vivere le cose, fare esperienze, passare del tempo accanto ai genitori o alle persone a cui vogliono bene.

E allora perché invece che comperare il solito trenino o la solita bambola non puntiamo su qualcosa di diverso?

Non sono contraria al giocattolo in sé, li ho presi anche io per i miei figli, dico solo che si può fare sia l'uno che l'altro.

Magari questa volta regaliamo un gioco in meno e un'esperienza in più.

Regalare esperienze ai bambini: perché farlo

Quando decidiamo di regalare un'esperienza ai bambini in realtà nella maggior parte dei casi stiamo facendo un regalo esperienziale a tutta la famiglia.

Quindi oltre all'esperienza in sé ci stiamo assumendo anche l'impegno di trascorrere del tempo con loro.

Fare un regalo esperienziale vuol dire proporre ai bambini di vivere un'esperienza diversa da solito, offrire un input che potrebbe portare a qualcos'altro.

E' come gettare un sasso in uno stagno: non sappiamo quanto grandi e intense saranno le onde di propagazione.

Regali esperienziali da fare ai bambini: cosa scegliere

Cosa si può scegliere da regalare ai nostri figli?

Beh, di regali esperienziali da fare ce n'è per tutti i gusti e per tutte le età.

Qui ve ne elenco alcuni:

  • esperienze culturali: si può programmare una bella visita in qualche museo, a seconda dell'età. Perché non fare un salto nella Villa del Balì oppure a visitare il Museo dell'automobile di Torino?
  • esperienze con animali: per chi ama gli animali si può scovare un maneggio dove provare ad andare a cavallo o magari programmare un'escursione a dorso d'asino. La cosa più semplice è visitare una fattoria didattica. Per chi vuole vedere animali meno "nostrani" si può organizzare invece una gita in qualche parco faunistico o addirittura al mitico Acquario di Genova;
  • esperienze da favola: chi è appassionato di fiabe rimarrà a bocca aperta nel paese di Pinocchio o si perderà inseguendo gli gnomi nel Giocabosco. Indimenticabili le gite ai parchi divertimento che in occasione del Natale danno davvero il meglio di sé;
  • esperienze avventurose: chi ama le avventure e gli sport può scegliere tra discese in canoa, gite in miniera o percorsi appesi alle funi sugli alberi;
  • esperienze creative: per i più estrosi si può scegliere un corso di cucina o iscriversi a un mini-corso di pittura.

Queste sono solo alcune delle proposte che si possono fare, poi la fantasia non ha limiti: i miei figli per esempio ci hanno chiesto qualcosa inerente agli aerei e noi ci stiamo organizzando.

Regali esperienziali per bambini e famiglie: dove acquistarli

Francamente non ho idea di dove si possano acquistare.

Immagino che ci saranno anche dei cofanetti studiati per le esigenze ed i desideri dei più piccoli, così come ci sono quelli per gli adulti.

In tutta sincerità a me piace organizzarmi da sola: a mio fratello e al mio nipotino farò trovare una busta con un coupon da me confezionato per andare a provare i go-kart.

Quando vorranno farlo, basterà che mi avvisino, prenoterò e pagherò per loro.

Altrimenti potete contattare anche la struttura di riferimento (se già ne avete in mente una) e chiedere se è possibile pre-acquistare i biglietti.

Le possibilità sono davvero infinite.

Volete mettere poi la soddisfazione di regalare un'esperienza unica e indimenticabile?

Cosa ne pensate: la trovate una buona idea oppure no? Lo fareste?

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Alessia Gazzola è una delle scrittrici italiane che ho potuto seguire fin dal suo primo romanzo, "L'allieva".

Ciò che mi ha colpito di lei quando l'ho incontrata durante il Milano Book City dello scorso novembre è quell'aria sperduta e ingenua di "non so bene dove sono e come mai mi trovo qui".

In questo credo rispecchi molto la sua Alice, l'eroina di tutti i suoi romanzi.

Alice infatti è caratterizzata proprio da una certa goffaggine e da un certa tendenza a mettersi nei pasticci da sola, a complicarsi la vita in maniera incredibile.

Ed è così che continua a fare anche nell'ultimo libro della serie che la vede come protagonista, "Il ladro gentiluomo", tema di questo venerdì del libro.

"Il ladro gentiluomo" di Alessia Gazzola

Un consiglio che voglio darvi è questo: prima di buttarvi su questo romanzo sarebbe meglio leggere quelli precedenti.

Se però volete tentare, la storia è sempre auto conclusiva ma potreste avere delle difficoltà con i riferimenti alla vita della protagonista.

" Il ladro gentiluomo" ci stupisce già dall'ambientazione: non più la caotica Roma, a cui eravamo abituati, bensì una nuova città.

La perfida Wally infatti ha prontamente accolto la richiesta di Alice di essere spostata in un altro istituto e, con quel pizzico di malvagità che la contraddistingue, l'ha spedita niente meno che nella fredda e piovosa Domodossola.

Inutile dire che la nostra eroina non ha preso per niente bene il trasferimento, dal momento che le cose tra lei e Claudio Conforti, il medico di cui è da sempre innamorata, stanno andando proprio bene.

Non tutti i mali però vengono per nuocere: Domodossola alla fine si rivela una meravigliosa città, sia per le sue bellezze architettoniche e paesaggistiche, sia per le persone gentili e disponibili che ci vivono.

Anche il posto di lavoro è una vera rivelazione: il superiore è un uomo simpatico e ragionevole e i colleghi sono poco competitivi e più propensi a farsi gli affari loro.

Alice prende in mano la sua vita, da donna matura ed emancipata: si butta a capofitto nel lavoro, aspettando il momento di incontrare il suo fidanzato.

Purtroppo la sua inclinazione a combinare pasticci la mette nuovamente nei guai.

Durante l'autopsia di un giovane ragazzo dell'Europa dell'Est, morto in seguito ad una caduta durante una rapina in villa, Alice rinviene nello stomaco del cadavere un enorme diamante rosa.

Quasi non fa in tempo a capacitarsi della scoperta che si presenta un sedicente poliziotto, dall'improbabile nome di Alessandro Manzoni, a cui la povera Alice consegna ingenuamente la pietra preziosa.

Il suo gesto innesca tutta una serie di avvenimenti che la troveranno, suo malgrado, impegnata nell'ennesima indagine.

Come sempre, la trama poliziesca si lega alla vita sentimentale della ragazza.

Proprio quando le cose tra lei e Conforti sembrano andare così bene, succede un fatto sconvolgente che ribalterà nuovamente la situazione.

La fine del romanzo vede la soluzione del caso con un importante colpo di scena e la fine (o l'inizio) della storia d'amore con Claudio oltreoceano.

"Il ladro gentiluomo" di Alessia Gazzola: recensione

Ho trovato l'ottavo romanzo della serie dedicata ad Alice veramente sorprendente.

Come avevo già accennato, si vede una certa maturità sia della scrittrice che della protagonista.

Alessia Gazzola infatti mantiene sempre il suo stile colloquiale e giovanile, ma si spinge in un'analisi molto più approfondita dei suoi personaggi.

Per la prima volta infatti un'intera parte della storia viene narrata dal punto di vista di Claudio e qui l'autrice ci mette al corrente anche di alcuni fatti della vita privata dell'uomo del mistero.

Alice viene messa a nudo in tutte le sue sfumature e si vede come sia maturata anche passando attraverso esperienze dolorose.

La trama poliziesca, per ammissione della stessa autrice, è un omaggio ai romanzi del genere più famosi da cui riprende la figura romantica del ladro gentiluomo all'Arsenio Lupin.

Come sempre, è il lato rosa da chick-lit a farla da padrone: l'eterno e altalenante rapporto con un uomo narcisista e maschilista che si rivela però essere per certi aspetti diverso dalla solita figura del seduttore sciupa-femmine.

In conclusione, "Il ladro gentiluomo" è un romanzo godibilissimo, ben scritto e strutturato, l'ideale sia per chi ama i gialli sia per chi predilige il genere rosa.

Quello che ho apprezzato di più è proprio il percorso di maturazione e crescita della scrittrice e della protagonista, impossibile da non notare per chi come me la segue ormai da tempo.

Chissà se ci sarà anche un nono romanzo...

SCHEDA TECNICA

Titolo: Il ladro gentiluomo

Autore: Gazzola Alessia

Editore: Longanesi

Anno di pubblicazione: novembre 2018

Pagine: 299

Come sempre, un grande ringraziamento  a Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

Una domanda veloce per voi: quando avete tra le mani un nuovo romanzo, leggete la prefazione e i ringraziamenti?

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Ieri sera ho fatto un po' di pulizia nel mio portafoglio.

Di soldi ce n'erano pochi, mischiati a scontrini di ogni tipo e di ogni data, perché il portafoglio è il luogo dove tutto si accumula.

Dato che c'ero, ne ho approfittato anche per riordinare le varie tessere: ora ogni attività commerciale ti rilascia la sua card e a sentir loro il fatto stesso di possederla ti aprirebbe le porte del Paradiso!

Ad ogni modo c'è una carta a cui sono particolarmente affezionata - no, non sto parlando del bancomat o della carta di credito, quello è scontato!- .

Si tratta della Viviparchi Card, una delle più grandi scoperte degli ultimi anni.

Viviparchi Card: che cos'è

La Viviparchi Card è una tessera con validità annuale che offre molti vantaggi alle famiglie con figli fino ai tredici anni di età.

Grazie alle sue numerose convenzioni con strutture di varie tipologie permette al nucleo famigliare di risparmiare cifre considerevoli durante tutto l'anno.

Basta infatti acquistare la carta ad una cifra irrisoria pari a € 25 per assicurare sconti e promozioni in ogni regione d'Italia.

Vi faccio un esempio: io ho due bambini e se vado a Movieland presentando la carta un bambino entra gratis perché io pago un biglietto intero e l'altro bambino entra gratis perché il mio compagno paga anche lui il biglietto intero.

Morale della favola: paghiamo solo noi adulti.

Il che per noi è davvero conveniente: abitando vicino alla zona dei parchi del Garda, avete idea di cosa significa godere di un simile vantaggio?

La Viviparchi Card si può utilizzare tutte le volte che si vuole, in qualsiasi regione italiana in qualsiasi periodo dell'anno: sul sito ufficiale trovate tutte le strutture convenzionate.

Per farvi una panoramica veloce, le strutture vengono suddivise in varie categorie:

  • acqua
  • divertimento
  • natura
  • sport invernali
  • strutture ricettive
  • turismo e cultura
  • servizi e benessere

Già così si capisce che l'offerta è molto varia: spazia da parchi del divertimento come Gardaland a musei come il Vigamus il museo dei videogiochi di Roma, dal Villaggio della Salute Più in Emilia Romagna al Planetario di Bari, ma offre anche convenzioni con comprensori sciistici come quello dell'Aprica e Corteno e addirittura con hotel o ristoranti.

Ce n'è davvero per tutti i gusti!

Io la tengo sempre nel portafoglio e me la porto anche in vacanza: è capitato più volte infatti di decidere all'ultimo momento di visitare qualcosa o di provare un parco e di scoprire con somma gioia che i bambini entravano gratis.

Viviparchi Card: come si usa

Usare la Viviparchi Card è semplicissimo: basta esibirla nelle biglietterie delle varie strutture per godere di sconti, ingressi gratuiti o altre agevolazioni.

Nella maggior parte dei casi viene offerto l' ingresso gratuito ai figli (fino ad un massimo di due) entro i 13 anni di età a condizione che ognuno sia accompagnato da un adulto pagante tariffa intera.

Viviparchi Card: dove si acquista

Potete acquistare la Viviparchi Card direttamente dal sito ufficiale e farvela recapitare comodamente a casa.

So che offrono anche sconti di gruppo vantaggiosi se ci si organizza con altre famiglie.

Ricordatevi che è valida un anno dal 1 dicembre  al 30 novembre dell'anno successivo. Questo vuol dire che se decidete di prenderla ad aprile non scadrà nell'aprile dell'anno dopo, ma scadrà sempre il 30 novembre.

Viviparchi Card: a chi conviene davvero

Viviparchi Card è la soluzione ideale per tutte le famiglie con bambini al di sotto dei tredici anni che amano provare nuove esperienze, dal semplice parco a tema al museo o alla miniera.

Facciamo parlare i numeri.

Poniamo il caso che si voglia andare a fare una gita al parco faunistico Le Cornelle:

ogni adulto paga 16 €

ogni bambino dai due anni in su paga 12 €

Quindi il mio nucleo familiare spenderà € 56.

Ma siccome ho la Viviparchi Card i bambini entrano gratis e pago solo € 32.

Praticamente ho già risparmiato € 24 utilizzando la Viviparchi Card un'unica volta.

Il che significa che recupero la spesa della carta dal secondo utilizzo.

E le famiglie lo sanno bene: entrare nei parchi divertimento, nei parchi acquatici o solo nei musei incide parecchio sul budget familiare.

Cosa state aspettando allora? Comperate ora la Viviparchi Card 2019: mille esperienze vi stanno aspettando!

Da parte mia ringrazio la direzione di Viviparchi che mi ha dato per la prima volta in omaggio la magica carta!

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Mancano pochi giorni al tredici dicembre, il giorno preferito di ogni bambino della mia zona: la festa di Santa Lucia.

Santa Lucia surclassa di gran lunga perfino Babbo Natale, perché qui da noi è lei che porta doni e dolci ai bambini buoni.

Esistono mille modi per celebrare questa ricorrenza ed io sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da proporre ai miei bambini e da fare eventualmente diventare una delle nostre tradizioni familiari.

Parlando con una coppia di amici che hanno vissuto a lungo in Svezia ho scoperto che esistono dei bellissimi dolcetti che si fanno per celebrare la notte più lunga dell'anno.

Sono i Lussekatter o Gatti di Santa Lucia. Come potevo non farmi incuriosire da un dolcetto con questo nome?

Ovviamente mi sono fatta dare la ricetta e l'ho sperimentata subito.

Il risultato è stato...imprevedibile.

Lussekatter: Gatti o dolcetti di Santa Lucia

In Svezia il culto di Santa Lucia è molto diffuso e per celebrare la Santa che simbolicamente è  legata alla luce i popoli nordici si sono inventati questi dolcetti, il cui colore giallo brillante è legato all'uso massiccio dello zafferano (che da quelle parti costa meno che qui).

Si tratta di una sorta di panini morbidi aromatizzati con lo zafferano e spennellati con l'uovo che conferiscono ai lussekatter un colore giallo brillante che richiama appunto la luce del sole.

Come ogni tradizione che si rispetti, i Gatti di Santa Lucia affondano le loro radici nel folklore locale.

Pare infatti che il nome riporti al filone delle lingue germaniche: lussekatter ha in sé l'etimologia della parola Lucifero (portatore di luce).

Infatti secondo le leggende nordiche i gatti, simbolo del diavolo, durante la notte facevano i dispetti ai bambini mentre Gesù, sotto l'aspetto di un bambino, portava ai bimbi buoni dolci e doni.

Quindi, per esorcizzare le paure ancestrali, si sfornavano questi dolci di colore giallo brillante che tenevano lontane le tenebre.

Lussekatter: come preparare i Gatti o dolcetti di Santa Lucia

La ricetta che mi hanno fornito i miei amici è di una semplicità disarmante e si presta benissimo per essere preparata con l'aiuto dei nostri piccoli chef.

Ecco gli ingredienti:

  • 600 grammi di farina 0
  • 200 grammi di farina di Manitoba
  • 200 grammi di zucchero
  • 150 grammi di burro
  • 250 grammi di latte
  • un cubetto di lievito di birra
  • quattro bustine di zafferano
  • uvetta sultanina
  • un uovo per spennellare

Con queste dosi a me sono venuti una ventina di Gatti di Santa Lucia, ma dipende sempre da quanto li fate grandi.

La ricetta prevedeva un grammo di zafferano che sono circa sei bustine, ma io ne avevo solo quattro.

Vi garantisco che già con queste dosi il sapore dello zafferano si sente davvero molto.

Come preparare i Lussekatter: procedimento senza Bimby

Preparare i Gatti di Santa Lucia è semplice.

Cominciamo intiepidendo in un pentolino il latte e il burro.

Mentre si scaldano, setacciate la farina.

Riprendete il pentolino e controllate il latte.

Quando la temperatura sarà di circa 37 gradi (se non avete un termometro provatela con il dito: se sentite caldo ma non vi scottate allora la temperatura è giusta), sbriciolate il cubetto di lievito di birra e lasciatelo sciogliere.

Unite lo zucchero e lo zafferano e mischiate bene.

A questo punto versate i liquidi sopra la farina e iniziate ad impastare.

Dovrete ottenere un composto elastico e che non si appiccica alle dita, come quello della pizza per intenderci.

Riponete la vostra palla in un luogo tiepido (il forno scaldato senza ventola o vicino al termosifone), coprite con un panno umido e lasciate lievitare per due ore.

Passato questo tempo, preriscaldate il forno a 200°.

Intanto  riprendete l'impasto e lavoratelo velocemente su una spianatoia (non dovreste avere bisogno di infarinarla, perché se l'impasto è della giusta consistenza non si appiccica).

Formate delle palline tutte più o meno della stessa dimensione.

Quando avrete finito, con ogni pallina formate un cordoncino -altrimenti detto biscio- lungo circa una spanna e mezza (i bambini qui si divertono un sacco).

Con ogni biscio formate una lettera "S" che termini con due spirali chiuse (capite bene se guardate la foto).

Disponete ogni Gatto di Santa Lucia su una teglia, spennellateli con l'uovo e con l'uvetta formate gli occhietti dei Gatti.

Lasciate lievitare ancora per una ventina di minuti.

Infornateli sul piano medio del forno, abbassate la temperatura a 180° e fateli cuocere per 12-15 minuti ( non smetterò mai di dire che ogni forno è diverso, per cui controllate la cottura: la mia prima infornata per esempio era molto colorita).

Ora i Lussekatter sono pronti: non vi resta che farli raffreddare e gustarli magari accompagnati da una bella bevanda calda, magari addirittura da una cioccolata.

Come preparare i Lussekatter: procedimento con il Bimby

Se disponete del Bimby, la procedura per preparare i dolcetti di Santa Lucia è questa:

  • mettete nel boccale il latte e il burro: 37°, due minuti, vel. 1;
  • sbriciolate il cubetto di lievito e fatelo sciogliere: 37°, un minuto, vel.1;
  • aggiungete zucchero e zafferano: 30 secondi, vel.1;
  • aggiungete la farina e lavorate a velocità spiga finché l'impasto non si staccherà dalle pareti (scusate, non so essere più precisa perché non ho impostato il tempo).

Versate l'impasto su una spianatoia, formate la palla, copritelo con un tovagliolo umido e fatelo lievitare.

Per il resto procedete come spiegato sopra.

Lussekatter: conservazione

Una volta cotti, i Gatti di Santa Lucia si possono conservare in un contenitore ermetico per un paio di giorni.

Potete decidere anche di congelarli oppure potete tenere l'impasto in frigorifero per un giorno prima di farli.

Lussekatter: varianti

Se non vi piace l'uvetta, che ha una funzione puramente decorativa, potete sostituirla con delle gocce di cioccolato.

Potete aggiungere all'impasto delle noci spezzettate ma ricordatevi che il gusto forte dello zafferano risulta molto coprente.

Per questo ho detto prima che il risultato è stato imprevedibile: mi aspettavo un gusto molto più dolce, mentre invece i Gatti di Santa Lucia sembrano più a dei panini dal deciso gusto di zafferano.

Io comunque li ho sperimentati con un bel pezzetto di gorgonzola e mi è sembrato un buon abbinamento.

Provateli anche voi e fatemi sapere che cosa ne pensate.

Bon appétit e buona Santa Lucia!

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A volte mi sorprendo di quanto il tempo passi veloce.

Ti giri e ti rigiri tra i mille impegni quotidiani facendo fronte agli imprevisti (questa settimana ne ho avuti davvero tanti, tra bambini malati a turno da recuperare alla materna, visite, code estenuanti agli sportelli..).

Insomma, poi guardi il calendario e scopri che è venerdì e quindi è ora di parlare di libri.

Per questo venerdì del libro vi propongo una storia inquietante, sanguinaria e attuale tanto che sono andata a verificare che non fosse stata tratta da una vicenda realmente accaduta.

Mezzanotte alla libreria delle Grandi Idee: trama

Un titolo promettente, poetico, quasi rassicurante che invece nasconde un thriller mozzafiato scritto dall'americano Matthew Sullivan.

La libreria delle Grandi Idee non è una libreria come tante altre. Sorta nel vecchio deposito di lampadine di un quartiere degradato di Denver, la libreria delle Grandi Idee di fatto è il riparo di giovani e anziani senzatetto, i Topi di Libreria, ognuno con il suo bagaglio di segreti e di disperazione.

Lydia, l'introversa e timida libraia, si prende cura a suo modo di tutti loro: ascolta i loro racconti, li conforta nei momenti più cupi, regala a tutti un sorriso.

Proprio a lei tocca trovare a mezzanotte il corpo senza vita di Joey.

Il povero ragazzo, infelice e solo, ha deciso di togliersi la vita impiccarsi all'interno della libreria.

Come se questo fatto non fosse già abbastanza inquietante di per sé, Lydia trova nella tasca del giovane una foto che la ritrae, ancora bambina, con altri due amici d'infanzia.

La foto trascina la ragazza verso una parte della sua vita che Lydia vorrebbe rimanesse sepolta per sempre.

Purtroppo per lei l'impiccagione di Joey innesca una caccia al tesoro che si connette a doppio filo alla sua vita di prima.

Prima che il padre la trascinasse a vivere in una sperduta cittadina sui monti, prima che lasciasse il suo lavoro di bibliotecario per diventare un'altra persona, prima che Lydia smettesse di avere un minimo di dialogo con l'unico componente della sua famiglia.

Joey crea e nasconde nei libri un codice che conduce la libraia alla soluzione di uno dei misteri che da vent'anni grava sulla città di Denver: l'identità del Martellatore, sinistra figura che una notte ha fatto strage di un'intera famiglia, lasciando in vita un'unica superstite.

Mezzanotte alla libreria delle Grandi Idee: recensione

Ho seguito con interesse l'indagine di Lydia che raccoglie l'eredità del giovane ragazzo morto suicida.

Matthew Sullivan in questo romanzo d'esordio riesce a tenere avvinta l'attenzione del lettore gettando indizi qua e là come se fossero le briciole di pane del proverbiale Pollicino.

Attraverso uno stile narrativo secco ed essenziale, la storia si dipana su due diversi assi temporali: le vicende del presente e quelle del passato.

Solo nel capitolo finale vediamo come le due linee temporali si sovrappongano fino a combaciare.

E' un percorso che, gira che ti rigira, ci riporta al punto di partenza, sia dal punto di vista spaziale che temporale.

E' avvincente vedere come tenendo un unico punto fisso - la notte che cambia per sempre la vita dei protagonisti- l'autore innesti una trama secondaria che conduce alla soluzione dell'intera vicenda.

Ancor più intrigante è vedere come la dimensione narrativa possa raggiungere dei picchi di suspense senza creare colpi di scena straordinari.

L'intera vicenda si regge sul fatto che quel che è accaduto poteva succedere in qualunque posto ad ognuno di noi, perché i personaggi sono quanto mai banali e umani.

Nessuno di loro è perfetto, ognuno ha il suo bagaglio di colpe da portare sulle spalle: il timido Joey che è stato in carcere per aver gettato sassi da un cavalcavia, Lydia che ha nascosto il suo passato anche al fidanzato David, Raj colpevole di non essersi potuto affrancare dal potere del padre e così via.

"Mezzanotte alla libreria delle Grandi Idee" è un giallo basato sulle passioni umane e sui problemi sociali del mondo moderno.

Ci offre squarci profondi sulla solitudine degli emarginati, tocca temi scomodi come l'abbandono dei minori e le violenze familiari, ci obbliga a fronteggiare situazioni ordinarie al limite del paradossale, che diventano però quasi un simbolo dell'era moderna.

Mattew Sullivan non è un autore di thriller d'evasione, non è per lettrici senza pelo sullo stomaco e anime candide.

SCHEDA TECNICA

Titolo: Mezzanotte alla Libreria delle Grandi Idee

Autore: Matthew Sullivan

Traduzione a cura di L.Bernardi

Editore: Longanesi

Anno di pubblicazione: 2018

Pagine: 380

Come sempre un doveroso ringraziamento a Paola di Homemademamma, la creatrice del venerdì del libro.

Attendo i vostri suggerimenti di lettura.

Buon fine settimana!

 

 

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