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Buon lunedì, questa è una piccola comunicazione di servizio: volevo solo informarvi che il blog si prende una piccola pausa per andare in vacanza.

Ci aspetta il sole della Puglia, il suo mare, la sua cultura e il suo cibo.

Ci attendono nuovi incontri, nuove avventure e nuove esperienze.

E poi come continuerà la nostra estate? Non abbiamo ancora fatto progetti, ma sarà fantastica.

Qui sul blog non ci saranno nuovi post, ma se volete possiamo sempre tenerci in contatto attraverso la pagina Facebook e Instgram o, se siete più moderni, cercate il mio canale su Telegram.

Vi auguro una buona estate, stimolante e rilassante.

Riposatevi, viaggiate, divertitevi, semplicemente godetevi la vita.

Ci sentiamo al rientro, avrò sicuramente tante cose da raccontarvi.

Buone vacanze!

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Margherita Oggero è una scrittrice italiana, torinese, ex professoressa di lettere.

Scrive gialli. Ed io non la conoscevo affatto.

Ultimamente mi sto rendendo davvero conto che la mia ignoranza degli autori nostrani contemporanei è alquanto gigantesca.

Il caso ha voluto che facessi la mia conoscenza di Margherita Oggero proprio con "La collega tatuata", il suo primo romanzo.

La collega tatuata di Margherita Oggero: la trama in breve

Protagonista della vicenda è la profia, cioè professoressa, Camilla.

Donna di quarant'anni, realista, cinica, auto ironica con un carattere irriverente e a tratti esuberante, la nostra Camilla ama la letteratura che tenta di insegnare nel miglior modo possibile  -cioè con tanta passione e scarsi risultati- ai suoi studenti.

Sposata da anni con Renzo, uomo solido e a suo modo brillante, hanno una figlia di otto anni, Livietta, acuta e divertente.

Compongono la famiglia la vecchia madre di Camilla e un bassotto dispettoso e vendicativo.

Con l'inizio dell'anno scolastico, nell'istituto torinese dove lavora Camilla arriva lei, Bianca De Lenchantin, la nuova professoressa di inglese.

Es è subito antipatia a prima vista. Bianca è così perfetta, nei suoi eleganti tailleur, così ricca, con borse firmate e un'agenda di prim'ordine, così snob, con la puzza sotto il naso.

Inoltre odia i cani e basterebbe solo questo per farla risultare antipatica a Camilla, che la etichetta subito come "la stronza".

La profia conduce una vita molto abitudinaria, tentando a volte con risultati discutibili di conciliare lavoro e famiglia.

Finché un giorno tutto cambia: il giornale riporta la notizia dell'assassinio di Bianca.

In Camilla si risveglia un'insana curiosità che la porta ad indagare servendosi di una rete di informatori non convenzionale.

Le indagini ufficiali vengono condotte da Gaetano, commissario affascinante e intrigante.

Tra Gaetano e Camilla scoccherà un'imprevedibile scintilla.

Chissà se si trasformerà in qualcosa di più...

Intanto la strana coppia, con fatica e perseveranza, riuscirà a far luce sull'omicidio di Bianca.

Ma le loro indagini non finiscono qui, perché alla profia è dedicata una serie di romanzi, per mia immensa gioia.

La collega tatuata di Margherita Oggero: recensione

"La collega tatuata" non è un libro che ti prende subito.

Sei lì che leggi un giallo, ti aspetti che accada qualcosa e invece niente fino a pagina sessanta.

Non è che dopo il ritmo diventi più serrato, ma per lo meno ora sai cosa aspettarti.

Noioso, direte voi. Beh, non proprio.

La particolarità della Oggero sta nei personaggi: per essere un thriller è uno di quelli vecchio stampo, un po' sulla base della signora in giallo, per intenderci.

Un'impeccabile professoressa, con famiglia al seguito, che si improvvisa detective.

Eppure, non risulta tanto improbabile. E questo per merito della penna dell'autrice.

La Oggero ha uno stile molto particolare che o odi o ami: periodi lunghi, poche virgole ed un uso non convenzionale della punteggiatura.

Non pesante, semmai faticoso: prima di abituarmi mi ci sono volute quasi venti pagine!

Superato questo scoglio, se vogliamo definirlo così, ci imbattiamo nella gestione dell'impianto narrativo.

Come ho detto sopra, non succede nulla fino a pagina sessanta.

Se considerate che le pagine in totale sono XXX, capite cosa implica questa scelta.

Così si rischia che il lettore si scoraggi subito e abbandoni il libro lì, sul comodino.

Ma secondo me quello della Oggero è stato un rischio calcolato: non sono i frequenti colpi di scena il suo punto di forza, ma piuttosto un modo di narrare che non è facile incontrare.

La scrittrice è donna di spessore, colta, raffinata e si diverte a giocare con il suo lettore in modo sottile: un riferimento letterario qui, uno là, una cosa detta velatamente per bocca di un personaggio...et voilà, la sua tela è pronta.

Come se non bastasse, un altro punto a suo favore è la caratterizzazione dei personaggi, dalla protagonista alla vecchia madre, passando per Livietta e non trascurando neppure l'amato bassotto.

Non si dilunga in descrizioni sterili e prolisse, ma delinea la personalità dei personaggi attraverso le loro idiosincrasie e le loro azioni.

Maestra della penna, la Oggero ci regala splendide e vivide immagini anche dei suoi concittadini, all'apparenza freddi e composti, ma sotto sotto con una propensione al pettegolezzo quasi comica.

Avrete capito che io mi sono molto rispecchiata in Camilla: madre lavoratrice che fa i salti mortali per fare tutto e bene, con un bassotto dispettoso che si sente trascurato e si vendica facendo pipì ovunque (qui sostituite con la gatta), una relazione lunga e stabile, a volte un po' noiosa, una grande curiosità...

Insomma, "La collega tatuata" è un romanzo che sa stupire ma non è una lettura per tutti i palati.

Come sempre, un ringraziamento a Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

Buona lettura!

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Io e CF adoriamo partecipare ai pic-nic.

Ci piace molto la sensazione di libertà, il clima informale e goliardico che si crea quando si mangia all'aperto con altre persone.

L'ideale è quando riusciamo a trovare un'area attrezzata che abbia anche il barbecue.

Il problema, almeno nella nostra zona, è che i BBQ sono sempre sotto numerati, del tipo che se va bene ce n'è uno per quattro tavoli, il che significa uno da dividere con altri tre gruppi di persone affamate e scatenate.

Allora, quando si decide di fare una grigliata all'aperto qualcuno si deve immolare, alzarsi presto e correre ad occupare il barbecue.

Un paio di anni fa, sull'onda dell'entusiasmo, CF ha deciso di comperare un barbecue da tenere in giardino per organizzare delle favolose grigliate senza doversi spostare.

E' uno di quegli strumenti ingombranti, massicci che certo non si può portare in giro, completo di coperchio.

Potenzialmente ci si può cuocere perfino la pizza, pensate un po'.

Comunque CF ha deciso di imparare l'arte del BBQ, ché saper usare bene tale strumento non significa schiaffare su una bisteccazza e aspettare che cuocia lentamente.

Cucinare con il barbecue è un'arte davvero. E qui entro in gioco io, anzi, entra in gioco lei, Eleonora.

Ma andiamo con ordine. Mi sono imbattuta nel blog di Eleonora Magon, "Letto a quattro piazze", davvero per caso.

Questa donna mi ha colpito sotto molti aspetti e, credetemi, non basterebbe un'intera serie di post per descriverla.

Tra le varie cose che fa, l'autrice di "Letto a quattro piazze" si diletta pure con il barbecue.

https://datemiunam.it/wp-content/uploads/2018/07/datemiunam-barbecue-grigliate-ricette-polpette-.jpg

All'inizio CF era diffidente, ché nell'immaginario comune il BBQ è una cosa da uomo.

Beh, si è rassicurato quando gli ho gentilmente spiegato che Eleonora è un Giudice Certificato Internazionale di BBQ!

Abbiamo provato molte sue ricette che hanno riscosso un grande successo.

E da quel momento Eleonora per noi è semplicemente "la regina del BBQ".

Ho avuto poi la fortuna di incontrarla di persona in occasione del Mammacheblog 2018, da cosa nasce cosa ed è quindi con grande gioia che oggi condivido con voi una delle sue ricette più buone: le polpette al barbecue.

Ecco il post che Eleonora ha scritto apposta per l'occasione:

Polpette al barbeque

Estate per me fa rima con grigliate.

E’ il momento ideale per trascorrere le domeniche fuori in giardino con gli amici e preparare carne e verdure al BBQ.

Sono una grande appassionata e sfrenata mangiatrice di carne cucinata al BBQ.

Priscilla, l’amica che mi ha chiesto di consigliarle una ricetta per la famosa grigliata di ferragosto, mi ha da sempre ( con mio immenso piacere) chiamata “la regina del BBQ”.

Ad essere sincera sono più brava ad assaggiare che a cucinare la carne alla griglia, non per niente sono diventata Giudice Certificato Internazionale di BBQ.

Ma non perdiamo tempo in chiacchiere, ti spiego come fare delle facilissime polpette al barbecue.

Ovviamente devi essere dotato di un BBQ americano, per capirci di quelli con il coperchio.

Polpette al barbeque: ingrdienti per 15 polpette

  • 650 Gr di macinato di manzo, (perfetto quello per hamburger). La carne deve avere circa il 15% - 20% di grasso, per risultare morbida e saporita, con la carne magra rischi di ottenere delle pietre, gustose ma un po’ dure.
  • Pangrattato qb
  • 2 uova grandi
  • Aglio finemente tritato
  • 8 fette sottili di bacon
  • Rub (un misto spezie secche)
  • Salsa barbecue qb

PREPARAZIONE RUB

Mischiare tutti gli ingredienti successivamente elencati in una ciotola rendendo omogeneo il composto. Conservarlo fino all’utilizzo in un contenitore ermetico.

Di  RUB ce ne sono una varietà infinita, per questa ricetta utilizzeremo quello classico che spesso viene utilizzato sulle costine. L’unica attenzione è quella di rispettare le proporzioni degli ingredienti.

  • 3 cucchiai di sale
  • 2 cucchiaini di paprika
  • 1 cucchiaino di pepe
  • 1 cucchiaino di aglio in polvere
  • 60gr di zucchero di canna grezzo.

Polpette al barbeque: procedimento

In una ciotola mischia la tritata, il pangrattato, le uova e l’aglio con le mani.

Quando avrai amalgamato il tutto bene, prepara le 15 polpette (circa 3 cm) poi avvolgi intorno ad ogni polpetta mezza fetta di bacon fermandola con uno stuzzicadenti.

Poi ricopri le polpette con il rub già pronto.

Non ti resta che accendere il BBQ, posizionare le polpette sulla griglia ben oliata e chiudere il coperchio.

Lasciale in cottura per circa 20 minuti e quando saranno ben rosolate spennella sopra ad ogni polpetta la salsa barbecue.

Richiudi il coperchio per altri 5 minuti.

Ecco, le tue polpette sono pronte, dopo averle fatte riposare per 5 minuti le puoi servire lasciando i tuoi ospiti a bocca aperta.

Buona grigliata a tutti!

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Foto presa dal sito https://www.seriouseats.com/

Ecco, allora cosa ne pensate? Scommetto che anche voi  non sapevate che il bbq si può utilizzare anche per le polpette!

E non è tutto lì. Per saperne di più date un'occhiata al blog di Eleonora e poi fatemi sapere qual è la vostra ricetta preferita.

 

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datemiunam-farmaci-indispensabili-bambini-in-viaggioTra cinque giorni partiamo. Quest'anno più che mai l'eccitazione che si respira è tanto palpabile da poter essere toccata con mano.

CF ha già sottoposto a rigidi controlli l'auto: gomme, freni, olio tutte quelle cose di cui non capisco nulla e di cui non voglio impicciarmi.

Su queste cose se posso delego molto volentieri.

La Ninfa, dal canto suo, sta facendo il conto alla rovescia.

"Tra quanto partiamo? Quanti giorni? Cinque? Sette?" E mi mostra la mano con le dita alzate.

Per l'occasione ho creato con un foglio un calendario speciale, così almeno mi lascia in pace e non mi fa la stessa domanda ventimila volte al giorno -in realtà continua, ma si dà la risposta da sola, come con gli esercizi di autocorrezione-.

Assieme al fratello ha preparato gli zainetti con i giochi che vogliono portare nella casa al mare (un bilocale affittato per una settimana), di cui hanno comunque voluto vedere le foto.

"Il bagno c'è, vero?"

"E i letti, come sono i letti?"

Ogni sera il gruppetto di giochi subisce delle modifiche: un dinosauro sparisce a favore di un trattore, una bambola cede il posto ad un peluche.

Solo io non mi sono ancora lasciata trasportare da questo clima generale, forse perché sabato mi sembra ancora così lontano...

CF ieri con noncuranza ha buttato lì un "Forse è meglio che inizi a preparare la roba"

Eppure dovrebbe saperlo che non mi piace preparare i bagagli in anticipo, anche per una questione di scaramanzia.

E poi quando ho la lista pronta con tutto l'elenco delle cose da mettere in valigia mi basta un'ora per preparare le cose per tutta la famiglia, compreso quello che devo portare in spiaggia e le cose da lasciare in appartamento.

Comunque, giusto per non sentire la mia metà borbottare come una pentola di fagioli per tutto il tempo, ho deciso di preparare il kit delle medicine.

Non sono una mamma paranoica, so bene che le farmacie si trovano ogni tre per due soprattutto in Italia.

Ma mi piace comunque avere un piccolo equipaggiamento con i farmaci base che mi possono risparmiare corse folli in cerca di una farmacia di turno in un posto che non conosco alla due del mattino.

Premesso che nessuno di noi ha patologie gravi, questo è il mio personalissimo elenco dei farmaci base che non mancano mai quando andiamo in vacanza.

I farmaci da viaggio per bambini ma non solo indispensabili in vacanza

Questa piccola lista è frutto della mia esperienza e mi ha salvato in diverse occasioni, come per esempio lo scorso anno quando Ringhio ha avuto per due giorni una febbre da cavallo o quando CF  ha visto le stelle per il dente del giudizio.

Il mio kit comprende:

  • paracetamolo, come Tachipirina, in sciroppo per i bambini, in compresse per gli adulti ma anche in supposte. Infatti, in caso di vomito, le soluzioni via bocca sono da scartare per forza;
  • paracetamolo e codeina, come Co-efferalgan per noi adulti, utile quando il dolore è particolarmente acuto come nel caso di mal di denti;
  • ibuprofene, come Nurofen febbre e dolore, uno sciroppo che ho imparato su istruzioni del pediatra a utilizzare per il pupo;
  • termometro;
  • sciroppo per la tosse che quest'anno sembra non voler passare. Ultimamente da quello a base di lumaca ci siamo spostati sul Grintuss;
  • fermenti lattici a volontà, basta anche la classica Enterogermina per tutta la famiglia;
  • farmaci che bloccano la dissenteria (Gelenterum per i bambini e Imodium o Dissenten per gli adulti, oltre alle bustine di Biotrap)
  • prodotti che agiscono all'opposto, cioè combattono la stitichezza, come la mannite oppure le suppostine di glicerina per i bambini (non ho mai usato i clisteri, ma tanti li portano e si trovano bene) e dei lassativi per adulti come Movicol;
  • soluzioni saline e reidratanti, come Idravita, in caso di perdita veloce e consistente di sali minerali;
  • gocce per gli occhi, io preferisco le monouso, come le gocce di Euphralia ideali per lenire gli occhi anche dopo una giornata al mare;
  • disinfettante liquido da tenere in appartamento e le pratiche salviettine monouso da tenere in borsa;
  • cerotti e garze;
  • repellente per insetti;
  • dopo-puntura (io adoro le penne e ho scoperto che ci sono anche quelle apposite per le meduse);
  • crema antistaminica come Polaramin, utile anche per le punture di insetti ma per me vitale in caso di eritema solare (mi è capitato per la prima volta in Croazia una decina di anni fa, mai avuto prima, ma un prurito sulla zona del décolletté impressionante);
  • crema all'arnica per le botte dei bambini;
  • gel aloe vera, che adoro, anche da mettere sulle scottature che mi procuro quando cucino;
  • crema tea-tree che, come per l'aloe, ha mille usi.

Di solito preparo una bustina che tengo in borsa con le quattro cose che potrebbero servirmi sempre, come cerotti, salviettine disinfettanti, repellente per insetti e dopo-puntura.

Come vedete, nel mio kit di medicinali base si trovano farmaci tradizionali affiancati a prodotti omeopatici o più naturali.

Molte persone che conosco mettono in valigia anche un antibiotico a largo spettro. Di norma, se in quel momento non stiamo facendo una cura antibiotica, io non lo metto.

Gli antibiotici, e questo vale anche per quelli a largo spettro, non sono farmaci da prendere alla leggera, soprattutto non sono medicinali da somministrare ai bambini senza chiare e precise indicazioni mediche, per cui non rientrano nel mio elenco base.

Sono curiosa di sapere invece voi cosa fate: portate un minimo di medicinali, fate come mia mamma che addirittura si porta le prescrizioni mediche "perché non si sa mai" o non prendete nulla perché tanto le farmacie ci sono ovunque?

Secondo voi poi devo aggiungere qualcosa alla lista?

Attendo i vostri consigli nei commenti qui sotto.

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datemiunam-chiara-gamberale-la-zona-cieca-libro-romanzo-recensione-tramaQuando ho preso in mano "La zona cieca" di Chiara Gamberale non sapevo a cosa sarei andata incontro.

Non avevo mai letto niente prima di quest'autrice italiana, tanto famosa e tanto osannata.

Dopo le prime due pagine, mi sono detta: "Ma no, dai, un romanzo d'amore, ma che palle!".

Però non ho voluto mollare e ho proseguito.

Alla decima pagina avevo già cambiato idea: altro che romanzo d'amore, qui l'amore viene vivisezionato, tritato e sputato fuori.

Ho proseguito, piena di curiosità e aspettative, e ho finito il romanzo in una notte (ecco perché oggi mi sento molto rincoglionita stanca).

La zona cieca di Chiara Gamberale: trama

Lidia e Lorenzo sono una coppia come -purtroppo- tante altre: lei ha un passato di gravi disturbi alimentari e di cliniche psichiatriche, lui è uno scrittore narcisista con un matrimonio fallito alle spalle.

Il 29 febbraio si incontrano per caso in un luna-park e capiscono subito di essere attratti l'uno dall'altra. Del resto, già il fatto di essersi incontrati in un giorno così speciale è un chiaro segno del destino.

Inizia così la loro relazione amorosa che finisce con il trascinarsi  inevitabilmente tra alti e bassi, tra tradimenti, sospetti, litigi e riappacificazioni.

E' una storia all'apparenza scontata, ma non lo è affatto.

La trama poggia le basi sull'assioma che ognuno di noi ha una zona cieca, cioè una il lato di noi che noi non vediamo ma gli altri sìserie di caratteristiche che noi non riusciamo a vedere ma gli altri sì.

Per dirla come la Gamberale:

La zona cieca è il pezzettino di insalata che ci rimane tra i denti.

Lidia, conduttrice radiofonica di un programma chiamato "Sentimentalismi anonimi", è la tipica donna insicura, che ha bisogno di sentirsi ascoltata e accudita, innamorata più dell'amore stesso che del suo innamorato.

Lorenzo, di contro, è il classico artista tormentato, narcisista, che ricerca in modo compulsivo l'adorazione degli altri.

Fin da subito appare chiaro quali siano le dinamiche della coppia: Lorenzo è il maliardo tiranno, mascalzone, che non vuole alcun legame sentimentale.

Lidia è il suo contraltare, convinta di poter salvare l'amato da se stesso, innamorata di lui alla follia, cieca di fronte ai suoi atteggiamenti meschini e cinici tanto è forte il suo bisogno di essere amata.

Il tratto che li accomuna entrambi e che permette alla storia di andare avanti è che hanno disperatamente bisogno l'uno dell'altra.

Questa forma di dipendenza emotiva che li unisce e li separa al tempo stesso è il binario che conduce la trama, di per sé quasi nulla.

Il punto di rottura avviene quando entra in gioco  un amico di penna, il misterioso e improbabile Brian, sciamano irlandese.

La sua funzione è proprio quella di gettare luce sulla zona cieca dei personaggi, di renderli coscienti di quella parte di loro stessi così evidente agli altri.

Grazie ai suoi consigli oscuri e mistici, Lorenzo riesce a finire il suo libro e Lidia riesce a trovare finalmente qualcuno che la ascolti davvero.

Questa è la spinta che porterà i due innamorati, chiusi in una storia che gli altri vedono come malata, a dare una nuova svolta alla loro vita, in un crescendo di emozioni che si concluderà in modo totalmente inaspettato.

La zona cieca di Chiara Gamberale: recensione

Leggere "La zona cieca" non è per niente facile, semmai il contrario.

La vicenda di Lorenzo e Lidia è raccontata attraverso lettere, frammenti di trasmissioni radiofoniche, narrazioni in terza persona, narrazioni in prima persona.

Lo stile è sempre veloce, periodi brevi, secchi quasi "maleducati".

Lo scopo del romanzo è analizzare e sminuzzare questa relazione amorosa malata che non ha apparentemente motivo di esistere.

Trovo affascinante l'idea dell'autrice di parlare dei sentimenti dei protagonisti attraverso i racconti radiofonici, quasi fossero dei messaggi inequivocabili per dire a Lidia "Ehi, ragazza, svegliati! Quello che ti sto raccontando è capitato anche a te."

Ma Lidia è una di quelle donne che preferiscono far finta di niente, mettere la testa sotto la sabbia, piuttosto che affrontare la realtà: succube di Lorenzo, si attacca a lui come una patella allo scoglio.

Anche Lorenzo dal canto suo fa la stessa cosa: continua a dire che vuole andarsene, ma per una faccenda che inizialmente sembra di comodo resta con Lidia, negando sempre di essere innamorato di lei.

Se è facile provare una forte antipatia nei confronti di Lorenzo, il nemico per eccellenza, diversi sono i sentimenti del lettore nei confronti del personaggio femminile: pena, rabbia, indignazione.

Prima o poi nella vita di ogni donna è inevitabile incappare in un narcisista come Lorenzo che fa scattare la nostra innata sindrome della Crocerossina.

Ciononostante, ho apprezzato davvero l'evolversi della vicenda.

In un crescendo emozionale, la Gamberale ci conduce ad un finale che sembra scontato ma non lo è.

"La zona cieca", in definitiva, non è un romanzo d'amore ma un romanzo sull'amore, in primisi sull'amore verso noi stesse.

Ricco di pathos, tira fuori il lato peggiore di noi e attraverso questa catarsi arriviamo alla fine emotivamente sfiancati, ma liberi e puliti.

"La zona cieca" è una lettura scomoda, amara e difficile, sicuramente non un romanzo da leggere sotto l'ombrellone.

Eppure quel che rimane alla fine è la sensazione di essere più vicini a noi stesse.

Come sempre, un grazie di cuore alla mitica Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

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Pare che le temperature estive siano in netto rialzo.

Se da una parte apprezzo questa notizia, visto che tra poco sarò in ferie, da un'altra la cosa mi disturba: adoro l'estatema, da quando sono rimasta incinta la prima volta, il caldo mi infastidisce parecchio.

Le alte temperature però creano disagi anche ai nostri amici animali, non solo a noi.

E se noi possiamo lamentarci, inveire, maledire perché dotati di parola, i nostri amici ci mandano chiari segnali in un altro modo.

In questo post voglio darvi alcuni suggerimenti per rinfrescare gli animali durante la calura estiva.

Consigli utili per rinfrescare gli animali in estate

Cani, gatti, criceti e perfino i pesci soffrono il caldo come noi esseri umani, se non di più.

Anche se non sono dotati di parole, gli animali ci inviano chiari segnali per comunicare che hanno caldo.

Il mio gatto, per esempio, cerca sempre di infilarsi in cantina e si acciambella su un gradino dove vegeta per l'intero pomeriggio.

Ci sono alcune strategie che possiamo adottare per aiutare i nostri amici a sconfiggere il caldo.

La tecnologia può aiutarci: l'aria condizionata va bene se regolata tra i 21° gradi e i 26° gradi, non indirizziamo il getto direttamente su cani, gatti o criceti che potrebbero risentire dello sbalzo di temperatura e raffreddarsi troppo.

Anche il ventilatore può bastare: il getto d'aria è generalmente ben tollerato dai nostri pets, ma alcuni non gradiscono il rumore.

Se i vostri animali sono ancora dei cuccioli, fate attenzione: loro vedono il ventilatore come un gioco e potrebbero saltarci sopra o trovare il modo di infilare le loro zampette attraverso la rete di protezione o, peggio ancora, le loro code potrebbero inavvertitamente essere prese dalle pale con risultati disastrosi.

Potete servirvi di asciugamani umidi da posizionare in qualche angolo della casa o in qualche zona ombreggiata del giardino oppure, cosa che il mio cane adora, utilizzare un materassino refrigerante: lo mettete nel freezer per un po' poi lo togliete , ci stendete sopra un asciugamano et voilà: il cane se ne sta al fresco.

Se ne avete la possibilità, perché non mettete una vaschetta grande o una piccola piscina gonfiabile in giardino?

I cani apprezzeranno molto, garantito!

Mi raccomando, mai e poi mai usare il ghiaccio a contatto diretto con la pelle del vostro amico a quattro zampe ( e nemmeno su di noi), ma avere sempre l'accortezza di mettere un panno prima di appoggiare il ghiaccio sul corpo per non provocare geloni.

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Sempre parlando di pelle, sapete che anche gli animali possono scottarsi?

Per non correre rischi, se volete tosare il vostro cane o gatto, accertatevi sempre che il pelo non sia troppo corto.

Potete anche  servirvi di creme solari con formulazioni apposite per la cute degli animali.

Ovviamente, vale sempre la regola aurea e sensata di fare in modo che cani e gatti che stanno fuori casa possano trovare refrigerio in luoghi ombreggiati.

A questo proposito, mi raccomando, evitate di trascinare il vostro povero cane in lunghe passeggiate o addirittura in allenamenti di jogging durante le ore più calde della giornata, piuttosto uscite la mattina presto o la sera quando le temperature iniziano ad abbassarsi.

Durante le passeggiate con i vostri cani, ricordatevi sempre di portare con voi una ciotola di acqua e fate bere spesso il vostro amico: come per i bambini, gli animali soffrono la disidratazione.

A tal proposito, non sto a perdere neanche un secondo a dire che non bisogna lasciare i vostri animali in auto, neanche con i finestrini abbassati e in un posto all'ombra, vero?!

Ragazzi, è reato, senza contare che c'è gente matta che si diverte a rubare gli animali, specialmente se di razza.

Se vedete un animale incustodito in macchina, siete invitati a chiamare il 112 segnalando il problema, come consiglia l'OIPA.

Un altro accorgimento, quando andate a passeggio con i vostri cani, sono le museruole: non usate museruole che impediscano al cane di aprire la bocca, tirare fuori la lingua e ansimare. Questa è una tecnica che tutti gli animali hanno a disposizione per abbassare la temperatura corporea.

Cani, gatti e company infatti non sudano e ansimano per favorire lo scambio di calore attraverso la respirazione.

Se glielo impedite, il cane rischia di avere un colpo di calore.

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Come per noi, anche l'alimentazione dei nostri pets deve essere modificata in base alla stagione.

Non sto parlando di mettere a dieta i nostri pelosetti per la prova costume (il mio gatto sì, perché è ingrassato, ma a questo ci pensa il veterinario), ma di aggiustare l'alimentazione per  apportare più liquidi.

Quindi, oltre a non far mai mancare acqua fresca a volontà, usate il cibo umido piuttosto delle crocchette (io alterno, la mattina crocchette e la sera bocconcini) e scegliete formule più ricche di verdure.

Non preoccupatevi se i vostri animali perderanno un po' di peso: in estate un calo ponderale è normale e frequente.

Ai criceti date più verdura e anche qualche pezzetto di frutta, non tenete la gabbia in un posto soleggiato e non esponetela ma direttamente al getto dell'aria, nemmeno quella del ventilatore.

I criceti sono molto più delicati di quanto si pensi e potrebbero raffreddarsi troppo.

Piuttosto, ecco un trucco per rinfrescare il vostro piccolo roditore: mettete attorno alla gabbietta delle bottiglie di acqua ghiacciata per abbassare la temperatura.

Ed infine, un consiglio per i pesci: acquari, vasche e bocce mai sotto il sole, altrimenti bollite i vostri amici che rischiano di morire perché l'acqua si surriscalda troppo: per un pesce rosso la temperatura ideale è attorno ai 25° gradi.

Bastano questi pochi accorgimenti per alleviare i fastidi legati al caldo e risollevare i nostri pets, assicurandoci la loro eterna gratitudine.

 

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