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Bookdreams 2019: i libri che vorrei leggere il prossimo anno

Questo potrebbe essere l’ultimo post dell’anno dedicato al venerdì del libro.

Ho in mente di restaurare il blog quindi dovrei tenerlo bloccato per un certo periodo, ma vi aggiornerò nei prossimi giorni.

Questo post dunque è un post speciale, che parla sempre di libri ma in un altro modo.

All’inizio, per la verità, avevo pensato di scrivere qualcosa che riassumesse le letture fatte in questi dodici mesi, ma poi ho preferito lasciare stare per un attimo il passato e proiettarmi verso il futuro.

Bookdreams 2019: che cos’è

Cogliendo la palla al balzo ho deciso di aderire all’iniziativa promossa da due blogger che amo molto, Rita di “ParoleOmbra” e Bruna Athena de “Il mondo di Athena”.

L’iniziativa consiste nel condividere i titoli dei libri che si vorrebbero leggere il prossimo anno, a metà tra una sfida personale e un modo diverso dal solito per confrontarsi con gli altri.

Su Facebook e Instagram potete aderire utilizzando l’hashtag #booksdream2019.

Bookdreams 2019: cosa ho scelto

Non so che tipo di lettori voi siate, ma io sono una lettrice assai confusionaria.

Mi piace spaziare tra generi diversi, non ho un’epoca preferita e nemmeno sono devota in toto ad un unico autore.

Sembro una banderuola che gira dove soffia il vento e il vento di solito è il mio umore.

Ho una lista di titoli pressoché infinita che continua inevitabilmente ad allungarsi, perché oltre ai libri lì elencati leggo anche quei soggetti interessanti che mi capitano a tiro.

Selezionare quindi dei testi da leggere per il 2019, dei libri dei desideri, non è stato facile come avevo pensato all’inizio.

Matteo Strukul che ho conosciuto proprio quest’anno, per me è stato una rivelazione. La passione e la ricerca storica che sono alla base dei suoi romanzi mi affascinano molto

Quindi “Inquisizione Michelangelo” apre la mia lista.

Sempre in ambito storico ma di un altro genere mi attira molto anche “Patria” di Fernando Aramburu che unisce in più anche la saga familiare.

La critica ne ha molto parlato e così sono curiosa di scoprire se la fama che ha sia davvero meritata.

Dalla Spagna facciamo un salto in Nord Europa, con un romanzo di cui non conosco nulla, ma dal titolo invitante: “Le abitudini della volpi” di Arnaldur Indridason.

Un thriller ambientato nella selvaggia natura del regno delle nevi, tra passato e presente.

Troppo freddo per i vostri gusti? Andiamo a scaldarci in Africa, allora!

“Tropico dei perdenti” di Roberto Parodi, personaggio che conosco per i suoi video ironici che ogni tanto CF mi propone di guardare.

Beh, insomma, oltre ai video ne ha fatte di cose. Questo è il terzo romanzo dedicato al suo alter-ego Scheggia ed io voglio cominciare proprio da qui.

Sempre incentrato sul tema della ricerca di sé stessi seppur in modo più leggero è il romanzo “Quattro uomini in fuga” di un altro autore italiano, Gianfranco Calligarich.

Probabilmente, benché donna, sento in me il desiderio latente di fuggire altrove o magari la crisi di mezz’età inizia a farsi sentire.

Fatto sta che viaggi on the road sono una delle mie passioni e ci sono tante città che vorrei visitare.

Una di queste è Istanbul, caotica, multietnica e contraddittoria. Proprio qui Ayse Kulin, forse una delle più famose scrittrici turche, ambienta il suo ultimo romanzo “Le quattro donne di Istanbul”.

 

Si tratta di una saga familiare che tocca temi scottanti come l’integrazione, il senso di appartenenza ed il concetto stesso di patria.

Le donne sono anche le protagoniste del romanzo d’esordio di Laetitia Colombani, sceneggiatrice, regista e attrice francese.

Nel suo “La treccia” racconta le vicende di tre donne diverse per cultura, estrazione sociale e luogo di appartenenza i cui destini, però, sono saldamente interconnessi come le tre ciocche di capelli che compongono una treccia, appunto.

Quale sarà il punto di incontro delle loro vite?

Il destino gioca un ruolo importante anche in un vecchio -relativamente- romanzo ambientato in Cina da cui è stato tratto anche un film: “Balzac e la piccola sarta cinese”.

Dai Sijie è un’autore ormai affermato e deve la sua fama proprio a questo libro.

Un altro romanzo di cui continuo da troppo tempo a rimandare la lettura, per un motivo o per l’altro, è quello di uno dei più grandi scrittori del secolo scorso.

Si tratta di “Divorzio a Buda” di Sandor Marai: ne ho sempre sentito parlare, mi sono imbattuta spesso in citazioni tratte da questo romanzo o in riferimenti espliciti, per cui sarebbe proprio ora di leggerlo.

Nella mia interminabile lista figura da un pezzo anche un romanzo più adatto ad un pubblico giovanile, ossia “Una ragazza fuori moda” di Louisa May Alcott, celeberrima per le sue “Piccole donne”.

“Piccole donne” e gli altri romanzi dedicati alla famiglia March (vi ho già detto che amo le saghe familiari, no?) hanno rappresentato una pietra miliare della mia vita da lettrice.

Lasciamo i secoli passati e tuffiamoci nella scrittura contemporanea.

“La segretaria” di Renée Knight è appena uscito e sta già facendo molto parlare di sé: voglio appurare se se ne parla perché vale davvero o se invece è più che altro un flop destinato a scoppiare come una bolla di sapone.

E per concludere “L’emporio dei piccoli miracoli” di Keigo HIgashino.

Di quest’autore giapponese non ho mai letto nulla e da qualche parte si deve pur cominciare, o no?

Dodici libri, uno al mese più gli altri “fuori catalogo”.

Dodici desideri di lettura che mi accompagneranno durante tutto il 2019.

Voi vi siete ripromessi di leggere qualche autore o titolo particolare?

Vi va di condividerlo con me?

 

 

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