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Bourges: cosa vedere in un giorno con i bambini

Bourges è un’affascinante cittadina medievale situata alla confluenza dei fiumi Yèvre e Auron. E’ il capoluogo del distretto della Cher, che fa parte della regione della Loira centrale.

Bourges è stata la nostra seconda tappa del viaggio on the road che abbiamo fatto quest’estate in Francia.

Siamo arrivati a Bourges il giorno dopo la nostra visita a Lione, domenica 4 agosto.

Ci tengo a specificare che era una maledetta domenica di sole. Perché maledetta? Perché, troppo abituati agli orari italiani, ci siamo dimenticati che la domenica in Francia è tutto chiuso, non solo i negozi, ma anche bar e ristoranti. In qualche caso fortunato potete imbattervi in qualche boulangerie che lavora la mattina.

Cosa vedere in un giorno a Bourges con i bambini

Bourges ci si presenta quindi come una città fantasma: tutto chiuso, niente traffico, qualche sparuto capannello di turisti che vaga con il naso all’insù come noi.

La città è una commistione di stili architettonici diversi, affiancati e sovrapposti: edifici medievali, gotici, classici e rinascimentali si affacciano sulle vie larghe che tendono a divenire più strette man mano che ci si avvicina al nucleo più antico.

Ci concediamo tutto il tempo necessario per respirare l’atmosfera rilassata e sonnacchiosa di Bourges. Passeggiamo con noncuranza per il centro storico, dando un’occhiata alle vetrine dei negozi di artigianato locale.

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1. Il centro storico e le case a graticcio

Ci ritroviamo nei pressi di Place Gordaine, solitamente piena di gente, musica e colori, dove si possono ammirare le famose case a graticcio che risalgono al 1400.

Secondo la guida, queste case sono circa 430 sparpagliate oltre che nella piazza anche nelle vie limitrofe.

Hanno un’intelaiatura in legno dai colori più o meno sgargianti e una forma non sempre simmetrica. Ai bambini piacciono molto, sembrano le casette che si possono trovare in un paese delle favole, che fanno sorridere con quella loro aria un po’ sghemba.

 

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2. I giardini dell’ Arcivescovado (o de L’Archeveché)

Continuiamo la nostra visita procedendo in direzione della cattedrale di St.Etienne.

Prima di arrivarci, ci ritroviamo immersi nel verde dei giardini dell’Arcivescovado, un bellissimo parco che circonda l’edificio religioso.

Panchine ombreggiate sembrano invitarci a riposare e contemplare la stupenda cattedrale e noi non ce lo facciamo ripetere due volte.

E’ bello vedere quanta cura e impegno vengano dedicati ai parchi nelle aree urbane. E’ una cosa che, a livello generale, mi ha colpito molto in tutta la Francia.

Anche in estate la vegetazione è rigogliosa (sì, certo, merito anche del clima più umido rispetto al nostro), ma parchi, giardini e aiuole sono ben tenuti e soprattutto puliti.

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3. La cattedrale di St. Etienne

La cattedrale di St. Etienne è secondo me il vero gioiello della città. E’ una delle più belle cattedrali in stile gotico, di dimensioni imponenti e con delle vetrate magnifiche che regalano giochi di luce davvero particolari.

L’esterno della cattedrale, costruita tra il 1195 e il 1245, è formato da  30 contrafforti da cui partono  degli archi rampanti che si collegano al corpo centrale.

La facciata è amplia 55 metri ed è compresa fra due imponenti torri campanarie asimmetriche.

Vale la pena visitarla con calma, ammirare i suoi soffitti, le sue arcate e lasciarsi ammaliare da tutti quei riflessi e quei colori.

Mi raccomando, non fatevi intimidire dai 396 scalini che vi porteranno sulla terrazza della Tour de Beurre: sarete ricompensati da un panorama mozzafiato!

Se vi va, dal cielo potete passare sottoterra e visitare la cripta (noi non lo abbiamo fatto), che pare sia anch’essa molto bella.

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4. Palazzo Jacques Couer

Questo edificio, perfetto esempio di stile gotico, mi ha affascinato più per la sua storia che per se stesso. Intendiamoci, è un bel palazzo, ma se non fosse stata l’abitazione di Jacques Couer non sarebbe diventato così famoso.

Questi è stato a lungo l’abitante più noto di Bourges, a cui si deve il motto “A cuori prodi nulla è impossibile” .

Vissuto tra il 1443-1451, di non nobili natali, riuscì a diventare il tesoriere del re Carlo VII, che lo investì della carica nobiliare dieci anni prima della sua morte.

Jacques non era quel che comunemente viene definito una bella persona: immorale, senza scrupoli, usuraio e mercante d’armi divenne talmente ricco da attirarsi le invidie non solo dei nobili ma anche degli altri mercanti, che lo accusarono di svariati crimini.

Perse il favore del re, fu messo in prigione ma riuscì a scappare. Pare che nel 1456 guidò la flotta nella guerra contro i Turchi. Prima di morire, ricevvette il perdono di Luigi XI.

5. Les Marais de Bourges

Questo termine indica una palude bonificata che ha lasciato il posto a orti, giardini, ponticelli e canali. Vi si arriva da Rue de Babylone, ma fate attenzione e seguite attentamente le indicazioni della mappa cartacea (ve la danno all’ufficio turistico oppure la trovate in rete).

Non usate il GPS perché vi manda da tutt’altra parte come è successo anche a noi che siamo stati salvati da altri turisti meno tecnologici. Noi abbiamo praticamente scaricato le batterie degli smart-phone…

In ogni caso, i Marais sono dei canali intervallati da isolette, la maggior parte delle quali sono private, che offrono diversi percorsi nel verde per passeggiare, rilassarsi e mangiare al sacco.

E’ un luogo particolare, ma secondo me sopravvalutato: non vale i soldi dell’ingresso.

Cosa resterà di Bourges?

Bourges rimarrà impresso nella nostra memoria come la città fantasma, dove capannelli di turisti allo sbaraglio vagavano per ore alla ricerca di un posto dove bere qualcosa o di un ristorantino tipico.

E’ un vero peccato non essere rimasti fino all’imbrunire perché la notte la città si rianima: parte infatti la nuit lumiere, ossia la “notte illuminata”: il centro cittadino, in particolare la cattedrale, viene illuminato da una serie di faretti che richiama i giochi di luce delle vetrate.

E’ uno spettacolo suggestivo e mi è spiaciuto non essere riuscita a farlo vedere ai miei bambini. Io ho avuto l’occasione di assistervi anni e anni fa durante un giro in Francia con i miei genitori e me lo ricordo ancora.

Nonostante tutto, però, Bourges ha fatto presa sui piccoli con le sue case sghembe, mentre noi adulti ci siamo innamorati della cattedrale di St. Etienne.

Non ci resta ora che programmare un nuovo viaggio per dare a questa città culturale l’opportunità di farsi conoscere al massimo del suo splendore.

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Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di dicembre 2019 indetto dal blog Trippando

 

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