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BRESCIA DONNA 3.0

Brescia donna 3.0: Emanuela Turella

Buon lunedì e benvenute al nuovo appuntamento con al rubrica dedicata alle leonesse di Brescia.

Lo scorso mese abbiamo parlato di lentezza e di vivere green assieme a Michela del blog “La bella tartaruga”.

La protagonista della puntata di oggi invece ci parlerà di un tema molto attuale: integrazione e mondo arabo. Si chiama Emanuela e gestisce il blog “Per mille cammelli” dove racconta la sua vita con suo figlio e la sua sfrenata passione per la cultura araba.

Perché l’ho scelta

Ho incontrato per caso Emanuela alla mia prima edizione del “Mammacheblog”. Una parola tira l’altra, abbiamo scoperto di vivere entrambe in provincia di Brescia e mi ha lasciato il nome del suo blog che seguo da allora.

Trovo coraggioso, di questi tempi, parlare di cultura araba quando il mondo attorno a noi ha cominciato ad associare il termine “arabo” a “estremista” e “terrorista”.

Intervista a Emanuela di “Per mille cammelli”

  1. Emanuela, raccontaci di te in poche righe: chi sei e cosa fai nella vita?

Tra le varie attività che faccio, remunerate o meno, il lavoro che mi definisce meglio e dà la misura di una me stessa di cui vado fiera è proprio ciò che faccio sul blog: creare contenuti visivi e descrittivi, provare a mettere in pratica attività concrete, dare informazioni e, spero, emozioni alle persone, è ciò che mi descrive meglio nel campo professionale; sono sempre alla ricerca di crescita e miglioramento, la ricerca è un modus operandi derivato dall’impronta umanistica e scientifica appresa al Politecnico di Milano, dove mi sono laureata in architettura.

Sono anche mamma di un ragazzino di 11 anni un po’ violoncellista e un po’ cialtrone e di una gattina persiana di nome Charlotte, soprannominata spesso con nomi improbabili come Lady Gimbarda perché ha un mix di saggio e buffo.

  1. Tre lati di te che ami e tre che detesti

È difficile descrivere se stessi, si rischia di essere troppo critici o troppo indulgenti: da vicino non si osserva mai troppo bene. Alcuni aspetti me li ricordo, non foss’altro che mi condizionano: non amo essere una persona introversa, mai soddisfatta di sé, perfezionista al punto da essere bloccata o rallentata in diverse situazioni; oggi ho imparato a posizionare dei promemoria che mi ricordano che è Meglio fatto che perfetto e talvolta funzionano…

Detesto la mia stanchezza perenne (purtroppo non riesco a tamponarla come vorrei) che mi vincola e limita tanti aspetti della mia vita.

Amo invece la mia capacità di ascolto e il fatto di offrire sempre un’altra possibilità. Aggiungiamo che sono anche piuttosto testarda ma non a tal punto da non cambiare idea se comprendo che esistono alternative migliori. Amo pure il fatto che mi appassiono a un mare di cose, amo la mia curiosità, la mia perenne voglia di imparare qualcosa di nuovo e non ritenermi mai arrivata.

  1. La tua citazione preferita

“Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. Me la porto dietro da sempre, magari potrei aggiornarla con qualcosa di più nuovo ma ancora la sento mia…

  1. Emanuela e il mondo arabo: quando e come è nata questa passione?

E’ nata dopo che ho vissuto in un paese arabo, la Libia, che successivamente ho dovuto lasciare in fretta per via delle “Primavere arabe”. Da quel momento, sentendo la classica nostalgia o mal d’Africa per questo Paese, sono stata spinta a ricreare quelle atmosfere esotiche e perdute tanto diverse dal mio ambiente abituale. Così ho cominciato a ricercare informazioni su tutto ciò che aveva uno stile arabo e nordafricano. La lingua era uno di questi (non l’unico): era una sfida riuscire ad impararla, vedevo che in fondo era ed è possibile.

  1. “Per mille cammelli” è l’originale titolo del tuo blog: quando è nato e di cosa parli nei tuoi post?

Il titolo è nato proprio mentre stavo a Tripoli, da una battuta di un amico di università.

Vedevo tante cose pittoresche, immagini e stravaganze architettoniche o la magia dei paesaggi, tante emozioni che non potevo più tenere solo per me, dovevo raccontarle. Purtroppo nel momento in cui ho impostato il blog non mi fu più possibile tornare laggiù, così inizialmente ho tenuto il punto sulle storie e gli eventi del Paese ma poi non essendo più “sul luogo” ho allargato il campo d’azione a tutto il mondo arabo, un certo mondo arabo… Ad oggi pur mantenendo il filo conduttore della cultura araba, racconto di altro come ad esempio le mie esperienze culinarie o di viaggio. Il punto di forza che lo distingue però sono le lezioni di lingua araba.

  1. Parlare di cultura araba in questi anni non è per niente facile. Cosa ti riproponi di fare attraverso il tuo blog?

Non è facile difatti, ma non è mia intenzione entrare in argomenti politici o sociali “di peso”, lo faccio raramente e con una voce un po’ differente. Anche perché generalmente non sono tematiche di cui mi interessa scrivere, mi piace raccontare una faccia alternativa e glamour.

Nel mio blog voglio narrare di una cultura araba moderna, innovativa, di fashion e life-style, di cucina o arte e di tutto ciò che rende affascinante questo mondo. Ricordiamoci che la penisola araba accoglie le migliori manifestazioni creative di questi anni.

Come dicevo il punto forte del mio blog sono le lezioni di arabo per bambini (ma anche adulti direi): sono delle descrizioni semplici con tante figure che spiegano i rudimenti della scrittura araba, crearle è molto impegnativo dal punto di vista temporale perché disegno da me tutte le immagini e gli schemi che servono a ricordare le parole nuove. Mi diverto tantissimo però.

Ultimamente il mio blog si è allargato al viaggio in generale, quando capita racconto di altro perché nel frattempo si sono aggiunte altre passioni, come nella mia indole…

  1. Che consigli puoi dare a chi vuole approcciarsi per la prima volta a questa cultura millenaria?

Di approcciarsi con curiosità e voglia di cogliere tutte le sfumature locali, ogni zona ha le sue prerogative, a volte diversissime: il nord Africa è molto più rurale e semplice di Abu-Dhabi, non tutti i paesi sono severi e rigidi come si è soliti pensare. Come approccio generale da viaggiatore direi che va sempre bene il When in Rome do as the romans do“, se rispetti sei anche rispettato, questo è valido ovunque.

  1. Emanuela, sei una donna dai mille interessi ma sei anche una mamma: come concili il blog con il resto della tua vita? Quante ore al giorno ci dedichi?

Non lo concilio molto, almeno non in questi ultimi mesi, c’è sempre qualche altra impellenza, lavori e commissioni che non aspettano. Ci sono periodi in cui sono più libera da incombenze altre in cui vivo una frustrazione perché vorrei fare, scrivere, fotografare e non posso o sono continuamente interrotta per cui perdo la concentrazione. Ma generalmente non è mio figlio la causa delle interruzioni nella stesura del blog, anzi, quando lo accompagno alle sue diverse attività trovo le occasioni migliori per concentrarmi e scrivere. Ad esempio in questo momento lui sta a lezione di violoncello e io sto rispondendo a questa intervista.

Nei momenti ideali dedico al blog e ai vari social anche 14 ore di lavoro ma non mi pesa e non mi stanca affatto!

  1. Parliamo di social media, che rapporto hai con Facebook? So che hai una pagina…

L’attività della pagina Facebook è altalenante e non particolarmente attiva. Non amo molto la pagina Facebook ultimamente, non mi stimola, condivido solo qualche informazione pittoresca o particolare sul mondo arabo, oppure aggiorno sull’attività del blog con i miei post o lezioni. Il mio profilo personale invece è più vivace.

  1. Sei iscritta a qualche gruppo di Facebook? Li ritieni utili ai fini della tua attività?

Sì, sono iscritta a diversi gruppi che danno consigli tecnici sulla gestione del blog e di Instagram, alcuni sono particolarmente attivi e gestiti molto bene e li trovo utili e stimolanti; seguo poi alcuni personaggi interessanti che vivono in Medio Oriente, mi piace sentire il loro punto di vista per riflettere e avere spunti per scrivere. A livello personale ho aderito a gruppi che parlano di serie TV, quando posso amo rilassarmi guardandomi dei bei film.

  1. Tra le tue varie passioni c’è anche la fotografia: quanto e come utilizzi Instagram?

Interagisco tantissimo con tante persone su IG, non sono altrettanto generosa in pubblicazioni ma ora che ho finalmente un nuovo smartphone sono più fiduciosa nella qualità degli scatti… IG è più personale non mi piace che sia solo una vetrina delle mie attività, deve essere il racconto di me e di ciò che amo, i paesaggi, la cucina e il nuovo entrato in famiglia, la mia gattina persiana, si sa i gattini…

  1. Cosa pensano i tuoi familiari del tuo blog?

Non pervenuto, due pianeti lontanissimi. Mio figlio invece partecipa, condivide la passione e collabora, anzi fra poco sarà lui il mio cameraman.

  1. Come sarebbe il tuo giorno perfetto?

Un giorno in cui ho l’energia sufficiente per fare ciò che desidero fino a sera. Intanto mi accontento di avere giornate con belle persone.

  1. C’è qualche cosa che sogni di fare da tanto tempo e se sì perché non l’hai ancora fatto?

Ho tanti sogni, il più particolare che occupa i miei pensieri da un anno è un viaggio in Nunavut, nella Terra di Re Guglielmo in Canada, nel Circolo polare Artico. È il luogo in cui a metà Ottocento scomparse l’equipaggio della spedizione Franklin che giunse in quelle terre con due navi (Terror ed Erebus) alla ricerca del Passaggio a Nord-Ovest. È talmente coinvolgente questo avvenimento che coloro che lo conoscono ne sono più che appassionati, ho scoperto di recente che da sud ci si può arrivare quasi agevolmente. Non l’ho ancora realizzato perché per ora non c’è budget…

  1. Quali sono secondo te i tre valori più importanti che vuoi trasmettere a tuo figlio?

L’impegno, con questo si può andare lontano anche se i risultati non si mostrano subito. Vorrei che imparasse a non mollare e lottare per le cose a cui tiene.  E infine a credere e coltivare l’amicizia e le relazioni umane.

Conclusione

Emanuela è una persona eclettica e stravagante, con una profonda cultura e un amore per il sapere. Il suo approccio al mondo arabo ha lo scopo di non far dimenticare che “arabo” vuol dire secoli di studi, di scienza, di matematica, di filosofia, di medicina, di letteratura…

In un mondo sempre più interculturale è bene cercare di capire che “diverso” non è necessariamente sinonimo di “cattivo”.

Perché i bambini lo capiscono e noi no?

SAVE THE DATE: il nostro appuntamento per la quattordicesima  puntata di “Brescia donna 3.0” è per il giorno 21 ottobre.

Venite a conoscere le altre leonesse di Brescia:

 

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