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BRESCIA DONNA 3.0

Brescia donna 3.0: Welda Bertorelli

Buon lunedì e benvenute al nuovo appuntamento con al rubrica dedicata alle leonesse di Brescia.

Ci eravamo lasciate il mese scorso con il blog “Bimbi creativi” di Irene. Sono sicura che tante di voi avranno tratto ispirazione dai suoi tutorial per creare qualche meraviglioso lavoretto con i vostri bambini.

Anche la donna che vi presento oggi è una mamma abile con le mani, ma invece che carta e colla le sue “armi” sono…farina e matterello.

La protagonista di questo mese è Welda del blog “Cioccolato e liquirizia”

Perché l’ho scelta

Ho trovato il blog di Welda mentre cercavo qualche nuovo ricetta con il cioccolato. Se mi seguite da un po’ sapete che potete togliermi tutto -o quasi-ma non il cioccolato.

Sono rimasta colpita dal suo blog, che offre spunti interessanti anche per chi soffre di intolleranze.

Welda mi ha colpito per la sua umiltà: ha un blog molto seguito eppure non è tracotante o arrogante, anzi, semmai il contrario.

In più è disponibile per qualsiasi consiglio o anche per quattro chiacchiere. Competente senza essere pedante, spiega in maniera semplice e chiara e i risultati sono perfetti.

 

Intervista a Welda Bertorelli di “Cioccolato e liquirizia”

1.       Welda, che nome particolare! Ce ne spieghi l’origine?

La famiglia di mia madre ha sempre adorato i nomi particolari tant’è che lei si chiama Erinna. 

Sono la quarta e ultima figlia femmina. Mentre mi aspettava mia madre stava leggendo dei romanzi gialli dell’autore allora famoso Mickey Spillane: il protagonista dei libri è un investigatore privato maschilista e la sua segretaria si chiama Velda. Con una V sola.

Mia madre decide che quel nome le piace e al momento della nascita mi chiamano così.

All’epoca però i documenti non si compilavano in ospedale ma era il padre che andava in comune a dichiarare la nascita e ad iscrivere all’anagrafe. Mio padre non si ricordava bene come fosse scritto il nome e per non sbagliare disse che la V doveva essere W. 

Ed eccomi qui, Welda.

2.       Un po’ di te: due righe per descriverti (lo so, è una cosa difficilissima)

Descriversi è davvero complicato.  Sono  mamma, moglie, figlia, sorella, amica, vicina, strega, runners e un miliardo di altre cose. Mi appassionano i dolci e la montagna. Molto introversa e, come dice mio marito, selvatica e comunque sempre molto, molto, forse troppo schietta e sincera.

Adoro stare all’aria aperta, in  mezzo alla natura.

3.       Cosa fai nella vita?

Attualmente la mamma. Ho due bambine, la grande di dieci anni e la piccola di cinque. Fino a qualche anno fa lavoravo in un ufficio ma con la crisi mi hanno lasciato a casa ed il mondo del lavoro sembra non avere posto per una donna sopra i quarant’anni ed in più  mamma.

4.       Quando ti è venuto in mente di aprire un blog?

Il blog ha quasi quattro anni. Ho sempre adorato i dolci.

Mia nipote è celiaca a mia figlia intollerante al lattosio. Ho iniziato a creare dolci per loro. 

Il problema era che mia sorella e mia nipote vivono dall’altra parte della provincia: io creavo dolci e passavo le ricette a mia sorella, non potendo sempre portarle la torta. 

Il blog è nato principalmente per condividere le ricette con lei e con chi potesse averne bisogno.

5.       Perché un blog sulle intolleranze?

Come dicevo ho sempre amato i dolci, ma soprattutto la pasticceria moderna. 

Al sesto compleanno di mia figlia preparo una torta enorme e fantastica, una bavarese ai tre cioccolati, ricca di panna, latte….Subito dopo scopro che è intollerante al lattosio e il mondo della pasticceria sembra crollarmi addosso.

Niente più torte moderne quindi, visto che gli ingredienti principali sono latte e soprattutto panna.

Non mi sono arresa, ho scoperto di poter fare dei dolci bellissimi e buonissimi anche senza latticini.

Ho unito il senza latticini al senza glutine ed è nato il blog.

6.       Cosa vuol dire avere la certificazione AILI?

AILI è l’Associazione Italiana Latto Intolleranti.

E’ l’associazione che in qualche modo si occupa di noi, che cerca prodotti senza lattosio, che a volte li fa certificare, che fornisce informazioni dettagliate e veritiere sull’intolleranza.

A volte perfino i medici stessi non conoscono a fondo l’argomento e commettono gravissimi errori nella dieta per l’intollerante.

L’associazione è un punto di riferimento.

Chi come me ha un blog COMPLETAMENTE senza lattosio può ottenere il “marchio” Aili’s blog approved, in modo che l’utente finale sappia che del blog ci si può fidare, che le ricette sono sicuramente adatte e che le informazioni fornite sono corrette.

Il mio blog oltretutto non è solo senza lattosio, ma la maggior parte delle ricette sono senza glutine proprio perché è nato per aiutare mia sorella. Nelle mie ricette per scelta non uso i così detti prodotti delattosati, perché in casa per scelta ne utilizziamo pochi e perché molte persone non li tollerano bene.

7.       Descrivici la tua routine quotidiana

Al mattino accompagno le bimbe a scuola e sistemo la casa. Giorno sì e giorno no esco a correre, amo la corsa anche se l’ho “scoperta tardi”. Corro da circa sette anni ma negli ultimi tempi è diventata la mia routine e non potrei più farne a meno. E’ una valvola di sfogo per i pensieri pesanti,  ed in più riesco a stare a contatto con la natura. 

Se non corro preparo un dolce o scrivo la ricetta o sistemo le foto.

Il pomeriggio è dedicato alle mie figlie, ai compiti, ai giochi, alle passeggiate.

Poi ovviamente la preparazione della cena e finalmente quando le bimbe dormono io e mio marito possiamo parlare di noi, della giornata, dei progetti futuri o guardare un telefilm o leggere, stare insieme insomma.

8.       Come inserisci la gestione del blog all’interno della tua giornata?

Molti credono sia facile gestire un blog, invece richiede tempo, impegno e costanza.

La mattina è il momento migliore per me.

Bisogna PENSARE ad un dolce, CREARLO, cercare il modo migliore per FOTOGRAFARLO perché renda l’idea di sofficità, gusto e piacere. Poi bisogna SCRIVERE la ricetta e l’introduzione a cui io sono particolarmente legata.

Non basata dare gli ingredienti e la spiegazione: dietro ogni mia ricetta c’è sempre una storia e amo raccontarla. 

Poi bisogna SISTEMARE LE FOTO perché non sono una professionista e la gestione delle luci e dei colori mi sfugge ancora, quindi il lavoro di post produzione è indispensabile. Presto particolare attenzione alla foto del dolce, per me è fondamentale.

Poi devo marchiare le foto con il nome del blog, perché purtroppo ci sono i furbi che se ne appropriano. 

Ed infine METTERE TUTTO INSIEME, controllare errori, refusi o piccoli dettagli.

Tutto questo mi porta via molto tempo ma adoro farlo!

9.       Qual è il più grosso errore che hai fatto bloggando?

Fidarmi.

All’inizio credevo che CONDIVIDERE  fosse normale, che le altre blogger fossero tutte amiche. 

Ed invece ho scoperto che il mondo virtuale è ancora più difficile del mondo reale.

Per fortuna l’amicizia c’è anche qui ma è ancora più rara.

10.   Quanto sono fondamentali i social per il tuo blog e qual è il tuo social preferito?

Un blog senza social non può esistere. Che siano ricette, viaggi, racconti, consigli, tutte le blogger scrivono per essere lette. E il modo migliore per farsi conoscere sono i social.

Adoro Instagram perché mi piace il mondo della fotografia. Proprio per questo utilizzo molto anche Pintrest.

Il social che porta maggiori visite al blog rimane comunque Facebook anche so non lo amo particolarmente.

11.   Anche le tue figlie condividono con te questa passione?

La passione per la cucina sì. Soprattutto la grande, per motivi di età, ama cucinare. 

Il fatto che io abbia un blog è motivo di vanto a scuola e fra le amiche ma a casa a volte avere una mamma foodblogger non è facile.

Ormai quando faccio una torta o un dolce la frase di rito è: “Mamma, ma possiamo mangiarlo o devi fotografarlo?”

12.   L’ultimo piatto che avete cucinato assieme

Sembrerà strano ma insieme cuciniamo più piatti salati del quotidiano.

Amano fare gli hamburger mescolando spezie e aromi, e ovviamente adorano fare il pane e la pizza!

Come tutti i bambini impastare i biscotti è la loro passione.

13.   Il tuo piatto preferito, quello che non ti stancheresti mai di mangiare 

E’ una domanda difficilissima! 

Non posso sceglierne uno.

Se parliamo di salato adoro la pizza e la peperonata che fa mia madre. A me non esce mai come la sua.

I dolci ovviamente li amo tutti.

Se dovessi sceglierne solo uno sceglierei la crema di nocciole spalmabile fatta in casa.

14.   Da mamma, quali sono i valori che tenti di trasmettere alle tue figlie?

La correttezza, sempre e comunque. 

La gioia di vivere, di guardare il mondo con occhi che sanno sempre scoprire novità e sanno vedere il bello e la magia che ci circonda.

Il saper chiedere scusa, credo sia importantissimo insegnarle che quando si sbaglia è giusto ammetterlo.

Saper trovare la forza dentro se stessi, perché c’è sempre e, anche le difficoltà più dure o dolorose, possono essere affrontare.

Saper comunque chiedere aiuto, perché è vero che da soli possiamo farcela, ma volte in due è meglio e non c’è da vergognarsene.

Essere onesti, con gli altri e con se stessi, a costo di sembrare duri.

Non smettere mai di sognare.

Essendo due femmine vorrei che sapessero che possono fare TUTTO nella vita, che non hanno nessun limite se non quelli che si impongono da sole. 

Ultimo ma più importante il rispetto per gli altri e per se stesse.

15.   Qual è la tua paura più grande?

Non temo la morte, da molto tempo ho superato questo scoglio.

Ma vedo il terrore negli occhi delle mie figlie quando pensano alla mia morte ed io che ho perso mio padre a 16 anni so cosa provano.

Vedo il loro sgomento quando pensano che i nonni un giorno non ci saranno più.

Ho paura del loro dolore.

16.   C’è qualche cosa che sogni di fare da tanto tempo e se sì perché non lo hai ancora fatto?

Di sogni ne ho sempre la testa piena, sono una sognatrice seriale.

Un sogno che ricorrente è quello di avere un mio piccolo negozio, dove poter creare dolci.

Ma non una pasticceria, troppo complicato. 

Amo il cibo, in tutte le sue forme, il cibo vero quello vivo.

Mi piacciono quei piccoli negozi che vendono prodotti a km  0, ortaggi, frutta, cereali, pasta, riso.

Magari sfusi.

Un piccolo mondo dove la gente potrebbe venire e sentirsi a casa, accolta da una fetta di torta o dal pane appena sfornato, dove poter vendere prodotti delle piccole aziende o produttori  locali che lottano ogni giorno per stare a galla e che credono nella genuinità.

Purtroppo per aprire un’attività in Italia, seppur piccola, servono fondi che io non ho.

Non posso nemmeno pensare di indebitarmi a vita e rischiare il futuro della mia famiglia per aprire un negozietto.

Attualmente rimane un sogno, magari se qualcuno ci credesse come ci credo io si potrebbe affrontare insieme.

Un sogno che spero di realizzare la prossima primavera è salire con mio marito sulla cima dell’Adamello per il nostro quindicesimo anno di matrimonio.

Sarà splendido!

Conclusione

Welda ci ha aperto uno spiraglio parlando del mondo delle intolleranze e mostrandoci che, anche chi non lo è, può comunque cucinare con un occhio di riguardo per amici e parenti che lo sono.

In fondo, cucinare implica anche essere in qualche modo responsabili della salute degli altri.

Mi auguro di essere stata in grado di far emergere lo spirito battagliero di Welda, nascosto sotto strati di dolcezza.

Come sempre, potete usare i commenti se avete domande da fare alla nostra food-blogger.

SAVE THE DATE: il nostro appuntamento per la sesta puntata di “Brescia donna 3.0” è per il giorno 25 febbraio.

Venite a conoscere le altre leonesse di Brescia:

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