libri per mamme e papà

“Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Parrin

L’altra sera stavo parlando dei libri letti durante il lockdown con alcune amiche e tra le prime posizioni c’è “Cambiare l’acqua ai fiori”.

“Di che cosa parla?” Mi chiede un’amica

“E’scritto bene o è pesante?” Vuole sapere l’altra.

“Andate sul mio blog che ho fatto la recensione” suggerisco io.

E invece poi mi informano che sul blog la recensione del libro della Parrin non c’è!

Come ho potuto dimenticarmene?

Quindi, a grande richiesta, ecco che questo venerdì del libro non poteva che essere dedicato a questo romanzo.

“Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Parrin: brevi cenni alla trama

Violette è una donna di mezza età che di mestiere fa la guardiana di un cimitero. All’apparenza sciatta e dimessa Violette è in realtà una donna solare e aperta.

Ciò che la rende speciale è la sua capacità innata nell’ascoltare e confortare i congiunti ancora in vita degli ospiti del cimitero.

Il mio mestiere consiste nell’essere discreta, amare il contatto umano e non avere compassione, ma per una donna come me non avere compassione sarebbe come essere astronauta, chirurga, vulcanologa o genetista, non fa parte del mio pianeta né delle mie competenze”

Violette si occupa di aprire e chiudere il cimitero, di controllare che tutto sia sempre in ordine dopo le sepolture, di segnalare eventuali atti di vandalismo.

Ma quello che lei fa va bene al di là delle sue competenze. Per sua stessa ammissione infatti ” […] se uno facesse solo quel che rientra nei propri incarichi la vita sarebbe triste”

Un giorno arriva un uomo, un commissario, con una strana richiesta da parte della madre appena deceduta: quella di essere seppellita nella tomba di un ospite sconosciuto morto tempo prima.

La signora aveva incontrato Violette una sola volta, in occasione di un funerale, e tanto le era bastato per capire che donna eccezzionale si celasse sotto quell’aspetto trascurato.

Il commissario, come è nella sua natura, vuole capire come mai la madre abbia lasciato una richiesta così insolita prima di morire e comincia con tatto ad indagare.

Un segreto tira l’altro, ma proprio dai silenzi nascono le storie più belle, quelle che Violette custodisce quasi gelosamente. E la narrazione si sposta, coinvolgendo personaggi diversi tra loro, fino a diventare quasi un giallo.

Perché anche Violette ha un segreto, tanto grande da averla quasi spenta per sempre. Ma poco a poco il mistero si risolve e Valérie è libera di tornare a risplendere e di ricominciare a vivere.

“Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Parrin: recensione

Ok, dai brevissimi cenni della trama che ho fatto volutamente lacunosa non si capisce dove stia la bellezza e la peculiarità di questo romanzo.

Ebbene, “Cambiare l’acqua ai fiori” è quel genere di libri subdoli che ti penetrano sotto la pelle, arrivano al cuore e non ne escono più.

La trama non è  fitta come in un romanzo thriller, anche perché non lo è, ma la storia si rivela poco a poco, come un gomitolo che cade e inizia a srotolarsi.

Tra ricordi, lettere, diari e dialoghi con i vari personaggi il lettore è lentamente coinvolto nelle vicende personali di Violette, il vero fulcro della storia.

Come in un caleidoscopio la storia cambia di capitolo in capitolo, in modo sottile e senza grandi sbalzi o smottamenti. Sembra quasi di seguire la corrente di un fiume ma a ritroso: qualche ansa, tratti tranquilli, una qualche pozza quasi stagnante, poi in certi tratti il percorso diventa impetuoso fino ad arrivare alla fonte, all’origine del dolore.

Perché di dolore tratta, alla fine, “Cambiare l’acqua ai fiori”: il dolore della perdita, quello di chi sopravvive alla morte improvvisa o annunciata dei loro cari.

Succede sempre così con la morte: più è antica e meno presa ha sui vivi. Il tempo distrugge la vita. Il tempo distrugge la morte”

Ma parla, soprattutto, di rinascita e di speranza: non sono solo i vivi che si prendono cura di noi, ma anche i morti, a modo loro, lo fanno.

“Cambiare l’acqua ai fiori” è un romanzo incentrato sui legami: dall’amicizia all’amore materno si mette in scena l’umanità intera, con tutte le sue sfaccettature.

Nonostante le tematiche forti, lo stile narrativo non è affatto pesante o lamentoso, anzi. La scrittura della Perrain è poesia pura e, se in certi tratti la lacrima ci scappa, non si arriva alla fine della lettura con l’impressione di aver letto un libro triste.

“Cambiare l’acqua ai fiori” è dolce, raffinato, dalle tinte color pastello, impregnato di bellezza fino all’ultima riga. Un omaggio alla vita, più che alla morte.

E’ un lusso essere proprietari del proprio tempo, lo ritengo uno dei più grandi lussi che l’essere umano possa concedersi”

Sebbene molti abbiano paragonato Violette alla Renee de “L’eleganza del riccio” con cui ha senza dubbio molti aspetti in comune, nel complesso a me questo romanzo ne ha ricordato un altro, proprio per l’impostazione e lo stile narrativo, “Nel silenzio delle nostre parole” di Simona Sparaco.

Entrambe hanno capito come creare un percorso catartico per il lettore: alla fine del romanzo è impossibile non sentirsi diversi, arricchiti e in qualche modo “migliori”

Come sempre, un ringraziamento a Paola di “Homemademamma”, creatrice del venerdì del libro.

 

SCHEDA TECNICA

Titolo: Cambiare l’acqua ai fiori
Autore: Valèrie Perrin
Traduttore: Alberto Bracci Testasecca
Casa editrice: edizioni e/o
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 476
L’essere è eterno, l’esistenza un passaggio, la memoria eterna ne sarà il messaggio
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