Oggi è il 14 febbraio, il giorno di San Valentino.

Del resto sarebbe stato impossibile dimenticarsene, visto il continuo martellamento di radio e televisioni, per non parlare della loggia dei fioristi e dei fiorai.

Credo di avere festeggiato la festa degli innamorati solo agli inizi della nostra relazione.

Non perché penso che sia solo una bella invenzione commerciale.

Celebrare il giorno di San Valentino, contrariamente a quanto dicono i più, è una ricorrenza nata nel Medio Evo e solo successivamente sfruttata anche a livello commerciale (che poi, perché non avrebbero dovuto cogliere questa grande opportunità?).

Non lo abbiamo più festeggiato perché solitamente ce ne ricordavamo troppo tardi.

Poi sono arrivati i bambini e ho scoperto che  San Valentino con loro è più divertente!

il 14 febbraio è la festa degli innamorati e va da sé che ogni genitore è "innamorato" dei propri figli e vice versa.

Quest'anno ho quindi deciso di "sfruttare" i miei bambini.

Come? Facendo loro confezionare dei bigliettini simpatici da recapitare alla dolce metà. I classici "Valentines" che si scambiano tradizionalmente gli innamorati.

Si possono stampare dei disegni da far loro colorare e ritagliare su cui scrivere una frase d'amore.

Possiamo utilizzare i nostri pargoli anche come messaggeri per recapitare i bigliettini.

Se avete tempo e voglia, magari potete anche mettere loro un paio di alette "alla cupido".

Immagine tratta da aliexpress.com

 

Per coloro che hanno tempo e voglia, si può preparare con la prole dei cioccolatini casalinghi (non sarebbe San Valentino senza cioccolato!)  o dei biscottini a forma di cuore.

Per la cena, se non potete o volete festeggiare in coppia, perché non cucinate una pizza a forma di cuore?

Oppure magari un esotico risotto di zucca profumato al cacao (che si sa non è San Valentino senza cioccolato).

I bambini si divertiranno un mondo e il risultato sarà carino e simpatico.

Tornando a me, oggi CF lavora fino alle 22, per cui cenare assieme non si può.

Credo che stasera faremo dei biscotti o delle tartine da far trovare al papà assieme ad un simpatico bigliettino e ai suoi cioccolatini preferiti (comprati, però!).

Prepareremo il tavolo in maniera carina per fargli una sorpresa. I bimbi per quell'ora saranno già a letto, ma avranno contribuito ai festeggiamenti.

Quest'anno poi ho comperato anche un regalo, a colpo sicuro!

Come sempre, troverete le foto su Instagram.

Qualunque siano i vostri programmi, tanti auguri!

E non rinunciate a celebrare il giorno più romantico dell'anno!

Non mi stancherò mai di dire che i figli in occasioni come queste non sono un ostacolo, sono un'opportunità!

Coglietela e celebrate degnamente questa ricorrenza.

Happy Valentine's Day a tutte!

 

Finalmente è arrivata la pioggia.

Dopo mesi senza una goccia d'acqua, abbiamo passato il fine settimana sotto una pioggia a tratti torrenziale.

Chi ha dei bambini, sa che restare confinati tra quattro mura a volte diventa difficile.

Solitamente non ci saremmo negati il piacere di passeggiare con l'ombrello, soprattutto Ringhio che aspetta di provare il suo da quando l'ha ricevuto in regalo a fine Ottobre.

Ma proprio domenica mattina la Ninfa si è svegliata con  una febbricciattola serpeggiante, per cui l'idea di uscire è stata accantonata.

Non posso lamentarmi di come si comportano i miei pupi quando siamo a casa.

Non mostrano problemi particolari ad autogestirsi.

La Ninfa passa il suo tempo a disegnare, a giocare con le bambole e inventarsi storie.

Ringhio passa il suo tempo a imitare la sorella e a farle i dispetti.

Quando la situazione degenera, interveniamo io e CF.

Anche questa domenica è andata come da copione.

I bimbi hanno giocato da soli e insieme con le Lego e con gli animali.

Ovviamente, come tra tutti i fratelli, hanno cominciato a litigare.

Allora come spiega il manuale dei bravi genitori, abbiamo tentato verbalizzando di sedare la lite.

I pargoli hanno giocato con il loro papà mentre io mi facevo i fatti miei mi occupavo di altre faccende di vitale importanza.

Quando CF era distrutto a ha chiesto il cambio, ci siamo dedicati alla lettura dei libri.

In perfetto stile hygge, la Ninfa e Ringhio hanno radunato tutti i cuscini sul tappeto rosso della sala.

Abbiamo scelto tre o quattro libri di favole. Anche se non sono bravissima nella sottile arte del "fare le voci", i bimbi si sono comunque divertiti.

Al quarto libro però hanno deciso che ne avevano abbastanza (e per fortuna, ché non avevo più una goccia di saliva in bocca).

Allora, traendo ispirazione dall'ultima favola letta, quella del libro "Chi l'ha fa l'aspetti", ho proposto di preparare una torta tutti assieme.

La scelta è caduta sulla TORTA CAMILLA.

Noi seguiamo una vecchia ricetta di mia nonna.

Essendo però Bimby-munita, l'ho adattata al Bimby.

Quindi vi metto tutti i passaggi per farla utilizzando questo attrezzo.

INGREDIENTI PER UNA TORTIERA DI 24 cm.

  • 180 gr. di zucchero
  • 230 gr. di carote
  • 250 gr. di farina 00
  • 50 gr. di amido di mais
  • 100 gr. di mandorle
  • 2 uova
  • 100 gr. di olio di girasole
  • 100 gr. di latte
  • una bustina di lievito per dolci
  • una steccha di vaniglia (semini)

PROCEDIMENTO

Accendete il forno in modalità statica a 180° C.

Foderate una tortiera da 24 cm apribile con carta forno o imburratela.

Intanto che il forno si scalda, pulite le carote e tagliatele a rondelle. Inseritele nel Bimby: 25 sec. vel.7.

Toglietele e mettetele in un colino a maglia fine. Schiacciatele per fare perdere parte del loro liquido.

Inserite nel boccale le mandorle: 30 sec. vel.8.

In una boule setacciate la farina 00, la farina di mandorle, l'amido di mais e il lievito e mischiate con un cucchiaio.

Inserite nel boccale le due uova e lo zucchero: 3 min. vel.6.

Quando il vostro composto sarà chiaro e spumoso con delle belle bolle grosse, allora inserite le carote: 15 sec. vel.3.

Aprite il boccale e aggiungete il latte, l'olio e i semi del bacello di vaniglia: 10 sec. vel 3.

Infine unite al composto le farine preparate in precedenza: 2 min. vel. 4.

Versate il composto nella tortiera e infornate per 40 min a 180°C. (ricordatevi che le temperature e i tempi di cottura variano leggermente da forno a forno, per cui fate la prova stecchino: se quando pungete il centro della torta l'impasto è umido e rimane attaccato allo stecchino, prolungate il tempo di cottura).

Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella. Una volta fredda, cospargete con zucchero a velo misto a cannella.

Voilà, torta Camilla pronta per essere gustata a merenda e colazione!

Voi cosa fate con i vostri bambini nei giorni di pioggia?

 

 

 

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Qualche giorno fa la Ninfa ha compiuto gli anni.

Sono una mamma socievole, che ama passare il proprio tempo con gli amici, che organizza pranzi e cene e che partecipa agli eventi organizzati dagli altri.

Ma sono anche una mamma che lavora.

Il che significa che di solito arrivo al fine settimana stanca.

Per farla breve, dopo consultazione con l'altro genitore, avevamo deciso che per quest'anno la Ninfa avrebbe festeggiato i suoi quattro anni alla scuola materna.

Festeggiamenti in grande a partire dal prossimo anno.

Ultimamente il tema dei compleanni è molto sentito dai genitori.

Da quel che ho provato personalmente da invitata alle feste dei bambini, ho appurato quanto segue:

  1. la festa di compleanno va annunciata almeno un mese prima tramite invito ufficiale a cui dovrà essere data ufficiale risposta (sia mai che un quatrenne abbia qualche impegno precedente);
  2. si deve scegliere un tema che sarà il filo conduttore della festa, per le bambine va molto Frozen o le Winx, per i maschietti non sono informata;
  3. scelto il tema, si procede con la distribuzione degli inviti (attenzione: non è un vero party se ci sono meno di 20 bambini);
  4. la festa non viene più organizzata in casa (e dove li metto io 20 bambini urlanti in un appartamento di  settanta metri quadrati?), quindi si affitta una stanza solitamente in oratorio;
  5. la location viene poi agghindata con ogni cosa inerente al tema scelto, dallo striscione di auguri, alla torta di compleanno,alla carta igienica del bagno;
  6. la torta di compleanno, secondo la moda corrente, deve essere di almeno due piani, fatta in pasta di zucchero e decorata con il protagonista scelto (ergo, se non siete mastri pasticceri dovete farvela preparare);
  7. il buffet deve servire a sfamare i piccoli invitati e le loro famiglie che, per l'occasione, non mangiano da due giorni;
  8. alla fine della festa, ad ogni invitato viene consegnato un sacchettino di dolci come segno di ringraziamento per essere intervenuto all'evento mondano;
  9. voi, dopo aver passato almeno due ore in compagnia dei genitori dei piccoli invitati, dovete occuparvi della pulizia del locale;
  10. arrivate a sera sfatti, con le orecchie che vi fumano a forza di sentire urlare bambini e adulti, le guance che vi fanno male per i sorrisi forzati elargiti ai genitori vari e gli occhi che vi lacrimano per la stanchezza.

Ergo, come detto sopra, festeggiamenti rimandati al prossimo anno.

Ma le cose non vanno mai come uno se le aspetta.

Alla scuola materna che frequenta la Ninfa i compleanni si festeggiano una volta al mese. Tutti i bambini nati quel mese vengono festeggiati in un'unica soluzione nel tal giorno prefissato dalla nutrizionista che prepara i menù mensili.

A lei spetta il grande compito di stabilire in quale data una fetta di torta rigorosamente industriale scompiglierà meno l'equilibrio alimentare dei bambini.

Questo mese si sono dimenticati di inserire la Ninfa tra i festeggiati.

Per cui per lei niente festa, niente coroncina da principessa, niente canzoncina, niente di niente.

Ovviamente non l'ha presa bene.

Siccome poi le maestre non sono riuscite a farla inserire nei festeggiati di febbraio ( devo ancora capire bene come mai), a restarci male non è stata solo lei.

Va da sè che, cuore di mamma, si doveva trovare un modo per risolvere la situazione.

Allora abbiamo deciso di festeggiare come una volta, ossia domenica pomeriggio festina di compleanno casalinga.

Oltre a noi, erano presenti i nonni e il cuginetto di sette anni, la madrina e il padrino con i loro gemelli che frequentano la scuola primaria e una coppia di amici con due bambine più o meno dell'età della Ninfa e soprattutto con cui lei gioca volentieri.

Ho preparato un piccolo buffet che comprendeva pizzette, salatini, cake pops e la mitica torta di compleanno.

Piccolo buffet dolce e salato! La cosa chè è piaciuta molto ai bambini più grandi è stata il bruco!

 

La Ninfa ha espresso solo due richieste: che la torta fosse di Frozen e di poter indossare il vestito che portava alla vigilia di Natale.

Io amo cucinare, ma i dolci sono il mio tallone d'Achille. Ma quale mamma non farebbe di tutto per accontentare sua figlia?

Quindi mi sono messa d'impegno e ho preparato una torta di compleanno esteticamente gradevole ma soprattutto buonissima (infatti non ne è avanzata nemmeno una fetta!).

Ecco la mia torta DIY a tema Frozen! Magari non perfetta, ma davvero buonissima!

 

La mia bambina ha avuto la sua festicciola, si è vestita da principessa, ha spento le candeline al coro di "Tanti auguri", ha scartato i regali e ha ringraziato tutti gli invitati per aver festeggiato con lei.

La Ninfa alle nove è crollata nel suo lettino, dopo aver giocato come una pazza e aver ballato con tutti.

Prima di chiudere gli occhi, mi ha abbracciato e mi ha detto: "Grazie mamma, è stata una festa meravigliosa, la giornata più bella di sempre!"

Mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, il mio cuore scoppiava d'amore e d'orgoglio.

E' bastato tanto poco a renderla felice!

 

Oggi voglio condividere con voi la recensione del romanzo di Jonas Jonasson, "L'assassino, il prete, il portiere".

 

Per chi non lo conoscesse, Jonas è un autore svedese che è diventato famoso nella nostra penisola con la pubblicazione del volume "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" da cui poi è stato tratto anche un film.

Non ho mail letto i romanzi precedenti.

Questo l'ho scaricato ancora a Novembre.

La lettura della prima parte non è stata proprio entusiasmante.

Forse perché leggere verso mezzanotte, dopo una lunga contrattazione con i bambini su quale favola raccontare, quale canzone cantare, sul letto di chi sedersi per fermarsi a fare compagnia e via dicendo farebbe calare la palpebra a tutti.

Fatto sta che poi, a un certo punto, credo verso pagina trenta o giù di lì, inspiegabilmente sono stata catturata e in pochi giorni ho terminato il tomo.

Perché sto parlando di questo romanzo? Perché è sicuramente tra i libri da leggere.

La trama è semplice e arguta allo stesso tempo: tre personaggi che più malassortiti non si può (una donna prete protestante che non crede in Dio, un giovane portiere di uno sfigato hotel di quarta categoria e un assassino che ha appena finito di scontare la sua pena) si incontrano per caso.

Complice la disperazione e la necessità di sopravvivenza, decidono di mettersi in società. Sfruttando ognuno i propri talenti, creano un business rivolto a tutti coloro che hanno dei conti in sospeso con qualcuno. Dietro laute ricompense, l'assassino si impegna a picchiare su commissione.

Gli affari vanno a gonfie vele, fino a quando, dopo una sconclusionata chiacchierata con il prete, l'assassino decide di intraprendere la retta via e di non picchiare più.

I suoi due soci si ritrovano così appiedati e con alcuni incarichi pagati che rimarranno però non onorati.

Per non rischiare di incorrere nelle ire della loro poco raccomandabile clientela, il portiere e il prete (che nel frattempo si sono innamorati) decidono di scappare con il malloppo compresa la parte del loro socio, scaricando quindi l'assassino dalle vene filantrope.

Da qui in poi la parola d'ordine del romanzo è: adattarsi alla situazione e reinventarsi.

Dopo mille peripezie, mille situazioni improbabili e tragicomiche che a volte rasentano il surreale, la storia si conclude con un bel lieto fine.

"L'assassino, il prete, il portiere" è un libro fuori dagli schemi, politicamente scorretto, dai risvolti imprevedibili.

La dubbia moralità dei protagonisti unita alla vicenda quasi surreale cattura il lettore in un sali-scendi di emozioni e lo porta verso un finale per niente scontato.

Io vi consiglio di leggerlo perché la trama è leggera, vi strappa sicuramente almeno una sana risata.

E' un romanzo particolare, sia per la scelta dei protagonisti sia per la vicenda davvero immorale che viene narrata.

Per lo meno, io non avevo ancora letto niente di simile.

Provare per credere.

Poi aspetto le vostre opinioni.

 

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Se sei una di quelle fortunatissime donne che dopo la gravidanza si ritrova con un fisico da modella pari o addirittura meglio di prima, questo post non fa per te.

Fammi un piacere, passa oltre, grazie.

Se invece sei una di quelle donne normali a cui la gravidanza ha lasciato qualche regalo sul corpo, ecco, allora sei dei nostri.

Anche a te ad un certo punto sarà venuto in mente che era ora di ricominciare.

A fare? Ma a fare sport, naturalmente!

E come si riconosce una mamma in palestra?

Non dai chili di troppo (che, mannaggia, non vogliono saperne di scendere dalla panza o dalle chiappe).

La mamma in palestra si riconosce subito perché giustifica i chili in eccesso con la gravidanza stessa.

"Sì, sono mamma e ho qualche chilo da smaltire".

Nella maggior parte dei casi non specifica che mamma lo è già da un pò, magari giusto giusto quei cinque o sei anni.

E che magari quell'aumento di peso è imputabile ad altro.

Tipo che ti abbuffi di cibo-spazzatura, ti alimenti in modo del tutto casuale mangiandoti pure gli avanzi del pupo  ingurgiti cioccolata senza un domani.

La mamma in palestra si riconosce subito perché ha un aria smarrita e perplessa.

Nell'ordine si chiede :

"Non so perché ho deciso di venire.

Ma sarò nel posto giusto?

E' il corso base, non un livello avanzato, vero?".

La mamma in palestra si distingue dal suo abbigliamento.

Se era una sportiva anche prima di rimanere incinta, sicuramente avrà indosso gli stessi capi di allora.

Con un effetto devastante.

Pantaloni Freddy a vita bassa da cui la pancia straborderà stile bevitore di birra tedesco.

Canottiera super aderente rosa shocking da cui spunteranno due braccia da panettiere con la ciccia che sobbalza ad ogni movimento.

Tette compresse in un ergonomico reggiseno sportivo di due taglie più piccolo.

L'effetto push-up è garantito, ma anche la fuoriuscita delle vostre grazie al minimo salto.

Se invece non era una sportiva, avrà indosso:

pantaloni della tuta sformati che usa tutti i gironi in casa;

maglietta a mezze maniche, bianca o nera, taglia extra-large, con evidenti tracce del passaggio dei pargoli (giusto giusto un bacino prima di andare via);

reggiseno contenitivo con ferretto color carne.

La mamma in palestra tenderà a defilarsi.

Adotterà la tecnica degli studenti nel giorno dell' interrogazione.

Si mimetizzerà nell'ultima fila, possibilmente dietro una colonna.

La mamma in palestra si ritroverà a sbuffare dopo i primi cinque minuti di riscaldamento.

Tenterà di inspirare più aria possibile con suoni tipo mantice.

Sbufferà come un toro impazzito il giorno della corsa dei tori a Pamplona.

Infine si rannicchierà sfatta aspettando che il battito del cuore torni normale, guardando invidiosa le altre donne saltellare senza il minimo sforzo al ritmo della musica.

 

A volte capita anche a me di essere presa dal sacro fuoco del riordino e delle pulizie.

Questo week-end ho messo mano alla mia piccola libreria. Dal fondo di un cassetto ho ripescato un'agenda vecchia, dell'epoca ante-figli.

Ebbene sì, care amiche, quando sei mamma la tua vita si divide in due epoche: quella ante figli e quella post figli.

E sì, so benissimo che l'agenda cartacea è un pò superata, che le più tecnologiche utilizzano quella elettronica, ma io rimango una fedele sostenitrice della carta.

Ma tant'è, volete vedere come è cambiata?

Settimana tipo della me ante-figli

Lunedì pausa pranzo: pranzo con Simo (amica dei tempi dell'università)

Lunedì ore 19: spinning (perché la forma fisica è importante!)

E il pacchetto comprende anche un bel giretto nella zona relax della palestra, con sauna e bagno turco...

Martedì ore 13: appuntamento dall'estetista. Manicure, pedicure e magari un bel massaggio. Perché anche l'occhio vuole la sua parte!

E la sera ore 19,15: aperitivo con due amiche, G. e P. per discutere della festa di compleanno dell'amica S.

Mercoledì: ricordarsi il regalo per la suddetta amica e la sera un bel salto al cinema con CF! Poi magari una birretta al pub lì vicino.

Giovedì pausa pranzo: salto dalla parrucchiera,  l'ordine comincia dalla testa!

La sera di nuovo palestra, magari dopo si fa un salto a casa dell'amica a dare un'occhiata al vestito nuovo che ha preso e magari mi presta pure quella favolosa pochette argento griffata che fa tanto VIP!

Venerdì sera: tutti carichi per la festa di S!!!  Cena in qualche locale trendy e poi via a ballare in qualche posto fichissimo! Al ritorno cornetto e cappucino non ce lo toglie nessuno.

E immuni alla stanchezza, sabato mattina si parte all'alba, si prende un aereo con CF e si va a Barcellona per il week-end!

Ed ecco a voi, siore e siori, l'agenda della me figli-munita:

Lunedì pausa pranzo: stendere e caricare un'altra lavatrice

Lunedì sera: mentre si prepara la cena, intrattenere due pargoli exagitati e con una mano rispondere alla telefonata della nonna di turno, mentre una parte del cervello si occuperà di continuare a ricordarti di preparare i soldi per la gita dell'asilo da consegnare l'indomani.

Martedì pausa pranzo: stirare, stirare, stirare

Martedì sera: sperare di riuscire a sfamare la famiglia, riordinare la casa e schizzare alla velocità della luce alla noiosissima riunione dell'asilo, dove si discuterà di varie ed eventuali. E della gita. Di cui ovviamente avrete dimenticato i soldi.

Mercoledì pausa pranzo: correre con Ringhio alla visita di controllo dal pediatra, riportarlo a casa e ritornare al lavoro.

Mercoledì sera: crollare sfrante sul divano con due bambini belli carichi che saltellano per la stanza mentre CF imperturbabile si prepara per andare al lavoro.

Giovedì pausa pranzo: "Si, salve, purtroppo devo annullare la lezione di spinning di questa sera...Sì, lo so, dovevo chiamare ieri ora devo pagarla. Pazienza!" La panza ringrazia, il portafoglio no.

Giovedì sera: ci spariamo per la trecentotrentatreesima volta "Frozen", cercando di arginare la palpebra che cala, mentre chi doveva tenere i bambini è a casa malata.

Venerdì pausa pranzo: correre in quel negozio dove è appena partita l'offerta dei pannolini per Ringhio. Arraffare quante più confezioni possibile, arrivare alla cassa e scoprire che al massimo se ne possono comperare due. Bofonchiare contro le stupide regole e scoprire di aver dimenticato il bancomat a casa!

Venerdì sera: oltre alla normale routine, ricordarsi di preparare le cose per la piscina.

Sabato mattina: altro che voli ed emozionanti week end in città straniere! Caricare una recalcitrante Ninfa in auto e andare in piscina per la lezione di nuoto. Seguirà emozionantissimo tour per le corsie sovraffollate del supermercato di turno, con un Ringhio incazzato e strillante costretto a stare nel carrello, mentre la Ninfa e CF saranno alla festa di compleanno dell'amica di turno (speriamo che CF si sia ricordato il regalo!)

E per finire cena a casa con pizza a domicilio. Che verrà consegnata da un nuovo ragazzetto brufoloso con un'ora di ritardo. Fredda e gommosa.

Domenica non vi sveglierete tra le coltri di un hotel a cinque stelle con colazione in camera, ma i vostri pargoli vi tireranno giù dal letto alle 6,30 fregandosene che la domenica sia un giorno festivo. Ancora in coma, vi sbatterete per preparare la colazione, valuterete se vestirvi e opterete per rimanere in pigiama almeno fino al primo pomeriggio.

Poi caricherete i pupi in macchina e andrete con CF al campo del paese vicino dove avete appuntamento con altri disgraziati genitori per la partita di calcio organizzata dall'istituto durante la riunione del lunedì sera precedente.

E buona vita a tutte!