Ieri sera, dopo cena, i pupi mi hanno pregato di guardare un film con loro, invece di raccontare la  favola della buona notte.

Visto che ero stremata, ho colto al volo l'occasione. Hanno deciso di guardare un film per ragazzi sui dinosauri. (Sapete, Ringhio c'ha questa passione).

Il film, intitolato "Viaggio nell'isola dei dinosauri" è carino, ma nulla di particolare.

Però ai bambini piace, non fa paura e non è eccessivamente lungo.

Qui la locandina del film

 

I protagonisti sono un ragazzo, Lucas,  e una ragazza, Kate,  che, per questioni non ben precisate, si ritrovano su un'isola fuori dal tempo e dallo spazio.

Dopo varie vicissitudini, il ragazzo riuscirà a tornare a casa mentre Kate deciderà di rimanere sull'isola per approfondire la ricerca sui dinosauri, sua grande passione di sempre.

Alla fine del film si scoprirà che la ragazza è la nonna di Lucas.

"Bene, ora tutti nei vostri lettini a fare la nanna".

A quel punto, la Ninfa mi chiede: "Ma mamma, perché la signora è la nonna del bambino?"

Ed io già lì a lambiccarmi il cervello per tentare di spiegare ad una quatrenne i paradossi spazio-temporali.

Discorso già di per sé impegnativo, figuriamoci se fatto alle 10 di sera. Da una poi che di fisica non ne capisce notoriamente un'acca.

"Dunque, vedi, ci sono il passato, il presente e il futuro"- tento di spiegare, ma lei mi interrompe.

"Macché, mamma! Come fa lei che è rosa ad essere la nonna di lui che è marrone?"

Una scena del film

 

Ahhhhh, mi sento più leggera!

Essì, perché il ragazzino è di colore mentre la nonna no.

"Amore, hai visto che la mamma del bambino era anche lei marrone?"

Annuisce, ma poi esclama:"Sì, però il papà era rosa".

"Ecco, appunto, ma il bambino somigliava alla mamma. Come te che somigli al papà e alla nonna G. mentre Ringhio somiglia al nonno E. e alla nonna M."

La vedo riflettere, pensierosa, la fronte leggermente aggrottata, occhi e labbra strette, come se lo sforzo di immagazzinare quel concetto fosse quasi fisico.

Poi spara: "Ma perché se Ringhio somiglia alla nonna M. non è marrone?"

"Perché, la nonna M. è marrone?"

"Sì, io e te siamo rosa ma la nonna M. è marrone, non scura come il bambino ma marrone chiaro"

Mi affiora un sorriso, perché effettivamente mia mamma ha una bella carnagione olivastra. E' quel fototipo che, se si mette sotto il sole, dopo due minuti è già abbronzata che manco fosse stata ai Caraibi un mese.

"Anche Ringhio se sta sotto il sole diventa marroncino, come la mamma e anche tu un pò. Ma il bimbo del film è marrone scuro perché quello è il colore della sua pelle. E' nato così."

"Ahhhhh, ho capito!"esclama felice

"Anche all'asilo mio ci sono dei bambini colorati di marrone scuro, di marrone chiaro e di rosa. Però di blu no e neanche di verde" afferma, con un moto di dispiacere.

"Perché blu e verde no, mamma?"

Oddio, dalla fisica alla biologia genetica no, non ce la posso fare.

Mi sto ancora lambiccando il cervello farfugliando qualcosa che lei rapida cambia discorso: "Mi piacciono i bambini marroni scuro e anche quelli marroni chiaro. Anche quelli rosa. Mi piacciono di tutti i colori dell'arcobaleno."

"Bene, infatti i bambini sono sempre bambini anche se hanno un colore diverso dal tuo e tanto giocate assieme ugualmente."

La Ninfa annuisce, poi continua: "Ma quelli marroni, i maschi ma anche le femmine, c'hanno i ricci e allora mi piacciono di più!"

 

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Sì, praticamente sono stata io a trovare il corpo della donna nel fosso e a chiamare i carabinieri col cellulare senza pensarci due volte. Che fai, te ne torni a casa bella tranquilla, ti fai un caffè e non ci pensi più, non hai visto niente, non sono affari tuoi, la puttana la troverà qualcun altro?

Questa settimana vi lascio la recensione di un libro giallo, scritto da Carlo Fruttero, scomparso alcuni anni fa.

Non avevo mai letto nulla di quest'autore che mi è stato consigliato da un collega, che peraltro in seguito ha ammesso di non aver mai letto il romanzo in questione (della serie: tiri il sasso e nascondi la mano, eh?)

"Donne informate sui fatti" è un thriller ambientato a Torino e nelle zone limitrofe.

La trama è semplice: Milena, una ragazza giovane e molto bella, viene ritrovata morta in un fosso da una vecchia bidella e da una giovane barista.

Partono subito le indagini e si scopre che la ragazza era la moglie di un ricco banchiere torinese rimasto vedovo da poco.

I due si erano conosciuti perché Milena, come molte ragazze dell'Est, lavorava come baby-sitter presso la figlia divorziata del banchiere.

I carabinieri portano a galla il tormentato passato della ragazza, che prima di lavorare con i bambini faceva "la vita".

Era riuscita ad affrancarsi grazie all'aiuto di un'associazione cattolica che riabilitava le prostitute.

Ma Milena aveva davvero chiuso col suo passato? Il suo cadavere era vestito con un abbigliamento tipico del mestiere.

Si tratta allora della vendetta dei suoi protettori? O il movente è un altro?

La storia in sé a mio parere è abbastanza banale, perché già da metà romanzo si intuisce chi è il colpevole.

Il pregio non da poco di questo libro sta tutto nella narrazione.

Fruttero decide di raccontare la vicenda attraverso otto personaggi, tutti femminili.

Le otto donne vengono descritte attraverso piccoli tratti che il lettore apprende strada facendo.

Eventi passati, ricordi, pensieri, tic e idiosincrasie disegnano otto donne, tutte molto diverse, eppure sotto sotto tutte accomunate da un unico fattore: la solitudine.

E' una lettura poco impegnativa, piacevole, da fare magari sul divano intanto che fuori piove.

Questo post partecipa al venerdì del libro.

E voi, cosa avete da suggerire questa settimana?

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Arrivata alla mia età, è ora di fare outing: anche se mi applico, ho l'agilità e la velocità di un vecchio bradipo ubriaco.

Più che una questione di fisico è una questione di mente, legata all'immagine che di me stessa che mi sono creata negli anni (non senza una ragione, ovviamente).

Mi ricordo che quando ero bambina non me ne importava nulla di quello che mi dicevano gli altri e mi divertivo a correre, a sfrecciare sulla vecchia bici di mio nonno (una Bianchi da uomo nera, per pedalare dovevo stare in piedi e la mia Gigia  le mie zone intime ricordano ogni singola botta presa sulla canna quando mi sfuggivano le pedaline), a fare esibizioni sui pattini a rotelle con gli altri bambini.

La cosa più bella era quell'assoluto senso di libertà e di potere che provavo stando in sella o sulle rotelle.

Quindi ho subito assecondato il desiderio della Ninfa quando ha chiesto di poter avere un monopattino.

CF, a cui piace essere sempre informato, ha preso in mano il suo tablet e ha fatto una semplicissima ricerca in Internet.

I monopattini, come tutti i giochi dotati di rotelle,  rafforzano l’attenzione, l’orientamento spaziale e spingono i pargoli a svolgere attività fisica e mentale.

Usando tricicli, monopattini, macchine a pedali, biciclette  il bimbo perfeziona l’orientamento spaziale e la coordinazione corporea, rafforza  il senso dell’equilibrio e impara a muoversi più agilmente.

In questo modo, oltre al divertimento garantito, rafforziamo il loro sviluppo psico-motorio.

Bene, quindi via di corsa a comperare il tanto ambito giocattolo!

Siamo andati da Decathlon, vicino a casa.

Portare la Ninfa e Ringhio in questo posto equivale a portarli al parco-giochi.

A parte lanciarsi in folli gare di velocità lungo le corsie ( ma lo fanno anche i vostri?), non esitano a provare qualsiasi cosa ( su Instagram potete vedere la Ninfa che si cimenta con attrezzi da palestra vari), e da veri paraculi si accaparrano pure un sacco di complimenti.

Decathlon ha creato un piccolo spazio dove si possono provare anche i monopattini.

"Sì, mi sembra che vada bene. Papà, paghi tu, vero?"

Inutile precisare che siamo stati lì solo una buona mezz'ora prima di convincere la prole in piena iperattività che li avevamo comperati e potevamo andare a provarli a casa.

Il monopattino Oxelo B1 è studiato apposta per bambini da 2 a 4 anni.

Ecco qui il monopattino che potete trovare da Decathlon con le scocche colorate per personalizzarlo

Si compera la struttura del monopattino e a parte la scocca ( che è la base per appoggiare i piedi). Questa può essere scelta in vari colori: rosa, rosso, giallo,verde...

L'assemblaggio è semplicissimo: con le chiavi e le viti che si trovano in dotazione si monta in un attimo.

Il prezzo è davvero alla portata di tutti: con 20 Euro ci si porta a casa il monopattino completo.

Ringhio ha aiutato CF a montare entrambi i monopattini passandogli con attenzione le viti.

Il monopattino è molto stabile perché ha due ruote davanti e una dietro.

Si può richiudere per essere trasportato meglio e anche per riporlo in caso di spazi ridotti (come casa nostra),

La cosa bella è che il manubrio si può regolare a tre altezze diverse e si può anche frenare!

In più, per evitare che il pupo si possa spaventare, il monopattino non raggiunge  velocità molto elevate, grazie ai suoi particolari cuscinetti.

Il gentilissimo ragazzo del negozio ci ha spiegato che a differenza di altri prodotti sul mercato, il loro monopattino è stato brevettato in modo tale da consentire un perfetto bilanciamento in curva e questo fa sì che il pupo non perda l'equilibrio.

Ecco i pupi che si apprestano alla prova pratica

E ovviamente per noi genitori (soprattutto per CF) è essenziale che la prole si diverta senza sfracellarsi contro un muro o spalmarsi sull'asfalto.

Come indicato, ricordatevi di far indossare le protezioni, per lo meno i caschetti (noi utilizziamo quelli della bici).

E ora ditemi: ma da piccole ce l'avevate voi un monopattino?

 

Una delle fiere più belle a cui partecipare quando arriva la primavera è Travagliatocavalli, a Travagliato, un paese in provincia di Brescia.

Quest'anno la 38^ edizione si è tenuta dal 28 Aprile al 1 Maggio.

L'ingresso è gratuito per bambini fino ai 6 anni, hanno diritto alla riduzione bambini dai 7 ai 14 anni e coloro gli over-65.

Il programma che offre la fiera è vastissimo e comprende mostre, esibizioni, tornei e intrattenimento per grandi e piccini.

E' possibile anche fare shopping: si possono trovare articoli che hanno a che fare con il mondo equestre ma anche prodotti dedicati agli animali in generale, al giardinaggio, abbigliamento sportivo, prodotti alimentari...

Noi ci siamo andati domenica 30 aprile, approfittando della clemenza del tempo.

Siamo degli affezionati, oramai è tanti anni che la frequentiamo.

Quest'anno sono state introdotte alcune novità: è arrivato Travallino, la nuova mascotte di Travagliatocavalli, un simpatico sceriffo che coinvolge i bambini e movimenta la giornata.

Ecco qui la locandina ufficiale con il mitico Travallino!

Per la prima volta Travagliatocavalli ha ospitato la Horse-Ball Champion Tour: gli spettatori hanno potuto godersi la partita di Horse-Ball, uno sport equestre di squadra ancora poco conosciuto.

La cosa fantastica è che anche i bambini potevano provarlo in groppa a dei magnifici pony!

Siamo riusciti ad assistere ad una partita di Polocrosse (che come dice il nome stesso è un incrocio tra Polo e Lacrosse), alla mostra dei cavalli Maremmani che da tanto mancavano alla fiera e a qualche evento più "scontato", come il Circuito Ippico Percorso Classico.

La Ninfa che cavalca il suo cavallo immaginario

Affascinante lo spettacolo dei cavalli spagnoli, con cavalieri e cavallerizze abbigliate con abiti molto scenografici.

Interessante anche lo show di Marco Vignali, che, è proprio il caso di dirlo, sussurra veramente ai cavalli.

Ma Travagliatocavalli non è solo una dedicata al mondo equestre. Co-partecipanti sono anche i cani.

Si trovano cani di ogni razza in giro con i propri compagni a due zampe, dagli eleganti levrieri ai soffici barboncini, agli stupendi meticci.

E proprio loro sono i protagonisti di diverse manifestazioni, come quella a cui abbiamo assistito sui cani da soccorso.

Una delle scene dell'addestramento dei nostri amici a quattro zampe

Letto così, potreste pensare che la fiera non è a misura di bambino. Niente di più sbagliato: Travagliatocavalli offre sempre mille opportunità a piccini e meno piccini.

Si parte dal Battesimo della Sella, sempre gettonatissimo, per passare al Horse-Ball (a partire dai 5 anni).

Ma l'attrazione principale per i bambini rimangono loro, gli asinelli.

C'è tutto un programma speciale dedicati ai "cugini" dei cavalli: Mondo Asino.

I pupi possono cavalcare gli asinelli, spazzolarli, abbracciarli, sfamarli...La Ninfa e Ringhio hanno passato nel loro recinto almeno due ore buone.

Sono adorabili, non trovate?

Quest'anno la fiera ospitava anche Brent Trout, un trainer canadese di fama internazionale che si occupa di addestramento etologico.

Inoltre Travagliatocavalli offre anche l'opportunità di provare a fare il cow-boy o il gaucho.

....Perché noi, veri cow-boy, il cappello lo portiamo così, calato sugli occhi

Come se ciò non bastasse, c'è una luogo chiamato la Collinetta dove si possono trovare tappeti elastici, gonfiabili e altri giochi (attenzione: questi sono a pagamento e, secondo me, costano un pò troppo!).

Ma i pargoli hanno anche la possibilità di divertirsi in un attrezzatissimo parco-giochi (noi abbiamo accuratamente evitato di farlo vedere a Ringhio e alla Ninfa, altrimenti non si sarebbero più schiodati da lì).

E se vi viene fame? Ci sono infiniti stand gastronomici, che offrono cucina internazionale,  compreso tex-mex e sud-americana.

E intanto che mangiate potete ascoltare musica-country e, per smaltire, perché non cimentarsi nella country-dance o nella line-dance?

Questo è grosso modo quello che abbiamo fatto noi in una giornata, considerando che verso le 17 siamo tornati a casa. Ma il programma è più ricco e ci sono dei bellissimi spettacoli di gala nelle ore serali.

La Ninfa e Ringhio si sono divertiti molto, sia a vedere le esibizioni dei cavalli, sia a "provarli" e hanno amato ogni istante passato in compagnia degli asinelli.

"Amore, apri la bocca che ti ho portato la pappa!"

Il livello di pulizia è altissimo: quando un cavallo sporca la strada viene immediatamente pulita, niente cartacce o plastiche in giro.

Bello poi vedere i calessi e le carrozze passare lungo le vie mentre si mangia un gelato o l'immancabile zucchero filato.

Non mancano poi palloncini e gadgets vari.

Purtroppo non siamo riusciti a fare la foto con Travallino, ma rimedieremo il prossimo anno.

Travallino con le autorità

 

Martedì 25 Aprile visto l'inclemenza del tempo abbiamo deciso, in un raptus di follia, di portare i pupi a Seridò.

Per chi non ha a che fare con i bambini, Seridò è la fiera annuale del divertimento che si tiene a Montichiari (Brescia).

Prima di diventare mamma non ne avevo mai sentito parlare.

Quando diventi genitore, vieni automaticamente dotato di due antenne radar che captano notizie relative al mondo dei bambini.

In questo caso, a partire da metà Aprile, Seridò diventerà il tormentone del momento: radio, riviste, pubblicità...

Ti si insinua nella mente come un tarlo e non ti lascia più.

Gli anni precedenti non lo abbiamo considerato più di tanto, la Ninfa era ancora piccola, se il tempo è bello meglio stare fuori...Insomma, non era mai il momento giusto.

L'altra mattina invece, complice la noia ma anche sull'onda del successo della gita al Parco "Le Cornelle" abbiamo deciso che era ora di provare.

Siamo partiti  a 9,45 e alle 10,30 avevamo già i biglietti in mano.

Solo i "grandi" devono pagare, i bambini fino ai 12 anni entrano gratuitamente.

Seridò è una grande fiera dedicata ai bambini di tutte le età suddivisa per aree tematiche.

Quest'anno i padiglioni erano suddivisi in questo modo: sport, laboratori e truccabimbi, giochi e spazio nido, gonfiabili, gonfiabili e rotelle,teatri, tutti giù per terra e giochi all'aperto.

Inutile dire che è stato un delirio. Non tanto per la gente (fortunatamente non era pienissimo), non tanto per l'organizzazione (per me organizzato bene, per CF il margine di miglioramento è alto), quanto per i bambini.

Erano letteralmente impazziti, caricati a molla, inarrestabili. Stare dietro a dei piccoli tornado che corrono da un gioco all'altro è sicuramente estenuante per un adulto.

Siamo partiti dallo stand dedicato allo sport. Essendo mattina, pensavamo fosse meno pieno ed effettivamente è stato così.

La Ninfa ha voluto provare tutto: mini-golf, percorso di equilibrio, salto in alto, ponte tibetano, bowling, tiro con l'arco e la parete di arrampicata.

La cosa che ha trovato più entusiasmante è stata senza dubbio questa: con la sua imbragatura si è arrampicata da sola fino in cima, con lo scalatore dietro che non ha dovuto aiutarla nemmeno una volta e che alla fine si è pure complimentato con lei.

Dopo lo sport, con il chiaro intento di sfiancare i pupi, ci siamo catapultati nei padiglioni dei gonfiabili. Ci sono ben due stand e su ogni gonfiabile è chiaramente esposta l'età consigliata. Che, badate bene, è appunto indicativa.

La Ninfa, che è anche un pò spericolata, con il mio consenso ha provato anche quelli per bambini più grandi.

Va detto che ogni gioco è sorvegliato da almeno due volontari, per cui tutto si svolge in piena sicurezza.

Intanto che faceva la coda (perché -cosa per me stupenda ed educativa- i bambini da soli fanno le code per le attrazioni, mentre i genitori li aspettano pazientemente dietro le transenne), CF e Ringhio si dedicavano alla parte dei giochi con le rotelle: tricicli, biciclette di legno, trattori a pedali...

E non ci siamo lasciati sfuggire neppure la foto di rito sulla moto della polizia!

Verso l'una abbiamo deciso di pranzare. Seridò mette a disposizione aree pic-nic per cui se volete potete portarvi il pranzo da casa o prendere qualcosa direttamente in loco: tranci di pizza, patatine fritte, panini...Ce n'è per tutti i gusti!

Dopodiché i bimbi hanno voluto provare attività più soft e ci siamo diretti al padiglione dove c'erano trampolini elastici, l'oca gigante, la dama gigante e il paese delle bambole.

Qui abbiamo sostato per circa un'oretta: la Ninfa e Ringhio hanno giocato con le case da giardino, le cucine, i carrelli della spesa, bambole e accessori vari.

Nel frattempo CF ha approfittato dei volontari del pronto soccorso che spiegavano e mostravano come effettuare la disostruzione e il BLS pediatrico.

Inoltre, sotto forma di gioco, insegnavano ai pupi come effettuare una chiamata d'emergenza: a turno i bambini dovevano soccorrere un animaletto ferito, chiedergli dove sentiva dolore, tranquillizzarlo, comporre su un gigantesco telefono il numero del 112 e descrivere all'operatore cosa si era fatto l'animale di turno.

Da lì siamo passati di nuovo ai trampolini elastici e, visto che il tempo lo permetteva, i bambini hanno giustamente insistito per provare il trenino. Attrazione deludente per noi adulti, nel senso che passa attraverso gli stand e non c'è da vedere chissà che gran panorama, ma si sa che i trenini sono sempre affascinanti per i bambini.

Scesi da trenino, con il nostro pop-corn in mano ci siamo diretti al padiglione dei teatri. Purtroppo siamo arrivati a spettacolo già iniziato, ma quel poco che abbiamo visto ai pupi è piaciuto molto.

Vista l'ora, CF ed io pensavamo di cavarcela con una capatina veloce ai laboratori. Ovviamente avevamo fatto i calcoli senza l'oste! Una volta arrivati, la Ninfa e Ringhio hanno voluto pitturare con le tempere, creare con l'argilla, provare a fare le cornici, i sabbiarelli, i chiodini...

Peggio di una via crucis, veramente! Non hanno saltato niente. Non erano per niente stanchi, loro.

Tanto più che, dopo la tappa alla biblioteca in cui si possono anche scambiare i libri (lo terremo presente per gli anni futuri) e il truccabimbi, i pargoli hanno voluto rifare il giro al padiglione dello sport, visto che oramai si era verso l'ora di chiusura.

Ci è dispiaciuto non poter fare i giochi all'aperto. Visto il tempo non molto promettente barchette a pedali, cavalli e scivoli sono stati aperti solo nel pomeriggio e noi non lo sapevamo.

A parte questo, Seridò per noi è stata senza ombra di dubbio un'esperienza positiva: durante questa fiera i bambini hanno la possibilità di cimentarsi con le più svariate attività, di stare con gli altri bambini, di imparare qualche regola.

Consigli pratici per i genitori: vestitevi a strati, mettetevi un paio di scarpe comode e... abbandonate ogni speranza di uscire dopo un paio d'ore soltanto!

Ci risentiamo il prossimo anno...

 

Con l'arrivo della bella stagione (anche se a vedere come piove oggi non si direbbe) comincia ufficialmente il periodo delle gite fuori porta e dei pic-nic.

E quest'anno la prima meta è stata il Parco Faunistico "Le Cornelle", in provincia di Bergamo.

Questo parco, gestito privatamente, occupa un'area di 126.000 mq e ospita circa 120 specie animali. Garantisce ai suoi occupanti una vita il più possibile vicino alla condizione selvatica, sia dal punto di vista spaziale che sociale.

"Le Cornelle" si ripropone di sensibilizzare e motivare le persone circa la salvaguardia della biodiversità, anche attraverso l'organizzazione di eventi e percorsi tematici e didattici.

La gita, organizzata assieme ad altri amici, era stata programmata alcune settimane fa.

Abbiamo preferito aspettare l'arrivo della Viviparchi Card prima di muoverci.

Se non la conoscete date un'occhiata qui e prendete in seria considerazione l'idea di farla. Ad un prezzo veramente irrisorio potete godere di grandi vantaggi, specialmente se avete due o più fogli di età compresa tra i 3 e i 12 anni.

Domenica 23 aprile siamo partiti attorno alle 9,30 in una giornata non troppo soleggiata.

Raggiungere il parco è stato facile e abbastanza veloce, visto che abitiamo in provincia di Brescia, in più non abbiamo trovato code interminabili come di solito avviene se la giornata è splendida.

Pochissima coda anche per acquistare i biglietti e con la Viviparchi card i bimbi non hanno pagato nulla.

Se preventivate di andare in alta stagione, potete comperare i biglietti anche on line.

Noi ci siamo organizzati col pranzo al sacco, visto che il giardino zoologico è dotato di ampie aree pic-nic alcune delle quali sono coperte.

Se preferite, potete mangiare anche al ristorante o in una delle cinque aree ristoro dislocate nell'areale.

Abbiamo depositato le nostre borse termiche e ci siamo dedicati alla visita del parco.

Gli animali sono suddivisi in varie zone tematiche: l'oasi dei ghepardi, la selva tropicale, l'isola Aldabra, la Savana...

Siccome non era la nostra prima volta alle "Cornelle", abbiamo optato per una visita fai da te, ma ovviamente il parco mette a disposizione personale esperto che vi può intrattenere con visite guidate di una, due o quattro ore.

Per i bambini i giardini zoologici sono una grande opportunità per vedere da vicino animali di cui sentono tanto parlare e che normalmente vedono solo in tv o sui libri.

"Ma è vero davvero?!"

E' divertentissimo osservare le loro facce stupite e ascoltare i loro commenti rapiti di fronte alla maestosità dei grandi felini o alla grandezza mastodontica di elefanti e ippopotami!

Per non parlare del loro divertimento nel vedere le acrobazie delle varie scimmiette o della buffe foche.

Nonostante la giornata non fosse soleggiata, il parco era comunque pieno ma non così affollato da non consentire una buona visuale degli animali.

Le testuggini giganti che lasciano sempre a bocca aperta

Abbiamo trovato un pò di coda solo nell'oasi delle tartarughe giganti, l'isola Aldabra, in particolar modo nella zona dei coccodrilli (non l'avrei mai detto, ma evidentemente questi rettili affascinano moltissimo i bambini, anche quelli grandicelli).

Anche l'orso è uno dei mammiferi nella top-ten dei nostri figli, forse a causa del mitico cartone animato "Masha e l'orso".

Ho notato invece che i volatili non attirano molto l'interesse dei piccini: di solito i pargoli lanciano loro qualche occhiata superficiale e distratta, per correre ad ammirare animali più grandi come le giraffe.

Ed è un peccato, perchè per esempio uccelli come la Gru della Manciuria o l'Ara Giacinto fanno parte di specie ormai rare se non addirittura in via di estinzione, come il Leopardo delle Nevi, il Leone Bianco e la Tigre Bianca, anch'essi ospitati nel parco.

"Prima io, prima io!"
"Ecco la foca!"

La Ninfa e Ringhio con i loro amichetti correvano impazziti da un animale all'altro, facendo a gara ad accaparrarsi il posto migliore.

Mamma, andiamo a mangiare? Stanno pranzando anche gli elefanti!

Verso le 13 i bambini hanno cominciato a manifestare un leggero languorino per cui siamo tornati alla base per mangiare.

I bambini non si stancano mai: tra un boccone e l'altro hanno continuato ininterrottamente a giocare, servendosi di quel che avevano a disposizione: sassolini, rametti di legno, foglie e alberi.

A chi ha fantasia basta davvero poco per divertirsi!

Dopo questa parentesi mangereccia la visita è ricominciata, con i pupi che sembravano aver recuperato la loro energia.

Per non farci mancare nulla, i bambini hanno deciso di scatenarsi anche nel parco giochi, giusto il tempo per permettere a noi adulti di sederci per far riposare le gambe (la vecchiaia comincia a farsi sentire).

Alle 17,30 abbiamo concluso ufficialmente il giro faunistico. I bambini cominciavano a dare segni di insofferenza, per cui abbiamo radunato le nostre cose e siamo tornati al parcheggio.

La Ninfa si è divertita moltissimo e ha dichiarato che il suo animale preferito è la giraffa.

Il pranzo delle giraffe!

Ringhio invece è rimasto ammaliato dai leoni e dalle tigri.

Semplicemente maestosa anche intanto che schiaccia un pisolino!
Ringhio e la Ninfa mentre osservano con interesse l'animale di turno

Io invece sono rimasta affascinata da loro, i bambini, sempre pronti a gettarsi in nuove scoperte e avventure, ad osservare ogni cosa con occhi nuovi, curiosi, a non lamentarsi (quasi) mai, a chiedere con interesse spiegazioni su ciò che stavano guardando.

Bellissima esperienza, speriamo che la stagione delle gite continui così!

Voi avete programmato o fatto qualche gita di recente?