vita con i bambini

Cinque motivi (più uno) per frequentare uno spazio gioco

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Siamo oramai in autunno, le giornate si fanno più fresche e spesso piovose.

I genitori, soprattutto le mamme, cominciano a chiedersi cosa far fare ai propri bambini durante i mesi invernali.

Va da sé che se i pargoli sono in età scolastica il problema è già risolto. Ma cosa si può far fare a bambini dall’anno ai tre anni?

Io ho scoperto la soluzione ideale: lo spazio gioco.

Cos’è esattamente uno spazio gioco?

Uno spazio gioco, come si deduce dal nome stesso, è un luogo dove i bambini giocano.

Abbiamo portato per un anno la Ninfa prima della materna e ora è il turno di Ringhio.

Lo spazio gioco si trova nel nostro comune all’interno di un bellissimo parco.

Ai bambini dai dieci mesi ai tre anni viene assegnato l’uso del salone di un  capannone ristrutturato.

I bambini vengono divisi in due gruppi: dai dieci ai ventitré mesi e dai ventiquattro ai trentasei mesi.

Ogni gruppo si incontra due volte a settimana per circa due ore e mezza.

E’ gestito da una cooperativa e si paga una minima retta mensile.

Le insegnanti sono laureate e competenti, alcune lavorano part-time presso le scuole materne.

Ringhio quest’anno fa parte ancora del gruppo dei piccoli.

Purtroppo, lavorando, non ho la possibilità di accompagnarlo e quindi quest’incombenzaspetta alla nonna.

Ogni lunedì e mercoledì mattina Ringhio va tutto allegro allo spazio gioco.

Cinque motivi per frequentare uno spazio gioco

Secondo me ci sono almeno cinque buoni motivi per frequentare uno spazio gioco:

  1. socializzazione: i bambini, verso l’anno di età, cominciano ad aprirsi al mondo esterno e cercano il contatto con i loro simili. Amano infatti guardare gli altri bimbi giocare e, anche se il gioco continua ad essere di tipo autonomo fin verso il secondo anno, iniziano i primi tentativi di interazione con l’altro;
  2. autonomia: i bambini che frequentano altri bambini cominciano a superare pian piano la fase dell’egocentrismo. Fanno parte di un gruppo formato da loro pari, possono iniziare a staccarsi da mamma e papà ( o dalle altre figure di riferimento come nonni o baby sitter) e questo è sicuramente utile per evitare la crisi nell’approccio con la scuola materna;
  3. condivisione: i piccoli imparano che non è tutto loro, ma che i giochi e i materiali sono a disposizione di tutti;
  4. imparare le regole: va da sé che quando si sta in gruppo ci sono delle semplici regole da rispettare (mettere a posto i giocattoli,  aspettare il proprio turno, imparare a chiedere…);
  5. sperimentazione: i bimbi, sotto la guida dell’insegnante, imparano ad utilizzare materiali diversi attraverso la creazione di lavoretti e, attraverso esperienze corporee, imparano a conoscere il mondo e a rappresentarlo.

Come funziona uno spazio gioco

Lo spazio gioco è impostato su una rigida routine, che aiuta il bimbo a rapportarsi con lo scorrere del tempo: accoglienza e gioco libero, merenda seduti al tavolo, canzoncine, giro tondo, lavoretti e saluti.

Molti genitori sono perplessi riguardo al luogo: nel nostro caso è uno spazio a misura di bambino, con giocattoli su mobiletti bassi o dentro comodi contenitori, libri, fogli e materiale per disegnare, tavolini e seggioline, palle e giochi da interno per favorire l’attività motoria, comodi tappetoni per sedersi ad ascoltare le favole.

I bambini e gli accompagnatori si tolgono le scarpe e utilizzano pantofole o calze antiscivolo.

Per quanto riguarda la pulizia, il locale è lindo: un’impresa di pulizie viene a pulirlo alle sette e trenta per farlo trovare senza macchia alle nove, quando arrivano i bambini.

E’ vero che stare tutti quanti assieme in un ambiente chiuso, scambiandosi giocattoli che magari a volte vengono anche messi in bocca può favorire il passaggio di raffreddore, influenza o tosse, ma questo è normale nella fase della crescita.

Le piccole infezioni rafforzano il sistema immunitario e quando i bambini cominceranno l’asilo il primo anno si ammaleranno molto meno.

E per quanto riguarda mamme, papà, nonni e baby- sitter? Lo spazio gioco è una grande opportunità per confrontarsi tra di loro e con l’educatrice e per osservare i pargoli mentre prendono confidenza con gli altri e con le nuove attività.

Anche voi fate frequentare ai vostri figli spazi gioco o ludoteche?

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