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vita con i bambini

Come cambia la casa quando arrivano i figli

Questo post non nasce da analisi attente o ricerche approfondite, ma da una semplice constatazione: quando arrivano i figli non sono solo le persone a cambiare, ma anche le case.

Fateci caso, cosa vi colpisce quando andate a trovare coppie con figli? Forse se siete genitori anche voi non ci badate più di tanto, eppure a me ultimamente è capitato di riscontrare degli elementi in comune che, guarda caso, si trovano solo nelle abitazioni dei genitori.

Questo mi è balzato all’occhio quando sono andata a trovare un amico single. Sì, me ne sono rimasti pochi di amici single, e tutti noi che abbiamo prole ci prendiamo cura di loro come fossero…dei bambini più grandi.

Quando si diventa genitori, evidentemente,  si sviluppa un senso di protezione che si estende a macchia d’olio e ingloba figli, animali domestici, lontani parenti e pure gli amici non accoppiati, come un gigantesco blob.

Ma questa è un’altra storia. Tornando alle case, quella del mio amico è la classica residenza di un uomo che ci vive per poche ore al giorno: linda, ordinata, sterile e fredda.

Passando da una stanza all’altra si ha come l’impressione di essere in una di quelle show-room dei negozi di arredamento.

Se ripenso a come era la nostra, di casa, nell’epoca pre-figli, mi rendo conto che era davvero così: tutto coordinato, tutto posizionato con una precisione quasi millimetrica, niente impronte sugli antelli dei mobili o strani arzigogoli sui muri.

Ora è diverso. Quando fate l’ingresso in una casa dove vivono dei bambini, quello che vi colpisce di più sono i rumori.

A meno che non arriviate quando i pargoli dormono (nel caso di bambini piccoli non è detto che vi facciano entrare, dopo tutta la fatica che i neo-genitori hanno fatto per farli addormentare), sentirete sempre delle urla in sottofondo: bambini che parlano, bambini che giocano, bambini che cantano, bambini che litigano…

Questo sommato ai rumori della normale routine quotidiana, ossia: mamme che sbuffano, padri che imprecano sottovoce, televisione o radio di sottofondo e almeno un elettrodomestico acceso a scelta tra lavatrice, lavastoviglie, cappa o aspirapolvere.

Se varcherete la soglia, allora vi investirà una ridda di odori.

A seconda dell’età dei figli, quello che potrete captare è un mix di borotalco, latte rancido e odore di pannolino usato il tutto mischiato alle essenze calmanti che escono dai vaporizzatori, se in casa ci sono dei neonati; se i bimbi sono nella fase dello svezzamento l’odore prevalente sarà quello dell’immancabile brodo vegetale (patata zucchina carota); in caso di figli più grandicelli ci sarà il tipico odore definito “di bambino”, un melange di sapone delle mani, didò e pennarello; quando si giunge infine all’adolescenza gli odori si fanno più pesanti, per via degli ormoni, dicono: sudore e calzini.

Ma è alla vista che potete capire immediatamente di trovarvi in una casa dove abitano dei bambini. Anche in caso loro non ci siano, sarà facile intuirlo.

La prima cosa che ogni genitore fa non appena nasce un pupo -e non fa niente se sta prevalentemente nella culla o tra le braccia di mammà- è mettere la casa in sicurezza.

Questa cosa mi ha sempre fatto sorridere, già a partire proprio dalla fraseologia: “mettere in sicurezza”. Se la si legge così, avulsa da ogni contesto, io la associo di primo acchito ad un cantiere edile.

Che poi è quello che diventerà la vostra bella casetta, non appena sfornerete un bebè: un cantiere aperto che si trasforma di pari passo con la crescita del bambino.

Ma focalizziamoci sulla messa in sicurezza: tutte le prese elettriche comprese quelle a due metri di altezza, saranno coperte dal loro bel copripresa, sia mai che, inavvertitamente, facendo fare vola-vola al bambino questi infili il ditino nel buchetto.

Ogni spigolo verrà reso inoffensivo dal paraspigolo, dalle forme più svariate e dai colori più bizzarri, tanto carini da essere scambiati poi per giocattoli dai pupi stessi.

Le ante degli armadietti verranno chiusi con serrature di sicurezza (avete mai provato ad aprirne una quando avete un dito tagliato che vi sanguina e i cerotti sono proprio lì dentro, maledizione?!).

Quando il bambino inizia a gattonare o camminare, si verifica un fenomeno strano: tutti i soprammobili, i vasi, le cornici dei mobili bassi vengono accatastati nel posto più alto della casa. E rimangono lì, ammucchiati, sovrapposti, praticamente invisibili, fino alla maggiore età del pupo.

I quadri astratti consigliati dall’architetto spariscono per fare spazio alle foto del nuovo venuto: il primo bagnetto, la prima popò, il primo giorno di scuola, la recita di Natale, il saggio di danza, Carnevale, la laurea, il matrimonio… Insomma, la storia personale dei bambini esposta agli occhi di chiunque entri in casa. Viene da chiedersi se si debba o meno far firmare qualche liberatoria per la privacy.

Accanto alle foto si trovano loro, i famigerati disegni: frigoriferi completamente ricoperti da fogli pieni di schizzi e colori di qualsiasi foggia e dimensione tenuti su dalle calamite delle vacanze. E guai a provare a spostarli o buttarli (eresia!): i bambini si accorgono di tutto, hanno una memoria eidetica che in confronto quella di Sheldon Cooper fa acqua da tutte le parti.

Accanto ai nostri mobili di design o di antiquariato, acquistati in negozi prestigiosi o al mercatino delle pulci, ma a cui siamo in qualche modo affezionati, compaiono palestrine per neonati, sgabelli per lavarsi i denti, la torre Montessoriana, i seggioloni, le sdraiette che dondolano da sole, i box, i girelli, i tricicli, i cavallini a dondolo, i castelli, le case delle Barbie, le lego bastarde che ti si infilano sempre sotto i piedi quando cammini scalza…

La tua casa, arredata con stile, in cui i cuscini facevano pendant con i tendaggi, in pochi anni diventa la loro casa. E ti ritrovi a spostare peluches, a sfilare autine da sotto il divano, a raccattare le perline per infilare le collane con il Dyson, a mischiare glicerina e coloranti e a farla sciogliere nel microonde a vapore per fare rossetti, a usare il Bimby per creare il didò fatto in casa…

E ovviamente cerchi di mantenere una parvenza d’ordine e non transigi con l’igiene. Così, oltre a sentirti quasi un ospite in casa tua, ad un certo punto ne diventi quasi schiava.

Finché non ti giunge l’illuminazione: non mi sbatto più, tanto ho la scusa giusta, giacché qui, proprio in questa casa, abitano dei bambini.

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2 Comments

  • Mamma Avvocato

    Casa nostra, allora, pur con tre figli è in controtendenza.
    Non perchè sia ordinata o senza giochi o non ci siano disegni e foto (ce n’è ovunque, sia di foto che di giochi che di disegni), ma perchè ci sono ancora anche un pò di quadri e tappeti e, soprattutto, nessun presidio di sicurezza.
    La filosofia dell’Alpmarito, che per ora devo ammettere si è rivelata azzeccata, è che i bambini debbano imparare subito a convivere con i pericoli ed evitarli, ovviamente controllati dai genitori.
    Quindi mai messi paraspigoli e paraprese, nè barriere per i fornelli (e infatti una volta l’Alpmarito si è ustionato il braccio per proteggere il ricciolino da caduta di acqua bollente dalla pentola ma ser l’era voluta con questa filosofia, no!?!), niente lucchetti o serrature a cassetti ed antine, abbiamo persino due rampe di scale senza ringhiere laterali, aperte. L’unico presidio che ho messo io è stata una rete sulla balaustra del balcone del soppalco finchè i piccoli sarebbero potuti passare tra le sbarre e cadermi giù, perchè mi sono impuntata.
    Per un po’ abbiamo avuto il cancelletto sulle scale ma i gemelli in due mesi hanno demolito tutto e il maschietto è riuscito a smollarlo e poi volare giù dalle scale con il cancelletto divelto…insomma, senza non si sarebbe fatto nulla, così il bernoccolo c’è stato, quindi via cancelletto.
    In compenso abbiamo i tappeti gioco e tappeti normale ovunque, sotto le scale, vicino ai lettini ecc., per evitare che cadendo si spacchino la testa!!
    Gli amici senza figli? Si guardano intorno basiti ma noi non ci facciamo più caso!

    • Priscilla

      Bravo l’Alpmarito! Un pò come me, che dico sempre che se i bambini fossero così delicati a quest’ora saremmo estinti! L’unica cosa che ho utilizzato sono stati i maledettissimi chiudi antello, ma perché ero stanca di rimettere via le cosse che loro toglievano!

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