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vita con i bambini

Come crescere figli responsabili

Accade un giorno che Priscilla se ne sta a chiacchierare con un paio di amiche in soggiorno.

Arriva la Ninfa tallonata dal fratellino, saluta ed esclama soddisfatta: “Abbiamo dato da bere e da mangiare al gatto. Possiamo andare a giocare adesso?”

Poco dopo i due ritornano trotterellando. “Abbiamo sistemato la cameretta. Ci dai la merenda per favore?”

Le due amiche guardano Priscilla con occhi pieni di invidia e ammirazione.

“Ma come sono bravi i tuoi figli! Come hai fatto?”

Priscilla ride garrula.

“Ragazze, guardate che non sono sempre così educati eh! Provate a venire a trovarmi la mattina e poi ne riparliamo”

A Priscilla non piace vantarsi dei propri figli, anche perché dietro certi comportamenti ci stanno mille e una sfumatura e mille e una fatica.

Insegnare ai bambini ad essere autonomi e responsabili non è mica una passeggiata.

Per una come lei, poi, che ha la mania del controllo fare un passo indietro e lasciare che i bambini facciano le cose a modo loro è stato davvero uno sforzo gigantesco.

Ma ora che i risultati -ogni tanto- si vedono la nostra eroina può darsi una metaforica pacca sulla spalla.

“Dai, spiegaci come fai!” Insistono le sue amiche.

“Beh, allora, per prima cosa assegno ai bambini dei piccoli compiti quotidiani, come per esempio accudire il gatto, annaffiare le piante, controllare cosa manca nel frigorifero e in dispensa, riordinare  le proprie cose…

Poi dico sempre che se viene qualche amichetto a trovarli sono loro i responsabili per quello che fanno, per cui se sanno che non voglio che ci si arrampichi sui mobili tocca a loro spiegarlo agli altri.

Ed infine, quando fanno qualcosa di sbagliato, dopo la sfuriata iniziale mi prendo del tempo per spiegare che il loro comportamento ha provocato quella cosa, così la volta dopo sanno già che se fanno x allora succede y. Guardate che però non è mica detto che non lo facciano ugualmente, eh!

Ma la cosa più importante di tutte è che i mie bambini sanno benissimo che se si comportano in un certo modo prima o poi io li premio, di solito con un adesivo sul cartellone e, dopo che ne hanno accumulati un po’, magari do loro un dolcetto”

Le due mamme si guardano tra l’incredulo e lo stupito.

Possibile che sia davvero così semplice? La semplicità, prosegue Priscilla, è solo apparente.

Bisogna mettere in conto che i tempi in cui un lavoro viene svolto sono in genere più lunghi di quanto ci impiegheremmo noi, il risultato spesso non sarà dei migliori, i bambini a volte non avranno proprio voglia di farlo oppure verrà loro voglia in un momento non adeguato, o magari litigheranno perché vogliono fare quella cosa tutti e due….

Insomma, tra il dire e il fare c’ è di mezzo il mare.

La cartella da controllare quando la pupa dorme per verificare che tutto sia a posto e la capacità di trattenersi nel caso abbia dimenticato di mettere dentro il libro o il quaderno, per esempio, non sono cose che si imparano dall’oggi al domani.

O anche la tecnica di andare in un’altra stanza dopo aver spiegato alla suddetta figlia come svolgere un esercizio, per impedirci di starle troppo addosso e farle venire l’ansia.

Crescere dei figli responsabili è una vera e propria sfida e i momenti di sconforto non mancano di certo.

Però vedere che i propri bambini a poco a poco capiscono cosa vuol dire essere responsabili ripaga ogni sforzo.

E poi bisogna iniziare da qualche parte e,  come dicevano i miei nonni, per certe cose non è mai troppo presto per imparare.

Voi  cosa ne pensate?

 

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