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vita con i bambini

Come spiegare ai bambini che diverso vuol dire uguale

Come si fa a spiegare a un bambino che diverso vuol dire uguale? Sembra un paradosso, eppure è così.

Il discorso è che il problema nella maggior parte dei casi lo vediamo solo noi adulti. Per i bambini ogni altro bambino è solamente un bambino, differente da loro sulla base di quello che sa o non sa fare.

I miei pupi sono cresciuti in un ambiente multiculturale fin da quando erano piccoli e non si sono mai chiesti perché c’è gente con un colore diverso dal loro come non si sono mai domandati perché ci sono gli alberi o gli uccellini. Essere diversi per loro è normale, è lo stato naturale delle cose.

Piuttosto mi hanno domandato più volte perché alcuni dei loro amici non potevano mangiare determinati alimenti, o perché alcune bambine avevano il velo. Ma sono quesiti che vengono fatti per soddisfare la propensione naturale alla curiosità tipica di tutti i bambini.

Vedere che qualcosa o qualcuno è diverso da noi non vuol dire etichettarlo come non uguale, a meno che non ci sia qualche adulto che ci fa sorgere dei dubbi.

E mi scoccia ammettere che purtroppo il danno più grande proviene tutto da qui, da noi genitori che non siamo abituati a questa nuova società proprio perché- almeno nel mio caso- quando ero piccola il mio mondo era quasi totalmente monocromatico.

Dovrebbero essere loro, i nostri figli, a insegnarci ad accogliere la diversità come un valore. I bambini sanno istintivamente che se io so fare una cosa e tu un’altra allora possiamo scambiarci quello che sappiamo e alla fine ognuno di noi saprà due cose e non più solo una.

Piccoli e saggi, i bambini sanno a andare oltre e arrivare al nocciolo del problema. Diretti perché senza filtri non esitano a chiedere ad una mamma perché il suo bambino non cammina e deve stare sulla sedia a rotelle, mentre noi invece preferiamo seguire il “politically correct” e ignorare il più delle volte il bambino, fingendo addirittura di non vederlo. E ci diciamo che lo facciamo per evitare situazioni imbarazzanti.

Provate a chiedere ai genitori di quei bambini o ai bambini stessi se possono rispondere cosa ne pensano di questo atteggiamento. Sono sicura che la risposta che riceverete vi sorprenderà.

Domani sarà la giornata contro il bullismo e allo stesso tempo la giornata dedicata ai calzini spaiati.

L’iniziativa sui calzini spaiati è nata in modo burlesco per ridere sul grande dramma dei calzini che si perdono nel buco nero della lavatrice.

Ma c’è chi ha fatto di più, conferendo un nuovo valore a questa giornata mondiale: nella scuola di Terzo di Aquileia in Friuli la maestra Sabrina utilizza i calzini per spiegare ai bambini il valore della diversità: sebbene diversi per colore, lunghezza, forma e materiale i calzini restano sempre…calzini!

Ecco perché domani quando incontrerete maestre, mamme, postini, avvocati, dottori… con due calzini diversi non dovrete pensare di essere capitati in un universo parallelo.

Anzi, ricordatevi di farlo anche voi: indossate due calzini differenti se volete sentirvi….uguali!

Ps: seguite l’evento anche sui social, vi basterà digitare #calzinispaiati e non dimenticate di postare le vostre foto!

 

 

 

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One Comment

  • Sr. Mariadoria

    ciao Sono d’accordo con te. Bisogna insegnare ai bambini sin da quando sono piccoli che la diversità é uguaglianza. Io insegnato inglese per 14 anni, scuola primaria e scuola media. Le differenze i bambini le scoprivano già dalla prima elementare quando purtropo si rifiutavano di accogliere nel gruppo i diversi per capacità didattiche o altre cose. …. bisogna insegnare a trattare il diverso come l’uguale anche agli adulti, non solo ai bambini. Io ho il fiuto dell’insegnante e credo stando a quanto scrivi che sicuramente i tuoi bambini hanno sviluppato delle buone competenze relazionali. Brava ciao

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