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viaggiare con i bambini

Cosa vedere a Lione in un giorno con i bambini

Quest’estate, per la prima volta da quando sono nati i bambini, abbiamo organizzato una vacanza on the road. Dopo varie proposte, la meta vincitrice è stata la Francia, in particolare Loira, Bretagna e Normandia.

L’emozione incredibile di poter visitare qualcosa e non essere legati alla sedentarietà appartamento- spiaggia si è mischiato all’ansia dell’interrogativo legato ai bambini e a come avrebbero reagito.

L’anno scorso ci avevamo già provato parzialmente durante le nostre vacanze in Puglia, ma questa volta sarebbe stata la prova definitiva.

Come ogni viaggio on the road che si rispetti, avevamo stabilito la zona da visitare e suddiviso il percorso in varie tappe, calcolando un massimo di tre ore al giorno di spostamenti tra una città e l’altra.

Tranne il primo giorno, che comprendeva una trasferta più lunga: Brescia -Lione in automobile quindi circa sei ore di viaggio che con fermate varie diventano otto.

Cosa vedere in un giorno a Lione con i bambini

Arrivare a Lione il tre di agosto dopo essere scesi dalle Alpi, da Le- Monetiêre- les-Bains, è come passare da un frigorifero ad una sauna.

Lione ci accoglie con 35 gradi, un cielo turchese e un’afa micidiale. Arriviamo in città la mattina, troviamo un parcheggio il più vicino possibile al centro e iniziamo la nostra visita.

Zaino in spalle e cappello in testa, muniti di acqua a volontà, ci lanciamo alla scoperta delle meraviglie che il luogo ci offre.

1. La penisola di Presqu’île

La visita ha inizio dalla penisola di Presq’île, famosa per la movida notturna, i suoi negozi e i suoi ristoranti dove domina la novelle cuisine. Lione è territorio dello chef Paul Bocuse, a cui si sono ispirati i creatori di  “Ratatouille” il noto film d’animazione.

Il luogo mi colpisce particolarmente per le librerie -non a caso infatti si sviluppò come quartiere di stampatori e librai- più che per le boutique o i ristoranti. Quando poi ne vediamo una dedicata a Harry Potter i bambini ed io andiamo letteralmente in brodo di giuggiole…

2. Centro storico Vieux Lyon

Muovendoci a piedi, passeggiamo tra i vicoli della città, attraversiamo il ponte sul fiume Saona (uno dei due corsi d’acqua che bagnano Lione, l’altro è il Rodano) e giungiamo nella Vieux Lyon, la città vecchia.

La zona è suddivisa in tre parti, riconoscibili dalle tre chiese: St.Paul, St. Jean e St. Georges, che sono un ottimo rifugio per contrastare la canicola estiva, oltre che una meraviglia per gli occhi!

La vecchia Lione è  composta da una serie di piccole viuzze dal caratteristico pavimento a ciottoli. Nonostante i turisti, l’atmosfera è tranquilla e rilassata. Lione  ci racconta pezzi di storia attraverso edifici e monumenti, ma anche attraverso gli innumerevoli negozietti di antiquariato e artigianato.

È quasi come essere in presenza di una vecchia matrona eccentrica che sotto la sua aria apparentemente dimessa nasconde una grande vitalità.

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3.Fourviêre, la collina che prega

Se due sono i fiumi che scorrono attraverso la città, due sono i colli che la sovrastano. Il primo è chiamato “la collina che prega”, per la splendida basilica che svetta sulla sua cima.

Per salire sul colle potete utilizzare le due funicolari (una è la più antica del mondo ancora in attività!) oppure se siete profondamente masochisti come noi potete salire a piedi attraverso le varie scalinate e i vari vicoletti.

Lo ammetto, per me che non sono al top della forma fisica è stata una scarpinata, ma i bimbi l’hanno fatta di corsa con lo zaino in spalla.

Comunque tutta la fatica è ricompensata dall’incredibile panorama che si stende ai vostri piedi e dalla stupenda Basilica di Notre Dame de Fourviêre che ricorda più che un edificio religioso un castello delle principesse.

Abbiamo pranzato nel parco sulla collina e ci siamo riposati al fresco prima di riprendere la nostra visita.

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4. Piazza Terreaux e Hôtel de Ville

Ridiscesa la collina, ci siamo diretti verso l’ Hôtel de Ville, ossia il municipio della città.

L’Hôtel de Ville è splendido e imponente, ma ancor più suggestiva è la cornice che lo circonda.

Si tratta della piazza Terreaux, famosa per la sua fontana. La scultura è un’opera di Auguste Bartholdi passato alla storia per la Statua della Libertà.

Come in tutte le piazze, anche qui la calca di turisti è impressionante, nonostante la grandezza del luogo.

Riusciamo però a raggiungere la fontana e i pupi lanciano la solita monetina portafortuna.

Poco distante c’è il Musèe des Beau Arts,  che ci limitiamo a guardare dall’esterno. I miei bambini sono ancora troppo piccoli per apprezzare queste cose e, siccome la vacanza è anche per loro, preferisco che conservino un buon ricordo della visita ad un museo, invece che provocare l’associazione museo uguale noia.

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5. Le Petit Musee de Guignol Fantastique

Proprio per questo, decidiamo di visitare sì un museo, ma uno a misura di bambino: il Museo delle Marionette.

Le Petit Musee de Guignol Fantastique è un piccolo museo dedicato alle marionette che si trova nel seminterrato di un vecchio negozio.

Al di là della grandezza del luogo o degli oggetti in sè, quello che affascina è la storia stessa: un odontoiatra  che era solito distrarre i propri pazienti utilizzando le marionette ad un certo punto scopre che fabbricarle è di gran lunga più divertente che curare i denti.

Nasce così la sua fiorente attività. Guignol è la marionetta più famosa di Francia e, assieme ai suoi  compagni, ne combina di cotte e di crude.

Scendere le scale a cui si accede dal retro del negozio, quasi come se fosse un’entrata segreta, mette una certa frenesia nei bambini.

Parte della magia del luogo è proprio la sua ubicazione: chi rimarrebbe indifferente all’idea di calarsi nella cantina di un piccolo negozio nella parte più storica della città?

Andiamo, non credo nemmeno per un attimo che l’idea vi lasci indifferenti e che non sentiate un certo odore di mistero!

Il seminterrato in realtà è formato da due stanzette – mi verrebbe da scrivere polverose ma in realtà pulitissime- piene di marionette. Avvicinandosi ai vari gruppi, c’è un dispositivo automatico che ne spiega la storia.

L’entrata a “Le Petit  Musee de Guignol Fantastique” costa circa cinque Euro a testa ma se fate la Lyon Card potete accedere liberamente.

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7. Musee Historique de Lyon e Musée des Marionettes du Monde

Visto il fascino delle marionette, proponiamo ai bambini un museo più serio, quello dedicato proprio alle marionette nel mondo.

Il museo si trova accanto a quello di storia e l’ingresso a entrambi i musei  è compreso nella Lyon Card.

Noi però ci dedichiamo solo al primo.

Il Musée des Marionettes du Monde merita davvero: diorami e filmati per far conoscere la storia e l’evoluzione delle marionette nel mondo ed infine si può assistere anche ad uno spettacolo vero e proprio!

6. Croix Rousse e il Mur de Canuts

Croix Rousse è la “collina che lavora”. L’ appellativo proviene dal fatto che qui c’erano i quartieri operai la cui occupazione principale era la lavorazione della seta.

La seta veniva lavorata nelle case- laboratorio, all’interno di grandi palazzoni. I “canuts” erano gli operai che, nel corso dell’Ottocento, si batterono per i miglioramenti delle condizioni sociali.

Il quartiere è stato rimodernato nel corso degli anni, ma le dimensioni di questi palazzi,  che ospitavano i grossi telai, rimane davvero impressionante.

La cosa più  bella e sorprendente di questo quartiere è il “Mur de Canuts” chiamato anche “l’Affresco Lionese”.

Si tratta del più grande affresco d’Europa,  con una superficie di oltre 1000 metri quadrati. Davanti all’affresco sono state collocate delle panchine su cui i passanti possono sedersi e guardare con tutta calma questo grandissimo dipinto.

Ci siamo soffermati quasi un’ora sull’unica panchina ombreggiata a contemplare il quadro, che di fatto è una sorta di silent bookin versione gigante.

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7. Piazza Bellecour

Due fiumi, due colli e…due piazze! La seconda piazza famosa di Lione è piazza Bellecour.

Oltre ad essere il luogo dove si incontrano i giovani della  città, questa piazza è molto frequentata anche da chi ama lo shopping, perché proprio qui confluiscono le tre arterie principali della moda: Rue de la Rèpublique, Rue Victor Hugo e Rue de President Edouard Herrier.

La piazza, dalla forma rettangolare, è una delle più grandi d’Europa. Su un lato c’è la statua di Luigi XIV a cavallo. Ma ben più importante, per me, è la statua dedicata a Antoine de Saint-Exupéry,   conosciuto per “Il piccolo principe”.

Forse per la sua ampiezza sembrava quasi mezza vuota e mi ha fatto sentire piccola e spaesata. I bambini ne hanno approfittato per organizzare una gara di corsa assieme ad altri piccoli turisti (ma dove le trovano le energie!?)

8. I Traboules

Nel frattempo la cappa di caldo si solleva dalla città e ai turisti si affiancano anche gli abitanti del luogo che prima si erano saggiamente tappati in casa.

La città brulica di persone, di biciclette e di monopattini, che vengono noleggiati e poi abbandonati non appena finiscono la loro carica. Verranno poi recuperati dalle varie società di noleggio grazie al loro GPS.

È strano per noi, che non siamo abituati, vedere impiegati e impiegate con tacchi alti e inamidati tailleur sfrecciare  come ragazzini su questi nuovi mezzi di trasporto.

Torniamo nella città vecchia per cercare un posto dove mangiare qualcosa prima di andare all’hotel dove passeremo la nostra prima notte.

Ma le sorprese non sono ancora finite: Lione ha un’altra peculiarità che sono i “traboules”.

Questi sono una sorta di passaggio pedonale che collegano diverse strade passando anche per zone private, come cortili o ballatoi. Ne avevamo  visti alcuni anche a Croix Rousse. Si pensa che siano stati creati come una sorta di scorciatoie per passare più agevolmente tra le varie zone evitando di allungare il tragitto percorrendo i ponti.

Mi spiace che purtroppo siamo fuori orario per provarli, ma sarà per la prossima volta.

9. Cattedrale di Saint Jean

Intanto che aspettiamo l’approssimarsi di un orario decente per cenare, ne approfittiamo per visitare la Cattedrale di Saint Jean,  che prima avevamo trascurato.

L’architettura della Chiesa ha elementi sia romanici che gotici. L’influsso più vecchio si nota nella parte attorno all’abside, mentre per esempio il rosone della facciata esterna è chiaramente gotico.

Ma la cosa più interessante è l’orologio astronomico che si trova all’interno della cattedrale. La sua particolarità è quella di essere stato perfettamente regolato dall’anno della sua costruzione, il 1598, fino al 2019!

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10.  Mangiare in un bouchons

La  conoscenza di una cultura diversa passa anche attraverso la sua gastronomia. Lione è conosciuta per la novelle cousine ma allo stesso tempo anche per i suoi bouchons.

Questi altro non sono che l’equivalente italiano delle nostre osterie. Mangiare qui è sinonimo di piatti tradizionali a prezzi abbordabili  (attenzione a non farvi fregare,  ci sono locali che sono bouchons di nome e non di fatto).

Sedersi ad un tavolo di legno, dopo una giornata passata ad esplorare una città nuova, ordinare piatti tipici e sorseggiare vino è proprio quel che ci vuole per concludere in bellezza la nostra visita a Lione.

Cosa resterà di Lione?

Anche se siamo stati qui solo un giorno,  mi sento soddisfatta. I bambini non si sono mai lamentati e hanno visto cose per loro interessanti.

Sono  consapevole che a Lione  ci siano altre attrazioni da visitare ma ce le riserveremo per i prossimi anni.

Un consiglio che voglio darvi è questo: fate la Lyon Card Pass e preparatevi prima il tragitto delle cose che volete vedere nella  città.

Il nostro percorso è stato un saliscendi perché in realtà pensavamo che i bambini non avrebbero retto il ritmo, ma invece ci hanno stupito per cui alla fine siamo riusciti a vedere più cose di quelle che avevamo preventivato all’ inizio.

Se preferite utilizzate i mezzi pubblici, ma Lione è davvero comoda da girare a piedi,  con l’eccezione magari delle due colline.

Fate un salto nelle piazze la sera, illuminate sono davvero bellissime!

Ora vorrei provare a tornarci in inverno per il Festival delle luci che si tiene a dicembre (quest’anno dal 5 al 8 dicembre).

Cosa resterà di Lione?

Di questa città francese mi porterò dentro sempre il ricordo della sua spiccata identità caratterizzata dal numero due.

Mi ricorderò il caldo, le scale della collina che prega, le api che ci hanno accerchiato mentre bevevamo una coca cola in un piccolo bistrot (eravamo talmente buffi che i soliti turisti giapponesi ci hanno fotografato mentre tentavamo di scacciare lo sciame impazzito).

Ma la cosa che non scorderò mai sarà l’atmosfera a metà tra una cittadina di provincia e una grande metropoli.

E non mi dimenticherò mai di lei, la turista  con la sedia che visitava la città e quando era stanca si sedeva mentre il marito la fotografava!

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 Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di novembre 2019 indetto dal blog Trippando

 

 

 

 

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