DA UNO A DUE: LA VITA DOPO IL SECONDO FIGLIO-COSA ASPETTARSI DOPO CHE SI ASPETTA PARTE 2

Questa vignetta è stata creata da Stefania Gervasoni del blog "Il mondo di Hat" Anche lei prende parte all'iniziativa, quindi non perdetevela!

La vita di noi mamme è sempre molto indaffarata. Col tempo si impara a godere dei pochi attimi a disposizione per esempio quando si è in coda alle poste.

L'altro giorno avevo giusto quei dieci minuti liberi e ne ho approfittato per sguazzare in rete.

Internet è un luogo bellissimo e spesso ci si imbatte in post davvero interessanti, come quello di Mamamadeinitaly intitolato "Cosa aspettarsi dopo che sia aspetta" parte 1

Dopo averlo letto e sghignazzato, potevo non dire la mia?

Ecco quindi che raccolgo il testimone di Isabella e vi porto nel fantastico mondo della mamma di due, riagganciandomi anche ad un mio vecchio post.

Da uno a due: la vita dopo il secondo figlio

Ho sempre amato le simmetrie. Per me tre non è mai stato il numero perfetto.

Per questo, non appena è nata la mia prima bimba, meglio nota come la Ninfa, sapevo già che avrei fatto un secondo figlio.

E sono stata accontentata: il mio secondogenito, Ringhio, è arrivato quasi subito, prima del previsto in verità, ad appena ventitré mesi di distanza dalla sorella.

Come cambia la vita dopo il secondo figlio

Se ripenso a quei primi mesi, non so ancora bene come non abbia fatto a perdere la ragione.

Non me ne vogliate, mono-mamme, ma sorrido sempre  sotto i baffi quando sento dire a voi, che avete un unico figlio, che  non avete mai tempo  e siete sempre stanche.

Da mamma di due  mi rendo conto che sicuramente anche io farò lo stesso effetto a chi ha più figli di me, eh, sia chiaro.

Tornando a noi, comunque, vi vedo già lì, col dito puntato, a bisbigliare: "Ma chi te lo ha fatto fare?"  o "Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala!"

Sì, ragazze, l'ho proprio voluta 'sta bicicletta, l'ho desiderata con la stessa intensità con cui un bambino desidera i regali il giorno di Natale.

E, credetemi, quando la bicicletta è arrivata, dopo qualche giorno, mi son detta: "Ma che, posso mica restituirla e prendere, chessò, un peluscino carino carino? Ma non potevo almeno desiderare quella elettrica?"

Per cui, care mamme di uno, fate attenzione a cosa desiderate perché potrebbe avverarsi. E non dite poi che non vi avevo avvertito.

Quando decidi di avere il secondo figlio a breve distanza dal primo la motivazione che ti spinge è la sicurezza (im)motivata che farai meno fatica.

Dall'alto della tua esperienza, infatti, sai già benissimo cosa aspettarti dopo che si aspetta. O meglio, ti culli nell'illusione di saperlo.

Benedetta ignoranza!

Ma partiamo dal principio: la gravidanza.

La prima gravidanza è stata magica ma anche tragica: da un lato tutta la grande gioia legata a questo miracolo della natura, dall'altro tutta l'ansia per l'ignoto.

La seconda gravidanza, in confronto, sarà un paseggiata: curva glicemica, toxoplasmosi, contrazioni di Braxton...niente è più un mistero, niente ci fa più paura (magari il parto sì, ma solo un pochino).

Ecco, la bismamma può godersi il suo "stato interessante" senza inutili apprensioni, assaporando ogni momento.

O, almeno, questo in teoria, ché, come tutti sanno, la pratica è una cosa diversa.

Inutile dirlo, ma ogni gravidanza infatti è a sé.

La prima volta avete passato il primo trimestre a vomitare ad ogni minimo odore, il vostro stomaco si contorceva solo a sentire il nome dell'elegante Chanel n.5 o al solo vedere la pubblicità delle cialde del caffè?

Tranquille, questa volta sarà diverso. Le nausee, a cui siete preparate tanto da non uscire mai senza sacchettini e mentine in borsetta, non si faranno nemmeno vedere.

In cambio, sarete afflitte da una grave forma di narcolessia che vi coglierà ovunque, perfino intanto che siete in coda al supermercato.

Ma tranquille, poi passa, eh. A distrarvi e a tenervi sveglie ci penserà infatti lui, il primo figlio.

Il primo figlio, benchè piccino, grazie al suo sesto senso, sa già che  qualcosa bolle in pentola.

Mentre la vostra pancia comincia a crescere (vi ho già detto che con la seconda gravidanza la panza si vede prima, per cui già al terzo mese vi chiederanno quanti giorni mancano o se avete già passato la data prevista?), il vostro figlio primogenito continua nei suoi consueti comportamenti da bimbo piccolo.

E come tutti i bimbi piccoli, vuole, anzi, pretende, di essere preso in braccio.

Perché voi, care mamme, lo avete sempre fatto. Prima.

Quindi ora, con tutto l'amore, la pazienza e la comprensione di cui siete dotate, tentate di spiegare al vostro pupo che nella vostra pancia c'è un altro bimbo, il suo fratellino o la sua sorellina, e che quindi mammina non riesce a prenderlo in braccio.

Per quanto siate brave a comunicare, amiche mie, credetemi che far capire al vostro rampollo perché non riesci più a sollevarlo è un altro paio di maniche.

Senza contare che, scellerate, volete sul serio che vostro figlio cominci ad essere geloso e ad odiare il nuovo venuto ancor prima che esca dalla patata pancia?

Io ho risolto il problema mettendomi la pupa direttamente sulle spalle, cervicale assicurata ma rapporto tra fratelli salvato.

Nove mesi passano in fretta, ed infine arrivata l'ora di dare alla luce il vostro bimbo.

Avete passato gli ultimi sei mesi di gravidanza a preparare psicologicamente il "grande" al fatto che la mamma starà via qualche giorno e che tornerà con una bella sorpresa.

I vostri ripetuti discorsi non impediranno a vostro figlio di sentirsi abbandonato quando correrete all'ultimo minuto in ospedale.

E nemmeno vi preserveranno dal suo sguardo deluso quando tornerete a casa con il pupo nell'ovetto.

"Mamma, me stai a pijà p'er culo? Quando t'ho detto che volevo l'ovetto, intendevo quello di cioccolato con la sorpresa che si monta!"

Anche per il parto vale sempre la legge del contrappasso: se per partorire la prima volta avete sofferto le pene dell'inferno e vi siete fatte quasi tre giorni di travaglio, al secondo giro sarete graziate.

Tranquille, il secondo parto sarà veloce. Ma non indolore. Patirete sempre le pene dell'inferno. Sapevatelo.

Infine, quando il secondogenito nasce, realizzate che in realtà la situazione non è così rosea come l'avevate immaginata.

Nei mesi precedenti, durante la fase comunemente nota come "caccia alla cicogna" avete sempre pensato che avere un secondo figlio fosse la soluzione perfetta per tutti.

In fondo, da brave genitrici, pensavate in buona fede che fosse la risposta se non a tutti a tanti dei vostri problemi.

Un secondo figlio sarebbe stato un compagno di gioco perfetto per il primogenito, voi avreste avuto una seconda chance per rimediare ad eventuali errori commessi col primo e l'intera famiglia sarebbe stata felice e contenta.

Già vi vedo, con gli occhi sbarluccicanti a forme di cuoricino, mentre immaginate i vostri bambini che giocano teneramente sul tappeto della loro cameretta.

Come se questo non bastasse, vi siete autoconvinte che accudire un neonato in concomitanza con un pupo di circa due anni fosse una passeggiata.

Posso farcela, vi siete dette, perché in fondo sto ancora prendendomi cura di un bimbo relativamente piccolo.

Ho già avuto a che fare con pappe e cacche, ho appena finito di spannolinare il primogenito, che ora gode di una certa autonomia.

Anche dal punto di vista del vile denaro che non fa la felicità, vi sentite tutelate: questa volta non dovrete fronteggiare grosse spese.

Lettino, passeggino, fasciatoio e tutto l'ambaradan  in linea di massima li avete già, al massimo vi farete regalare dai parenti quello che vi manca.

Nel caso fortunato in cui i rampolli siano dello stesso sesso, ancora meglio:  riciclo sarà la vostra parola d'ordine anche per quanto riguarda l'abbigliamento.

Quindi vi sentite in una botte di ferro: avete fatto tutto secondo la tabella di marcia più appropriata.

Il primo figlio andrà alla materna, ma prima passerete qualche mese assieme al neonato, tutti e tre (beh, quattro se contiamo anche il papà) così quando inizierà non si sentirà parcheggiato e non soffrirà di gelosia.

Amiche mamme di due, tutte assieme, in coro diciamo: "Ma povere illuse!"

Innanzitutto, i ritmi di un bambino di uno-due anni sono diversi da quelli di un neonato.

Il vostro bimbo grande mangia già come un adulto: colazione-pranzo-merenda-cena magari spuntino a metà mattina.

Un bimbo appena nato mangia in media...sempre, o ve lo siete dimenticate?

Vi troverete a preparare un pranzo equilibrato e sano per il vostro primogenito con un poppante attaccato al seno intento a tracannare latte materno svuotandovi di ogni energia, tentando di non infilarlo nel forno al posto dei bastoncini di pesce che, a causa del vostro stato fisico, propinerete al grande ché tanto per una volta non muore mica.

Oppure infilerete il biberon con il latte in polvere nella bocca del primogenito mentre metterete una baguette nelle fauci del secondo, favorendo in questo modo la fase di auto svezzamento del neonato alla sua ottava settimana di vita e dando il via alla fase di regressione del grande.

Infatti, quel delicato equilibrio che avete costruito con il primogenito, dopo una serie praticamente infinita di esperimenti ed errori di varia portata, se ne va tranquillamente a quel paese in un soffio.

Siete state in grado di impostare una routine per la mattina e una per la sera, anticipate le richieste di vostro figlio, sapete capire al volo quando ha caldo-freddo-sonno-solo-voglia-di-rompere-i-maroni.

E come se non bastasse, siete riuscite a  rendere partecipe anche il vostro compagno, in modo che non si senta escluso, affidandogli compiti alla sua portata.

Avete quindi costruito un magnifico rapporto a tre. Ed ora arriva il secondogenito che rompe questo equilibrio.

Credetemi, mamme di uno, per quanto possiate averlo immaginato ed organizzato, inserire un secondo figlio all'interno di un menage familiare già rodato non è affatto semplice.

Un neonato è come un enorme buco nero: assorbe tutta la vostra energia fino all'ultimo briciolo.

Quindi ogni mattina vi alzerete più stanche di quando siete andate a letto la sera prima.

Nonostante questo, dovrete continuare ad occuparvi del vostro bimbo "grande", dedicandogli tutte le attenzioni che merita e forse anche qualcosa in più per lenire i vostri perenni sensi di colpa.

Cominciate a provarle tutte. La tattica migliore, stando agli esperti, è coinvolgere il figlio maggiore nell'accudimento del neonato.

Ecco, evitate però di lasciarlo da solo a tu per tu con il nuovo venuto. La sicurezza, prima di tutto!

Ci sono casi documentati di primogeniti affetti da forme di gelosia talmente forti che hanno tentato di affogare il piccolo nella vasca da bagno o di soffocarli con il borotalco.

Diffidate anche di quei primogeniti che sembrano amare i nuovi venuti della più alta forma di amore puro e sincero.

Questi, come dice il mio pediatra, sono i peggiori: infidi e letali come delle vipere. Della serie Caino scànsate!

Ma, c'è un ma, perché c'è sempre un ma.

Ricordatevi, care amiche, che la vita è un gioco.

Per la precisione, quella di una mamma bis può essere tranquillamente paragonata ad un videogioco: ad ogni livello  la mamma di due guadagna punti resistenza, punti conoscenza e punti forza.

Per esempio, avete mai notato che braccia muscolose ha una mamma di due? E mica si è fatta i muscoli in palestra -che ci sono mamme che trovano il tempo di andarci?-

No, la bismamma i muscoli se li è fatti trasportando in braccio contemporaneamente i suoi due figli, uno da una parte e l'altro dall'altra, con  le borse della spesa appese ai mignoli e la confezione da sei bottiglie di acqua oligominerale ideale per l'alimentazione dei neonati in testa.

Vogliamo poi parlare delle doti organizzative di una mamma di due?

L'organizzazione di una bismamma è a livelli così alti da far impallidire quella della Casa Bianca.

Care mamme, se riuscite a superare indenni i primi mesi, le cose cominciano lentamente a migliorare.

Volete un esempio? Quando si devono gestire due bambini si diventa più efficienti: se prima dedicavamo venti minuti alla preparazione del primo figlio, ora, quasi per magia, nello stesso lasso di tempo ne vestiamo due (punti esperienza, ndr).

Allo stesso modo, notiamo che perfino il nostro corpo è riuscito ad abituarsi ai nuovi orari, la stanchezza da cronica è diventata sostenibile, oltre al papà abbiamo coinvoltonel nostro menage anche nonni, zii, la cognata del cuggino di nostra suocera, l'uomo che consegna il pane, il postino...Insomma, tutti quelli che si trovano a passare accidentalmente nei pressi della vostra abitazione.

E così torniamo finalmente a respirare.

Ed è proprio ora che dovete cominciare a preoccuparvi, perché le vere sfide arrivano adesso, ossia quando i vostri figli cominciano a crescere e si rendono conto che "l'altro" è il nemico.

Per mia figlia, per esempio, questa fase è coincisa con i primi passi del fratellino.

Il piccolo ora era in grado di muoversi e quindi di invadere i suoi spazi, toccare i suoi giocattoli, arrampicarsi sulle gambe della mamma...

Si aprano quindi le danze:  litigi, scazzottate, capricci saranno all'ordine del giorno.

Però non temete, care mamme, che c'è sempre il lato bello della cosa.

Ad un certo punto, infatti, entrambi i vostri bambini crescono e come per magia sono in grado di capire e fare dei ragionamenti. E se ve la giocate bene, questo sarà il vostro asso nella manica.

Detto cio', siete ancora certe di voler passare da mamma di uno a mamma di due e fare un secondo figlio, magari a pochi anni di distanza del primo?

No, perché io vi ho avvertito, eh!

Mi raccomando, non perdetevi i post delle altre mamme ( e di un papà) su questo scottante argomento:

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *