damore-e-baccala-alessio-romano-libro-romanzo-opinioni-recensione-trama-di-cosa-parla
libri per mamme e papà

“D’amore e baccalà” di Alessio Romano: recensione

“D’amore e baccalà” è stato amore a prima vista, già solo dalla magnifica copertina.

E poi è stato un colpo del destino: è da tanto che deidero andare a Lisbona e ne stavo parlando con un amico quando…Bam! Mi vado a imbattere proprio nel romanzo di Alessio Romano. Se non è un segno questo!

Quindi non poteva che essere questo il protagonita del venerdì del libro.

“Amore e baccalà” di Alessio Romano: brevi cenni alla trama

Il romanzo, come avete ben capito, è ambientato a Lisbona. Alessio, il protagonista, è ritornato nella città portoghese con uno scopo ben chiaro: scrivere una guida eno-gastronomica sulla capitale del Portogallo.

Aqquartierato in un piccolo appartamento al Castelo, lo scrittore s’immerge subito nella vita cittadina nel più classico dei modi, ovvero prendendo al volo lo storico Tram 28.

Il pittoresco mezzo di trasporto giallo canarino corre a rotta di collo su e giù dalle colline, con curve a gomito e frenate improvvise.

Ed è proprio a causa di una di queste inchiodate che Alessio ruzzola giù dal tram e prende un colpo in testa, tanto potente quanto benefico.

L’uomo si riprende nella pittoresca casa di Amalia Rodrigues, la regina del Fado. Peccato che la cantante sia in realtà morta da almeno una decina d’anni!

In uno stato di confusione mentale, Alessio si risveglia in una piccola tasca (così si chiamano le tipiche taverne portoghesi) e la prima cosa che vede sono due perfette e abbronzate gambe femminili che appartengono ad una altrettanto perfetta cameriera.

Ammaliato dal fascino della ragazza e ancora confuso dalla singolarità della situazione, l’uomo si ritrova a mangiare uno dei più buoni baccalà che abbia mai assaggiato, il bacalhau espiritual, specialità della casa.

E così, tra le mille sfumature di baccalà raccontate dalla logorroica cuoca del locale, lo scrittore riesce a carpire anche qualche succulenta informazione riguardo a Beatriz, l’avvenente cameriera con cui tenta un maldestro approccio.

Rifocillato a dovere ma con l’animo abbattuto, Alessio prosegue i suoi vagabondaggi immergendosi appieno nell’atmosfera di Lisbona.

Tra locande e ristoranti stellati, tra sardine e baccalà, il protagonista sembra vivere in un sogno costellato da improbabili quanto realistici incontri.

E così si ritrova in piena notte a disquisire d’amore e di scrittura con Pessoa, Chiado  e Camoes, parla di musica con Daniele e la sua band italiana, adotta una gatta randagia e intraprende un’improbabile indagine per ritrovare Beatriz e poterla rivedere.

Mangiando piatti succulenti e bevendo imperial (la birra piccola si chiama così a Lisbona), facendo domande qua e là, Alessio riesce a trovare la sua Beatrice, solo per venire da lei raggirato.

Con il cuore a pezzi, il nostro compatriota tocca con mano cos’ è la saudade, quel sentimento tipico di struggimento e malinconia per un amore passionale che si sa già essere senza lieto fine.

Assaggiando dolci e prelibatezze, visitando le attrazioni della città, Alessio incontra di nuovo la sua bella musa. E questa volta l’incontro finirà nel più dolce dei modi.

Pieno dei ricordi di Beatriz e di pastel de nata, lo scrittore si gode l’ultimo giorno visitando l’acquario. Camminando con la testa tra le nuvole, il giovanotto inciampa malamente.

Così, dopo un terribile incubo in cui viene giudicato da un tribunale di pesci, si risveglia in un letto d’ospedale.

Il medico gli spiega che soffre di una leggera commozione cerebrale a causa del trauma cranico pregresso, quello dovuto alla caduta dal Tram 28, che ha causato non solo il gigantesco bernoccolo ma anche tutta una serie di allucinazioni.

Ecco cos’erano tutte quelle strane visioni, vivide e irreali allo stesso tempo!

Soddisfatto comunque della sua esperienza singolare a Lisbona, con la guida enogastronomica ormai conclusa, ad Alessio non rimane altro che accordarsi con Beatriz per rivedersi al più presto.

Lo smartphone però si è rotto a seguito della scivolata all’acquario, ma pazienza, ad Alessio basterà tornare alla tasca del bacalaho per ritrovare la sua bella.

Peccato però che non sia così: nessuno sembra sapere chi è Beatriz.

Sta a vedere che anche lei, come la gatta, è solo l’ennesimo frutto delle sue allucinazioni.

E se invece non fosse affatto così? In fondo, Lisbona è una città piena di sorprese…

“Amore e baccalà” di Alessio Romano: recensione

“Amore e baccalà” è un piccolo capolavoro.

La leggerezza della trama, a metà strada tra paesaggi onirici e reali, si fonde con la concretezza tipica della guida turistica.

L’autore trascina il lettore su e giù dai colli di Lisbona, ci narra la storia della città mettendola in bocca ai personaggi, senza tediose lungaggini da guida turistica vera e proria.

Mentre andiamo alla ricerca di Beatriz, ci sediamo ad assaggiare i piatti tipici e a sorseggiare una birra in locali che esistono realmente e che, quando andremo a Lisbona, potremo provare di persona.

Ho trovato piacevole l’espediente delle allucinazioni per dare al turista un’infarinata sui personaggi di spicco della cultura portoghese, non solo la letteratura ma anche la musica.

Il Fado è il tentativo riuscito di trovare una perfetta alchimia tra poesia e musica. Ma in una tasca è anche connesso con il cibo: è l’ultimo senso, il suono, che rende perfetta la percezione di un piatto che ha già sapore, odore, aspetto ed è caldo o freddo, ma non emette alcun rumore. E poi c’è il sentimento: un bravo fadista canta e suona sempre come se quella fosse l’ultima canzone della sua vita”

Leggendo “Amore e baccalà” si ha proprio l’impressione di essere a Lisbona, nei suoi quartieri e di sentire le note malinconiche e potenti del Fado.

Questo è davvero un piccolo libro in grado di sucitare grandi emozioni, che racchiude in sè l’amore per una città, per la sua gente e per i suoi misteri.

“Amore e baccalà”, con la sua ironia e leggerezza, è proprio il romanzo giusto per distrarsi e…programmare il prossimo viaggio!

Conoscete altri romanzi di questo genere da consigliarmi?

Come sempre, un grazie a Paola di “Homemademamma”, l’inventrice del venerdì del libro.

 

SCHEDA TECNICA

Titolo: D’amore e baccalà

Autore: Alessio Romano

Editore: EDT

Anno: 2018

Pagine: 147

 

Facebook Comments

4 Comments

  • patty_unanimainviaggio

    non devo leggerlo, non devo leggerlo, non devo leggerlo 🙂
    perchè già da tanto tempo desidero andare a Lisbona, se leggo questo libro so già che staro’ male per non poterci andare subito!
    in ogni modo, se resisto, perchè davvero mi attrae, lo leggero’ sicuro quando saprò che potrò andare!
    Anche a me piace leggere libri a tema dei posti dove vado. Qualcuno?? L’ombra del vento per Barcellona. Il vecchio e il mare per Cuba e per grandi e piccini L’estate che conobbi il Che. I libri di Kuki Gallman per il Kenya. Appunti per un naufragio per Lampedusa. Sempre per grandi e piccini Perchè mi chiamo Giovanni per Palermo… mi fermo qui.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *