ARVIDA BYSTROM: DEPILAZIONE E FEMMINISMO

Mentre venivo al lavoro stamattina ho sentito alla radio il putiferio generato dalla Adidas, che ha scelto tra i tanti volti per la campagna #Superstar dedicata alle nuove "icone di domani" la modella svedese Arvida Bystrom.

La ragazza venticinquenne, che non è solo modella ma anche fotografa e artista, ha fatto scalpore per la sua decisione - già di qualche anno fa- di non depilarsi, rivendicando così la libera scelta di ogni donna di fare col proprio corpo ciò che vuole, sentendosi comunque femminile.

Leggendo poi qua e là, ho notato che nella testa dei più scatta subito l'associazione automatica non-depilazione = femminismo.

La cosa mi ha suscitato una serie di perplessità.

Basta decidere di tenersi i propri pelazzi su gambe, braccia, ascelle e inguine per essere definite femministe?

E al contrario, è sufficiente sottoporsi alla dolorosa pratica della depilazione o dell'epilazione per essere additate come non femministe?

Dai, ragazze, ci arriviamo tutte a capire che il ragionamento non è così semplicistico.

Non sono una masochista che ama farsi strappare la peluria, non gioisco all'idea di impiegare il mio (già poco) tempo libero nella guerra contro i peli superflui.

Ma lo faccio.

Per piacere agli altri? Sicuramente.

Per piacere a me stessa? Anche.

Sicuramente tutte noi lo facciamo per un discorso di accettazione.

Viviamo in una società in cui sia donne che uomini devono seguire determinati canoni, non solo estetici ma anche comportamentali per integrarsi ed essere accettati.

La scelta secondo me è esclusa già a priori: se vuoi far parte di questo mondo, devi accettare queste condizioni.

Se scegli di non farlo, sappi che in qualche modo di troverai ghettizzato ed emarginato.

Non sto affatto dicendo che sia giusto, sto solo sottolineando il fatto che è così, per cui non si parla più di libertà di scelta ma semplicemente di uniformità ed adeguamento.

Infatti dove sta la scelta se ti dicono o così o sei fuori?

Suvvia, suona un tantino come una presa per il culo, alla stregua del "ti faccio un'offerta che non puoi rifiutare" (se non sapete da che capolavoro è tratta la citazione, vi mancano le basi!)

"La femminilità può essere definita come l'insieme delle caratteristiche fisiche, psichiche e comportamentali giudicate da una specifica cultura come idealmente associate alla donna, e che la distinguono dall'uomo.

A differenza dal"sesso"femminile, che è una classificazione biologica e fisiologica, la "femminilità" si riferisce principalmente alle caratteristiche sessuali secondarie e ad altri comportamenti e caratteristiche, generalmente considerate proprie delle donne.

La femminilità non va confusa con il femminismo che è un movimento politico e culturale."

Questa è la definizione riportata da Wikipidia.

Quindi, alla luce di tutto ciò, una donna pelosa può essere comunque considerata femminile?

Ma soprattutto, una donna che sceglie di sottostare ai dettami estetici della società è necessariamente non femminista?

Allora non sono femministe tutte quelle donne nel campo legale che si occupano di questioni legate all'universo femminile, donne che si dedicano ogni giorno  a difendere chi ha subito violenza, solo perché indossano tacchi e hanno la piega fresca di parrucchiera.

Quindi non sono femministe tutte quelle donne manager che si impegnano ogni giorno in ruoli tradizionalmente riservati agli uomini solo perché decidono di farlo con un occhio al guardaroba e con una manicure perfetta.

Il femminismo non passa dal pelo, dal reggiseno, dal taglio di capelli.

Essere femminista (ma anche essere una persona intelligente) non è scegliere di sottostare a tutti i canoni estetici e comportamentali tipici dei giorni nostri, è capire che certe pratiche diffuse nel mondo odierno sono delle imposizioni la cui nascita si perde nei meandri dei tempi .

Una volta compreso questo, consapevolmente analizzando i pro e i contro, razionalizzando, si deve decidere come vogliamo vivere noi tali pratiche.

Ho ragione di credere che nessuna di noi voglia passare per la tipica Barbie ma neppure per la donna di Neanderthal.

Ma non perché decido di curare il mio aspetto (senza farne un'ossessione) allora mi devo sentire come una donna con idee retrograde.

Essere femministe secondo me vuol dire battersi affinché una donna riceva le stesse gratificazioni che spetterebbero a un uomo in ambito lavorativo ed economico, anche se non ha la barba.

Essere femministe vuol dire smetterla di sentirsi dire da altre donne "come sei fortunata perché tuo marito ti aiuta", ma far capire che in una famiglia aiutarsi e svolgere determinati compiti dovrebbe essere naturale.

Essere femminista è poter iscrivere mia figlia a calcio o in un istituto tecnico nonostante il novantanove per cento dei frequentanti sia di sesso maschile senza che debba essere additata come una mosca bianca.

La guerra contro gli stereotipi di genere non passa solo attraverso i peli sul corpo, passa attraverso l'educazione e gli esempi che diamo ai nostri figli.

Insegniamo loro il rispetto, prima di tutto verso sé stessi, insegniamoli ad amare il loro corpo, che significa accettare i propri difetti ma anche non usare questo come scusa per non migliorarsi.

Diciamo loro che possono davvero diventare quello che vogliono, ma che farlo richiede impegno e sacrificio.

Mostriamo loro che ci sono valori in cui credere e per cui combattere, ma che spesso la vittoria passa anche attraverso i compromessi.

E se per giungere "ai posti di comando" dove davvero si possono cambiare le cose devo usare un rasoio o farmi la ceretta, pazienza.

Il mio cervello non sta nei peli delle gambe.

Non devo trasformarmi in un uomo, per far vedere al mondo che "io valgo".

Questo non è femminismo, ma l'esatto opposto.

E' voler sembrare maschio anche se non lo si è.

Va bene tenersi i peli, ma dietro a questo ci deve essere anche dell'altro.

La sfida vera è farsi accettare così come si sceglie di essere, peli o non peli, portatori di pene o di vagina.

Ahimè, se bastasse smettere di farsi una ceretta per cambiare la mentalità della nostra società malata, quanto sarebbero più semplici le cose!

 

 

 

 

 

 

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