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vita con i bambini

Di bambini e di giocattoli

Siamo a dicembre e questo mese, per me, significa regali.

Regali da scambiarsi il giorno di Natale, certo, ma soprattutto regali da far trovare ai bambini il 13 dicembre, il giorno di Santa Lucia.

A quest’ora di solito i genitori sono già a buon punto con la caccia ai regali. Muniti di letterine, branchi di mamme e papà si muovono tra gli scaffali dei negozi cercando di interpretare i desideri dei loro frugoletti.

Agguerriti, si tuffano su bambolotti e macchinine, pronti a difendere con le unghie e con i denti l’ambito oggetto.

Ho visto genitori e nonni pagare cifre spropositate per comperare tonnellate di giocattoli ai loro bambini, chiosando “Tanto poi non li guardano neanche” mentre strisciavano la carta di credito.

Ecco il nocciolo della questione: ma se si sa già in partenza che i bambini poi sono letteralmente sommersi dai giocattoli, che senso ha continuare a comprare come se non ci fosse un domani?

Prendiamo per esempio i miei, di bambini. Hanno davvero troppi giochi?

CF sostiene di sì, anche se poi è sempre il primo a mettere mano al portafoglio per premiare i pupi nel caso abbiano fatto qualcosa di estremamente positivo, il che, a voler essere onesti, capiterà un paio di volte l’anno ( gli standard di CF sono piuttosto elevati).

La nostra casa, come sapete, è piccola e per forza maggiore bisogna adattarsi agli spazi. Io poi sono una che predilige la praticità per poter riordinare e trovare il tutto in modo veloce.

Quindi abbiamo suddiviso i giocattoli in varie scatole trasparenti ognuna dedicata ad una categoria precisa: macchinine, dinosauri, animali, lego, bambole ecc.ecc. con buona pace della Maria nazionale (la Montessori, non la De Filippi).

Ci sono poi i peluches che vagano di mensola in mensola e di letto in letto. Non mancano scatole di puzzle, le scatole con i giochi da fare con l’aiuto di un adulto (saponi, profumi, esperimenti vari) e quelli di società che sono sempre intramontabili.

Ci sono giocattoli più voluminosi di altri che si contendono lo spazio con la mole di libri e album da colorare (e qui chi ha la mani bucate sono io).

Il problema è  che se non si tengono in ordine, tutti questi pupazzi e costruzioni, dinosauri e bamboline sembrano letteralmente invadere la casa.

Vi giuro, ci sono dei giorni che me li ritrovo nei posti più impensabili: una volta per esempio Ringhio mi ha messo un dinosauro nel frigo, perché era “iMbernato”.

È ovvio che a furia di ritrovarsi una mucca qui e un trattore là sembra di vivere in un territorio occupato.

Ma se paragono quello che hanno i miei bambini con quello che hanno i loro amici in realtà la differenza si vede.

La nostra politica è sempre stata quella di comperare giocattoli di una certa qualità (buon materiale, buona fattura, possibilmente educativi) specialmente quando i pupi erano più piccoli.

E, soprattutto, comperarli solo in occasione di Santa Lucia e del loro compleanno (ora introdurremo il premio di fine anno scolastico, ma questa è un’altra storia).

Poi non è colpa mia se le suddette ricorrenze capitano tutte in fila nell’arco di un mese e mezzo. E non è nemmeno colpa mia se in queste occasioni i bimbi ricevono regali anche da altre persone, come zii e amichetti.

Quando è possibile proponiamo come regali delle esperienze da fare,  come andare al cinema o in un parco a tema o in un museo.

Ma non posso obbligare gli altri a non regalare cose materiali ai miei figli e nemmeno a spendere cifre considerevoli per i giochi che piacciono a noi.

A Santa Lucia poi sono dell’idea che, per quanto è possibile, è meglio venire incontro ai desideri dei bambini.

Ho provato sulla mia pelle cosa significa aspettare un intero anno di ricevere qualcosa che si vuole con tutto se stesso e poi trovarsi invece con un regalo di tutt’altro genere.

Per questo, mettendo insieme le mie esperienze di figlia con quelle di madre, ho trovato un metodo elementare per gestire la questione dei bambini e dei giocattoli.

Per prima cosa, in occasione di Natale e Santa Lucia, scelgo con la Ninfa e Ringhio un certo numero di giochi da donare agli altri. Va da sè che devono essere giochi in buone condizioni e che devono essere puliti prima di essere regalati.

Di solito non si danno via i giochi con un valore sentimentale (il coniglietto che CF ha comperato alla Ninfa quando ancora stava nella pancia, il primo dinosauro di Ringhio), i giochi di società e i giochi educativi, come i memo o i puzzle, a meno che non siano quelli per bimbi piccoli.

Dopo questa operazione, si scrive la letterina alla Santa. Bisogna stilare una lista di massimo cinque giochi. La regola è che la Santa porta loro solo uno dei giochi indicati nella lista. Il resto (di solito prendiamo un gioco per uno e uno in comune) è a discrezione della Santa.

Così il tredici dicembre i bambini sanno che uno dei loro desideri si sarà avverato e avranno anche l’effetto sorpresa. I vari parenti sono invitati a mettersi insieme per prendere un gioco in comune per entrambi i bambini, in modo che non arrivino vagonate di giocattoli indesiderati con il rischio di finire poi nel dimenticatoio.

Per quanto riguarda i compleanni, la Ninfa e Ringhio scartano tutti i regali e ringraziano caldamente. Poi scelgono un paio di giocattoli con cui passare il tempo nei giorni successivi e gli altri vengono depositati in un luogo super segreto.

Quando si sono stancati di quei giochi, la Ninfa e Ringhio me lo dicono ed io passo loro gli altri doni ricevuti. In questo modo i bambini si stufano meno facilmente, i giocattoli ruotano ogni mese e si ha sempre l’impressione di avere qualcosa di nuovo per le mani.

In pratica “spalmo” i regali sui restanti mesi dell’anno, invece che concentrarli tutti a dicembre e gennaio.

Per ora ho visto che questa strategia paga: la Ninfa e Ringhio giocano a turno con tutto, la casa non è un campo di battaglia e, al momento di scegliere cosa donare, la selezione è molto più semplice.

Voi come gestite il rapporto tra bambini e giocattoli?

Ogni commento è ben accetto!

 

 

 

 

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4 Comments

  • Pinkball

    Sono piacevolmente colpita perché la mia filosofia corrisponde alla tua e anch’io adotto le stesse strategie in termini di regali.
    Trovo molto utile fare “pulizia” prima dell’arrivo di Santa Lucia insieme alle mie bimbe dei giochi non più adatti e prepararli per essere donati. Nella letterina in genere non più di 2 richieste, di cui una per Santa Lucia e una per Babbo Natale (che arriva dai nonni).
    Santa Lucia porta un regalo ciascuna (di solito quello più desiderato) e uno da condividere (a volte magari un puzzle in più). Babbo Natale arriva dai nonni, dagli zii e dagli amici (e anche noi abbiamo l’abitudine, avendo i compleanni vicini, di dare un pochino per volta: è la scorta di giochi dell’anno). Infine..per i libri purtroppo (o forse no) ho le mani bucate anch’io! Infatti la Befana da noi porta libri, ma durante l’anno ne scappano sempre diversi. I giochi li scegliamo con gli stessi criteri che hai descritto, ci piacciono quando divertono in modo intelligente, nel rispetto delle loro inclinazioni e capacità (costruire, manipolare, avvicinarsi alla musica). E anche noi vediamo i risultati. Giocano volentieri, senza noia e alternando le attività in modo fantasioso.

    • Priscilla

      Ciao, bene sono contenta di non essere la sola a sposare questo modo di fare! E anche a noi la Befana lascia sempre qualcosa, di solito pennarelli, gessetti e album da colorare.
      I bambini si sono sempre mostrati soddisfatti, non si sono mai sentiti da meno rispetto magari ai loro amichetti che ricevono decine di regali. Forse perché anche loro alla fine si accorgono che le cose importanti sono altre
      Grazie per questo magnifico commento!

  • L'angolo di me stessa

    Noi non regaliamo praticamente niente durante l’anno, se non libri e fumetti su quelli ho le mani bucatissime. Tutti i giochi arrivano dai nonni che sono lontani, quindi quando vengono comprano sempre qualcosina, e a Natale. Natale non ha regole, le letterine possono essere lunghissime, possono chiedere quello che vogliono poi io spalmo i regali tra nonni, zii e noi, cercando di seguire più o meno i loro desideri. In contemporanea c’è il repulisti di dicembre: tolgo, insieme a loro, i giochi che non usano o che sono rotti o che sono per più piccoli e li porto a scuola o ad un’associazione a cui sono particolarmente legata, così faccio posto. Solo quest’anno ho fatto una scatola in cui ho messo alcuni giochi, i più belli, per il piccolino appena arrivato.
    Per il compleanno invece noi niente regali, solo la festa e qualcosa di speciale da fare tutti insieme come un parco tematico o un evento particolare. I regali in questo caso arrivano dagli amici o dai nonni se ci sono.
    Ma siamo comunque in tanti e di giochi ce n’è tanti, anche se secondo me rispetto ad altri bambini, magari figli unici, c’è davvero un abisso.

    • Priscilla

      Beh, vedo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda! Poi se di figli ce ne sono di più anche lo spazio si riempie prima. I compleanni sono speciali proprio perché si celebrano con grandi festeggiamenti, i regali sono qualcosa in più. Ed io propendo sempre per esperienze da fare assieme, visto che il tempo che passiamo con i nostri figli è un regalo anche per noi.
      Grazie per essere passata e per questo pensiero

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