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E alla fine c’è la vita di Davide Rossi

“E alla fine c’è la vita” di Davide Rossi è il libro del nuovo bookcrossing proposto dall’amica Fiore del blog “Casalinga per caso”.

Quando l’ho ricevuto non sapevo quello che mi aspettava.

“E alla fine c’è la vita” è un romanzo torbido, inquietante, da cui non si esce indifferenti.

Ho deciso di parlarne per il venerdì del libro proprio per le sensazioni forti, quasi di disgusto, che ti restano appiccicate addosso.

“E alla fine c’è la vita” di Davide Rossi: brevi cenni alla trama

La vicenda narrata si svolge a Pavia, ai giorni nostri. Protagonisti sono un gruppo vario ed eterogeneo di studenti che vivono la loro vita al limite.

Marco ed i suoi amici si sballano dalla mattina alla sera con le sostanze più disparate, bevono e organizzano party.

Mario, ex amico di Marco, ha avuto una relazione con Marianna, una ragazza all’apparenza superficiale che cerca nel sesso una via di fuga.

Mario ora è in ospedale: il suo fisico ha ceduto agli abusi di alcol e droga. E in quello stesso ospedale finirà anche Marika, la bella spagnola in Italia per l’Erasmus.

Trascinata da Marianna e altre ragazze all’ennesimo festino, dopo una notte di sesso con un professore universitario, la studentessa rimane gravemente ferita in seguito ad un incidente stradale.

Le esistenze di questi giovani dalle belle speranze si intrecciano e si mescolano, conducendo il lettore sul bordo di un precipizio senza fine.

“E alla fine c’è la vita” di Davide Rossi: recensione

Questo è il romanzo d’esordio di Davide Rossi, classe 1985. Una formazione scientifica alle spalle che gli permette comunque di dedicarsi alla scrittura e al cinema, le sue due grandi passioni.

Dal loro intreccio nasce “E alla fine c’è la vita”, scritto proprio come un copione cinematografico.

Uno sguardo disilluso e quasi documentaristico, quello usato dall’autore per mostrarci la vita di un gruppo di ragazzi in bilico tra l’adolescenza e l’età adulta.

Con il suo ritmo incalzante, i dialoghi secchi e brutali, il romanzo riesce a comunicare il disagio giovanile tipico dei nostri giorni.

Terminata la scuola superiore, il mondo si aspetta qualcosa da ognuno di loro. Ma esattamente cosa? Studiare, prendere una laurea e finire poi per andare a lavorare come commessa o barista per il resto della vita?

Quando l’ansia sale e il futuro appare incerto, ogni cosa che ci regali un attimo di serenità è ben gradita. Alcol e droga non sono che l’ennesima via di fuga, le feste sono l’unico momento in cui sentirsi vivi.

Spingersi al limite per “sentire” qualcosa, per provare delle emozioni forti che diano ancora una scossa.

Salvo poi risvegliarsi soli in un letto d’ospedale e capire, finalmente, che se non si vuole precipitare nel baratro che non sembra più tanto lontano c’è bisogno di un cambio di rotta.

Marika, Marianna, Marco e Mario alla fine giungono, a loro modo, alla stessa conclusione e compiono la loro scelta.

Dopo il buio, finalmente, capiscono che alla fine c’è la vita.

Davide Rossi intreccia in modo abile le vite dei protagonisti, la loro psiche e il loro vissuto emergono pian piano dai dialoghi e dalle azioni.

Noi lettori assistiamo impotenti ad una folle corsa all’autodistruzione dove, pensiamo, prima o poi qualcuno ci lascerà le penne.

“Alla fine c’è la vita” è un romanzo che lascia l’amaro in bocca, perché, anche se finisce relativamente bene, sappiamo che in realtà i ragazzi si porteranno sempre addosso quelle cicatrici.

Se avete un paio di ore libere, vi consiglio di leggerlo. Come sempre, un grande ringraziamento a Paola, di “Homemademamma”.

SCHEDA TECNICA

Titolo: E alla fine c’è la vita

Autore: Davide Rossi

Editore: Apollo Edizioni

Anno di pubblicazione: Aprile 2018

Pagine: 174

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6 Comments

  • Mirtillo14

    Ciao, io ho letto il libro prima di te e te l’ho spedito e concordo con il tuo giudizio. Alla fine ti rimane l’amaro in bocca veramente nel vedere queste giovai vite in corsa verso l’autodistruzione. Bellissima recensione. Un saluto.

    • Priscilla

      Ciao, grazie mille! Sono contenta di sapere che anche tu concordi con il mio pensiero. Certi passaggi del racconto mi hanno talmente fatto infuriare che se avessi avuto di fronte i ragazzi avrei fatto loro un discorso con i fiocchi e i controfiocchi…

  • Fiore

    sei stata velocissima ….del resto è un romanzo molto scorrevole e che si legge tutto d un fiato!!! Bel post, complimenti!! e grazie x aver aderito al bookcrossing naturalmente! ciao.

    • Priscilla

      Grazie Fiore! Ho avuto modo di passare sei ore circa in pronto soccorso e per fortuna avevo almeno il libro…
      Sono io che ti devo ringraziare per queste iniziative 😉

  • Manu

    Mamma mia che angoscia solo a leggere la tua recensione! Sicuramente un libro d’impatto molto forte che francamente non so se mi sento di leggere … con una figlia che naviga verso i 14, leggere queste storie mi fa stare male anche se so benissimo che bisogna saperlo e tenere gli occhi aperti…
    Mi hai dato da riflettere, questo è sicuro.

    • Priscilla

      Cara Manu, ti capisco, perché da quando sono mamma tutto viene letto e vissuto in questa chiave…
      Grazie per essere passata, spero che la prossima recensione sia su un libro meno angosciante.

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