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“Fedeltà” di Marco Missiroli

Ero un po’ indecisa se scrivere una recensione sull’ultimo romanzo di Marco Missiroli. “Fedeltà” infatti aveva già fatto parlare di sé ancora prima di essere uscito e, una volta pubblicato, ha provocato un certo scompiglio nel mondo letterario.

Tale scompiglio è dovuto al fatto che si è creata una gigantesca aspettativa nei confronti di “Fedeltà”, in buona parte derivata dal grande favore di critica e di pubblico riservato ad “Atti osceni in luogo privato“, pubblicato quattro anni fa.

Siccome non ho letto il suddetto romanzo, la mia mente non ne è stata condizionata in alcun modo e quindi posso scrivere una recensione che non si basa su preconcetti o paragoni, ed è stato questo pensiero che mi ha convinto a farlo.

“Fedeltà” di Marco Missiroli: trama

Protagonista di questo romanzo è una giovane coppia di trentenni, Carlo e Margherita. I due, che stanno assieme dai tempi dell’università, si amano molto, hanno una buona intesa sia sul piano intellettuale che su quello fisico.

Margherita è un architetto che lavora per un’agenzia immobiliare, mentre Carlo ha un doppio lavoro: insegna tecniche di scrittura all’università e lavora per una piccola azienda che si occupa di volantini pubblicitari.

Del resto la vita a Milano è molto dura anche economicamente.

Apparentemente hanno una vita normale, felice quanto basta, che li accomuna alla maggior parte delle coppie moderne.

Fino al giorno del malinteso, che segnerà la svolta definitiva delle loro esistenze, quel giorno in cui Carlo viene sorpreso in atteggiamento ambiguo nei bagni dell’università in compagnia di una studentessa, la giovane Sofia.

Da quel momento nulla sarà più lo stesso: Margherita vive con il sospetto del tradimento del marito, Carlo invece convive con la consapevolezza di non aver saputo cogliere l’opportunità che gli si è presentata mentre Sofia sospira chiedendosi se sarebbe potuto sbocciare l’amore.

La storia di “Fedeltà” si basa su questo malinteso e sugli strascichi che porta con sé.

Che cosa vuol dire allora essere fedeli? L’amore verso qualcuno implica necessariamente il concetto di fedeltà verso l’altro? Ma soprattutto, cosa succede quando la fedeltà verso il partner cozza con quella verso noi stessi, le nostre passioni, le nostre pulsioni?

Nessuno dei personaggi raccontati da Missiroli sembra saperlo: non lo sanno Carlo e Margherita, che si allontanano per poi riavvicinarsi, mentendosi reciprocamente ma soprattutto mentendo a se stessi.

Carlo, perso tra le amanti occasionali che vuole provare a se stesso di saper cogliere le occasioni offerte dalla vita, ma sempre con in testa Sofia; Margherita che si perde sul corpo di Andrea, il suo giovane fisioterapista, che ad un certo punto decide di abbracciare la sua vera natura e dichiara di essere omosessuale; Sofia che torna a Rimini a leccarsi le ferite, trovando un rimpiazzo per il professore e mantenendo con lui una strana relazione epistolare.

Nove anni dopo, ossia nella seconda parte del romanzo, ritroviamo i protagonisti nello stesso punto di prima, ma con un figlio, sempre impantanati e sempre bisognosi di una figura che li guidi e li sostenga. Questa figura, saggia e materna, è interpretata da Anna, la madre di Margherita.

La donna, ormai vedova, che ha imparato molto dalla vita e che dispensa saggezza senza pedanteria o sbruffonaggine ai due giovani che sembrano, per certi versi, non essere ancora usciti dal periodo dell’adolescenza: come fare a vivere assieme alla stessa persona per così tanti anni e come fare a perdonare, prima di tutto se stessi e poi gli altri.

Ma è davvero saggia Anna o è semplicemente un altro struzzo, che ha deciso di mettere la testa sotto la sabbia?

In pratica la storia si chiude più o meno come era iniziata, con tanti “se” e tanti “ma”.

“Fedeltà” di Marco Missiroli: recensione

“Fedeltà” è uno di quei libri che o ti piace o non ti piace, ma che di sicuro non può lasciarti indifferente. Al di là della trama, il giudizio si basa molto sullo stile narrativo utilizzato dall’autore.

Missiroli infatti adotta una tecnica narrativa particolare, un flusso di coscienza tra i vari personaggi, che può destabilizzare non poco il lettore: certi pensieri o certe scene sono raccontate da un determinato punto di vista e nello stesso paragrafo vengono portate avanti da un nuovo personaggio.

Un romanzo corale ma in cui le voci si mischiano creando uno stile non sempre semplice ed intuibile, ma allo stesso tempo interessante.

Credo che Missiroli abbia voluto fare un’istantanea della nostra epoca, in cui tante coppie si trovano impantanate in relazioni che non calzano loro al 100%, ma a cui si adattano malgrado tutto. Per alcuni versi mi ha ricordato molto “E alla fine c’è la vita” di Davide Rossi e anche “La cena” di Herman Koch.

Lo scrittore riesce a creare un clima generale di mediocrità e ipocrisia in cui perfino rimanere fedeli a se stessi diviene un’impresa ardua e quasi impossibile.

Quello che trasuda dalle righe di “Fedeltà” è un senso di sconforto, di malessere generale e di infelicità: nemmeno il tradimento infatti porta gioia nella vita di Carlo e Margherita, tanto che si arriva a chiedersi a che cosa è servito, se non per sommare paranoie ad altre paranoie.

Andando più a fondo, sembra che in “Fedeltà” si combatta una dura battaglia tra la parte razionale e la parte istintiva, tra mente e corpo.

In queste pagine, in cui non mancano i riferimenti colti ad altri libri importanti dell’universo letterario, a farla da padrone è comunque il corpo: siamo uomini, ergo siamo animali e, pertanto, per certi versi ancora governati da istinti primordiali.

Quindi, per quanto lo vogliamo, non possiamo razionalizzare i nostri istinti ma ne siamo ancora schiavi: basti pensare ad Andrea e ai suoi combattimenti clandestini, per esempio.

Concludendo, trovo che “Fedeltà” sia un libro su cui riflettere senza pregiudizi e termini di paragone, da cui si può trarre comunque qualche insegnamento.

SCHEDA TECNICA

Titolo: Fedeltà

Autore: Marco Missiroli

Edito da: Einaudi

Anno di pubblicazione: 2019

Pagine: 232

Voi cosa avete letto di interessante in questi mesi che vi sentireste di consigliarmi?

Come sempre, ringrazio Paola di “Homemademamma” per aver creato il venerdì del libro.

 

 

 

 

 

 

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4 Comments

  • Manu

    Splendida recensione, precisa e puntuale, molto approfondita. Io proprio non so se questo romanzo potrebbe fare per me … la tua recensione già mi deprime. Se c’è qualcuno che mi fa venire l’orticaria sono gli adulti immaturi. Grazie comunque per la bella segnalazione.

  • Kiara

    Io plagiata da Missiroli.. quella che aspetta L ora X per leggere i suoi romanzi..
    Anche stavolta riesce a portare alla luce del sole il lato più oscuro di noi stessi..in pensieri contorti in dubbi in sospetti in tentazioni in rabbia in fuga in attese inutili.. come quelle tante scale senza ascensore in questa città di anime sconosciute, ancora una volta..
    Fuori c’è questa voce che ti trascina fino alla fine del romanzo.. questa voce maschile:così fredda senza contorni senza troppa
    sensibilità così cruda realtà e verità..però c’è questa fantastica e provocatoria cover che rappresenta la donna la sua forza la sua passione il desiderio la sua sensibilità e la sua verità in uno sguardo…
    Missiroli anche stavolta estrae le emozioni dalle radici e le spiega dal suo punto di vista: da uomo: in bianco e nero . Sta a noi donne spiegare dentro di noi il resto dei colori.. 🌈
    Priscilla sei sempre fantastica 🔝le tue recensioni sono impeccabili.
    Grazie. K

    • Priscilla

      Beh, che dire? Hai messo in risalto degli aspetti del romanzo che non avevo considerato. In effetti il punto di vista maschile e distaccato spiega tante cose…
      Grazie a te per avermi fornito un altro spunto di riflessione. E’ bello sapere che apprezzi le mie recensioni e spero di poter leggere ancora altri tuoi commenti.
      Buona continuazione!

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