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Figlie di una nuova era di Carmen Korn

“Figlie di una nuova era” di Carmen Korn è un romanzo di cui ho sentito molto parlare alla fine dello scorso anno e che avevo fermo sulla libreria da qualche mese.

Nel momento in cui ho deciso di iniziarne la lettura, ho capito per quale motivo avesse ricevuto tante critiche e altrettanti apprezzamenti.

Per questo motivo ho deciso di parlarvene in occasione dell’appuntamento settimanale con il venerdì del libro, per cui non ringrazierò mai abbastanza Paola di “Homemademamma”.

“Figlie di una nuova era” di Carmen Korn: brevi cenni alla trama

Quando ho iniziato a leggere questo romanzo non sapevo ancora che si trattasse del primo di una trilogia ( il secondo romanzo si intitola “E’ tempo di ricominciare”) che, per riprendere le parole della Korn, è “una trilogia al femminile”.

Le protagoniste della vicenda sono quattro amiche nate all’inizio del Novecento ad Amburgo.

La scrittrice ripercorre le loro vite per trent’anni, dal 1919 al 1948.

Le loro vicende personali si intrecciano inevitabilmente con le vicissitudini politiche e sociali della nazione in cui vivono.

Seguendo le loro esistenze, che si intersecano in maniera magistrale e imprevedibile, il lettore ripercorre anche i momenti salienti di quegli anni.

La Prima guerra mondiale per le ragazze è ormai alle spalle, anche se ognuna di loro ha riportato perdite e lutti: chi i genitori, chi i fratelli, chi i fidanzati.

Ma la popolazione ha intenzione di ricominciare daccapo, con ottimismo e duro lavoro e le donne sono come sempre in prima fila.

Da questo punto di vista, perciò, è giusto considerare “Figlie di una nuova era” come un romanzo che parla anche di emancipazione femminile.

Conosco una dottoressa che ha appena avuto il secondo figlio e continua a lavorare alla clinica universitaria. Io dico sempre alle mie allieve che non devono rinunciare al lavoro per i figli. Noi donne dobbiamo avere una scelta, ma dobbiamo avere anche la possibilità di fare tutte e due le cose”

Kathe, Henny, Lina e Ida non sono da meno, seppur con un grado di consapevolezza diverso.

Kathe proviene da una famiglia operaia. Il padre ha perso due figli a causa della difterite e l’uso della gamba in un incidente. La famiglia, per sbarcare il lunario, può contare solo sul lavoro di Anna, la madre che fa la cameriera e la cuoca presso alcune delle famiglie più in vista di Amburgo.

Henny, grande amica di Kathe, se la passa un po’ meglio. Nonostante abbia perso il padre può contare sulla madre Else che, benché molto invadente, non le farà mai mancare il proprio appoggio.

Lina ha perso entrambi i genitori che hanno deliberatamente scelto di lasciarsi morire di fame per permettere a lei e al fratello Ludwig di sopravvivere.

Ida infine è la classica ragazza della classe borghese, che vive nella bambagia. Il padre ha fatto i soldi commerciando caucciù durante la Prima guerra mondiale e, in realtà, ora è in bancarotta.

Come potete vedere si tratta di personaggi femminili molto diversi sia per estrazione sociale che per idee politiche.

Attorno a loro si muove un universo di co-protagonisti sia femminili che maschili, fatti da padri, fidanzati, fratelli, amanti…

Non posso e non voglio rivelarvi di più, anche perché è impossibile accennare a qualche vicenda senza finire per raccontarvi la trama per filo e per segno.

Vi basti sapere che, nelle cinquecento pagine di questo primo romanzo della trilogia, la Korn affronta argomenti importanti come le lotte politiche, le lotte di genere, l’antisemitismo, ma lo fa in un modo meno pesante di quanto ci si possa aspettare.

“Figlie di una nuova era” di Carmen Korn: recensione

Come dicevo prima, ho capito perché “Figlie di una nuova era” sia stato un po’ il pomo della discordia e abbia diviso il pubblico.

All’inizio devo ammettere che non era piaciuto nemmeno a me. Mi sono sentita molto disorientata perché la Korn presenta quasi tutti i personaggi della vicenda nelle prime venti pagine circa.

Immaginatevi quindi la fatica di un lettore che deve conoscere così tante persone tutte in una volta. La cosa poi è resa ulteriormente difficile perché all’inizio non si hanno ancora ben chiari i rapporti che legano i personaggi tra di loro.

Quindi ho come avuto l’impressione di avere tante facce che mi fluttuavano davanti ognuna con la mano alzata pronta a dirmi qualcosa ma senza portare luce al quadro della situazione.

Per fortuna la prima parte procede ad un ritmo lento, così è possibile ambientarsi e familiarizzare anche con la città di Amburgo, con le sue strade, la sua gente, la sua atmosfera.

Lo sprint si ha dopo circa sessanta pagine, quando finalmente cominciamo a capire  come le varie vicende si intrecciano e quale può essere il ruolo di ogni personaggio.

Iniziamo a capire che Kathe e Rudi saranno i portavoce del filone politico, Ida e Tian parleranno di guerra di classe e di antisemitismo assieme agli inevitabili personaggi di origine ebraica, come il dottor Landmann, Lina e Louisa invece saranno l’emblema dell’omosessualità e così via, in un caleidoscopio universo.

Le loro vicissitudini vengono raccontate in prima persona in un romanzo corale e multifocale. La Korn dedica ogni capitolo ad una diverso anno facendo anche dei balzi temporali per darci un quadro il più dettagliato possibile.

Ho apprezzato molto “Figlie di una nuova era” perché ho trovato una scrittrice che tocca certi argomenti cercando di andare oltre quello che normalmente conosciamo.

Mi piace molto la ricostruzione che riesce a fare della mentalità dell’epoca e dei cambiamenti che hanno portato un intero popolo verso la strada della Seconda guerra mondiale.

La forte volontà di riscatto, il fatto che nessuno inizialmente credesse che Hitler potesse davvero prendere il potere ma che si trattasse solo di una fase transitoria, il bisogno di trovare un capro espiatorio per l’estrema povertà in cui versa la nazione, il perché tantissimi ebrei abbiano deciso di restare (prima che ebrei si sentivano tedeschi e questo l’autrice lo rimarca molto, ponendo per esempio l’accento sul fatto che tanti di loro erano stati in prima linea nella guerra precedente e avessero addirittura ricevuto delle medaglie al valore).

Allo stesso modo mi è piaciuto che si parlasse non solo di questo, ma anche dei prigionieri politici, o di chi era diversamente abile o di omosessualità, tematiche che perfino nella Giornata della Memoria vengono purtroppo relegate in secondo piano.

Per finire, benché non si possa di sicuro definire un romanzo allegro, “Figlie di una nuova era” non è un libro che ti lascia una cappa di ansia o di negatività addosso.

Semplicemente Carmen Korn, con il suo stile asciutto e secco, ci fa vivere quel senso di ineluttabile fatalità che permea ogni singola pagina e che viene comunque da noi lettori più che dai personaggi, perché noi sappiamo cosa succederà e loro no.

“Figlie di una nuova era” è quindi un romanzo che consiglierei anche come lettura per i ragazzi delle superiori, allo stesso modo de “Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey” di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows o “Lola nascerà a diciott’anni” di Carla Maria Russo o “Cinque quarti d’arancia” di Joanne Harris.

Ora non mi resta che aspettare il seguito e augurarvi buona lettura!

Ovviamente come sempre vi chiedo di scrivere nei commenti il titolo del libro che state leggendo in questo momento, perché sono curiosa e mi serve un’ispirazione.

SCHEDA TECNICA

Titolo: Figlie di una nuova era

Autore: Carmen Korn

Traduzione: Manuela Francescon Stefano Jorio

Edito da: Fazi Editore

Anno di pubblicazione: ottobre 2018

Pagine: 522

 

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