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“Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti

Ilaria Tuti è entrata nella cerchia delle mie scrittrici preferite. E’ del suo primo romanzo, “Fiori sopra l’inferno”, che vi voglio parlare in questo venerdì del libro.

“Fiori sopra l’inferno” è stato un acquisto azzardato. Visto sullo scaffale di un supermercato ad un prezzo imperdibile, l’ho comperato qualche mese fa per aggiungerlo temporaneamente alla pila di libri in attesa di essere letti (sono sicura che anche voi ne avete una, vero?).

Come sempre, la molla che mi ha spinta a comperare questo romanzo, è stata la copertina fantastica come potete vedere qui sotto.

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Non ditemi che non è bella, eh?

In tutta sincerità, quindi, ero pronta ad aspettarmi la solita cantonata e invece è arrivata lei, Teresa Battaglia, a rovesciare le mie fosche previsioni.

“Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti: brevi cenni alla trama

Teresa Battaglia è un commissario di polizia. Già dalle prime righe di presentazione capiamo di essere di fronte ad un personaggio davvero singolare: Teresa è in là con gli anni, con un corpo tozzo e poco piacevole da vedere, un caschetto di un rosso talmente artificiale da stonare come un pugno in un occhio.

Insomma, tutto tranne il genere di dedective sexy a cui siamo abituati.

Ma soprattutto Teresa ha un carattere che definire di merda (passatemi il francesismo) è poco: scorbutica, con una lingua al vetriolo, priva di senso dell’umorismo.

Quel che colpisce di più è il suo acume, la sua empatia, la sua immensa cultura che fanno di lei una profiler di tutto rispetto.

Ne sono consapevoli i suoi superiori che affidano a lei e alla sua squadra i casi più complicati, come questo.

A Travenì, un piccolo paese arroccato sui monti del Friuli-Venezia Giulia, viene ritrovato un cadavere senza occhi attorniato da trappole per evitare che gli animali lo mangino.

Questo ed altri segnali fanno supporre che qualcuno voglia trasmettere un messaggio. La scia di sangue non si ferma qui: altri cadaveri seguiranno al primo.

Il colpevole pare celarsi all’interno della comunità montana, nascondersi nel fitto dei boschi, conoscere peccati e peccatori della zona, anche quelli più segreti e intimi.

Proprio nell’intimità delle famiglie si dovrà scavare, in segreti oscuri che risalgono al passato tumultuoso del dopoguerra, in luoghi nascosti e reconditi.

Il commissario Battaglia e la sua squadra dovranno prepararsi a scendere all’inferno, negli anfratti misteriosi della mente umana. E dovranno uscirne vivi con la soluzione del caso.

“Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti: recensione

Ilaria Tuti lascia i lettori a bocca aperta. Con grande maestria fa nascere un personaggio eclettico, carico di personalità e con un segreto pesante da portarsi appresso, che sulle prime può risultare antipatico e fastidioso ma che alla fine si conquista un posto speciale nel cuore  del lettore.

Allo stesso modo e con la medesima cura ci propone anche il contraltare di Teresa, Massimo Marini: aitante e zelante novellino, arrivato fresco fresco da una grande città. Se sulle prime ci può sembrare il classico perfettino, in realtà anche Marini nasconde segreti pesanti e un carattere d’oro.

Il commissario, con i suoi modi burberi che contrastano con le sue cure e preoccupazioni materne, avrà il duro compito di formare il giovane e di passargli il testimone nel più breve tempo possibile.

Perché Teresa sa che di tempo ne ha poco prima che i suoi ricordi, il suo sapere, la sua essenza vengano completamente e irrimediabilmente cancellati.

Ilaria Tuti ci offre quindi personaggi credibili che si muovono in un’ambientazione estremamente dettagliata e precisa, senza tediarci con descrizioni puramente decorative: i luoghi che incontriamo non sono un mero sfondo della vicenda, ma in qualche modo ne diventano i protagonisti.

Trovo poi meraviglioso lo stile narrativo utilizzato dalla scrittrice: i flashback si inseriscono nella trama arricchendola di significato così come i vari punti di vista e le discese nell’interiorità dei personaggi.

Lo stile è contemporaneo, fresco e accattivante. Da ogni linea però traspare la bravura di Ilaria Tuti: la scrittura è densa, ogni parola è stata pensata e soppesata e si nota facilmente come la vicenda narrata poggi su basi solide dovute a studi approfonditi e ricerche accurate.

Credo, anzi, sono certa, che Ilaria Tuti con il suo romanzo d’esordio si sia già conquistata un posto d’onore nel panorama del thriller italiano e mi auguro che “Fiori sopra l’inferno” venga esportato come  i nostri più buoni prodotti italiani.

È scontato dire che non appena è uscito il secondo libro, “Ninfa dormiente” , mi ci sono letteralmente buttata addosso.

Come sempre, concludo ringraziando Paola, la creatrice del venerdì del libro.

Voi come vi approcciate quando dovete leggere libri di autori che non conoscete? Vi buttate o preferite prima documentarvi?

 

SCHEDA TECNICA

Titolo: Fiori sopra l’inferno

Autore: Ilaria Tuti

Edito da:  Casa Editrice Longanesi

Anno di pubblicazione:2018

Pagine: 366

 

Titolo: Fiori sopra l’inferno

Autore: Ilaria Tuti

Edito da: TEA

Anno di pubblicazione: 2019

Pagine: 368

 

 

 

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