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vita con i bambini

Gentilezza, questa sconosciuta

Domani sarà la Giornata Mondiale della Gentilezza.

Nata in Giappone nel 1988 e diffusa in tutto il mondo, la Giornata Mondiale della Gentilezza è un momento che serve per focalizzare l’attenzione sul rispetto verso gli altri, la cortesia, l’educazione e la sensibilità.

La prima domanda che mi sorge spontanea è: come mai si è sentito il bisogno di dedicare una giornata speciale alla gentilezza?

E non venite a tirarmi fuori la storia dei giovani di oggi, visto che è stata coniata nel lontano 1988, quando era giovane la nostra generazione.

Stando così le cose, è evidente che già da tantissimi anni si nota una certa carenza di gentilezza nel mondo.

In una società  dove tende ad emergere chi è più furbo, più fortunato, più prepotente, più audace, più tenace, più egoista valori come l’educazione, l’altruismo, la sensibilità vengono messi in secondo piano e associati al concetto di debolezza.

In quest’ottica, ha senso insegnare ai nostri figli ad essere gentili?

Perchè insegnare ai bambini ad essere gentili conviene

Insegnare ai bambini ad essere gentili conviene, perché diventeranno adulti migliori. Per essere felici e soddisfatti non dobbiamo solo curarci di noi stessi, ma anche del benessere di chi ci sta accanto.

Essere gentili è il modo più veloce per far sentire gli altri apprezzati e valorizzati e, di riflesso, il loro senso di appagamento e di piacere avrà un impatto positivo anche sul rapporto che gli altri hanno con noi.

In una parola sola, la gentilezza che facciamo in qualche modo ci torna indietro.

Come insegnare ai bambini ad essere gentili

Nessun bambino nasce gentile, anzi, in alcune fasi della vita (attorno ai due anni) i bambini tendono ad essere per natura egoisti ed egocentrici.

È importante quindi cominciare ad educarli alla condivisione, sia dei giochi che delle persone.

Allo stesso modo è indispensabile insegnare loro le regole della “ buona educazione”: salutare, ringraziare, usare parole come “per favore” o “permesso”. Spieghiamo bene che quando usiamo queste parole stiamo dando valore a chi ci sta davanti, riconosciamo che anche gli altri contano, non solo noi.

Facciamo capire ai bambini che anche gli oggetti, la natura e gli  animali devono essere trattati con rispetto. Se per le cose animate è più facile e scontato, non lo è altrettanto per le cose inanimate.

Proviamo a far capire cosa vuol dire rispettare un oggetto: per fare un oggetto qualcuno ha speso tempo ed energie e quindi rovinarlo è quasi un insulto verso chi l’ha costruito e verso i materiali  che hanno usato e che, purtroppo, non sono illimitati.

Gentilezza è spesso sinonimo di altruismo, per cui educate i vostri bambini a fare degli atti di cortesia gratuiti verso gli altri.

Troppo spesso sento dire “ti aiuto ma tu cosa mi dai in cambio?” già in tenera età.

E indovinate un po’ qual è il metodo migliore per insegnare ai nostri bambini ad essere gentili? L’esempio!

Siate gentili voi per primi e i vostri figli vi imiteranno.

Sono solo scuse…

A volte essere gentili non è così facile come sembra. La prima cosa che frena la maggior parte delle persone a dimostrarsi gentili, soprattutto in pubblico, è “Che cosa penserà l’altro?”

Per esempio, in coda alla cassa del supermercato mi capita di sentire una telefonata di qualcuno dietro di me da cui deduco che sia in terribile ritardo. Vorrei cedergli il posto, ma se lo faccio capisce che ho ascoltato la conversazione e faccio brutta figura.

Oppure: vorrei cedere il mio posto a sedere sull’autobus a quella signora che mi sembra stanca, ma non vorrei che si offendesse perché crede che io le stia dando della vecchia.

Spesso veniamo bloccati da certe regole sociali che sembrano remare contro la gentilezza. In questo caso però io mi butto sempre e non sono mai stata resa a male parole o a borsettate in testa.

A volte invece a frenarci è la fretta, perché purtroppo non abbiamo proprio il tempo di fermarci un attimo o rallentare per aiutare magari la signora anziana ad attraversare la strada o a trasportare quella borsa della spesa  così pesante.

Ma è davvero sempre così o sono solo scuse dietro cui ci trinceriamo?

Atti pratici di gentilezza per bambini

Ecco allora cinque semplici gesti di gentilezza più uno da proporre domani ai vostri figli:

1. Aiutarvi a preparare una colazione speciale per il papà o per un altro membro della famiglia

2. Portare a scuola delle caramelle da condividere con i compagni;

3. Aiutare un compagno in difficoltà con i compiti;

4. Scegliere tra i loro giocattoli un gioco da donare;

5. Fare un disegno o un lavoretto per una persona a cui tengono;

6. Chiamare un amico che non si sente da tanto tempo.

E ricordatevi che “nessun atto di gentilezza, per piccolo che sia, è mai sprecato”

 

 

 

 

 

 

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One Comment

  • Mamma Avvocato

    L’esempio vale più di ogni parola. Cerco di tenerlo a mente sempre, anche se non è facile. Bellli i tuoi suggerimenti di gesti di gentilezza per bambini. Anche io insisto tanto sull’avere cura degli oggetti perchè qualcuno ha usato tempo e fatica per crearli e comprarli, e cura degli altri, non dimenticando che l’attenzione verso amici e parenti e persone che incrociano la nostra strada, spesso è il miglior dono che possiamo fare, agli altri ma anche a noi stessi.

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