vita con i bambini

Giornata internazionale della felicità: perché vale la pena essere felici

Cercare la felicità fuori di noi è come aspettare il sorgere del sole in una grotta rivolta a nord.
(Proverbio tibetano)

Se l’indice del Prodotto Interno Lordo (PIL) del mio paese non è elevato, l’indice di Felicità Interna Lorda (FIL) è invece più che soddisfacente.
(Rappresentante dello stato del Bhutan)

 

Il prossimo 20 marzo cade la giornata internazionale della felicità.

Ora come ora, parlare di felicità sembra scandaloso: la situazione socio-politica globale è disastrosa e di motivi per essere felici apparentemente non ce ne sono molti.

Martin Selingman, il creatore della psicologia positiva, afferma che la felicità si basa per il 60% sul nostro corredo genetico e sulla realtà in cui noi viviamo e per il 40% invece su noi stessi.

Quindi, se cambiare i geni e le circostanze esterne è quasi impossibile, lavorare invece su noi stessi è una cosa fattibile.

Ci sono fior di manuali sulla felicità, esistono corsi e filosofie che hanno come finalità il raggiungimento della felicità.

Alcune ricerche hanno scoperto che aiutare gli altri attraverso attività di volontariato rende le persone che lo praticano più felici.

Essere felici provoca tutta una serie di reazioni biochimiche che si riflettono anche a livello esterno. Secondo Barbara Fredrickson, psicologa dell’Università del North Carolina che da tempo studia gli effetti del buonumore sul cervello, la felicità accresce l’attenzione visiva e facilita la raccolta di informazioni su ciò che ci circonda, fornendoci preziosi strumenti di analisi degli eventi che tornano utili per fronteggiare anche eventi futuri.

C’è chi basa la felicità sulla soddisfazione dei propri desideri, sull’ appagamento che prova per aver raggiunto i propri obiettivi.

Spesso si sente dire che la felicità non è la meta, ma il viaggio.

E’ stato perfino provato che la felicità è contagiosa. I ricercatori della Harvard University hanno scoperto che quando una persona diventa felice, un amico che le vive vicino ha una probabilità del 25%  in più di diventarlo anche lui.

Per me la felicità è una parola-contenitore, nel senso che “essere felici” assume un significato diverso per ogni essere umano.

Tante volte la felicità mi assale così, all’ improvviso.

Può essere un senso di pace che mi coglie camminando per strada, la pennellata di una nuvola nel cielo che noto mentre sono ferma in coda al semaforo, la telefonata di un’amica, l’abbraccio dei miei figli, un sapore nuovo quando assaggio qualcosa…

Il fatto stesso che io e le persone a cui tengo non abbiamo particolari problemi di salute mi rende felice.

Sono contenta quando ricevo la busta paga, perché so che di questi tempi portare a casa la pagnotta non è cosa da tutti.

Sono felice perché ho un tetto sulla testa, ho acqua per dissetarmi e lavarmi e cibo a mia disposizione, come e quando voglio.

Mi sento fortunata perché ho degli amici che mi riempiono la vita.

Solo per questi motivi, apparentemente banali, dovrei alzarmi e gridare “Grazie!” all’universo.

Essere felici è guardare il mondo con gli occhiali rosa, vedere il bicchiere mezzo pieno, affrontare le situazioni vivendole come opportunità e non come ostacoli.

La felicità è l’insieme di tutte quelle piccole grandi cose che ci fanno stare bene.

E che purtroppo nella nostra cultura tendiamo sempre a dare per scontate.

Motivi per essere felici ne abbiamo? Sicuramente sì, anche se a volte non li notiamo.

Quindi vi propongo un simpatico giochetto da fare durante il week-end: trovate almeno dieci motivi per essere felici.

Come dite? Sono tanti? Ma scherziamo?!

Scommetto che se vi avessi chiesto di trovarne almeno il doppio per dimostrarmi che siete  infelici non avreste avuto nulla da ridire.

Prova per un momento a cambiare ottica, a vederti da un’altra prospettiva e sono sicura che di motivi per essere felici ne troverai almeno un centinaio.

E, siccome siamo mamme, vi lascio con la frase conclusiva di ogni episodio dei “Mini-cuccioli”:

“Arrivederci, piccoli amici, tornate presto e siate felici”

 

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