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FAMILY-LIFE

Giornate primaverili e gite al parco

Domenica scorsa finalmente per una strana congiuntura astrale nessun membro della famiglia stava male.

Scampati miracolosamente alla maledizione del week-end, Priscilla e la sua allegra famiglia hanno deciso di approfittare della bella giornata per uscire a divertirsi.

La Ninfa e Ringhio esaltatissimi hanno lucidato i loro monopattini e i loro caschetti, mentre il telo da pic-nic da stendere sui prati veniva tolto dall’armadio Pax e messo religiosamente nel baule dell’auto, dove soggiornerà fino ad ottobre inoltrato.

Un esuberante CF ha ribaltato il giardino in cerca di un pallone che, benché sgonfietto, è stato comunque arruolato.

Priscilla ha preparato uno zainetto con qualche genere alimentare e delle borracce di acqua, -ché tanto fa ancora freddo per fare un vero e proprio pic-nic, decideranno dopo dove mangiare- e ha infilato nella sua borsa l’immancabile libro.

La combriccola ha indossato le giacche di mezza stagione, chiuso casa e salutato i nonni alla finestra.

Sono saliti in auto carichi di gioia di vivere e si sono diretti verso la città intonando un’allegra canzonetta.

Arrivati al parco, i pargoli non riuscivano più a contenere la loro felicità. Agguantati i loro mezzi, si sono agilmente lanciati in una corsa folle e liberatoria, travolgendo altresì qualche povero passante troppo lento per spostarsi.

CF e Priscilla hanno passeggiato lungo i vialetti, mano nella mano, come una giovane coppia di innamorati.

Infine hanno steso il loro telo su una collinetta, avamposto strategico per tenere sott’occhio l’area giochi.

Abbandonato momentaneamente il monopattino, la Ninfa e suo fratello si sono cimentati nell’arrampicata sulle corde fino a conquistare la vetta.

Priscilla ha tolto il suo libro dalla borsa già pregustandone la letturaa, mentre la sua dolce metà offriva il viso ai raggi di un precoce sole primaverile.

Dopo un paio d’ore di dolce far niente, la famigliola felice si è diretta verso una vicina trattoria, che offre un menù della tipica cucina bresciana, casalingo e senza pretese.

Lì, tra un casoncello e un sorso di vino rosso, si sono intrecciati discorsi, fatti progetti destinati a disfarsi subito come volute di fumo di sigaretta, scambiati segreti noti a tutti, sviscerato i grandi drammi della vita.

Lì, con le gambe infilate sotto ad un traballante tavolo di legno vecchio, sbocconcellando pane e grissini, Priscilla ha realizzato che quello era il momento perfetto, l’attimo in cui ci si sente finalmente in pace con il mondo, in cui ogni tipo di desiderio svanisce perché quello che si ha è la realizzazione di ogni sogno e ambire a qualcos’altro sarebbe un gesto insensato, un atto di  hỳbris come  avrebbe detto la sua vecchia insegnate di greco.

E non è il caso di inimicarsi gli dei in vista del prossimo fine settimana, no?

 

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2 Comments

  • Mamma avvocato

    Avevo commentato ma mi sa che il commento si è perso. Comunque io penso che sia bello condividere in rete questi momenti di serenità familiare.sono post che servono a chi scrive per ricordare e celebrare ciò che troppo spesso diamo per scontato e a chi legge per rasserenare e gioire con l’autore.

    • Priscilla

      Ciao, grazie mille per averlo ripostato. Sì, condividere queste esperienze penso che sia positivo perché alla fine il senso di certi blog, non solo del mio, è proprio quello di raccontare storie di vita vera e vissuta, momenti di normale quotidianità. E’ solo che spesso ho la sensazione che quello che vivo sia così banale da non essere degno di essere raccontato.
      Commenti come il tuo invece mi ridanno una sorta di speranza.
      Grazie mille di essere passata.

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