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BRESCIA E DINTORNI

Gita alla Rocca di Manerba

La gita alla Rocca di Manerba è stata la prima camminata che abbiamo fatto dopo essere rimasti rintanati in casa a causa del famigerato Covid-19.

Siccome uscire dalla regione non è ancora possibile, ne approfittiamo per esplorare le bellezze locali.

Visitare la Rocca di Manerba con i bambini è stata un’esperienza incredibile e divertente.

La Rocca di Manerba: che cos’è e dove si trova

La Rocca di Manerba è il resto di un’antica fortificazione che si trova su uno sperone roccioso nel paese di Manerba del Garda (BS).

Salire alla Rocca è facile, si può addirittura arrivare in auto nel parcheggio gratuito che dista pochi metri dalla meta, accanto al centro visitatori e all’area ristoro. Se invece volete allungare la camminata, potete optare per i parcheggi di Montinelle e Pisenze, anch’essi gratuiti, come abbiamo fatto noi.

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La Rocca di Manerba: cosa vedere

I resti della fortificazione

Arrivare sulla cima del Sasso e toccare la croce che domina la vetta, godersi la vista spettacolare sul lago di Garda, passeggiare all’interno dei resti della cinta muraria e godersi un pic-nic nel prato erboso sotto l’ombra degli alberi…

Tutto questo non ha prezzo!

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Dopo un tragitto a prova di bambino, camminare in mezzo a quel che resta di questa antica fortezza è un salto all’indietro nel tempo.

Grazie ai numerosi cartelloni informativi, leggiamo che i primi resti rinvenuti sulla vetta sono datati ben 7.000 anni fa!

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In quanto alla fortezza, sono state rinvenute tre cerchie murarie di epoche differenti, che testimoniano quanto questo luogo sia stato considerato un punto strategico in ogni epoca.

La Rocca venne distrutta definitivamente nel 1574 dalla Serenissima Repubblica di Venezia, perché considerata il covo di un gruppo di fuorilegge.

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La cosa che si apprezza di più da qui è senza dubbio il panorama spettacolare. Mi raccomando, però, fate attenzione: le falesie sono a picco, non ci sono recinzioni e il salto è di ben 150 metri, per cui tenete sempre sotto controllo i bambini!

 

Il museo civico archeologico della Valtenesi

Accanto al parcheggio, vicino alla zona visitatori, si trova il Museo della Rocca. Ci sarebbe piaciuto visitarlo, ma purtroppo era ancora chiuso. All’interno del museo si possono vedere i resti rinvenuti durante gli scavi archeologici, che vanno dai primi insediamenti preistorici (5.000-8.000 anni fa) fino alla distruzione della fortezza.

Parco Naturale Archeologico della Rocca e del Sasso

Il museo e la Rocca fanno parte di un contesto più amplio. Infatti l’intera area che copre circa 90 ettari comprende tutta la fascia costiera tra Pisenze e Dusano.

Il lato affascinante della gita non è la visita della Rocca in sé né tanto meno quella del museo, ma “l’andar per sentieri” all’interno del Parco Naturale.

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L’influsso del lago e la bellezza dei monti si rispecchiano nella varietà della vegetazione, tipica di questa zona: grazie a particolari condizioni climatiche l’intera area pullula di specie botaniche anche molto rare, tra cui qualche varietà di orchidee selvatiche.

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Le bellezze della natura si possono ammirare percorrendo i sentieri del parco, a piedi o in bicicletta per i più allenati, scegliendone uno adatto al vostro umore o alla vostra preparazione fisica.

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Dalla Rocca si può raggiungere un bellissimo pianoro proteso sul lago.

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Se volete scendere dalla Rocca al pianoro, come abbiamo fatto noi, dovete munirvi di scarpe adatte (che io, ovviamente, non indossavo ma gli altri sì): il sentiero infatti è sconnesso e pietroso e per il primo tratto bisogna aiutare i bambini a salire e scendere massi e gradoni.

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Superato il tratto più impervio, comunque,  la camminata è facilissima: si attraversa il bosco e si sbuca in un amplio prato, dove siamo stati accolti dal gracidio delle rane.

Radunate attorno ad uno stagno, assieme alle tartarughe, offrono uno spettacolo irresistibile per i bambini. Inoltre lo stagno è pieno zeppo di pesci rossi che formano delle vere e proprie macchie di colore in mezzo all’acqua.

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La leggenda della Rocca di Manerba

E per finire, vi lascio una chicca di folclore locale. Sapete perché sulla Rocca c’è una grande croce?

Secondo un’antica leggenda in tempi immemori sullo sperone roccioso viveva un grosso lupo malvagio. La bestia, nottetempo, scendeva nel villaggio vicino dove sbranava donne e bambini.

In tanti avevano tentato di catturarlo, ma il lupo era molto astuto. Un bel giorno gli abitanti del villaggio fecero una colletta e cercarono un cacciatore impavido che potesse aiutarli.

Il primo che ci provò tentò di attirare il lupo fuori dalla sua tana con una preda viva, ma fallì: l’animale, scaltro, lo sorprese alle spalle e lo scaraventò nel lago. Il giovane si trasformò in uno scoglio.

Al secondo non andò meglio: si appostò fuori dalla tana, di notte, e quando il lupo uscì gli scaraventò addosso una rete da pesca. Ma la bestia era troppo forte: si liberò dalla rete e gettò il ragazzo nel lago. Anche lui, come il primo, divenne uno scoglio.

Il terzo ragazzo salì sulla vetta armato solo di una grossa croce. Pregando il buon Dio, si sedette fuori dalla tana e aspettò. Nell’ora più buia, il grosso lupo uscì e annusò l’aria. Baldanzoso si diresse verso il giovane ma, alla vista della croce benedetta, perse la testa e scivolò nelle acque del lago.

Ecco perché c’è una grande croce sulla Rocca di Manerba.

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