vita di coppia

Gli uomini e il fai da te

Ci sono uomini che amano il calcio, altri le moto, altri ancora i videogiochi.

E poi ci sono loro, gli uomini veri, quelli che non chiedono mai le indicazioni stradali, quelli che se c’è qualche cosa che non funziona in casa ti dicono: “Amore, lascia fare a me!”.

E tu tremi, perché dietro a quelle cinque parole si nasconde un pericolo mortale.

L’uomo con la fissa del fai da te è quello che, non appena ode il cigolio di un antello dell’armadietto della cucina, si arma di cacciavite e in un nanosecondo ha già svitato lo svitabile.

Lo vedete girare per casa con sguardo critico, soffermandosi ad osservare gli angoli tra parete e mobili, tendere l’orecchio per captare ogni scricchiolio sospetto.

Dal taschino della camicia farà capolino la matita rossa rettangolare da carpentiere, assieme ad una bolla, a un cacciavite e all’inseparabile metro.

Donne, rabbrividite, perché quando il vostro uomo è in modalità “fai da te” niente e nessuno lo potrà fermare.

E vi troverete in situazioni surreali. Tipo questa.

“Mamma, l’acqua nel lavandino non scende” urla la Ninfa.

Mi precipito in bagno e tento di imbavagliarla con la salvietta del bidet.

Troppo tardi. CF si materializza accanto a noi.

Osserva per un attimo l’acqua che stagna nel lavabo e poi esclama:

“Amore, ci penso io!”

“No, caro, non ce n’è bisogno, è una cosa da niente, non è urgente!”

Intanto penso a recuperare il numero dell’idraulico e a come chiamarlo furtivamente per prendere un appuntamento lampo all’insaputa della mia dolce metà.

Nel frattempo CF è già partito in quarta.

Faccio appena in tempo a spostare le cose da sotto il mobiletto del bagno e a inserire una bacinella.

Con gesto esperto, svita il sifone e comincia a mugugnare.

A nulla servono i miei tentativi di persuasione. Oramai CF è nel tunnel dell’aspirante idraulico.

Lo prego di sbrigarsi perché tra poco arriveranno le mie amiche per un caffè.

“Tranquilla, è tutto sotto controllo!”

Un’ora dopo CF è ancora steso sul pavimento. Attorno a lui giacciono attrezzi di ogni tipologia e dimensione.

“Amore, tutto bene?” chiedo titubante.

“Certo, ancora un pò e ci sono” esclama con tono rassicurante.

Alzo gli occhi al cielo e nascondo bibite e bicchieri, eliminando ogni possibile causa che possa spingere le mie amiche a fare una capatina in bagno.

Quando arrivano tento di essere disinvolta, cordiale e di compagnia. Ma con l’orecchio sempre teso ai rumori che provengono dal bagno.

Beviamo un caffè, chiacchieriamo del più e del meno. Ed io spero sempre che a nessuno scappi la plin plin.

Il discorso vira sull’arredamento e sui vari complementi della cucina.

Per tirarmela un pò, invito tutte in cucina per mostrare loro i nuovi quadretti vintage che ho appeso.

Mentre siamo lì a discutere sui colori e sull’illuminazione, sentiamo un’inquietante gorgoglio.

Un attimo dopo un geyser di melma puzzolente schizza dal lavandino della cucina.

“Yuppie…E vai!” urla esaltato CF, mentre il blob nauseabondo cola dai pensili bianchi della cucina.

“Il lavello funziona!” CF con l’adrenalina a mille si affaccia sulla soglia.

Il suo sguardo passa da me, alle mie amiche, al muro imbrattato.

“Amore, lascia fare a me!”

E corre a cercare un pennello, mentre io singhiozzo sulla spalla dell’amica più vicina.

 

 

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