vita con i bambini

Piccola guida semi-seria alla pre-adolescenza

La Ninfa sta crescendo. Inevitabile, direte voi, visto che è nella natura dei bambini crescere.

Non parlo solo di una crescita fisica, che c’è ed è importante, ma parlo di quell’altro tipo di crescita, quella emotiva e psicologica.

Quella che un giorno vedi tua figlia che sta giocando con le bambole e il giorno dopo la rivedi e sta sempre giocando con le bambole solo che quando osservi più attentamente noti che certe dinamiche non sono più così infantili.

Ecco, insomma, mia figlia sta crescendo in quel senso lì.

E allora un po’ vado in panico, perché non mi sento ancora pronta. La guardo e noto che ormai di infantile, la mia Ninfa, non ha quasi più nulla.

Alla veneranda età di 9 anni, mese più mese meno, ha l’aspetto e a volte anche il comportamento di una ragazzina più grande. Sta entrando nell’anticamera della fase buia, la pre-adolescenza.

Ora inizia a ricercare i suoi spazi, non a livello fisico ma piuttosto a livello interiore. Mi chiede di andare e tornare da scuola da sola, anche se poi all’ultimo momento spesso ci ripensa e si aggrega a me e a Ringhio e addirittura pretende un bacio e un abbraccio prima di entrare.

Quando invita le amiche a fare merenda le sento bisbigliare e ridacchiare dalla camera socchiusa mentre il povero fratello si aggira per la casa dicendo “Mah, per me sono pazze quelle lì… Io gioco qui mamma perché loro chiacchierano e chiacchierano e io mi annoio”

Lo guardo, questo bimbo che ha 23 mesi di differenza dalla sorella maggiore, mesi che da ora in poi sembreranno decenni.

Anche il rapporto tra loro due si sta lentamente modificando. Sono sempre molto uniti, ma in queste ultime settimane la Ninfa ha iniziato a trattarlo con una certa indulgenza e quando giocano assieme si vede che lei si sforza di farlo, mentre prima era una cosa molto più naturale, quasi scontata.

La vedo spesso perdersi nei suoi pensieri, fermarsi a riflettere davanti ai quaderni aperti. Non mi chiede ancora con insistenza di poter telefonare alle sue amiche, probabilmente le basta vederle a scuola o durante il fine settimana.

Se da un lato guardarla diventare grande mi terrorizza letteralmente, dall’altro questa nuova esperienza ha un suo certo fascino.

Fascino dato soprattutto dal fatto che le piace un sacco stare con me. Mi cerca, mi propone mille attività da fare assieme, dalla semplice uscita per una passeggiata a guardare un film e discuterne assieme.

Non posso negare di sentirmi lusingata, ma non vorrei che diventasse qualcosa di troppo soffocante.

Credo però che questo comportamento sia tipico delle bambine nove-undici anni: da una parte una forte spinta interiore verso l’autonomia, dall’altra una paura istintiva ad allentare il legame con i genitori.

La Ninfa non è mai stata una bambina appiccicosa, anzi, per cui apprezzo ancora di più la sua voglia di  creare con me un legame che adesso si basa su qualcosa di più profondo del semplice accudimento.

Dal canto mio, anche se un po’ mi piange il cuore, cerco di spronarla ad essere sempre più autonoma e sempre più “altra” rispetto a me.

La invito a provare cose diverse, a fare esperienze nuove rispetto a quello a cui è abituata, ad avere una sua opinione su questo e quello e ad esprimerla liberamente anche se opposta a quello che posso pensare io.

Ora più che mai parliamo dei cambiamenti del corpo, suo e delle compagne, e affrontiamo discorsi più “da grandi”, come dice lei.

Avere una figlia che cresce non è mica rose e fiori eh. A volte prende il sopravvento il “lato oscuro” e la Ninfa si trasforma in una Banshee: urla isteriche, frasi senza capo e coda, insomma un piccolo assaggio di come sarà la nostra vita non appena lei diventerà un’adolescente a pieno titolo.

Tra questi due opposti c’è la fase di Mirtilla Malcontenta, in cui devo fare i conti con una lagnosa bambina afflitta da sindrome di Calimero (francamente è anche quella che tollero meno, per cui mi salta subito la mosca al naso e finisco col provocare danni ingenti).

Però sfido chiunque di voi la mattina alle 6,45 a trovarsi una bimba petulante che vi perseguita per casa lamentandosi in loop perché “le calze sono strette, la gonna è troppo rosa, la maglia non si abbina bene, il grembiulino che senso ha metterlo (ecco, questo in realtà me lo chiedo anche io), il latte no oggi volevo il the, mamma fammi la coda anzi meglio il cerchietto, la mia vita è un disastro, vorrei vedere voi al mio posto, non posso mai fare quello che voglio, io cambio i vestiti perché le calze sono strette, la gonna è troppo rosa…”

Comunque ci stiamo lavorando, sia io che CF, per affrontare assieme questa nuova fase.

Adesso si avvicina un evento importante sulla scala dell’autonomia: l’ultimo week end del mese la Ninfa dormirà per la prima volta fuori casa (se si escludono le notti passate lontano da noi con i nonni ovviamente), farà la sua prima uscita con gli scout.

Devo ammettere che siamo tutti un po’ in agitazione perché alla fin fine è una cosa nuova anche per noi, ma non posso non spronarla a vivere quest’esperienza.

Quindi cerco di mostrarmi positiva e piena di entusiasmo e nel contempo devo pure contenere l’ansia del papà che continua a vederla troppo piccola per queste cose.

Vedremo cosa ci racconterà la Ninfa al suo ritorno.

Nel frattempo mi godo tutti i suoi discorsi strampalati, fatti di pensieri infantili e ragionamenti adulti, la sua mano calda nella mia quando usciamo a camminare sotto la pioggia novembrina, il pizzicore dei suoi capelli quando si avvicina al mio orecchio e mi dice sottovoce: “Mamma, ti racconto un segreto…”

 

 

(Immagine presa da Freepick portrait-gossip-girl-telling-secret-ear-her-friend-lying-carpet_23-2148080219.jpg)

 

 

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6 Comments

  • patty_unanimainviaggio

    ehhh inizia un periodo “tosto”! goditi ancora quei momenti in cui ti cerca e vuole fare le cose con te e preparati a quelli duri che contraddistinguono questo periodo. Per me (e per mia figlia) quegli anni, quelli fine elementari e medie per intenderci sono stati davvero un buco nero, per fortuna che poi, con l’avvento delle superiori le cose sono cambiate, ma la preadolescenza l’ho trovata peggio che l’adolescenza (che stiamo vivendo, per il momento) anche se credo arrivi per tutti il momento in cui .. non la/lo riconosci più!!! Ma l ‘importante è esserci e lavorarci, come tu dici . Viste le tue citazioni, ti dico che Harry Potter è stata la sua ancora di salvezza in quei momenti!

  • Mabka

    Io ci lavoro con gli adolescenti da una quindicina di anni, potrei darti tante info, tanti trucchetti e raccontarti altrettanti comportamenti ma l’unica cosa che posso dirti da madre e insegnante è di lasciarla crescere semplicemente con la tua mano al suo fianco, senza essere troppo presente e senza essere assente. Facile, eh?! hihi

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