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BRESCIA DONNA 3.0

Brescia donna 3.0: Cristina Giorgi

Buon lunedì e benvenute al nuovo appuntamento con al rubrica dedicata alle leonesse di Brescia.

Lo scorso mese abbiamo parlato di viaggi ma soprattutto della scoperta del nostro territorio con Jessica, la giovane ideatrice del blog “CounTrips”.

La protagonista della puntata di oggi invece ci parlerà di…camerette e arredamento. Si chiama Cristina e ha fondato uno studio di progettazione che si occupa soprattutto di camerette. Se siete del settore o come me amate leggere riviste specifiche, sappiate che Cristina collabora con la mitica rivista “Dentro Casa”.

Perché l’ho scelta

In generale le aziende e gli studi che progettano arredamento e complementi d’arredo sono tantissime, alcune specializzate in un ambito particolare, altre più generali.

Quello che fa Cristina però è mettere il bambino al centro. I bambini non sono tutti uguali: hanno caratteri diversi, sogni e paura e, ovviamente, anche bisogni diversi.

La mission di Cristina e del suo team è proprio porsi all’ascolto del bambino e trovare una soluzione che tenga in considerazione anche la loro interiorità oltre ovviamente alle richieste più razionali dei genitori.

                         

Intervista a Cristina Giorgi di “SpazioMetodo” 

  1. Cristina, esercizio difficilissimo: prova a dire chi sei e cosa fai nella vita in due righe

Sono una mamma che è riuscita a coniugare l’amore per il lavoro che fa da ormai diversi anni per non dire decenni con la volontà di essere il più possibile presente per le proprie figlie.

  1. Tre lati di te che ami e tre che detesti

Allora…… ci penso e ti rispondo fra qualche giorno ahahahah!

Credo di amare la perseveranza e la determinazione che metto in ciò che faccio. Di me dicono che sia un carro armato quando devo raggiungere gli obiettivi e questo mi fa anche un po’ sorridere perché comunque la determinazione è faticosa e non priva di paure e come tutti ne ho anche io.

Un altro aspetto credo sia il senso dell’umorismo, non mi prendo mai troppo sul serio e se mi fanno i complimenti tendo a sdrammatizzare.

I lati che detesto invece sono molti di più. Odio proprio la mia ossessione per l’ordine e la precisione anche quando non è necessaria, il non riuscire mai a staccare la mente dagli impegni, il mio espormi sempre dicendo ciò che penso. Purtroppo prendere posizione è diventato un difetto.

  1. Arredamento e progettazione: lavoro o anche passione?

Passione e destino. Sono sempre ruotata attorno al mondo dell’arredo fin dalle superiori, ed anche quando, una volta adulta, per motivi personali avrei voluto allontanarmi da tutto, ci finivo dentro. Per questo credo di essere in qualche modo predestinata.

Comunque sia, dopo il periodo no ho deciso di contare sulle mie forze e andare avanti da sola, pazza o lungimirante lo dirà solo il tempo ma per ora posso dire di esser molto soddisfatta dei risultati ottenuti.

  1. Cristina, raccontaci come nasce un tuo progetto

Parlando molto con il cliente, con chi la casa la vivrà. Cercando di capire se le richieste siano realizzabili o semplicemente se siano effettivamente le migliori soluzioni possibili o si possa migliorare realizzando ciò che il cliente non sempre immagina. Quando guardo un ambiente la mia testa lo vede già come potrebbe diventare …Diciamo che la soluzione finale a volte è un compromesso fra molte teste diverse dove ognuna trova qualcosa di sé nell’ambiente. 

  1. Quali sono secondo te le caratteristiche più importanti di cui si dovrebbe tenere conto quando si decide di comperare mobili o complementi d’arredo?

L’affidabilità e la competenza di chi te le vende. Le aziende sono tante e il prodotto non sempre fa la differenza, quella la fa il servizio e la cura dei particolari. Diciamo che un buon progetto aiuta a non fare errori di valutazione, quindi consiglio di affidarsi a persone competenti. 

  1. I cinque comandamenti imprescindibili di chi si occupa di progettare spazi per bambini.
  •  sicurezza: proporre innanzi tutto aziende di una certa qualità e con tutte le certificazioni previste per legge ma anche sicurezza in termini di proposta, valutando in base all’età dei bambini i prodotti più indicati;
  •  divertimento: lo spazio per giocare a qualsiasi età è fondamentale per lo sviluppo del bambino;
  •  creare un ambiente rilassante: riempire la stanza di ciò che il bambino ama lo farà sentire a suo agio così come lo scegliere i suoi colori preferiti;
  •  puntare all’indipendenza: incontro spesso genitori che non riescono a far dormire i propri figli nel loro letto e spesso capita per abitudine ma anche perché nella cameretta non trovano dei punti di riferimento o più semplicemente non trovano nulla che piaccia. Il bambino che dorme con i genitori ha necessità del contatto fisico e farlo dormire in una letto ad una piazza e mezza in una cameretta anonima non è sicuramente rassicurante per lui.  Proprio per questo consiglio spesso, in questi casi, di ricreare un ambiente raccolto, magari di scegliere un letto creativo, per esempio il letto a casetta  che è abbastanza chiuso e il bimbo lo considererà un gioco e mettendoci i propri giocattoli e magari una lucina si sentirà protetto ed in un ambiente ovattato. 
  • risolvere problemi: e mi riferisco a quelli di spazio. La cameretta solitamente è l’ultimo ambiente della casa che viene realizzato e spesso deve rispondere all’esigenza di spazio maturata negli anni quindi oltre a tutto il resto, bisogna tenere presente quanto la necessità di spazio contenitivo sia fondamentale. 
  1. Quali sono le difficoltà più grandi che incontri quando devi presentare una tua idea a chi si rivolge a te e non è del settore?

Spesso il far capire al cliente che quello che ha immaginato non si può fare o comunque non è la soluzione ideale.

  1. Come è nata l’idea di una pagina su Facebook dedicata esclusivamente ad una certa tipologia di camerette?

Essenzialmente siamo in pochi e nella nostra zona addirittura sono l’unica che offre un servizio così specifico. Noi trattiamo i migliori marchi a livello nazionale ed internazionale ed alcuni anche in esclusiva.

Niente è lasciato ala caso o fatto in maniera approssimativa: io mi occupo della parte progettuale e commerciale, poi c’è una decoratrice eccezionale ed una psicopedagogista con la quale mi interfaccio nel caso di situazioni particolari per avere consigli sulle necessità dei bambini.

Non avendo un’esposizione ma uno studio i Social sono sicuramente il modo più diretto per arrivare al consumatore.

  1. Quante ore al giorno dedichi alla tua pagina?

La risposta corretta sarebbe mai abbastanza! Diciamo che occupandomene in prima persona ma   coordinando anche diversi professionisti con i quali collaboro ai vari progetti, solo due ore al giorno frazionate nella giornata ma  molto tempo lo dedico a rispondere ai messaggi privatamente

  1. Il progetto che ti ha più emozionato da quando lavori in questo settore

La cameretta di un bimbo “speciale”, ho adorato la dolcezza della sua mamma e la volontà di creare un ambiente confortevole .E la sua nonna ha decorato l’intera stanza, così a lavoro ultimato sembrava di stare sul fondo del mare…Pura poesia!

  1. Cosa vuoi comunicare attraverso i tuoi post e le tue immagini?

Principalmente che la cameretta è un cosa seria e dovrebbe essere un compromesso fra ciò di cui il bambino ha bisogno e ciò che l’adulto vorrebbe.

Ma anche che la cameretta per un bambino è molto, molto più di quel che una persona adulta possa immaginare.

Le possibilità sono infinite e così anche i prodotti .

  1. A proposito di social media, sei iscritta a qualche gruppo di Facebook? Li ritieni utili ai fini della tua attività?

Sì, sono iscritta a diversi gruppi ma sono una delle poche persone che non li utilizza per farsi pubblicità, solo in un caso lo faccio ma la mia partecipazione al gruppo non è finalizzata a quello perché si tratta di un gruppo di mamme a cui tengo molto.

Li ritengo utili per farsi conoscere ma non sono canali che amo utilizzare, non hai lo spazio di cui si ha bisogno, ci sono delle regole a cui attenersi che limitano l’informazione e quindi, sì, possono essere un canale, ma non si riesce mai a sfruttarli appieno. Ho amiche che pubblicano ovunque ma vendono prodotti più fruibili, nel mio caso sono prodotti specifichi e le difficoltà sono diverse. 

  1. Che rapporto hai con Instagram?

Conflittuale, è come avere una figlia adolescente! Instagram è un canale molto particolare, fatto di immagini che devono comunque essere belle per funzionare. Diciamo che io preferisco comunicare con le parole, o almeno argomentare l’immagine.

E’ una scelta generazionale la mia, noi siamo più legati al mondo Facebook ed i ragazzi ad Instagram ma mi sto diciamo piegando al volere del popolo. Instagram ha preso notevolmente piede come social e di conseguenza ci stiamo attrezzando per diventare performanti anche qui.

 13.Mamma lavoratrice in proprio: come riesci a fare bene quello che fai e a seguire anche la tua famiglia?

 Mia madre è fondamentale nella quotidiana organizzazione anche perché mi capita spesso di andare nelle case nelle ore serali, però diciamo che lavorando in proprio riesco ad esserci quando è fondamentale che ci sia. Per il resto salti mortali fra lavoro supermercato clienti ufficio e via di seguito così all’infinito.

  1. Come sarebbe il tuo giorno perfetto?

Un giorno in cui possa dormire e fare i due pasti principali in tranquillità.

  1. C’è qualche cosa che sogni di fare da tanto tempo e se sì perché non l’hai ancora fatto?

Siamo una famiglia allargata e non abbiamo ancora fatto un viaggio serio tutti insieme. Ci sono sempre mille motivi per non partire. La scuola per le ragazze, il lavoro per noi, vari malanni che si alternano…ma finalmente fra qualche mese andremo a New York e sarà una bella prova per tutta la famiglia.

  1. Quali sono secondo te i tre valori più importanti che vorresti trasmettere alle tue figlie?

La lealtà, l’onestà e il rispetto nei confronti di chi non la pensa come noi…e con Beatrice che ha 17 anni credo si sia fatto un buon lavoro anche se il merito maggiore va a lei. Con Benedetta si vedrà, ha un carattere decisamente ribelle.

Conclusione

Cristina è spinta da una profonda passione e, oltre ad essere una professionista del settore, è una mamma.

Proprio l’essere madre le ha dato una marcia in più, quel sapersi porre all’ascolto delle esigenze di ogni bambino che contraddistingue il suo modo di lavorare.

Spero di essere riuscita a far trasparire quel qualcosa in più che vedo luccicare negli occhi di Cristina quando parla del suo lavoro.

SAVE THE DATE: il nostro appuntamento per la dodicesima  puntata di “Brescia donna 3.0” è per il giorno 26 agosto.

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