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vita con i bambini

I miei Natali passati

Lo so, non pubblico mai di sabato, l’ho detto più volte che il fine settimana di solito faccio altro, qualcosa che si chiama vita vera fuori rete.

Ma se non lo faccio oggi non ho più tempo per farlo, che il Natale è oramai alle porte.

Una blogger che stimo molto, Fiore di “Casalinga per caso” mi ha invitato a partecipare a questa iniziativa che mi piace un sacco, tant’è che avevo da tempo in programma di scriverci su un bel post.

Certo, calcolando la mia tempistica probabilmente l’avrei pubblicato il prossimo anno, per cui ho preferito cogliere subito la palla al balzo.

Il TAG a tema natalizio è stato ideato da Mikimoz e si chiama “I miei Natali del passato” .

I miei Natali del passato: le regole

Le regole sono poche e semplici, a prova di marito bambino:

  1. elencare tutto ciò che è stato un simbolo dei nostri Natali del passato, in base ai vari macro-argomenti forniti
  2. avvisare Moz dell’eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento;
  3. taggare cinque blogger avvisandoli. 

Giochi

Da noi niente tombola, quella era una cosa da famiglie per bene. Da noi la Vigilia, Natale e Santo Stefano erano dedicati alle carte, di qualsiasi tipo.

Briscola, scopa, burraco, scala quaranta, rubamazzetto…Tutto quello che vi viene in mente noi lo giocavamo.

E quando eravamo troppo stanchi per giocarci, con le carte, ci costruivamo delle vere e proprie opere di architettura: palazzi con piani infiniti, castelli, grattacieli.

Poi qualcuno soffiava e si ricominciava da capo.

Fumetti

Mah, Natale e fumetti è un’accoppiata strana. Però a ben pensarci c’erano.

Da piccoli i cugini svizzeri  ci leggevano instancabilmente Lupo Alberto, forse nella vaga speranza di farci cadere in un profondo oblio e fare le loro attività da bambini grandi, qualunque esse fossero.

Quando poi anche noi raggiungemmo un’età per cui eravamo in grado di leggere da sole, rubavamo prendevamo in prestito i loro fumetti per leggerli di nascosto.

Non ricordo assolutamente i titoli, ma spesso contemplavano epiche scene di battaglie all’ultimo sangue, qualche nudo rigorosamente femminile e un finale che per noi rimaneva sempre un mistero.

Film

Eh, l’anno in cui hanno costruito il primo multisala nella mia città abbiamo inaugurato una nuova tradizione familiare: il film della Vigilia di Natale.

Per cui dopo una cena abbastanza parca in vista del pranzo luculliano del giorno di Natale (noi non festeggiamo alla Vigilia) ci dirigevamo in massa al cinema.

Di solito la scelta ricadeva su film fantasy, quindi tutti gli Harry Potter, tutta la saga de “Il signore degli anelli” o qualche capolavoro Disney.

Assolutamente scartati i cine-panettoni italiani.

Televisione

Ahhh, qui si sfonda un portone aperto: tutti i soliti film d’animazione del mondo Disney e tutti quei film che ancora trasmettono nonostante siano passati più di vent’anni: da “Mamma ho perso l’aereo” a “Una poltrona per due”.

E che continuo a guardare pure adesso, con i miei bambini.

Canzone

Dunque, canzoni, vediamo un po’. Tutte quelle natalizie, cantate storcendo le parole, alle varie recite.

Tutte quelle che si cantavano in chiesa durante la messa di Natale.

E, per finire, tutte quelle che in quel momento erano le canzoni preferite dei cugini svizzeri, che vedevamo due-tre volte l’anno.

Cibo

Come ho scritto sopra, la sera della Vigilia si stava leggeri, quindi solitamente anolini in brodo e qualche secondo a base di carne (nella mia famiglia il pesce non ha mai goduto di tanta considerazione nei tempi andati).

Il giorno di Natale invece davamo il meglio di noi: zie, nonne, mamme e pure noi piccini eravamo impegnati fin dalla prima mattina in qualche mansione culinaria: pelare patate, imburrare tartine, mischiare besciamelle…

Non ricordo menù fissi, ogni anno si variava.

Quello che restava stabile era il numero delle portate: antipasti vari, un primo, due secondi, contorni vari, formaggio, frutta, dolce, caffè, ammazza-caffé, frutta secca, dolce, ma se è rimasto qualcosa di salato, però anche un pezzo di carne e non vorrai avanzare la lasagna…

Praticamente un loop continuo dolce-salato finché stremati non rotolavamo giù dalla sedia per schiacciare un pisolino sul tappeto della sala.

Luoghi

Per me Natale ha un solo luogo: casa.

Da piccola era quella dei nonni paterni, ma non dovevo sbattermi molto, perché vivevamo due piani sopra.

Il piano di mezzo era riservato agli zii con le loro famiglie che ci raggiungevano in vista delle vacanze: dal Trentino, dalla Svizzera o da altre zone della Lombardia.

Quindi tutti lì, come tanti piselli in un baccello: vicini vicini e,apparentemente, sereni.

Morti i nonni, ovviamente, come nelle migliori saghe familiari, la famiglia si è disgregata: noi nipoti siamo cresciuti, quasi tutti abbiamo una nostra famiglia, qualche zio è morto lasciando un vuoto incolmabile.

Ci si frequenta ancora, ma non a Natale.

Ma la vita prosegue, com’è giusto che sia.

E dei Natali presenti ve ne parlo ogni anno, delle tradizioni che abbiamo mantenuto, creato ex-novo e che stiamo sperimentando.

Libri

A Natale regala un libro o un vestito, questo è sempre stato il motto di famiglia.

Ai giochi ci pensa la nostra amata Santa Lucia e pure la Befana sgancia sempre qualcosa…

Far trovare un libro sotto l’albero di Natale è quindi ancora valido, tanto più che noi amiamo i libi (non ditemi che non si era capito, eh?)

Videogames

Nada de nada, nihil, nisba: mai visto un videogioco fino quasi ai quindici anni e comunque anche allora non mi sono mai piaciuti molto.

E’ CF che adora i videogames ed io a Natale mi scervello sempre per capire quale vuole, salvo poi chiederglielo direttamente che vado sul sicuro e facci prima.

Life

Dunque, concludiamo allora con “varie ed eventuali”: mai addobbare la casa prima dell’otto di dicembre, mai togliere gli addobbi prima del sei gennaio.

Non si sceglie tra albero e presepio, si fanno entrambi, così come non si sceglie tra pandoro o panettone ma si mangiano tutti e due.

Ah, il panettone è solo uno, come dice Iginio Massari: quello buono.

Foto di un Natale passato

Ahimé, sono a casa dei miei in formato diapositiva, alcune stampate e custodite religiosamente negli album oppure appese alle pareti di casa, per cui è impossibile postarle qui.

In cambio vi svelo luna cosa: nel Natale del 2004 ci sono state le reciproche presentazioni delle nostre famiglie e quello rimarrà nella storia il Natale più imbarazzante di tutti!

I Natali passati: chi taggo

Come previsto dalla regola, è il momento di taggare cinque blogger.

Sperando di fare cosa gradita, taggo quindi:

Se anche voi avete voglia di partecipare, fatelo comunque.

Qui c’è posto per tutti.

Buona continuazione!

 

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