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Il 2020 come lo vorrei

Et voilà, primo post dell’anno dopo la pausa natalizia.

Passate bene le feste? Scommetto che ve ne siete già dimenticate, indaffarate come siete a star dietro ai millemila propositi del nuovo anno.

Ecco, io già da un po’ li ho abbandonati, questi buoni propositi, che mi mettono addosso solo tanta ansia e un certo senso di inadeguatezza.

Voglio partire con il piede giusto, con una nuova prospettiva, con una marcia “in meno”, anzi, proprio con il freno a mano tirato.

Basta correre con la testa persa tra pensieri, preoccupazioni, programmi e impegni tutti da incastrare e con cui, francamente, si vive meglio anche senza.

Questo 2020 voglio alleggerirmi, buttarmi alle spalle tutto quello che mi ha avvelenato gli ultimi mesi dell’anno passato.

Voglio imparare a mettere tutto nella giusta prospettiva, a prendere meno sul serio certi doveri e certe persone.

Desidero aria, respirare a pieni polmoni con l’anima, spaziare con lo sguardo oltre quegli stretti orizzonti  che mi sono creata per una presunta necessità e un vano senso del dovere.

Ho voglia di leggerezza, di spensieratezza, di ridere sguaiatamente senza un perché, di viaggiare, di sentirmi meno oppressa.

Vorrei ritornare a provare piacere per le cose che faccio, senza sentirle come un obbligo o una stupida auto-imposizione.

Proprio per questo la mia parola guida del 2020 sarà lentezza, un valore di cui ho parlato spesso anche qui sul blog.

Lentezza non è sinonimo di pigrizia o di procrastinazione, anzi, lentezza vuol dire prendersi il tempo necessario per focalizzare, per arrivare al nocciolo delle cose, per elaborare e mettere tutto nella giusta prospettiva.

Essere lenti significa concentrarsi di più su se stessi e su quello che ci sta attorno, cose, persone, situazioni, cogliere le sfumature e le variazioni che le compongono.

Vuol dire darsi amore e dare amore, una cosa che troppo spesso ci si dimentica.

Dello scorso anno voglio buttare definitivamente il sovraccarico di informazioni e di nozioni che mi sono trovata a fronteggiare, voglio lasciare andare le ansie da prestazione e la mia proverbiale mania di controllo.

Voglio imparare ad essere più indulgente verso me stessa e meno verso gli altri, imparare che a volte i no sono necessari, non farmi fagocitare dalla quotidianità e dalle persone che, pur amandoci, a volte si prendono la libertà di scaricarci addosso la loro negatività o le loro preoccupazioni alimentando un fuoco che minaccia così di distruggerci da dentro.

Ho grandi progetti ma non mi sentirò frustrata o delusa se non dovessi riuscire a raggiungerli, perché ho già trovato quello che più mi premeva: me stessa.

E buon 2020 a voi, che sia il più bell’anno che potete immaginare!

 

 

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