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Il baule dei travestimenti: Carnevale tutto l’anno!

Che fine fanno i costumi di Carnevale quando la festa finisce? Se magari sono un po’ abbondanti, possono essere messi sotto naftalina e accantonati per l’anno che verrà.

Se invece sono in buono stato, possiamo magari passarli a qualche amica o donarli alle scuole dell’infanzia (c’è sempre qualche bambino che durante la festa di carnevale non ha il vestito).

Oppure possiamo metterli nel magico baule dei travestimenti.

Il baule dei travestimenti (che può assumere anche altre forme, per esempio una scatola o un cassetto) non è altro che un contenitore dove accantonare abiti e accessori che i nostri bambini possono utilizzare per travestirsi non solo a Carnevale, ma tutto l’anno!

I miei pupi adorano giocare a fare finta di essere qualcun altro, dalla fata alla maestra, dal poliziotto al temibile dinosauro.

Così, per accontentarli  ho deciso di radunare in una scatola alcuni dei nostri vecchi costumi di carnevale, alcuni vestiti di uso quotidiano non più presentabili, qualche sciarpa, foulard e berretto, innumerevoli paia di occhiali da sole, borse e borsette, collane e bracciali di bigiotteria e vecchie scarpe col tacco.

Loro passano ore a indossare mise improbabili dai gusti discutibili, inventandosi personaggi ad hoc con cui recitare le loro storie.

“Dai, facciamo finta che io ero la fata con i super poteri e tu dovevi mangiarmi ma io poi scappavo dalla tua pancia intanto che dormivi e tu dopo mi riacciuffavi e alla fine diventavamo amici”

E allora una si infila un paio di alette mezze rovinate, una mia vecchia T-shirt di Superman, un cappello a forma di testa di lupo et voilà! Si va in scena!

Per essere un baule dei travestimenti degno di questo nome, non deve mancare la parte del trucco e del parrucco: qualche parrucca colorata, pettini e spazzole, grossi fermagli pacchiani, un paio di trousse di trucchi per bambini, tatuaggi lavabili e cremine glitterate e uno specchio.

Ricordate che vale una sola regola: sprigiona la fantasia! Non importa se il costume da principessa non sarà coordinato, l’importante è che chi gioca abbia chiari i ruoli da interpretare.

Sì, perché il gioco del baule dei travestimenti altro non è che il gioco simbolico per eccellenza.

Travestirsi per un bambino significa diventare qualcun altro. Grazie alla sua “maschera” il piccolo si identifica con i vari personaggi e attraverso l’interpretazione di un ruolo riesce ad esprimere una diversa gamma di sentimenti (rabbia, gioia, dolore, paura…) che ad una certa età è difficile esprimere solo attraverso le parole.

Spesso “fare finta di” è un gioco d’imitazione: per mesi la Ninfa ha fatto finta di essere a turno una delle sue maestre e questo è stato interessante anche per noi genitori, quasi quanto quello in cui fanno la parte della mamma e del papà.

Infine per me è sempre bello vedere quante storie riescono a inventarsi i miei figli e i loro amici con semplici oggetti come un mio vecchio paio di scarpe coi tacchi o una cravatta del papà o un vecchio scialle mezzo disfatto.

In più, come ho accennato sopra, il baule dei travestimenti è un ottimo modo per fare decluttering e dare una seconda vita a vestiti strampalati o accessori acquistati sull’onda dell’entusiasmo. Ho notato una cosa: più sono pacchiani e sgargianti, più piaceranno ai bambini!

Mixare oggetti, tessuti, colori…è un ottimo modo per alimentare la creatività dei piccini. Così, finalmente liberi di indossare il costume da spiaggia sopra al pigiama con le alette da fatina glitterate eviteranno di rompervi per uscire fuori casa con abbinamenti esageratamente estrosi di cui potrebbero vergognarsi negli anni a venire.

Mi raccomando, non siate sessisti: se avete figlie femmine mettete anche abiti ed accessori maschili e viceversa, altrimenti il vostro baule dei travestimenti non sarà completo.

E soprattutto ricordatevi una cosa: non si è mai troppo grandi per fare finta di essere qualcun altro!

 

 

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