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BRESCIA E DINTORNI

Il castello di Brescia

Oh, che bel castello
Marcondirondirondello
Oh, che bel castello
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Ed è proprio bello il Castello di Brescia, che sa stupire i turisti che arrivano nella mia città in qualsiasi periodo dell’anno e che considerano Brescia come un punto di passaggio più che una meta vera e propria.

Castello di Brescia: come raggiungerlo

Tra i vari monumenti e punti di interesse di Brescia spicca il Castello, che domina l’intera città dall’alto del colle Cidneo.

Non appena si arriva in città e ci si avvicina al centro storico, si vede immediatamente la sua sagoma imponente e massiccia.

Per visitarlo, si può salire a piedi partendo da Piazzetta Tito Speri, passando per contrada Sant’Urbano o da via Piamarta.

Se invece preferite utilizzare l’automobile, potete arrivare presso Piazzale Arnaldo e percorrere via Castello, oppure imboccare la strada d’accesso da via San Faustino.

Arriverete ad un grande piazzale sterrato che funge da parcheggio gratuito accanto a bar e chioschi.

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Immagine tratta da Brescia turismo

Castello di Brescia: un po’ di storia

Passeggiare tra le mura e i viali del Castello di Brescia significa tornare indietro nel tempo.

La storia di questo Castello, che non è mai stata una residenza aristocratica ma piuttosto una fortezza a scopo difensivo, è davvero lunga e stratificata.

Non voglio tediarvi con millemila informazioni che potete trovare su qualsiasi guida, ma darvi delle semplici indicazioni che vi permettano di capire quello che state guardando.

Brescia prende il nome da Brixia, termine latino ripreso dal nome Brich che in celtico significa “altura brulla e scoscesa”.

I Celti scelsero proprio questo colle per edificare un primo villaggio, approfittando della posizione favorevole da cui era possibile scorgere eventuali nemici.

In età romana si costruì un tempio in onore del Genius Coloniae, le cui tracce sono ancora visibili nel Mastio.

Quattro secoli dopo si partì da qui per creare un primo nucleo fortificato.

Sotto il dominio dei Longobardi la zona venne utilizzata a scopo religioso. Si costruì la basilica di Santo Stefano che venne in seguito distrutta e di cui rimane ora solo la Torre Mirabella.

Durante il periodo dei Visconti, dal 1337 al 1426, venne creato il Mastio proprio sulle fondamenta del tempio romano.

Il Mastio è la parte del Castello che funge da residenza del Capitano della guarnigione.

Attorno al Mastio e alla Chiesa di Santo Stefano vennero costruite delle grosse mura intervallate da sei torri quadrangolari e da un ponte levatoio.

Per rendere tutto più inespugnabile, più in basso si eresse un ulteriore recinto difensivo.

Quando nel 1426 Brescia divenne territorio della Serenissima Repubblica di Venezia, la fortezza subì degli importanti cambiamenti.

Il Castello infatti venne considerato obsoleto in un’epoca dominata dai cannoni e dalla polvere da sparo, le sue difese medievali erano diventate ormai inefficienti e anacronistiche.

Le mura vennero abbassate e inclinate per resistere meglio alle cannonate, le torri diventarono curve e i fossati esterni più larghi e profondi.

Di quest’epoca è la creazione della strada del Soccorso, un accesso a nord-ovest che permetteva ai contingenti militari di entrare nella fortezza per dare man forte al contingente in difficoltà, come avverrà secoli dopo al generale von Haynau.

Nel 1509 Brescia cambia padrone e viene annessa alle conquiste francesi, che rinforzano ulteriormente la cinta muraria.

Negli anni seguenti la Francia e la Serenissima  si alternano al potere. In questo periodo si edificarono i baluardi di San Pietro, San Marco, San Faustino e della Pusterla. Vennero costruiti il Piccolo e il Grande Miglio, che servivano come deposito per stoccare le vettovaglie, polveriere e cisterne.

Nel 1747 la polveriera scoppiò causando gravi danni: la basilica di Santo Stefano venne distrutta e sopravvisse solo la Torre Mirabella.

L’esplosione si portò via anche parte delle mura orientali, rendendo quindi inutile lo scopo difensivo della fortezza stessa.

Il Castello venne quindi utilizzato come carcere e come caserma militare.

Nel 1849, durante le famose dieci giornate di Brescia, gli Austriaci asserragliati nel Castello presero a cannonate la città per sedare la rivolta, sotto la guida del generale von Haynau.

Dieci anni dopo questa parentesi bellica, il Castello torna ad essere un carcere militare.

Nel 1900 il Castello fu venduto al comune che iniziò a restaurarlo.

Nel 1904 all’interno del Castello si organizzò la prima Esposizione Industriale Bresciana e, da allora, vennero creati parchi, vigneti, orti botanici, osservatori astronomici e musei.

Pian piano Il Castello e il colle Cidneo assunsero l’aspetto attuale.

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Castello di Brescia: cosa vedere

Chi visita il complesso del Castello di Brescia per la prima volta si trova inevitabilmente frastornato.

La struttura stessa del Castello,  con la sua varietà architettonica, sconcerta se non si capisce come sono nate le varie strutture.

Ad una prima occhiata infatti sembrano tanti edifici di diversa fattura ammassati un po’ a caso.

Ma voi che lo sapete, potete aggirarvi tranquillamente tra le stradine lastricate, salire sulle torri per ammirare il panorama, rilassarvi su una delle tante panchine o stendervi sui prati del parco.

L’ingresso al Castello infatti non è a pagamento e la parte esterna si può visitare tutto l’anno.

Se non volete perdervi nemmeno una delle attrazioni che offre il Castello, allora seguitemi!

Cominciamo?

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Il Museo del Risorgimento di Brescia

Il Museo del Risorgimento è nato solo nel 2005, nell’edificio del Grande Miglio. Il fulcro centrale dell’esposizione è dedicato agli avvenimenti locali, come le Dieci Giornate di Brescia o la battaglia di Solferino e San Martino.

Per la ricchezza delle sue esposizioni il museo è considerato uno dei più importanti musei italiani dedicati al Risorgimento.

Attraverso documenti, carte geografiche, quadri, sculture e manufatti vari riviviamo i terribili e sanguinosi giorni di quei cruenti scontri. La stessa città era piena di morti e feriti e uno dei testimoni dell’epoca, Henry  Dunant, sconvolto dalla situazione, pose le basi che ispirarono la Croce Rossa Internazionale.

Orari e costi

Gli orari di apertura del Museo del Risorgimento sono questi: dal 1 ottobre al 15 giugno dalle 10 alle 17 tutti i giorni e dal 15 giugno al 30 settembre dalle 11 alle 19 tutti i giorni.

Il biglietto d’ingresso è valido anche per Il Museo delle Armi e costa Euro 5,00 l’intero e Euro 4,00 il ridotto.

Per ulteriori informazioni: tel.030 2977833

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Il museo delle armi di Brescia

Il museo delle armi “Luigi Marzoli” si trova nel Mastio, struttura ostruita nel 1300 sotto la dominazione viscontea.

Inaugurato nel 1988, è dedicato alle armi e alle armature antiche e rappresenta una delle più ricche raccolte a livello europeo.

Questi oggetti si ricollegano alla storia centenaria della nostra zona, che è famosa per la produzione armigera.

Non solo manufatti importanti dal punto di vista bellico, ma anche artistico, visibile soprattutto nella sala delle armature di lusso.

Armi bianche e armi da fuoco non sono le uniche cose che si possono ammirare: il Mastio conserva infatti alcune porzioni di affreschi di epoca viscontea, grazie ai quali è stato possibili datare l’edificio stesso.

Per me il museo delle Armi era l’occasione per vedere dal vivo con cosa combattevano gli uomini dei romanzi d’avventura che leggevo: sciabole, pistole, archibugi…

Quando poi tornavo a casa cercavo di disegnare quello che avevo visto e inscenavo epici scontri con gli altri bambini. Indovinate chi vinceva sempre?

Orari e costi

Gli orari di apertura del Museo delle Armi sono questi: dal 1 ottobre al 15 giugno dalle 10 alle 17 tutti i giorni e dal 15 giugno al 30 settembre dalle 11 alle 19 tutti i giorni.

Il biglietto d’ingresso è valido anche per Il Museo del Risorgimento e costa Euro 5,00 l’intero e Euro 4,00 il ridotto.

Per ulteriori informazioni: tel.030 2977833

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I plastici ferroviari e il monumento alla locomotiva

Se siete appassionati di treni e di modellismo, allora il Castello di Brescia è quello che fa per voi.

Da più di cinquant’anni infatti il Castello ospita il primo monumento ferroviario d’Italia: la “Numero Uno” (no, non la moneta portafortuna di Paperon de’Paperoni). Si tratta di una vera locomotiva a vapore che, dopo anni di onorato servizio sui binari bresciani, è stata messa a riposo.

Grazie al Club Fermodellistico Bresciano, la “Numero Uno”  domina la piazza del Castello dal 1961, per la gioia e il piacere soprattutto dei bambini e anche degli anziani. In questo senso la locomotiva diviene un punto di incontro tra generazioni. Ci sono ancora nonni che raccontano le loro avventure su e giù dai treni ai loro nipotini, che li ascoltano a bocca aperta.

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Ma il Club Fermodellistico Bresciano ha donato un’altra attrazione spettacolare ai bresciani: nel 1969 infatti veniva inaugurato il plastico ferroviario.

Impossibile vivere a Brescia e non essere mai andati a vedere i plastici ferroviari. È una delle esperienze che non dovrebbe mancare nella formazione di ogni bambino.

Del resto, si sa, i trenini hanno sempre rivestito un fascino inspiegabile sui piccini.

Quindi immaginatevi che effetto può fare un plastico costruito in scala HO,  con oltre diciotto treni che possono muoversi contemporaneamente su otto linee!

Pensate che quando venne allestito questo diorama era il più grande d’Europa, mica ciccioli.

Nel corso degli anni è stato rimodernato nella parte paesaggistica ed elettrica per renderlo ancora più efficiente .

Vicino a questo plastico, chiamato plastico del Cidneo, si trova il plastico di Villa d’Almè,  costruito alla fine del 1940 dall’ing. Boccalari di Bergamo.

L’ingegnere lo custodiva nella cantina della sua villa e lo donò alla nostra città negli anni Cinquanta. Venne smontato e rimontato pezzo per pezzo. L’inaugurazione è avvenuta nel 1992, dopo vari restauri.

Per vederlo, bisogna prendere un apposito appuntamento. Credo di averlo visto un’unica volta per cui, se ci riuscite, sentitevi dei privilegiati.

Infine, più piccoli ma sempre affascinanti, ci sono altri plastici,  che vanno dagli anni Venti ai giorni nostri.

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Curiosità: il Castello di Brescia è chiamato anche “Falco d’Italia” , epiteto creato da Gabriele d’Annunzio in virtù della sua posizione sopraelevata.

La “ Numero Uno” , destinata a rimanere sempre ferma nel piazzale del Castello, viene quindi chiamata anche “ Prigioniera del Falco d’Italia”, come ricorda la lapide affissa ai suoi piedi.

Orari e costi

I Plastici ferroviari si trovano vicino al Museo delle Armi. Si possono vedere ogni domenica pomeriggio dalle 15 alle 18 ( tranne il plastico di Villa Almè) e l’ingresso è gratuito.

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La Specola Astronomica

Il Castello di  Brescia ospita anche il primo osservatorio pubblico d’Italia, sito sul Bastione San Marco.

La Specola nasce nel 1953. Sotto la sua cupola  si possono vedere le proiezioni del planetario e, sulla terrazza,  si possono ammirare le stelle con i telescopi.

Come se non bastasse, c’è anche una sala apposita da cui osservare il Sole!

Del castello di Brescia, la Specola per me è il luogo dei ricordi per eccellenza. Mio papà è un astrofilo e frequentare l’osservatorio era una delle attività che facevamo assieme.

Ricordo la passione con cui mi spiegava le costellazioni, quel filo invisibile che ci legava mentre osservavamo le stelle al telescopio…

Parte del suo fascino, lo ammetto, è legato proprio a questi ricordi di bambina.

Ciò non toglie che la Specola sia di per sé uno dei posti da vedere almeno una volta nella vita.

Per assistere agli spettacoli o per approcciarsi allo studio del cielo, basta contattare la segreteria dell’ Unione Astrofili  Bresciani al numero 030 2978672.

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Il Vigneto Pusterla

Il Colle Cidneo, una volta brullo e roccioso, nel corso dei secoli si è trasformato in una verde e rigogliosa collina, adatta alla coltivazione delle viti.

Sul colle viene coltivata un’unica tipologia di uva, l’Invernenga, che è autoctona solo di questa zona.

La particolare conformazione geologica del suolo conferisce a quest’uva un sapore unico e particolare, tanto che nel Novecento il vino qui prodotto vinse una medaglia d’oro al Concorso Enologico dell’Italia Settentrionale.

Il Vigneto Pusterla è il vigneto urbano più antico d’Europa e i suoi prodotti (vino, grappe, marmellate…) sono diventati presidio “Slow Food” nel 2007.

Un’informazione in più: “Pusterla” era la porta da cui si accedeva ai passaggi segreti nelle mura dei castelli…

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I sotterranei del Castello

Come ogni castello che si rispetti, anche il Castello di Brescia ha i suoi passaggi segreti e i suoi sotterranei. Grazie alla disponibilità dell’ Associazione Speleologica Bresciana, è possibile visitare i sotterranei, le gallerie, le torri e i bastioni del castello, nonché altre parti del sottosuolo bresciano.

Ci sono itinerari con diversi gradi di difficoltà, accessibili a tutti, perfino ai bambini! I miei ci sono andati in gita lo scorso anno e ne sono rimasti entusiasti.

Scendere nel sottosuolo per me ha un’aura misteriosa e suggestiva: tunnel bui e polverosi, grotte con l’eco, rigagnoli e ruscelli. Elmetto, stivali e torcia, una guida preparata e il mondo che conosciamo si trasforma in un universo sconosciuto.

Per fissare le visite, chiamate al numero 338 7766622.

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Perché visitare il Castello di Brescia

Il “Falco d’Italia” è un luogo magico, ricco di storia e di fascino.
Per noi bresciani è il luogo del ritrovo, la sera si sale in Castello a bere qualcosa o a passeggiare, la domenica pomeriggio i giardini e i parchi giochi riecheggiano delle voci squillanti dei bambini, in estate ci sono festival coinvolgenti, dal cinema all’aperto alle ricostruzioni medievali…
Ma credo che anche chi viene da fuori possa cogliere l’atmosfera particolare di questo luogo.
Passeggiare tra le sue mura, salire sui bastioni o sulle torri o visitare i suoi sotterranei significa fare un vero e proprio viaggio nel tempo.
L’amore per la scienza, la tecnologia, l’arte e la storia possono trovare soddisfazione nei vari musei.
Il Castello, con i suoi 75.000 metri quadrati di terreno cintato, offre così tante opportunità di svago e conoscenza da tenervi impegnati ben più di un giorno.
Tra natura e civiltà, tra relax e cultura riesce ad accontentare i gusti di tutti, grandi o piccoli indifferentemente.
Vi chiedete ancora se vale davvero la pena visitare il Castello di Brescia?
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6 Comments

  • Lucy the Wombat

    Ecco, io non sapevo nemmeno che ci fosse un castello a Brescia, quindi figurati quante cose ho scoperto! Sai cosa mi manca qui in Australia? La stratificazione delle epoche storiche, che ho letto con tanto interesse qui. Tante volte, abituati come siamo, non facciamo a caso a tutte le tracce che la Storia ci lascia… poi se per caso ci si ritrova in posti dove questa Storia è assente ci si ritrova spaesati, come è successo a me. Spero di venire a visitare questo bel maschio, prima o poi!

    • Priscilla

      Ciao Valentina, non è mai troppo tardi per rimediare! E se capitassi da queste parti contattami che ti faccio volentieri da guida. Buon proseguimento e grazie per essere passata.

  • Maria

    No, non mi chiedo ancora se val la pena visitare il Castello. Credo proprio che valga non una, ma più visite. Poi i castelli, ad ogni latitudine hanno sempre il loro fascino! Un bel racconto il tuo e un bel salto nel passato. Oltre al Castello, se mi dovesse capitare di arrivare dalle tue parti, di sicuro mi piacerebbe far visita anche al vigneto (adoro l’uva, è il mio frutto autunnale preferito!), e alla Specola….dev’essere fantastico poter osservare le stelle da un castello!

    • Priscilla

      Cara Maria, mi fa piacere aver suscitato in te la voglia di vedere questo luogo che, per me, è davvero magico. Grazie mille per essere passata e cercherò di descrivere altri luoghi degni di nota della mia provincia.

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