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“Il cimitero di Venezia” di Matteo Strukul: recensione

“Il cimitero di Venezia” è l’ultimo romanzo dello scrittore Matteo Strukul. Con questo libro si apre la saga dedicata alle indagini del Canaletto che, per volontà dell’autore, diviene oltre che pittore anche investigatore in erba.

Come ben sapete, adoro Matteo Strukul e quindi non poteva che essere “Il cimitero di Venezia” il protagonista di questo venerdì del libro.

“Il cimitero di Venezia” di Matteo Strukul: brevi cenni alla trama

Il romanzo si apre con un notturno della Venezia settecentesca: tra le nebbie di febbraio un gondoliere rema solitario sulle acque del Rio dei Mendicanti. All’improvviso la silenziosa immobilità della notte viene violentemente interrotta da un macabro ritrovamento: il cadavere di una nobile fanciulla con il petto brutalmente squarciato.

Quest’evento tragico si somma alla triste situazione della città, sconquassata da una violenta epidemia di vaiolo, gettando tutti gli abitanti nel panico.

Per una casuale fatalità Giovani Antonio Canal, meglio conosciuto come Canaletto, ha presentato pochi giorni prima il suo quadro che ritrae proprio il Rio dei Mendicanti.

E’ forse implicato in qualche modo nell’omicidio della ragazza? Pare proprio pensarla così l’Inquisitore Rosso che non esita a far convocare il pittore per un colloquio.

Scosso da quelle infondate accuse, il Canaletto non ha nemmeno il tempo di riprendersi che viene immediatamente scortato in presenza della somma autorità cittadina: il Doge in persona.

Ed è qui, nello studio privato del Doge, che tutto ha inizio: chi sono infatti quei nobili ritratti nel quadro del Rio dei Mendicanti e che ci facevano in uno dei quartieri più poveri e malfamati della città?

Canaletto non sa rispondere, ma per volere del Doge ora deve scoprirlo. Ma come può un pittore improvvisarsi investigatore e spia?

Per fortuna ad aiutarlo ci sono personaggi formidabili, disposti a condividere con lui le proprie conoscenze in svariati campi: dall’arte vetraia alla matematica, dalla storia alla medicina.

Ed è così che, in una decadente Venezia sempre più sull’orlo del collasso, squarciata dagli odi raziali e dalle lotte di potere, Canaletto si ritrova suo malgrado a dover risolvere un mistero tra salotti mondani, feste in maschera, misteriosi riti e macabre riesumazioni.

“Il cimitero di Venezia” di Matteo Strukul: recensioni

Mattero Strukul si riconferma un grande scrittore, in grado di creare un’ambientazione storica precisa ma allo stesso tempo onirica e sfumata, quasi come i quadri del Canaletto.

Il puntiglioso lavoro di ricerca e di documentazione, affiancato dall’abilità della sua penna creano una Venezia in bilico tra immutabilità e cambiamento.

Nel Settecento infatti ha inizio il lento declino della città che sembra rifuggire qualsiasi tipo di novità anche a livello culturale, venendo meno a quella spinta dettata dalla curiosità e dall’apertura mentale così peculiare nel periodo precedente.

E’ proprio il dualismo il filo conduttore dell’opera. Infatti l’autore ritrae perfettamente i contrasti tipici dell’epoca: ricchezza e povertà, sacralità e misticismo, ignoranza e conoscenza, amore e odio.

Oltre a notarlo nelle descrizioni e nelle ambientazioni, si evince ancor più nella scelta dei personaggi e nel ruolo loro assegnato: da Charlotte a McSwiney una galleria di figure,molte delle quali realmente esistite,  che si muovono in modo corale facendosi a modo loro portavoce di concetti e valori, quasi come se si trovassero sul palcoscenico di un teatro.

“Il cimitero di Venezia” è un romanzo dalle tinte noir, intenso e dinamico che va oltre il romanzo giallo e oltre quello storico. Un perfetto connubio che tiene avvinghiato il lettore tra le sue spire risputandolo fuori alla fine della lettura con il desiderio di approfondire quanto ha appena vissuto tra le pagine del libro.

E, naturalmente, con la voglia di leggere la prossima avventura di Canaletto!

Come sempre, vi auguro una buona estate e vi aspetto per il prossimo venerdì del libro.

Non dimenticate di lasciarmi i vostri consigli di lettura. Potete postarli anche sui social utilizzando l’hashtag #venerdidellibro #anchelemammeleggono.

 

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