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Il famigerato regalo alle maestre: consigli semiseri per uscirne vivi

Con l’avvicinarsi della fine delle scuole, c’è una cosa che terrorizza i genitori. La recita di fine anno? Sì, in parte anche quella.

Ma la cosa che le mamme e i papà temono di più in questo periodo è il famigerato regalo alle maestre.

Che poi, mi chiedo io, anche io lavoro ma a me il regalo mica me lo fanno!

Perché bisogna fare un regalo alle insegnanti? In fondo, anche loro non stanno facendo altro che svolgere il loro lavoro, quello che tra le altre cose si presuppone abbiano scelto di fare.

Ma tant’è, anche se la cosa pare bizzarra, s’ha da fare.

Anche e soprattutto nelle scuole dell’infanzia.

Consigli semi seri per fare il regalo alle maestre

Però – perché ovviamente c’è sempre un però- i regali alle maestre vengono fatti seguendo delle regole non scritte, che perdurano invariate da tempi immemorabili.

Tali regole vengono tramandate oralmente dalla generazione di mamme precedenti ad una cerchia ristretta di mamme ritenute meritevoli di cotanta conoscenza.

Per prima cosa, tu che sei la mamma ultima arrivata (nel senso che tuo figlio milita tra le file dei piccoli) dovrai aspettare altri due anni per partecipare al regalo.

La pratica del regalo alle maestre è cosa riservata ai genitori dei bambini grandi, ossia quelli che frequentano l’ultimo anno.

Tutto ha inizio quando la mamma di turno, che ha aspettato il suo momento per ben due anni, ignara del pericolo, scrive su whatsapp:

“Allora tra poco l’anno è finito. Come ci organizziamo per il regalo alle maestre?”

In quel momento scoppia il caos. Perché fare il regalo è bello, doveroso, le maestre ci tengono, i genitori pure, ma nessuno e ripeto nessuno vuole assumersi la fatica annessa e connessa.

E’ il finimondo: millemila messaggi, un numero esorbitante di vocali, giorni e giorni a scrivere, leggere, ascoltare…

Finché, per sfinimento, una mamma coraggiosa si immola per il bene di tutti.

La povera donna, tra l’acclamazione generale, dovrà nell’ordine:

  1. stanziare un budget che sia ragionevole per tutti;
  2. raccogliere i voti contrari e quelli favorevoli alla proposta;
  3. convincere la fazione dei no a restare ed evitare la Brexit di turno;
  4. tirare fuori un’idea originale che non sia stata già fatta negli anni precedenti (e qui entra in gioco il gruppo di mamme elette, le quali conoscono ogni singolo regalo fatto alla maestra nei vent’anni passati);
  5. raccogliere i voti contrari e quelli favorevoli alla proposta;
  6. convincere la fazione dei no a restare ed evitare la Brexit di turno;
  7. acquistare il regalo;
  8. acquistare il bigliettino;
  9. decidere cosa scrivere;
  10. raccogliere i voti contrari e quelli favorevoli alla proposta;
  11. convincere la fazione dei no a restare ed evitare la Brexit di turno;
  12. raccogliere i soldi anticipati per il pagamento (e qui è meglio affidarsi al recupero crediti, perché chissà come la gente tende a sparire)

Le mamme più astute e navigate raccolgono i soldi in anticipo, ma le quote devono essere ricalcolate se si aggiunge il solito genitore ritardatario, causando una confusione incredibile. E alla fine i soldi non sono mai giusti.

Quindi, care mamme e cari papà, c’è poco da fare: pensate solo che è l’ultimo anno, le maestre sono state una figura di riferimento per i vostri bambini e si sono tanto impegnate (non tutte, ma la maggior parte sì. E comunque per par condicio il regalo si fa a tutte le maestre, non solo a quelle meritevoli. Del resto siamo in Italia, no?!) .

Vi tocca, è sempre stato così dalla notte dei tempi e sempre sarà così.

Oppure ribellatevi, sovvertite le regole e le tradizioni, non fate il regalo alle maestre o giocate d’anticipo e fatelo da soli, in barba ai canoni della comunità dei genitori.

O siate i Pilati della situazione: lavatevene le mani, va bene tutto, l’importante è finire in fretta.

Ma qualunque cosa decidiate di fare, ricordatevi la regola aurea: silenziate i gruppi di whatsapp, nel rispetto di chi vi sta accanto!

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4 Comments

  • Silvia Fanio

    Io sono sia mamma che educatrice e devo dire che alla fine la cosa più bella è regalare qualcosa che si può utilizzare coi bambini o nel lavoro da insegnante, come libri, giochi particolari o simili.
    A noi spesso regalano un buono spendibile in una libreria che ha testi di qualita per i bambini e, devo dire, sono i regali più belli!

    • Priscilla

      Ciao, è una bella idea che era stata proposta ma bocciata, perché la maggior parte preferiva regalare cose più personali…
      In tante strutture per esempio c’è la regola che chi esce “regala” qualcosa a chi rimane: per esempio libri o giochi educativi, su consiglio delle insegnanti. Ecco, questo per me ha già più senso.

  • L'angolo di me stessa

    Io da rappresentante sono riuscita a fare tutto con il fondo cassa! Però devo dire che non sono così a favore del regalo collettivo (e vale anche per i compleanni dei bambini), è sicuramente comodo, ma un po’ impersonale.
    Quest’anno sono riuscita a fare qualcosa di più personale che l’anno scorso mi avevano bocciato: il fotolibro. Certo è stata un po’ una scocciatura raccogliere le foto e impaginare il tutto, ma lo trovo un regalo decisamente più originale del portachiavi che abbiamo fatto per le altre maestre.

    • Priscilla

      Wow, che brava! Da noi le rappresentanti se ne sono proprio lavate le mani, adducendo incidenti avvenuti negli anni passati…Il fotolibro comunque è una bellissima idea davvero!

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