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Il grido della rosa di Alice Basso recensione

Finalmente è tornata Alice Basso! Squillino le trombe, gioia e gaudio!

“Il grido della rosa” è il suo ultimo romanzo che vede come protagonista la simpatica Anita, già conosciuta nel primo della nuova serie, Il morso della vipera”.

Siccome è noto anche ai muri che adoro questa scrittrice, come potevo non dedicare a “Il grido della rosa” questo venerdì del libro?

“Il grido della rosa” di Alice Basso: brevi cenni alla trama

Italia, anni Trenta. In pieno periodo fascista la bella e giovane Anita, promessa sposa di Corrado, è riuscita a rimandare di sei mesi le nozze per soddisfare un suo desiderio: lavorare come dattilografa.

Ma Anita non si limita a battere a macchina: accanto a Sebastiano, suo capo, si butta nella risoluzione di casi pericolosi  spesso insabbiati dalle autorità locali.

Grazie alle loro doti narrative i due svelano la verità e la divulgano camuffata da racconto poliziesco sulle pagine di “Saturnalia”, la rivista per cui scrivono.

Una cosa banale eppure pericolosissima, se pensiamo alla situazione politica e sociale di quegli anni, in cui si rischiava il carcere o peggio per molto meno.

Anche questa volta Anita e Sebastiano sono alle prese con una nuova e segreta indagine: scoprire chi ha ucciso Gioia, una ragazza sordomuta.

Con l’aiuto più o meno consapevole di Candida, Clara, Diana e Julian i due protagonisti scavano nella realtà delle case chiuse, dei palazzi dell’alta società e nelle attività della media borghesia.

Quel che trovano getterà una nuova luce sulla società fascista e sul senso di giustizia negli anni del Duce. Ma il pubblico sarà pronto a leggere la verità?

Anita e Sebastiano ne sono convinti. Ed è così che nasce il secondo racconto firmato da J.D.Smith, ed è in questo modo che si conclude “Il grido della rosa” .

“Il grido della rosa” di Alice Basso: recensione

Oh, ragazze, è stato pazzesco tornare a leggere la Basso!

E’ bellissimo poter incontrare di nuovo Anita e osservare i suoi piccoli ma significativi cambiamenti: da ragazza un po’ leggera e inconsapevole a donna sempre più matura, critica e pronta a combattere le ingiustizie.

Non è da meno la metamorfosi di Sebastiano: da gentiluomo impomatato con occulte simpatie antifasciste ad efficiente detective sprezzante del pericolo.

I due formano una bella squadra e già possiamo immaginare che, benché fidanzati, prima o poi…

Per ora è tutto un “poi” perché se la tensione tra i due è palpabile è chiaro che la situazione è molto molto ingarbugliata.

Infatti a rendere complicate le cose ci ha pensato l’autrice stessa, affibbiando ai due dei partner a loro modo simpatici e gentili che suscitano quindi un minimo di empatia nel lettore.

Credo che il plusvalore de “Il grido della rosa” stia tra le varie cose anche nella galleria di personaggi che ruotano attorno ai protagonisti: ben dettagliati, approfonditi e caratterizzati.

Da Mariele a Julian, leggendo la storia si ha proprio l’impressione di vederli sfilare davanti ai nostri occhi.

Appoggiandosi a loro, con il suo proverbiale stile graffiante e ironico, Alice Basso riesce a parlare di fatti crudi e sconvolgenti senza incupire eccessivamente il lettore, creando delle gag davvero comiche.

Perché oltre ad Anita e Sebastiano la protagonista indiscussa del nuovo libro rimane la Storia, il contesto sociopolitico dell’epoca su cui l’autrice si è documentata molto bene.

Attenzione però, non stiamo parlando di un romanzo storico, ma di un giallo ben ambientato negli anni Trenta: ecco perché i cattivi non vengono arrestati, ma puniti in altri modi.

Attendevo con trepidazione il ritorno di Anita che ad una prima occhiata è proprio l’opposto di Vani Sarca: socievole, bella ma allo stesso tempo intuitiva e altruista, con dei valori imprescindibili, primo tra tutti l’amicizia.

Proprio questo è il motore su cui si basa “Il grido della rosa”: le amiche si supportano, si consolano e si proteggono. A rischio della vita.

Se state ancora piangendo sulla fine delle avventure di Vani (credetemi, manca molto anche a me), asciugatevi le lacrime, riponete  i fazzoletti e date almeno un’opportunità ad Anita perché secondo me ne vale davvero la pena.

“Il grido della rosa” è un libro da leggere tutto d’un fiato, che offre molti spunti su cui riflettere e che ci prospetta altre future avventure ancora più pericolose man mano che il tempo passa, alla luce di nuovi dettagli emersi nel racconto (no no, leggete il libro, non vi dico niente di più!)

Spero che la Basso sia all’opera e stia scrivendo il terzo romanzo perché sono già in crisi di astinenza!

Se non avete ancora letto niente di questa autrice italiana, forza, non esitate! Vedrete che non ve ne pentirete!

Come sempre, un grande ringraziamento a Paola, di “Homemademamma” l’inventrice del venerdì del libro.

 

SCHEDA TECNICA

Titolo: Il grido della rosa

Autore: Alice Basso

Anno di pubblicazione: maggio 2021

Casa editrice: Garzanti

Pagine: 298

 

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