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Il morso della vipera di Alice Basso: recensione

Alice Basso finalmente è tornata! E quindi secondo voi io potevo perdermi il suo ultimo romanzo? Assolutamente no!

Ecco quindi che il protagonista di questo venerdì del libro è proprio l’ultimo lavoro di questa scrittrice, “Il morso della vipera”

Se anche voi avete adorato Vani Sarca e vi siete divertite a leggere le sue avventure, allora non potete di certo perdervi Anita, la nuova protagonista di una lunga -spero!- serie di libri.

“Il morso della vipera” di Alice Basso: brevi cenni alla trama

Il luogo è sempre lo stesso, la magica Torino. Il tempo però no. Dalla contemporaneità si fa un piccolo ma non indifferente saltello e si approda con un tonfo nel 1935.

Se siete digiuni di storia, il 1935 è l’anno in cui le cose per gli Italiani sembrano ancora sospese tra un “potrebbe andare meglio, ma forse anche no”.

Nel 1935 Mussolini e le sue camice nere detengono il potere e trovano negli Italiani un popolo disposto a seguire i canoni dell’ubbidienza, del rigore e dell’amore per la Patria. Dopo la Prima Guerra Mondiale il popolo ha bisogno di sicurezza e di ordine anche se ci si comincia pian piano a rendere conto che questo significa perdere la propria libertà.

In questo contesto si muove la nostra giovane Anita, di una bellezza disarmante e con un cervello fino che per sua volontà preferisce tenere occultato. La bella Anita, fidanzatasi con Corrado -che incarna tutti i valori fisici e morali del Fascismo- ha deciso che prima del matrimonio vuole provare a lavorare.

Sì, amiche mie, avete letto bene: la-vo-ra-re. Sotto un regime che diffida le donne dal farlo e le addita come delle poco di buono. Del resto, si sa, la donna è l’angelo del focolare.

Ma grazie alla sua parlantina sciolta e al suo abile ingegno la nostra ragazza riesce a farsi assumere come dattilografa presso la rivista di gialli “Saturnalia”.

Ed è qui che comincerà a viverne uno, di gialli. Sì, perché svelta di cervello com’è non impiega due minuti ad applicare le regole delle indagini dei poliziotti americani ad un caso di cronaca nera che sovvertirà l’ordine sociale.

Meno male che ad affiancarla non manca la controparte maschile, l’aitante ed intrepido Sebastiano, fidanzato con la figlia di un funzionario fascista.

Epperò…

Basta, non vi voglio dire nulla di più! Dovete leggerlo e tornare qui a parlarne.

“Il morso della vipera” di Alice Basso: recensione

L’ultimo libro della Basso è stupefacente. Devo dire che, come mi capita di solito, sono sempre molto refrattaria quando scrittori che hanno creato personaggi come la Vani decidono poi di abbandonarli a loro stessi e ricominciare da zero.

Mi era già successo con la Gazzola e la sua Alice o con la Läckberg e la sua Erika…

Quindi, lo ammetto, all’inizio ho provato un filo di antipatia verso Anita. Sì, perché diciamocelo chiaro e tondo, Anita è praticamente perfetta: bella, intelligente ma con quel lato buffo e ingenuo che dopo un po’ riesce a fare intenerire anche i lettori dal cuore di pietra.

E così a poco a poco mi è entrata in simpatia. E se rispetto a Vani Sarca è praticamente l’antitesi (intelligenza a parte) non si può non amarla. Tanto schiva e riservata la prima, tanto appariscente e diva la seconda.

E le analogie con la serie della ghostwriter non si fermano qui. Il co-protagonista è un uomo tutto d’un pezzo, con forti valori morali, dal fascino conturbante, ma in questo caso è fidanzato con una bella ragazza che sembra perfetta e simpatica tanto quanto Anita. Quindi come la mettiamo?

Ne “Il morso della vipera” ritroviamo il trio composto dalla protagonista e dalle sue amiche, in questo caso una vecchia professoressa e la migliore amica di Anita, che è proprio un brutto anatroccolo e che a sposarsi non ci pensa nemmeno.

Ma le analogie finiscono qui. Con questo nuovo libro Alice Basso si assume un compito che va al di là del puro intrattenimento: ci offre un dipinto di un’epoca multisfacettata, quando si cominciava ad avere la percezione che le cose stavano precipitando eppure si sperava ancora che non fosse così.

Un’epoca buia, in cui tutto era controllato dall’alto, soprattutto gli organi di stampa. Ecco perché scegliere una rivista come “Saturnalia” che si occupa della traduzione di gialli americani e piazzarci una ragazza che vuole lavorare anche se come dattilografa lascia molto a desiderare.

Ed ecco come, dalla scelta di un personaggio all’apparenza così scontato nasce invece una ragazza di uno spessore così reale e per nulla banale come la nostra Anita.

E dico nostra perché ormai io ad Anita mi ci sono proprio affezionata, tanto che non vedo l’ora di leggere la sua prossima avventura.

Se la Storia non può e non deve mancare, Alice Basso la affronta con la sua tipica ironia e il suo sarcasmo, senza per questo rendere ridicoli i fatti che racconta.

Col suo tono dissacrante e volutamente leggero, ci fa scoprire una Torino ricreata in maniera perfetta. L’atmosfera che si respira, i dialoghi tra i personaggi, ogni minuscolo dettaglio concorrono a dare al lettore quel senso di verosimiglianza che rende “Il morso della vipera” un romanzo pregevole anche dal punto di vista storico.

Del resto, come spiega l’autrice stessa, questa sua opera nasce da un accurato lavoro di documentazione e di ricerca del materiale ed è davvero la ciliegina sulla torta.

Insomma, cosa fate ancora lì? Correte subito a prenderlo e leggetelo. Va bene a casa, sotto l’ombrellone, in vetta, sulle rive del lago, nel fienile di una cascina di campagna…

Sono sicura che Anita riuscirà ad ammaliare anche voi.

Come sempre, un grande ringraziamento a Paola, di Homemademamma, l’inventrice del venerdì del libro.

Buona lettura e alla prossima!

SCHEDA TECNICA

Titolo: Il morso della vipera

Autore: Alice Basso

Editore: Garzanti

Anno: 2020

Pagine: 302

 

 

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