LA COLLEGA TATUATA DI MARGHERITA OGGERO

Margherita Oggero è una scrittrice italiana, torinese, ex professoressa di lettere.

Scrive gialli. Ed io non la conoscevo affatto.

Ultimamente mi sto rendendo davvero conto che la mia ignoranza degli autori nostrani contemporanei è alquanto gigantesca.

Il caso ha voluto che facessi la mia conoscenza di Margherita Oggero proprio con "La collega tatuata", il suo primo romanzo.

La collega tatuata di Margherita Oggero: la trama in breve

Protagonista della vicenda è la profia, cioè professoressa, Camilla.

Donna di quarant'anni, realista, cinica, auto ironica con un carattere irriverente e a tratti esuberante, la nostra Camilla ama la letteratura che tenta di insegnare nel miglior modo possibile  -cioè con tanta passione e scarsi risultati- ai suoi studenti.

Sposata da anni con Renzo, uomo solido e a suo modo brillante, hanno una figlia di otto anni, Livietta, acuta e divertente.

Compongono la famiglia la vecchia madre di Camilla e un bassotto dispettoso e vendicativo.

Con l'inizio dell'anno scolastico, nell'istituto torinese dove lavora Camilla arriva lei, Bianca De Lenchantin, la nuova professoressa di inglese.

Es è subito antipatia a prima vista. Bianca è così perfetta, nei suoi eleganti tailleur, così ricca, con borse firmate e un'agenda di prim'ordine, così snob, con la puzza sotto il naso.

Inoltre odia i cani e basterebbe solo questo per farla risultare antipatica a Camilla, che la etichetta subito come "la stronza".

La profia conduce una vita molto abitudinaria, tentando a volte con risultati discutibili di conciliare lavoro e famiglia.

Finché un giorno tutto cambia: il giornale riporta la notizia dell'assassinio di Bianca.

In Camilla si risveglia un'insana curiosità che la porta ad indagare servendosi di una rete di informatori non convenzionale.

Le indagini ufficiali vengono condotte da Gaetano, commissario affascinante e intrigante.

Tra Gaetano e Camilla scoccherà un'imprevedibile scintilla.

Chissà se si trasformerà in qualcosa di più...

Intanto la strana coppia, con fatica e perseveranza, riuscirà a far luce sull'omicidio di Bianca.

Ma le loro indagini non finiscono qui, perché alla profia è dedicata una serie di romanzi, per mia immensa gioia.

La collega tatuata di Margherita Oggero: recensione

"La collega tatuata" non è un libro che ti prende subito.

Sei lì che leggi un giallo, ti aspetti che accada qualcosa e invece niente fino a pagina sessanta.

Non è che dopo il ritmo diventi più serrato, ma per lo meno ora sai cosa aspettarti.

Noioso, direte voi. Beh, non proprio.

La particolarità della Oggero sta nei personaggi: per essere un thriller è uno di quelli vecchio stampo, un po' sulla base della signora in giallo, per intenderci.

Un'impeccabile professoressa, con famiglia al seguito, che si improvvisa detective.

Eppure, non risulta tanto improbabile. E questo per merito della penna dell'autrice.

La Oggero ha uno stile molto particolare che o odi o ami: periodi lunghi, poche virgole ed un uso non convenzionale della punteggiatura.

Non pesante, semmai faticoso: prima di abituarmi mi ci sono volute quasi venti pagine!

Superato questo scoglio, se vogliamo definirlo così, ci imbattiamo nella gestione dell'impianto narrativo.

Come ho detto sopra, non succede nulla fino a pagina sessanta.

Se considerate che le pagine in totale sono XXX, capite cosa implica questa scelta.

Così si rischia che il lettore si scoraggi subito e abbandoni il libro lì, sul comodino.

Ma secondo me quello della Oggero è stato un rischio calcolato: non sono i frequenti colpi di scena il suo punto di forza, ma piuttosto un modo di narrare che non è facile incontrare.

La scrittrice è donna di spessore, colta, raffinata e si diverte a giocare con il suo lettore in modo sottile: un riferimento letterario qui, uno là, una cosa detta velatamente per bocca di un personaggio...et voilà, la sua tela è pronta.

Come se non bastasse, un altro punto a suo favore è la caratterizzazione dei personaggi, dalla protagonista alla vecchia madre, passando per Livietta e non trascurando neppure l'amato bassotto.

Non si dilunga in descrizioni sterili e prolisse, ma delinea la personalità dei personaggi attraverso le loro idiosincrasie e le loro azioni.

Maestra della penna, la Oggero ci regala splendide e vivide immagini anche dei suoi concittadini, all'apparenza freddi e composti, ma sotto sotto con una propensione al pettegolezzo quasi comica.

Avrete capito che io mi sono molto rispecchiata in Camilla: madre lavoratrice che fa i salti mortali per fare tutto e bene, con un bassotto dispettoso che si sente trascurato e si vendica facendo pipì ovunque (qui sostituite con la gatta), una relazione lunga e stabile, a volte un po' noiosa, una grande curiosità...

Insomma, "La collega tatuata" è un romanzo che sa stupire ma non è una lettura per tutti i palati.

Come sempre, un ringraziamento a Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

Buona lettura!

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Un pensiero su “LA COLLEGA TATUATA DI MARGHERITA OGGERO

  1. HG

    mai visto "provaci ancora prof"? è liberamente tratto dai suoi libri, questo deve essere proprio una delle prime puntate...

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