LA CONDIVISIONE TRA FRATELLI

Scena 1: interno di un appartamento, luci soffuse, atmosfera ovattata tipica di un rilassato dopo cena

Personaggi: mamma, papà, figlio e figlia

Priscilla ha appena finito di riordinare con l'aiuto del marito e si appresta a continuare la lettura di un libro che giace da settimane a prendere polvere sulla libreria.

Non appena si siede, quasi come ad un segnale prestabilito, irrompono sulla scena Ringhio e la Ninfa.

Ringhio: "E' mio!" sbraita con il suo vocione profondo.

La Ninfa  ribatte con tono aggressivo e cantilenante: "Ma ce l'avevo prima io!" stringendosi al petto il libro delle filastrocche.

Compagno Fedele alza lo sguardo dal tablet, allunga una mano e toglie il libro alla figlia.

Poi perentorio ordina: "Dai tesoro, lascialo a lui che è più piccolo!"  E fa il gesto di porgerlo al bambino.

A queste parole Priscilla si alza spinta da un intimo moto di solidarietà verso la figlia maggiore.

"Giammai!" strilla iraconda "L'età non mi pare un valido motivo affinché tuo figlio ottenga tutto ciò che vuole"

Con cipiglio fiero e occhi dardeggianti, si guarda attorno: sei occhi la osservano, tre bocche aperte aspettano il seguito, in trepidante attesa.

"Mi è sempre stato sulle scatole quando ero bambina che mi dicessero che dovevo cedere i miei giocattoli a mio fratello perché lui era più piccolo di me"

Cf guarda la compagna, con un sorrisetto di superiorità.

"Mi era sembrato di capire che in questa casa non ci fosse tuo o mio, ma che tutto fosse di tutti perché in famiglia bisogna condividere e collaborare"

Priscilla si sente punta sul vivo. Con tono ispirato, prosegue la sua arringa:

"Infatti è così. Ma condividere i giochi significa che sia Ringhio che la Ninfa possono utilizzarli indifferentemente fregandosene di tutte quelle antiche concezioni sessiste su bambole e macchinine.

Ma non vuol dire che se uno sta usando un gioco l'altro lo debba ottenere perché è più piccolo altrimenti comincia a fare i capricci e addio quiete serale. Che razza di insegnamento è?"

I bimbi osservano la scena, in religioso silenzio. Anche se non capiscono tutto, sanno che tra la mamma e il papà è in atto un braccio di ferro e dalla vittoria di uno dei due dipenderà anche la loro sorte.

A questo punto, Compagno Fedele fa la parte di Pilato.

"Ok, se non vuoi il mio aiuto allora risolvi la faccenda a modo tuo"

E torna a guardare il tablet.

L'indomita Priscilla non si lascia scoraggiare.

"E' no bello mio! I figli sono anche tuoi, mica li ho fatti da sola, per cui visto che dici sempre che ti escludo e che prendo sempre le decisioni da sola ora la questione si risolve assieme.

Dai, non dirmi che non ti veniva il nervoso quando da piccolo ti obbligavano a condividere i tuoi giochi con gli altri"

Compagno Fedele bofonchia: "Dimentichi che sono figlio unico e che da piccolo ero pure un bambino asociale. Un verme solitario aveva più amici di me. Non ho mai condiviso niente, io!"

"E si vede!" sbotta Priscilla, sempre più agguerrita.

"Guarda che la nuova tendenza educativa del momento dissuade gli adulti dall'obbligare i bambini a condividere o cedere il gioco che stanno usando.

Così facendo il messaggio che passa al bambino che sta usando il gioco è pressapoco questo: "non ritengo quello che stai facendo qualcosa di importante tanto quello che potrebbe fare l'altro bambino".

In questo modo non si fa altro che scatenare inutili e insane competizioni tra fratelli, che poi da grandi si odieranno."

Priscilla prende fiato e poi continua: "Guarda che lo spiega benissimo anche la Laura, eh!"

"Che Laura?" chiede  il padre, interdetto. Nella sua mente sta passando in rassegna le amiche e conoscenti in comune, ma non riesce a capire chi è, sta fantomatica Laura.

"Ma come chi?" squittisce Priscilla "Ma la Laura Markham, la psicologa e psicoterapeuta americana, quella che ha scritto un sacco di manuali sull'educazione dei bambini. Ecco, guarda qui"

Così dicendo mostra trionfante al compagno il libro che si apprestava a proseguire, intitolato "Peaceful parent, happy kids".

"E' davvero interessante e spiega molto bene perché non si deve obbligare i bambini a condividere i giochi"

"Ah davvero? E la Laura ti spiega anche come fare per farli smettere di litigare?"

"Certo, suggerisce di incoraggiare dei turni di gioco autoregolati"

"Cioè?" domanda CF, spazientito.

"Semplicemente si spiega a chi vuole il gioco che deve aspettare il proprio turno: quando il pupo che sta usando il giocattolo passa ad altro, allora può usarlo"

"Beh, dai, occorreva la Laura per dirlo! Ci arrivavo anche io. Intanto però quello che lo vuole pianta giù un casino della Madonna e altro che calma e pace"

"Intanto" continua Priscilla con tono saccente "si propone al pupo qualcosa di alternativo, così l'attesa non diventa pesante"

"Certo, ce lo vedo proprio Ringhio che si fa sviare così facilmente. Se si fissa si fissa e non lo schiodi più" ribatte il padre

Priscilla medita un attimo.

"Allora proponiamo al pupo di fare un baratto: un gioco in cambio di un altro, in questo caso un libro in cambio di questo" E indica il libro delle filastrocche che giace, dimenticato e solitario, sul bracciolo del divano.

CF la osserva con aria scettica.

"Sicuro, ma se quei due sono capaci di litigare anche quando  hanno due giochi uguali! Ma dai, come se non li conoscessi anche tu i tuoi figli!"

La povera Priscilla è senza parole.

"Ma guarda che non è un atteggiamento tipico dei nostri figli. Sono così tutti i bambini: Ringhio ha tre anni, è nella fase dell'egocentrismo, per cui tutto è suo sempre e comunque.

La Ninfa dall'alto dei suoi cinque anni che sia un po' gelosa ci sta, del resto se continuate a penalizzarla perché è più grande è ovvio che diventi ancora più acida nei confronti del fratellino."

A questo punto i due litiganti si accorgono che qualcosa non va: i bambini non si sentono più.

"Ma dove sono finiti adesso?"

"C'è troppo silenzio, vado a controllare" CF si alza dal divano e si precipita in cameretta.

Scena due: interno, nella cameretta dei bambini.

Personaggi: gli stessi di prima

Il padre si affaccia sulla porta con aria apprensiva. Dopo un istante di silenzio, chiama la compagna.

"Vieni a vedere"

Priscilla si avvicina alla porta per osservare.

All'interno della stanza, Ringhio e la Ninfa stanno giocando assieme. Hanno montato le rotaie del trenino e ora stanno costruendo con le lego una fattoria vicino ai binari.

"Ma cosa fate qui?" chiede Priscilla, stupita.

"Ci siamo stancati di aspettare che voi decidevate chi doveva usare il libro. Così siamo venuti qui e abbiamo cambiato gioco."

I genitori si guardano e scoppiano a ridere, sollevati.

Il battibecco è finito, la pace e l'ordine sono stati ripristinati.

Scuotendo la testa, i genitori tornano in soggiorno.

A volte è proprio vero: se si lascia fare a loro, i bambini in qualche modo trovano sempre una soluzione.

 

 

 

 

 

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21 pensieri su “LA CONDIVISIONE TRA FRATELLI

  1. gianluca

    Divertente quanto realistico. Per esperienza personale, con i tre maschietti , le situazioni sono state simili e, adesso che è nata la sorellina è nato più lo sfidarsi per chi più fa giocare la piccola....e farla divertire... C'è la gara dei minuti trascorsi con lei...

    E' un piacere leggerti...

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    1. Priscilla

      Ciao, tre maschietti e una pupa?! Ci credo che fanno a gara a trastullarsi l'unica fanciulla del gruppo. Chissà che coccole! Il problema magari sarà quando cresceranno, si dice che i fratelli maschi maggiori siano iperprotettivi, ma magari è solo un altro mito da sfatare. Aspetterò i giorni in cui sul tuo blog ci racconterai anche di questo.
      PS: il piacere è ricambiato, sono contenta che ci siano blog come i tuoi in rete!

      Rispondi
  2. Federica

    Veramente ben fatto questo post.
    Anche io cerco sempre di non intervenire molto nelle faccende tra bambini e soprattutto fra fratelli.
    Se li abituiamo ad evere sempre qualcuno che li aiuta in tutte le situazioni, non cresceranno mai del tutto.
    Complimenti.

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    1. Priscilla

      Ciao Federica, sono contenta che anche tu la pensi allo stesso modo. A volte mi sento un po'insicura nelle mie scelte e sapere che anche altre mamme sono sulla mia stessa lunghezza d'onda mi fa davvero piacere.
      Grazie per essere passata.

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  3. FRANCESCA MARIA

    Un argomento molto serio e poco trattata .. in famiglia i miei questo problema non lo hanno proprio saputo gestire. Mio fratello talmente prepotente da imporsi anche su di loro .. Ho dei ricordi strani di tutto ciò .. talvolta buffi talvolta molto meno.

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    1. Priscilla

      Oh, mi dispiace! A volte i genitori tendono a sminuire i problemi o a pensare magari che "le cose dei figli devono essere gestite dai figli" e questo spesso provoca delle situazioni a lungo andare spiacevoli. Spero ora che i rapporti con tuo fratello siano migliorati.
      Grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi.

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  4. Mamma Luna di Carta

    Io lascio fare....cerco di intervenire meno possibile, perchè spesso risolvono meglio tra di loro. Noi adulti invece spesso siamo come elefanti in una cristalleria...ma è pur vero che purtroppo alle volte occorre intervenire. Quanto è difficile!

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    1. Priscilla

      Hai perfettamente ragione! Spesso infatti l'adulto interviene senza aver chiara la situazione e tende a colpevolizzare uno dei litiganti. Trovo più utile aspettare se possibile che loro mi chiedano di aiutarli a risolvere il diverbio.
      Grazie per aver condiviso la tua opinione!

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  5. Lorenzo

    Scenetta abbastanza frequente anche qui da noi. Proprio per la scelta del libro e di chi lo legge. Quello che mi manca è il lieto fine....di solito arriva il mostro (io) che fa scappare tutte ed iniziano i 10min di rincorse, solletico e risate.
    A casa nostra il motto è "condividere è bello"....solo a parole però :-). In tre non sempre si può condividere, però cerchiamo di insegnare un pò di sana ragionevolezza.......
    Un saluto
    Lorenzo

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    1. Priscilla

      Ciao Lorenzo, immagino davvero quanto possa essere complicato (e affascinante) in tre. L’imp è insegnare poi sono convinta che con il tempo i risultati arriveranno. Il “ mostro Solletichino” passa anche da noi abbastanza frequentemente e se lo giocano a turno il papà è il nonno
      Grazie per essere passato e buona continuazione!

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  6. Susanna

    Mi hai fatto ricordare le litigate che facevo con mia sorella... Inutile dire che io fossi la più grande, quindi dovevo cedere... Non ho figli per cui non ho più avuto occasione di vedere queste scenette 😊 ma ho assistito volentieri a quella dei tuoi figli 😊

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    1. Priscilla

      Oddio, spero che non siano proprio brutti ricordi! Io fortunatamente pur essendo la maggiore, sono sempre stata abbastanza supportata dai miei genitori in questo senso. Ti assicuro però che quando vivi queste esperienze da un'ottica adulta risulta molto molto logorante

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  7. Hermione

    Oppure si può fare come avrebbe fatto mia nonna: se non siete in grado di mettervi d'accordo il libro lo prendo io e voi giocate con qualcos'altro.
    Che poi è più o meno quello che hanno fatto.

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    1. Priscilla

      Esatto solo che a volte mi sembra sia una soluzione un po’ di comodo: tolgo di mezzo l’ogge Del desiderio ma in realtà il problema rimane ancora senza soluzione

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  8. ERIKA

    In riferimento al tuo articolo colgo l'occasione per segnalarti un bellissimo libro che sto finendo di leggere: LITIGARE BENE di Daniele Novara che spiega come insegnare ai propri figli a gestire i conflitti per crescerli più sicuri e felici.
    P.S.: troppo carina la parte di CF alias verme solitario!
    Buona continuazione!!!

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  9. L'angolo di me stessa

    Ebbè, dagli torto!
    Io comunque, posto che a casa mia tutto è di tutti e non esiste mio o tuo (spiegazione: "che altrimenti è tutto di papà visto che la compriamo con i soldi del suo stipendio"), faccio la seguente domanda: chi ce l'aveva? Anche il più piccolo, posto davanti a questa domanda, non sa mentire. La risposta quindi la conoscono: "quando lui/lei ha finito di giocare tocca te, a meno che lui/lei non sia così gentile da dartelo o da giocare insieme a te".
    Funziona, quasi sempre. Ma tanto, come trovano velocemente un nuovo modo per giocare, trovano ancora più velocemente un nuovo modo per litigare!!!!

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    1. Priscilla

      Esatto! Anche io tendo sempre a "difendere" chi stava usando il gioco in quel momento. Quando poi vedo che le cose degenerano e non si arriva ad un compromesso, allora sequestro l'oggetto del desiderio.
      Di solito in un nanosecondo i pupi se ne dimenticano e...litigano già per qualche altra cosa 😉

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