LA GIOSTRA DEI FIORI SPEZZATI. IL CASO DELL’ANGELO STERMINATORE DI MATTEO STRUKUL

Mi sono innamorata, è inutile negarlo.

Ho preso un'infatuazione straordinaria, come non mi capitava da tempo immemorabile, per lui, Matteo Strukul.

Non so come abbia potuto non conoscerlo prima, ma ormai il danno è fatto.

In occasione del Milano Book City del prossimo fine settimana (aiuto, manca così poco!), le mie amiche di lettura mi hanno vivamente consigliato di leggere qualcosa di questo autore italiano.

Mi sono approcciata ai suoi romanzi con una certa ritrosia, subito scacciata dalle prime righe del romanzo "La giostra dei fiori spezzati. Il caso dell'angelo sterminatore".

Oggi quindi in occasione del venerdì del libro il mio post è dedicato a questo libro.

"La giostra dei fiori spezzati. Il caso dell'angelo sterminatore" di Matteo Strukul: brevi cenni alla trama

Strukul ci fa viaggiare indietro nel tempo, nel 1888, nella sua città natale, Padova.

Flagellata dalla pellagra, sullo sfondo della rivolta di classe, Padova ci accoglie con i suoi lussuosi palazzi e i suoi vicoli malfamati.

Fin dalle prime righe siamo immersi in un'atmosfera cupa, in pieno stile vittoriano.

Se non fosse specificato a chiare lettere che ci troviamo nella città del Santo, sembrerebbe di essere in una fumosa Londra o in una città di ambientazione dickensiana.

Padova è una città multipla, variegata e stratificata.

C'è la Padova dei ricchi, con i suoi palazzi sfolgoranti, le sue feste, i suoi personaggi nobili e istruiti.

Ma c'è anche la Padova delle zone che si stanno affermando economicamente, cioè quelle più vicine alla stazione ferroviaria, dove sorgono i quartieri popolari.

Ed infine c'è la Padova delle aree rurali e delle aree dimenticate, come quelle vicino al porto, dove la povertà, la malattia e il degrado sono una presenza palpabile  e tangibile.

Ed è proprio qui, nella zona del Portello, che viene ritrovato il corpo straziato di una giovane prostituta.

Lo scempio che si presenta agli occhi dell'ispettore di polizia Roberto Pastrello è tale da indurlo a chiedere l'aiuto immediato di due personaggi eclettici: il giornalista Giorgio Fanton, a cui Strukul affida il ruolo di voce narrante, e Alexander Weisz, geniale alienista.

Il trio di investigatori, composto da personalità antitetiche e complementari, si calerà in un indagine che nulla ha di scontato o di banale.

L'angelo sterminatore continua a mietere altre vittime, la città cade preda del terrore, non sembra esserci nessun indizio finché Alexander non scopre cosa accomuna le ragazze così brutalmente assassinate...

E' un crescendo di suspense, una guerra contro il tempo che ci condurrà verso un finale inaspettato.

"La giostra dei fiori spezzati. Il caso dell'angelo sterminatore" di Matteo Strukul: recensione

Mi spiace aver terminato la lettura di questo romanzo, anche perché dalla seconda parte del titolo pensavo che poi ci fossero altri volumi dedicati alle avventure dei nostri tre personaggi.

Invece, almeno per ora (Matteo se mai leggerai questo post prendi in considerazione l'idea) ci si saluta all'ultima pagina.

Alexander, Roberto e Giorgio mi mancheranno moltissimo.

Strukul ha un potere narrativo formidabile: le sue creature prendono vita, sono così reali che trovarsi a condividere ad alta voce le idee del caso con loro, man mano che si prosegue nella lettura, è così...naturale.

Weisz è il genio folle, anticonformista, con una sviluppata dipendenza dal laudano, pronto a difendere ad oltranza l'onore di qualsiasi damigella.

Del resto la tragica perdita della madre lo ha segnato irrimediabilmente.

Affascinante e inarrivabile, il sogno proibito di ogni fanciulla con la sindrome da crocerossina.

Fanton è invece l'opposto: intelligente, curioso, allegro e con quel filo di depravazione e sprezzo del pericolo che ogni donna troverebbe irresistibile.

L'uomo che ognuna di noi proverebbe a convertire per ritrovarsi poi con un pugno di mosche in mano.

Roberto, d'altro canto, è il più pacato e conformista del trio: saldo, affidabile e tutto d'un pezzo, con lui è impossibile non sentirsi al sicuro.

L'uomo che si finisce inevitabilmente per sposare.

L'angelo sterminatore, il killer spietato e disturbato, lo spauracchio dell'intera popolazione femminile, il mostro celato dietro la maschera dell'angelo.

Con degli uomini del genere, Strukul non poteva non mettere in campo una donna altrettanto formidabile: Erendira, bella da togliere il fiato, riccia criniera color della notte e profondi occhi blu che intrappolano l'anima.

La seduzione fatta persona, ammaliatrice, dolce e aggressiva, misteriosa, a portata di mano eppure così inafferrabile.

E nonostante questo, grazie al potere della penna, piacevole e simpatica anche per il pubblico femminile.

La potenza narrativa di Strukul non si vede solo nella creazione della galleria di personaggi, ma anche nelle descrizioni della città.

Una volta il mio compagno ha detto che, senza l'atmosfera giusta, anche la città più bella del mondo risulterebbe brutta e insignificante.

Strukul ci propone una Padova vittoriana a 360 gradi: non ce la descrive solo per gli occhi, ma ci fa sentire i rumori, gli odori, i sentimenti.

Crea un'esperienza di virtual reality talmente forte che quando si chiude il libro si rimane per un attimo spaesati nel tornare al presente.

Ma Matteo non è solo un magistrale illusionista, è anche uno studioso colto e raffinato.

Ogni riga che scrive trasuda informazioni e competenze.

Il lavorio storico è stato meticoloso: l'autore si è infilato come un tarlo nei fatti dell'epoca, scartabellando per andare ben oltre quello che le date potevano raccontare.

In questo mi ha ricordato molto un'altra scrittrice italiana, Carla Maria Russo, sempre così attenta e puntigliosa, volta a ricreare quel concetto di verosimiglianza a lei tanto caro.

Strukul lavora molto anche sulla scelta dei termini, così che il suo romanzo può di fatto entrare a far parte del filone vittoriano: la narrazione è erudita senza essere pesante e incomprensibile, raffinata senza inutili orpelli e cruda senza risultare esageratamente splatter.

A chi avesse dei dubbi sull'originalità della trama, posso dire questo: fate attenzione a cogliere la differenza tra una bieca copiatura e un indiscutibile omaggio ai grandi autori dell'epoca.

Senza dubbio "La giostra dei fiori spezzati. Il caso dell'angelo sterminatore" richiama la celebre figura di Sherlock Holmes, così come è innegabile l'accostamento ad August Dupin.

Il personaggio dell'angelo sterminatore è chiaramente un tributo a Jack lo Squartatore ma, allo stesso tempo, rappresenta l'alter ego di Weisz.

Entrambi hanno alle spalle delle esperienze traumatiche ma la differenza è data da come hanno scelto di convivere con esse.

Per questo mi azzardo a dire che il binomio Weisz-angelo sterminatore rimanda a Dottor Jekyll e Mister Hyde.

La complessità del romanzo però non si limita a questo.

L'autore ci porta alla scoperta dei sistemi di investigazione dell'epoca, esponendo le diverse teorie di criminologia, toccando argomenti come la medicina, la psicologia e la sociologia.

Allo stesso tempo, riprende quel tratto di mistero e misticismo, di saggezza popolare e di magia così ben rappresentato dai gitani e da Erendira, la "strega" per eccellenza.

Ed Erendira, già solo nel suo nome, porta con sé l'importanza della sua figura per la narrazione stessa.

"La giostra dei fiori spezzati. Il caso dell'angelo sterminatore" di Matteo Strukul: conclusione

Poche volte negli ultimi anni un libro mi ha conquistato totalmente come questo romanzo.

Sono rimasta irretita dalla magia delle parole fin dalle prime pagine:

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Con una premessa così, come potevo non proseguire nella lettura?

Dire che mi è piaciuto è riduttivo, l'ho amato follemente.

Ora mi sono buttata nella lettura de "I cavalieri del Nord", un altro dei suoi romanzi.

Chi di voi conosce questo autore?

Ma soprattutto, cosa state leggendo in questi giorni?

Un grazie a Paola di "Homemademama" per aver creato il venerdì del libro.

SCHEDA TECNICA

Titolo: La giostra dei fiori spezzati. Il caso dell'angelo sterminatore

Autore: Matteo Strukul

Editore: Mondatori

Anno di pubblicazione: 2014

Pagine: 284

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6 pensieri su “LA GIOSTRA DEI FIORI SPEZZATI. IL CASO DELL’ANGELO STERMINATORE DI MATTEO STRUKUL

  1. alexandra

    Ottima recensione ...avendolo già letto ve lo consiglio.
    praticamente ho rivissuto le bellissime emozioni che questo libro mi ha dato ...Una suspense incredibile ..
    Matteo Strukul dona a questo libro delle descrioni da restare senza fiato
    ...sopratutto quella iniziale.

    Rispondi
    1. Priscilla

      Grazie! Sono contenta che ti sia piaciuto e soprattutto di essere stata in grado di far rivivere la magia del libro in questo post.
      Spero passerai ancora e buona continuazione!

      Rispondi
  2. alessandra

    Fantastica recensione avendo già letto il libro praticamente mi ci sono rituffata volentieri...adoro questo scrittore. ..Matteo Strukul è veramente bravo nelle descrizioni. ..In questo libro sopratutto quella iniziale per me è stata quasi come leggere parole e magia.
    ve lo consiglio ...E con una recensione così impossibile non volerlo leggere.

    Rispondi
    1. Priscilla

      Ma grazie! Sono felice che la mia recensione ti abbia spinto a leggere questo fantastico romanzo.
      Dello stesso autore riparlerò ancora...
      Buona lettura per i futuri libri!

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  3. Alice

    Io sto leggendo i Medici (il primo di tre). Nonostante alcuni personaggi inventati, è fedele alla storia.mi piace come scrive, é molto scorrevole e adoro le sue descrizioni anche se a volte usa termini desueti. Prendo nota di questo libro 😉 grazie per la recensione, molto accattivante.

    Rispondi
    1. Priscilla

      I Medici mi aspettano ma a questo punto li inizierò dopo il Milano Book City. Nel frattempo ho letto anche "I cavalieri del Nord" a breve la recensione 😉

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