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vita con i bambini

La mamma a dicembre, ovvero se ci sei batti un colpo

La mamma a dicembre diventa un essere mitologico, a metà tra un essere umano e un essere dotato di super poteri.

Essere mamme a dicembre significa correre un’infinita maratona contro di lui, il tempo.

Vuol dire cercare di incastrare le recite scolastiche, i vari saggi, le feste di fine anno di tutti i componenti della famiglia con la normale vita quotidiana che per una mamma che lavora è già incasinata di suo.

Essere mamme a dicembre significa lottare con il proprio datore di lavoro per avere il permesso di uscire due ore prima, oppure supplicare il cliente di turno per posticipare l’appuntamento già segnato in agenda.

Essere mamme a dicembre significa procurarsi i vestiti richiesti dalle maestre per le recite, convincere i propri figli a indossarli, dare una mano il giorno della festa (allestire, pulire, preparare il rinfresco, seguire la lotteria…) e magari inserire qua e là un appuntamento dall’estetista o dalla parrucchiera per la suddetta cena aziendale.

La mamma a dicembre vive costantemente tra orologio, calendario e agenda: i regali da comperare e impacchettare, il cenone o il pranzo di Natale da organizzare e non dimentichiamoci il 31 dicembre, che è da fine Novembre che mi sento chiedere cosa farò.

Ma come faccio a saperlo, se mai è il caso di chiedermi se ce la farò ad arrivare a fine anno senza schiattare prima!

Dicembre è anche il mese in cui come per magia si moltiplicano gli impegni mondani: amici con cui non ci si sente da mesi ricompaiono e, con la scusa degli auguri, ci si ritrova invischiati in un tour de force fatto da aperitivi, colazioni e merende.

A Dicembre le mamme vorrebbero solo poter tirare un po’ il fiato e recuperare le energie in vista del nuovo anno, ma i bambini non vanno a scuola, ci sono le vacanze natalizie per cui se non si è nonni-muniti c’è l’annosa questione di capire dove lasciare i bambini se si sta ancora lavorando.

Quando si arriva al 24 dicembre, di solito le mamme hanno raggiunto uno stato fisico e mentale pari soltanto a quello di un navy- seal: hanno comperato e impacchettato regali meglio di un elfo di Babbo Natale, assistito ad almeno 4 recite e saggi, presenziato a cene e feste in cui il rosso è di rigore, hanno stilato un menù da far impallidire Cannavacciuolo e hanno una casa splendente e a prova di “Cortesie per gli ospiti”.

Inoltre, le suddette mamme che non lasciano niente al caso hanno preparato una mise en place talmente perfetta che perfino la suocera di Csaba non troverebbe niente da ridire.

Mentre tutti mangiano, le mamme si assentano un attimo per “incipriarsi il naso”.

Ed è  a questo punto che, per uno strano fenomeno ancora da spiegare, le mamme semplicemente scompaiono.

Dopo qualche ora, uno dei bambini si avvicina al padre e chiede con la vocina incrinata dal pianto : “Papà, dov’è la mamma?”

Cala un silenzio di pietra. Tutti si guardano attorno, costernati.

“Mah, mi sembra di averla vista vicino al divano un paio di ore fa” balbetta la cugina venuta da lontano.

“Magari è in cucina” suggerisce lo zio, sperando che ricompaia con il bis del dolce.

Partono le ricerche che si concludono, inevitabilmente, davanti alla porta serrata della stanza da bagno.

Il papà deglutisce e allunga la mano, esitante. Bussa impercettibilmente.

“Tesoro, se ci sei batti un colpo!”

Ma da dentro l’unico suono che arriva è un inquietante silenzio.

Quando tutto sembra essere perduto e la nonna e la zia già pensano di contattare “Chi l’ha visto?”, la mamma ricompare magicamente, perfetta e sorridente con un’aria di naturale rilassatezza.

Forse ha schiacciato un pisolino sul tappeto del bagno, forse ha utilizzato il talco-che-sembra-talco-ma-non-è, qualunque sia la ragione, la mamma è lì, bella come il sole, pronta a proseguire e concludere in bellezza il mese più faticoso di tutti, il famigerato dicembre.

Quindi, a voi che mi leggete nei vari ritagli di tempo, dico solo questo: cercherò di fare il possibile per tornare qui ad augurarvi buon Natale.

Nel frattempo, care mamme, tenete duro, non mollate e buon proseguimento!

 

PS: un sentito ringraziamento a Maria Elena Bravi, che mi ha ridato la carica con il suo post “Aspettative di Natale”

 

 

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