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La sorella perduta di Lucinda Riley

“La sorella perduta” di Lucinda Riley è un romanzo che ha fatto parlare molto di sé per due motivi: poco dopo la sua pubblicazione in Italia l’autrice è morta e in realtà questo non è l’ultimo libro dedicato alla serie delle sette sorelle.

Sono stata molto indecisa se scrivere o meno la recensione de “La sorella perduta”, che per inciso ho finito di leggere proprio il giorno in cui i giornali davano la triste notizia della dipartita dell’autrice, liquidandola banalmente con “la scrittrice di romanzi rosa”.

La definizione mi è parsa molto riduttiva, perché se è vero che la componente sentimentale gioca un ruolo importante nei lavori della Riley, è altrettanto vero che ne è solo una componente. L’autrice infatti nelle sue “storie nelle storie” parla di fatti realmente avvenuti su cui si è molto documentata.

Inoltre nei suoi romanzi la Riley tocca importanti questioni sociali, basti pensare per esempio al problema dell’integrazione degli aborigeni australiani che approfondisce nel romanzo dedicato a Cece o ai problemi razziali nel romanzo “La ragazza del sole”.

Detto questo, dopo essermi un attimo ripresa dallo shock della notizia, ho pensato che non potevo non parlare di quest’ultimo romanzo.

Ecco perché “La sorella perduta” è il protagonista di questo venerdì del libro.

“La sorella perduta” di Lucinda Riley: brevi cenni alla trama

E’ passato un anno dalla tragica morte di Pà Salt, un anno in cui le sorelle d’Aplièse sono partite alla ricerca delle proprie origini.

Oltre ad essere un viaggio geografico che ha portato le nostre ragazze in giro per il mondo, dall’Australia all’Africa passando per l’Europa, è stato soprattutto un viaggio interiore, che le ha portate a crescere e maturare.

Ora le sei sorelle, benché sparpagliate per il globo, si sentono più unite che mai, pronte a rendere l’ultimo saluto al padre adottivo che le ha profondamente amate.

Rimane però ancora un mistero da svelare: esiste davvero una settima sorella? E se sì, come trovarla?

L’avvocato Georg Hoffman, amico e consulente di famiglia, rivela alle ragazze di aver trovato una traccia concreta che porterebbe a Merope: un bracciale con un diamante a sette punte, la cui proprietaria vive in un vigneto della Nuova Zelanda.

Piene di entusiasmo, le sei sorelle si scatenano in una vera e propria caccia alla persona: la misteriosa Merope infatti pare non voglia essere trovata.

Chissà cosa si nasconde nel suo passato, eventi talmente gravi da costringerla a nascondersi e a vivere sotto falsa identità.

Dopo un rocambolesco inseguimento in giro per il mondo, le sorelle d’Aplièse riescono infine a parlare con Merry. Resta ancora da vedere se sia realmente lei la sorella perduta…

“La sorella perduta” di Lucinda Riley: recensione

Ho scoperto in corso di lettura che il romanzo dedicato alla settima sorella in realtà non è l’ultimo della serie, quello in cui tutto si svela.

Negli intenti dell’autrice infatti ce ne sarebbe un ottavo, quello conclusivo, dedicato a Pà Salt.

Ora, le mie aspettative erano già altissime quando ho preso in mano “La sorella perduta” ed è comprensibile capire come ci sia rimasta male quando ho scoperto che non avrei trovato lì le risposte a tutte le questioni lasciate in sospeso nei romanzi precedenti.

Anche perché i quesiti senza risposta aumentano ancora di più con questo romanzo.

Scritto con la solita tecnica della “storia nella storia” a cui la Riley ci ha abituato, a differenza di quelli precedenti questo libro non è impostato unicamente sulle vicende presenti e passate di un’unica sorella.

Infatti, oltre al filone legato alla storia di Merry, la scrittrice ha aggiunto gli aggiornamenti legati alle protagoniste che avevamo lasciato in sospeso alla fine dei libri a loro dedicati.

Oltre a questo, ha intrecciato alle loro vite una trama simil-poliziesca: sono proprio le sorelle d’Apliès che in prima persona si incaricano di indagare sulla misteriosa settima sorella.

Questo cambio di prospettiva dà un tocco di originalità ad un romanzo che procede con un ritmo più lento rispetto a quelli precedenti.

Leggendolo ho avuto quasi l’impressione che la Riley volesse tirare le cose per le lunghe, quasi si sentisse in dovere di dedicare a questo personaggio la stessa importanza se non di più di quella data alle altre ragazze.

Alcuni passaggi risultano quindi un po’ tediosi e forzati, soprattutto perché non si capisce bene il motivo per cui certe rivelazioni da parte dei personaggi chiave debbano per forza essere rimandate a capitoli successivi.

A parte questo, ho gradito la direzione più “corale” con cui è stata gestita la vicenda. L’idea di dare spazio ancora a Maia, Ally, Star, Ccece, Tiggy ed Elettra mi è parsa un buon preludio per giungere alla conclusione della serie.

Anche l’aspetto storico, legato all’Irlanda, luogo di provenienza dell’autrice, contribuisce a rendere “La sorella perduta” speciale e diverso rispetto ai romanzi precedenti.

Si nota proprio che nelle intenzioni della Riley questo racconto dovesse essere l’ultimo passo per arrivare a parlare del vero mistero su cui si basa l’intera saga, ovvero: chi si nasconde dietro il personaggio di Pà Salt e perché è morto?

Alquanto amareggiata ho concluso la lettura de “La sorella perduta” e mi sono detta “Pazienza, mi gusterò meglio il prossimo libro”.

Ma ora che la Riley è morta, mi chiedo: leggeremo mai la conclusione delle vicende delle sette sorelle d’Apliès o rimarremo con in mano un pugno di mosche? Scopriremo l’identità di Pà Salt e perché abbia adottato tutte queste bambine?

Lo spero proprio, perché mi darebbe enormemente fastidio aver letto tutti e sette i libri senza arrivare ad una conclusione, ma soprattutto perché vorrei leggere ancora qualcosa legato a questa magnifica saga che mi ha fatto sognare.

Un grazie va come al solito a Paola di ” Homemademamma”, l’inventrice del venerdì del libro.

Comunque, per chi ha letto tutta la serie: qual è la vostra sorella preferita? Fatemelo sapere nei commenti.

 

SCHEDA TECNICA

Titolo: La sorella perduta

Autore: Lucinda Riley

Traduttori: Federico Zaniboni e Gulia Taddeo

Anno di pubblicazione: maggio 2021

Casa editrice: Giunti Editore

Pagine: 864

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2 Comments

  • Silvia Ogadmin

    Non ho letto la saga ma credo da quello che scrivi che sia appassionante, d’altronde non avresti letto tutti e sette i romanzi. Dispiace che l’autrice sia scomparsa e speriamo che anche l’ultimo libro rivelatore vedrà la luce, sarebbe un vero peccato come è un vero peccato che ancora la letteratura femminile sia qualificata solo come ‘rosa’ con chiaro intento di delegittimarla in qualche modo. È brutto vedere che ancora nel XXI secolo succeda per scrittrici brave di tutto rispetto.

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