vita con i bambini

La tana del coniglio, ovvero di bambini e di capricci

Finalmente questa giornata è finita! Sono stanca e arci stufa dei bambini e dei loro capricci.

Oggi è stata una giornata particolarmente impegnativa. Mi sembrava che i bambini si fossero svegliati freschi e riposati, invece si sono alzati già sul piede di guerra.

Le cose sono degenerate già dopo colazione.  La Ninfa si è messa a giocare  col Didò  praticamente col biscotto ancora in bocca, senza neppure andare in bagno a fare pipì.

“Così non perdo tempo, mamma!”

Certo, capisco benissimo che una quasi quatrenne a casa dall’asilo abbia un sacco di cose da fare. Ovviamente Ringhio ha voluto mettere le mani sugli stampini e un pò di didò in bocca. Ne è scaturito un tafferuglio che si è placato solo con l’intervento paterno.

Ogni pupo è andato avanti per la sua strada e per mezz’oretta sembrava di essere una famiglia normale. Poi la Ninfa ha deciso che era più divertente usare la pista delle macchinine. Ma non ha fatto i conti con il suo agguerrito fratello che si è lanciato su di lei con un urlo da guerra Apache.

Sono volati calci e pugni e ho dovuto dividerli fisicamente. Come sempre, li ho messi in castigo ognuno nel rispettivo angolino.

Ma non è bastato: quando gli animi si erano placati, un mandarino ha riattizzato il fuoco della discordia.

“Lo voglio io” urla la primogenita.

“Mio, mio” ribatte Ringhio.

Provo  a spartirlo a metà, ma la soluzione non viene accettata. Volano spicchi d’agrume in giro per casa.

A quel punto mi incazzo come una iena. Urlo come un’indemoniata, tento di sistemare la situazione ma i pargoli sono ingestibili. Finisco di nuovo per metterli in punizione e questa volta li lascio sbollire ben bene.

La Ninfa Furiosa

Sto preparando il pranzo quando di nuovo scoppia la guerra  per un cuscino del divano (ne ho cinque di cui tre uguali!).

Avrei voluto prenderli a cucchiaiate. Una forza misteriosa mi ha trattenuto. Li ho nuovamente divisi.

Ci siamo meritati tutti un’occhiataccia da parte di CF che è più incline di me a perdere la pazienza e ad allungare qualche sculaccione sul deretano della prole.

Il pranzo si è svolto in un’atmosfera ostile. Intanto che riordinavamo, la Ninfa e Ringhio si sono presi reciprocamente a sberloni per motivi imprecisati. Ho finto di non vedere.

Ho pregato che si addormentassero. Ovviamente le mie preghiere non sono state esaudite. Hanno deciso di disegnare e la miccia questa volta è stato l’uso di un pennarello verde (inutile dirvi quanti ce ne sono, ma entrambi volevano quel verde).

Il campo di battaglia

La visita dei nonni ha salvato i bambini dall’ira paterna. Abbiamo tirato il fiato per un’ora. Inutile dire che poi la situazione è proseguita seguendo il copione già rodato.

Ma vorrei sapere cosa scatta nella testa dei bambini in certi momenti, quale molla li spinga a comportarsi così.

Non sono una mamma particolarmente intransigente ma neppure troppo tenera. Cerco di essere coerente con le poche regole che do: dopo il terzo avvertimento i bambini vengono messi in castigo. Quando si calmano, spiego in modo semplice dove hanno sbagliato e chiedo perché si sono comportati in quel modo. Insomma, come va di moda dire ora, verbalizzo.

CF afferma che perdo troppo tempo in chiacchiere e che a volte è meglio una sana sculacciata “alla vecchia maniera”. Non voglio fare la parte della santarellina, a volte le mani prudono anche a me, ma vorrei attenermi alla massima “la pena deve essere commisurata alla colpa”. In pratica le sculacciate sono ammesse per colpe gravissime.

Però certe volte, in giornate come queste, sento proprio di essere una madre inadeguata, piena di dubbi e incertezze, smarrita in mezzo alla foresta di consigli educativi che dicono tutto e il contrario di tutto.

Allora tiro un attimo i remi in barca e fuggo a nascondermi in bagno, come una codarda, aspettando un intervento divino che sistemi la situazione.

Sono ancora qui, rintanata al sicuro nella tana del coniglio. Pare che le cose ora si siano calmate, ma non ho il coraggio di aprire la porta.

Spero ardentemente che domani sia un giorno migliore…

 

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