LA ZONA CIECA DI CHIARA GAMBERALE

datemiunam-chiara-gamberale-la-zona-cieca-libro-romanzo-recensione-tramaQuando ho preso in mano "La zona cieca" di Chiara Gamberale non sapevo a cosa sarei andata incontro.

Non avevo mai letto niente prima di quest'autrice italiana, tanto famosa e tanto osannata.

Dopo le prime due pagine, mi sono detta: "Ma no, dai, un romanzo d'amore, ma che palle!".

Però non ho voluto mollare e ho proseguito.

Alla decima pagina avevo già cambiato idea: altro che romanzo d'amore, qui l'amore viene vivisezionato, tritato e sputato fuori.

Ho proseguito, piena di curiosità e aspettative, e ho finito il romanzo in una notte (ecco perché oggi mi sento molto rincoglionita stanca).

La zona cieca di Chiara Gamberale: trama

Lidia e Lorenzo sono una coppia come -purtroppo- tante altre: lei ha un passato di gravi disturbi alimentari e di cliniche psichiatriche, lui è uno scrittore narcisista con un matrimonio fallito alle spalle.

Il 29 febbraio si incontrano per caso in un luna-park e capiscono subito di essere attratti l'uno dall'altra. Del resto, già il fatto di essersi incontrati in un giorno così speciale è un chiaro segno del destino.

Inizia così la loro relazione amorosa che finisce con il trascinarsi  inevitabilmente tra alti e bassi, tra tradimenti, sospetti, litigi e riappacificazioni.

E' una storia all'apparenza scontata, ma non lo è affatto.

La trama poggia le basi sull'assioma che ognuno di noi ha una zona cieca, cioè una il lato di noi che noi non vediamo ma gli altri sìserie di caratteristiche che noi non riusciamo a vedere ma gli altri sì.

Per dirla come la Gamberale:

La zona cieca è il pezzettino di insalata che ci rimane tra i denti.

Lidia, conduttrice radiofonica di un programma chiamato "Sentimentalismi anonimi", è la tipica donna insicura, che ha bisogno di sentirsi ascoltata e accudita, innamorata più dell'amore stesso che del suo innamorato.

Lorenzo, di contro, è il classico artista tormentato, narcisista, che ricerca in modo compulsivo l'adorazione degli altri.

Fin da subito appare chiaro quali siano le dinamiche della coppia: Lorenzo è il maliardo tiranno, mascalzone, che non vuole alcun legame sentimentale.

Lidia è il suo contraltare, convinta di poter salvare l'amato da se stesso, innamorata di lui alla follia, cieca di fronte ai suoi atteggiamenti meschini e cinici tanto è forte il suo bisogno di essere amata.

Il tratto che li accomuna entrambi e che permette alla storia di andare avanti è che hanno disperatamente bisogno l'uno dell'altra.

Questa forma di dipendenza emotiva che li unisce e li separa al tempo stesso è il binario che conduce la trama, di per sé quasi nulla.

Il punto di rottura avviene quando entra in gioco  un amico di penna, il misterioso e improbabile Brian, sciamano irlandese.

La sua funzione è proprio quella di gettare luce sulla zona cieca dei personaggi, di renderli coscienti di quella parte di loro stessi così evidente agli altri.

Grazie ai suoi consigli oscuri e mistici, Lorenzo riesce a finire il suo libro e Lidia riesce a trovare finalmente qualcuno che la ascolti davvero.

Questa è la spinta che porterà i due innamorati, chiusi in una storia che gli altri vedono come malata, a dare una nuova svolta alla loro vita, in un crescendo di emozioni che si concluderà in modo totalmente inaspettato.

La zona cieca di Chiara Gamberale: recensione

Leggere "La zona cieca" non è per niente facile, semmai il contrario.

La vicenda di Lorenzo e Lidia è raccontata attraverso lettere, frammenti di trasmissioni radiofoniche, narrazioni in terza persona, narrazioni in prima persona.

Lo stile è sempre veloce, periodi brevi, secchi quasi "maleducati".

Lo scopo del romanzo è analizzare e sminuzzare questa relazione amorosa malata che non ha apparentemente motivo di esistere.

Trovo affascinante l'idea dell'autrice di parlare dei sentimenti dei protagonisti attraverso i racconti radiofonici, quasi fossero dei messaggi inequivocabili per dire a Lidia "Ehi, ragazza, svegliati! Quello che ti sto raccontando è capitato anche a te."

Ma Lidia è una di quelle donne che preferiscono far finta di niente, mettere la testa sotto la sabbia, piuttosto che affrontare la realtà: succube di Lorenzo, si attacca a lui come una patella allo scoglio.

Anche Lorenzo dal canto suo fa la stessa cosa: continua a dire che vuole andarsene, ma per una faccenda che inizialmente sembra di comodo resta con Lidia, negando sempre di essere innamorato di lei.

Se è facile provare una forte antipatia nei confronti di Lorenzo, il nemico per eccellenza, diversi sono i sentimenti del lettore nei confronti del personaggio femminile: pena, rabbia, indignazione.

Prima o poi nella vita di ogni donna è inevitabile incappare in un narcisista come Lorenzo che fa scattare la nostra innata sindrome della Crocerossina.

Ciononostante, ho apprezzato davvero l'evolversi della vicenda.

In un crescendo emozionale, la Gamberale ci conduce ad un finale che sembra scontato ma non lo è.

"La zona cieca", in definitiva, non è un romanzo d'amore ma un romanzo sull'amore, in primisi sull'amore verso noi stesse.

Ricco di pathos, tira fuori il lato peggiore di noi e attraverso questa catarsi arriviamo alla fine emotivamente sfiancati, ma liberi e puliti.

"La zona cieca" è una lettura scomoda, amara e difficile, sicuramente non un romanzo da leggere sotto l'ombrellone.

Eppure quel che rimane alla fine è la sensazione di essere più vicini a noi stesse.

Come sempre, un grazie di cuore alla mitica Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *