LE NOSTRE FESTE…E LA VARICELLA PARTE SECONDA

Sono appena passate le feste natalizie e il mondo è in fermento per il Capo d'anno. A destra e a manca la domanda di rito è :"Cosa fai quest anno all'ultimo?"

Mah, non ho molto da scegliere. Farò come ho fatto il 24, il 25 e il 26 dicembre, ossia me ne starò a casa con i bambini, gli amici pelosi e non, CF e...la varicella!

La profezia del pediatra di Ringhio si è avverata: le vescicole sono comparse il 24 e il 25 il poveretto era completamente ricoperto. Impietoso, il virus ha poi colonizzato pure il corpo di CF: il 25 anche lui presentava ampie zone ricoperte da pustole. Insomma, un Natale all'insegna di paracetamolo in varie forme (supposte, bustine, sciroppo, pastiglie...Ad ognuno la sua), talco mentovato invece che zucchero a velo e  pomate varie nel blando tentativo di tenere sotto controllo il prurito.

La Vigilia siamo riusciti a festeggiare con una cena decisa all'ultimo minuto con i Nonni Riuniti. CF ha resistito per tre ore poi la febbre ha preso il sopravvento e mi ha lasciato con bimbi e nonni ad aspettare la mezza notte.

Babbo Natale però è passato ugualmente (probabilmente aveva già fatto la varicella) e ha lasciato qualche dono ai pargoli.

La Ninfa si è detta soddisfatta: siccome la Santa aveva lasciato i giochi, dal Babbo si aspettava proprio qualche nuovo capo di abbigliamento. Su che cosa debba portare invece la befana, ancora non si è pronunciata.

Ringhio ha dato un'occhiata ai suoi pantaloni, ha sospirato sulla felpa, ha approvato il completo elegante ma casual e ha espresso il suo totale disappunto all'indirizzo di uno scalda collo di pile, molto pratico ma inadatto al suo stile, evidentemente.

Il 26 dicembre è stata una giornata da dimenticare: CF in balia della varicella e dell'antivirale non faceva altro che piagnucolare chiedendo dove poteva fare testamento. Ringhio invece sfogava la sua aggressività sulla povera Ninfa che, stanca di essere vessata, gli ha infine rifilato un gancio che neanche Rocky. Il pupo, dopo un pianto incessante ed estenuante, è caduto in un sonno profondo e si è risvegliato la mattina seguente.

Tutto sommato queste festività all'insegna dell'imprevisto non sono andate totalmente male.

Ho avuto la conferma che essere obbligati a passare tutto il tempo chiusi in casa fa andare fuori di testa anche i bambini piccoli, soprattutto se sono abituati a uscire almeno una volta al giorno per i più svariati motivi.

Allo stesso modo ho avutola riprova del perché la Natura abbia deciso che il parto è cos prettamente femminile: se gli uomini dovessero partorire, la specie umana si sarebbe estinta da un pezzo.

Lo spettacolo però più affascinante me l'hanno offerta le mamme. Tralasciando le madri di bambini che avevano già contratto la varicella, in caso di malattie infettive si possono individuare due schieramenti netti e distinti: quelle del "vengo subito a trovarti così anche il mio bambino la prende ed una è fatta" e quelle che "ok, ci vediamo finita la quarantena".

Mi sono quindi barcamenata tra visite improvvise e inaspettate di mamme che conoscevo solo di vista.

-Ciao cara, passavo di qui per caso e mi sono detta "Perché non ci fermiamo a trovare quel bambino tanto malato?"-

Sinceramente il mio stato d'animo di fronte a siffatte richieste è altalenante: da una parte mi sento divertita, dall'altra infastidita. Insomma, ricevere una processione di mamme postulanti che si conosce a malapena come se fossero grandi amiche mi ha colto alla sprovvista.

Capisco meglio invece le madri che vogliono evitare il contagio: dover intrattenere dei bambini malati, rognosi, lamentosi eppure pieni di energie non è cosa da poco.

Che aggiungere? Noi non l'abbiamo cercata, questa benedetta varicella, ci è capitata tra capo e collo sconvolgendo tutti i piani e vaporizzando tutte le aspettative che ci eravamo fatti sulla gestione delle vacanze.

Ma oramai è andata, per cui non tutto il male vien per nuocere. Ci rifaremo il prossimo anno.

Noi intanto oggi ci stiamo preparando per il compleanno di Ringhio. E domani sono già due. Niente cose in grande stile: una torta fatta in casa con le candeline, qualche foto di rito coi nonni se verranno, qualche regalino e via. Quando sono piccoli così non hanno ancora pretese sulle feste di compleanno.

L'importante è che non capiti un'ondata di scarlattina adesso...

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2 pensieri su “LE NOSTRE FESTE…E LA VARICELLA PARTE SECONDA

  1. HermioneGinny

    Come state? Cmq mi immagino perfettamente CF che ti dice "Prisci, devo fare testamento... aspetta che cerco sull'ipad il notaio più vicino!" eheheh

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