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vita con i bambini

Le prime settimane di scuola: un bilancio

Siamo a fine settembre e la scuola è iniziata, se così si può dire.

Meglio sarebbe scrivere “la scuola ha riaperto i battenti”, perché in realtà non si è iniziato nulla.

Quello che si sta facendo è valutare a che livello sono i bambini e i ragazzi che sono rientrati in aula, chi in forma fisica e chi invece ancora virtualmente.

Gli insegnanti stanno tentando di far rispettare in tutti i modi i regolamenti scolastici, che impongono distanze di sicurezza, l’uso di mascherine mentre si è in movimento, l’accesso ai bagni regolato e sorvegliato, il divieto assoluto di scambiarsi materiale (concesso salutarsi e mandarsi baci a distanza).

Per i bambini più piccoli che fanno i conti per la prima volta con questa lista infinita di regole a cui si sommano quelle già in essere (si deve stare seduti ai banchi durante la lezione, non si interrompe la maestra, si alza la mano per parlare, no, non puoi parlare con gli altri bambini intanto che stiamo facendo lezione…), la scuola sembra sempre meno una cosa affascinante e stimolante.

Non mi stupisco di vedere bambini che finite le ore di lezione escono quasi correndo a quattro zampe pur di allontanarsi da questo luogo infernale!

Arrivano a casa nervosi e su di giri,i nostri figli, smaniosi dalla voglia di fare qualcosa, di correre, di saltare. E invece si ritrovano a dover fare i conti con i compiti, il maltempo o l’ansia eccessiva di noi genitori.

Dopo quindici giorni di scuola quasi quasi rimpiango perfino la DAD!

La Ninfa e Ringhio sono felici di poter andare in classe e passare del tempo a contatto -se così si può dire- con altri bambini, ma sono allo stesso tempo frustrati e limitati nell’espressione delle loro capacità e abilità.

Non sto criticando il sistema, del resto non saprei proprio cosa tirare fuori dal cappello per proporre qualcosa di alternativo e sensato, ché l’idea dei banchi con le rotelle è già stata proposta.

Sto solo mettendo nero su bianco un fatto che molte di noi mamme ma anche molti papà hanno già visto: sembra che la scuola stia facendo emergere il lato più diabolico dei nostri bambini.

Se negli scorsi anni all’uscita di scuola i piccoli erano stanchi, adesso sembrano invece carichi come delle molle, pronti a saltarsi addosso l’uno con l’altro e anche un tantino fastidiosi.

Magari poi tutto questo si spegnerà da solo, magari  non è nemmeno causato dalla nuova situazione ma è il normale processo che colpisce – chi più chi meno- i bambini che per lungo tempo non hanno avuto alcun contatto con una struttura organizzata come quella scolastica.

Anche per noi genitori la nuova situazione scolastica è spaventosa.

A me personalmente terrorizza il senso di indefinito che aleggia ancora adesso

Orari di entrata e uscita che subiscono variazioni a distanza di pochi giorni, rientri pomeridiani che una settimana si fanno e quella dopo no, la mensa che è stata attivata solo per due o tre giorni a settimana…

Se a questo sommiamo anche il vuoto lasciato dagli insegnanti che ancora non sono stati nominati e la miriade di comunicazioni che riceviamo quotidianamente è facile capire perché a fine giornata non siamo propriamente sereni.

Inoltre consideriamo anche il fatto che già alcune classi nella nostra zona sono state messe in quarantena, con annessi e connessi per i genitori che lavorano e si ritrovano a dover trovare un modo per non lasciare in casa da soli i figli minorenni.

Insomma, dopo due settimane di scuola ho testato che quest’anno non sarà davvero un anno facile.

Ci ritroviamo già ora a correre come dei criceti impazziti, figuriamoci più avanti!

Comunque, in sovrappiù, noi abbiamo anche fatto l’esperienza dell’isolamento preventivo e del tampone.

Sì, perché Ringhio un bel giovedì mattina s’è svegliato starnutendo e con il naso colante. Allora noi, che seguiamo le regole, come da procedura abbiamo informato la pediatra che ci ha solertemente inviato a fare il tampone al pupo.

Per fortuna abbiamo ricevuto il responso nell’arco di una gionata neanche ed il tampone è risultato negativo, ma nel frattempo ho perso un giorno e mezzo di lavoro (coperto con le ferie), la Ninfa ha saltato la scuola e CF è uscito dal lavoro un’ora dopo essere entrato, con i migliori auguri dei suoi superiori se così si può dire.

Calcolando che il raffreddore e la tosse sono all’ordine del giorno in questo periodo mi chiedo quante volte ancora ci succederà prima della fine del quadrimestre.

C’è almeno da dire che essendo fermi con il programma non abbiamo dovuto recuperare niente, sennò non so proprio cosa avremmo fatto.

Ma pazienza, i controlli servono e devono essere fatti per evitare l’insorgere di nuovi focolai che potrebbero far chiudere di nuovo le scuole e portare alla ripresa della DAD, il vero spauracchio di ogni mamma lavoratrice.

E da voi come sta andando? Come state affrontando la nuova situazione scolastica?

 

Foto by Freepik

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6 Comments

  • paola

    Grande rispetto per insegnanti e alunni alle prese con un anno impossibile. Ciò che però mi demoralizza è tutto il pessimismo mediatico che peggiora ulteriormente l’animo di studenti e professori. Ho una figlia all’ultimo anno delle superiori e la limitazione di rapporti sociali è contro natura. C’è da sperare che questa situazione finisca presto, anche se in fondo a questo tunnel non vedo la luce ma un ritorno alla DAD.

  • L'angolo di me stessa

    Ogni starnuto rabbrividisco! Il Francese, ultimo anno di asilo, è tornato venerdì starnutendo e con un po’ di naso colante. Ho pregato sparisse riempiendolo di fisiologica. Sparito quasi tutto…peccato che il piccolo sia due giorni che non dorma per la congestione nasale!!! Almeno lui non fa andare in quarantena una classe intera…

    • Priscilla

      I raffreddori stagionali sono all’ordine del giorno! E’ per questo che mi sembra ingestibile la cosa. Nella classe di mia figlia sono in 28 e se ogni tre giorni fanno un tampone ad un bambino e bisogna stare a casa finché non arriva il risultato non ne usciremo mai più!
      Ripeto, non è una critica nei confronti delle istituzioni, non saprei proporre nulla di alternativo, ma sto constatando che nel mio caso queste misure sono a dir poco deleterie

  • Silvia OGadmin

    Bella panoramica del periodo e del caos di questi tempi.molte scuole già chiuse in quarantena. Mi chiedo proprio come si potrà andare avanti, cioè con quali modalità. Tempi difficili, assai, per tutte e tutti.

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