L’ERA DELLA SCUOLA. LASCIATE OGNI SPERANZA…-COSA ASPETTARSI DOPO CHE SI ASPETTA PARTE 18

Finalmente i bambini compiono i tre anni ed è ora di iscriverli alla scuola materna.

Voi genitori cominciate a procurarvi cappellini e trombette per fare festa.

Addio biberon, addio pannolini, addio notti insonni!

I vostri bambini sono cresciuti, parlano (il minimo indispensabile per farsi capire), sono in grado di mangiare da soli, utilizzano il vasino o il water addirittura...

Insomma, un sogno. Avete davvero raggiunto la fine del tunnel.

Ahh, quanto mi piacerebbe lasciarvi cullare nella vostra illusione!

Ma il mio compito è un altro, ossia dirvi la verità nient'altro che la verità sull'era della scuola.

Per la serie cosa aspettarsi dopo che si aspetta, a cui avevo già preso parte, oggi vi racconto cosa succede in una famiglia quando i bambini iniziano la loro carriera scolastica.

L'era della scuola: il tempo libero

Ogni mamma e, in misura minore, ogni papà associa l'idea dell'inizio della carriera scolastica con un surplus di tempo libero.

Nella beata ignoranza tipica dei genitori è radicato il concetto che, quando il bambino è a scuola, magicamente ci si ritrova con ore e ore libere da poter dedicare a qualsivoglia attività.

"Ora che il bambino andrà a scuola, mi iscriverò in palestra!"

Così, per dire, eh.

Salvo poi rendersi conto di quanto segue: se si andava a lavorare durante il giorno, sicuramente si continuerà a farlo anche quando i pargoli saranno alla materna.

Non è che prima i bambini stavano con voi al lavoro, ma semplicemente stavano al nido o con la tata o con i nonni.

Quindi l'opzione palestra sarà come sempre contemplata durante la pausa pranzo.

Se invece siete una mamma casalinga, le cose vi andranno perfino peggio: quello che facevate a casa con l'appendice-figlio sempre appresso, lo farete da sole e in meno tempo.

Che nel gergo di una mamma casalinga significa: "Oh, ho fatto così in fretta a lavare i vetri oggi? Bene, direi che allora dato che ci sono posso anche dare una pulita ai lampadari".

Per una mamma casalinga i mestieri si moltiplicheranno come per magia.

La palestra la farete, certo, ma in casa, su e giù da una scala.

L'era della scuola: l'imprevisto

Oltre a questo, il vero spauracchio dei genitori con figli in età scolastica sono loro, i famigerati imprevisti.

Se, come me, siete mamme lavoratrici, in qualche modo dovete affidarvi all'aiuto di una terza entità che non è lo Spirito Santo.

Avete creato una tabella, fatto le prove con il cronometro in mano, calcolato i percorsi alternativi per portare i bambini in tempo alla scuola materna, lasciarli nelle mani affidabili delle maestre e sgommare verso il vostro luogo di lavoro.

Ma non avete tenuto conto, nell'ordine, di:

  • i lavori in corso proprio nei pressi della scuola, per cui perdete almeno venti minuti per trovare un buco qualsiasi per infilare la vostra auto;
  • lo sciopero delle insegnanti e del personale scolastico, di cui venite a conoscenza solo il giorno stesso: e i bambini adesso dove li metto?
  • l'epidemia di virus gastrointestinale che ha decimato gli alunni del plesso scolastico per cui l'opzione è: la rischio e che Dio me la mandi buona o tengo i figli sotto la scrivania per otto ore?

Ed è questo, lo spauracchio delle mamme che lavorano, il terrore allo stato puro: la malattia del bambino.

Immaginatevi la scena: siete nel mezzo di una riunione noiosissima e all'improvviso la segretaria del vostro capo vi passa una chiamata urgente.

Tutti gli occhi si fissano su di voi, che pensate: "Oddio, fa che non sia morto il gatto ma che sia una cosa davvero urgente, tipo è esplosa la casa o hanno rapito la suocera, altrimenti..."

Dal telefono esce la voce stridula della bidella operatrice scolastica la quale, a dieci decibel, vi informa che vostra figlia ha vomitato addosso alla maestra e all'amichetta del cuore.

Magari è il caso di andarla a prendere.

Vi fate piccine piccine, il vostro capo vi congeda con un gesto stizzito della mano e voi vi precipitate smadonnando in quattordici lingue, comprese quelle morte.

Ora viene il bello: chi si occupa della bambina malata visto che alla materna ovviamente non la potete portare?!

L'era della scuola: i gruppi whatsapp

La tecnologia è progresso o almeno così siamo portati a credere.

Whatsapp è stata la rivelazione degli ultimi anni, una rivoluzione che può fare davvero la differenza.

Quando alla scuola ti chiedono di entrare a far parte del gruppo wahtsapp della sezione, tu non ci pensi sopra nemmeno un secondo.

Massì, che sarà mai?

Un gruppo per condividere i messaggi inerenti alle attività scolastiche, magari saprai in anticipo se il giorno dopo c'è sciopero invece di apprenderlo da un cartello appeso al cancello della materna.

Allora digiti un messaggio di ringraziamento sul gruppo e rimetti il telefono in borsa.

Dopo dieci secondi comincia una serie di bip bip bip bip bip.

"Ma che è, il telefono è impazzito?" Lo recuperi dalla borsa e scopri di avere 36 notifiche: sono le altre mamme del gruppo che si danno il buongiorno.

Non le hai mai incontrate prima, per cui cominci a chiedere la loro identità per memorizzarle nella rubrica.

Ora, non si sa come mai, tante donne quando arriva un figlio smettono di usare il loro nome e diventano la "mamma di"

Per cui cominci a memorizzare la mamma di Paolo, quella di Chiara, quella di Luca e così via.

Alla fine ti ritrovi ad avere 3 mamme di Luca e quattro mamme di Chiara.

Dopo un paio di ore arriva una nuova notifica:

"Qualcuno ha trovato per caso la maglietta di Chiara?"

Qui le mamme si scatenano: quale Chiara?

"Chiara grande". Prontamente tu aggiungi questo dettaglio distintivo alla rubrica.

Intanto le mamme si sono scatenate: bip bip bip bip...

Ti precipiti a silenziare il gruppo e poi leggi.

"No", "No", "No mi dispiace", "Purtroppo no"

Cominci a capire che iscrivendosi al gruppo whatsapp hai fatto una stronzata di proporzioni gigantesche.

Ma oramai il danno è fatto, non puoi più tirarti indietro, pena l'essere bannate nella vitya reale dalle altre mamme come quella che ha lasciato il gruppo dell'asilo.

Ecco, a questo punto i casi sono due: o l'anno dopo non vi iscrivete o giocate d'anticipo e create voi il gruppo whattsapp delle mamme: in qualità di amministratore potrete fare quindi il bello e il cattivo tempo.

L'era della scuola: gli impegni extra

Ora che i vostri bambini hanno tre anni, è tempo di guardarsi attorno per valutare l'offerta formativa al di là delle ore curricolari.

Il che significa che è giunto il  momento per appioppare ai vostri poveri figli una qualsivoglia attività che li tenga impegnati (e quindi vi permetta potenzialmente di disporre di alcune ore per voi) al di fuori degli orari scolastici.

Per cui ogni tanto si vedono bimbi di tre-quattro anni frequentare improbabili corsi di campana tibetana o di meditazione zen, ché "impara l'arte e mettila da parte" va sempre bene.

Una cosa vi dico, però, mamme e papà: il corso extracurricolare, di qualsiasi tipo, si rivela in realtà un'arma a doppio taglio.

Avete calcolato chi si curerà degli spostamenti dei bambini? E il saggio di fine anno?

Davvero volete rimanere inchiodate ad una scomoda sedia mentre la vostra bimba di tre anni strizzata in un tutù rosa saltella scompostamente su un palco atteggiandosi da novella etoile?

L'era della scuola: conclusione

Sia come sia, l'era della scuola segna un punto di svolta nella vita dei genitori: i bambini si fanno più grandicelli, cominciano a cercare la loro indipendenza, la loro identità e rafforzano il loro carattere.

Al di là dei problemi logistici, vi aspetta una sfida assai più ardua: tenere testa a dei bambini che si stanno inoltrando nell'epoca delle scoperte.

" Perché la maestra ha detto così?"

"Perché Chiara ha fatto cosà?"

"Perché la pasta dell'asilo è più buona della tua?"

Al decimo perché guarderete con nostalgia il poppante che strilla in braccio alla povera mamma ricoperta di bava.

Vi verranno i lucciconi quando vedrete le scatole dei pannolini e i biberon sugli scaffali.

Passerete le notti con un occhio aperto rimpiangendo tutte le nottate trascorse a cullare il vostro bambino che aveva le coliche, sulle note del bip bip bip del vostro telefonino.

Ringrazio di cuore Isabella di "Mama made in Italy" che ha dato il via alle danze.

Mi raccomando, non perdetevi tutti gli altri episodi:

  1. Isabella Carfì Dyessdel blog "Mama made in Italy" che inizia la serie parlandoci di cosa aspettarsi dopo che si aspetta
  2. io me medesima che vi parlo di cosa spettarsi quando i figli diventano due
  3. Silvia Guelpa di Mamma in viaggio, ci racconta come cambiano le vacanzecon l'arrivo di un bambino;
  4. Alessia Gribaudi Tramontana del blog Mamma e Donna ci racconta cosa aspettarsi quando i bambini diventano adolescenti;
  5. Chiara Ciemme di Piano Terra, Lato Parco che ci diletta con le cose idiote che noi porelle siamo costrette a sentire quando diventiamo mamme;
  6. Giordana Orlando di Hashtagmamme che ci parla di spannolinamento
  7. Isabella Carfì Dyess di "MamamadeinItaly" che ci parla di quando i bambini iniziano a camminare
  8. Francesca Orsino di "D di donna" che affronta il tema del cibo
  9. Gianluca Benvenuto del blog "Il sorriso non ha età" che ci illumina su quello che succede nella mente di un uomo quando lei è incinta
  10. Chiara Mura del blog "Una mamma zen" che ci racconta cos'è l'istinto materno
  11. Ileana de Pasco del blog "Innamorati in viaggio" che ci delucida su come cambiano i viaggi quando arriva un bambino
  12. Rossella Kohler del blog "Fantastic nonna" che ci narra cosa significa diventare nonna
  13. Isabella Carfì Dyess del blog "Mama made in Italy" che racconta delle mamme multitasking
  14. Corinna Olivieri del blog "Segreti di mamma" che ci racconta come è vivere con figli da 0 a 12 anni
  15. Valentina Silvestri del blog "Mamma Turchina" che ci consiglia come fare a...conquistare il divano!
  16. Cinzia Bellucci del blog "Più mondo possibile" che ci racconta di viaggi e bambini
  17. Diana Russo del blog "Piccole mamme crescono" che ci spiega come le aspettative cambino non appena diventiamo mamme
  18. Questo articolo che avete appena letto
  19. Flavia Rossi del blog "Centrigugato di mamma" che ci racconta cosa vuol dire partorire all'estero, in particolar modo nella Repubblica Dominicana

 

 

 

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8 pensieri su “L’ERA DELLA SCUOLA. LASCIATE OGNI SPERANZA…-COSA ASPETTARSI DOPO CHE SI ASPETTA PARTE 18

  1. rossella kohler

    bell'articolo! e come è vero! io non ho vissuto solo i gruppi whatsapp, che all'epoca della scuola dei miei figli non esistevano, ovviamente. ma da quello che sento sono più pericolosi e fastidiosi dell'epidemia gastrointestinale...

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    1. Priscilla

      Ahahaha! Cara Rossella, i gruppi sono pericolosissimi se gestiti male. Per questo quest'anno li amministro io: solo comunicazioni inerenti alla scuola materna. Chi fa polemica viene bannato senza alcuna pietà.

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  2. L'angolo di me stessa

    Oggi è il secondo post sul genere che leggo...ma lo sai che io invece non tornerei indietro alle poppate, alle notti insonni, alla fatica immensa. Cioè magari farei un altro figlio, ma le faticacce fatte con questi tre non le ripeterei, anche se adesso paio più un'organizzatrice di incastri seriale sempre di corsa, che una persona normale...posto che sono pure rappresentante di classe e non ho nemmeno mezzo nonno o parente a disposizione!!!
    Però ecco tra le due fatiche, quelle di adesso mi sembrano davvero più sopportabili e addirittura divertenti alle volte.

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    1. Priscilla

      Weeee, rappresentante di classe! Immagino come dovrai trottare... A volte invece rimpiango quei momenti perché perfino quelle fatiche immani in certi giorni mi sembrano più sopportabili dei litigi e dei capricci di due bambini dell'asilo.
      Quando saranno adolescenti rimpiangerò questi anni e tu sarai qui a consolarmi come solo le persone come te riescono a fare 😉

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