vita con i bambini

Lo zio è mio fratello

Ieri sera dopo la classica favola della buona notte.

“Amori, ora si fa la nanna. Buona notte”

“Mamma, ci fai compagnia un pochino?”

“Si, tesoro, ma solo un attimo perché la mamma è stanca e domani deve alzarsi presto per andare a lavorare”

“Mamma, ma posso fare la nanna nel tuo letto solo un pochino?”

Era da tanto che la Ninfa non me lo chiedeva. Probabilmente perché la sera prima li ho tenuti con me nel lettone a guardare per l’ennesima volta L’Era Glaciale.

“No, mi fermo un pochino ma ognuno deve dormire nel suo lettino. Sapete bambini che quando la mamma era piccola dormiva anche lei nella sua cameretta?

“Davvero? E avevi anche tu il tuo lettino?”

“Certo, un lettino rosso”

“Ma ce l’avevi anche tu un armadio?”

“Sì, ma non era grande come il tuo”

E ce l’avevi anche tu un fratellino?”

“Sicuro, amore, guarda che ce l’ho ancora un fratellino: è lo zio D.”

“Non è vero! Lo zio D. è uno zio, non un fratellino. Ringhio è un fratellino”

“Tesoro, lo zio D. non è stato sempre grande: prima era piccolo piccolo come Ringhio” (Sempre che Ringhio si possa definire “piccolo”)

“Noooo, non è vero! Questa è una bugia! Lo zio D. è lo zio D. punto e basta! Il tuo fratellino era Ringhio che poi è diventato il mio”

“Ma come fa a essere Ringhio?! Io sono la sua mamma, non la sua sorella. Tu sei la sorella di Ringhio e la mamma è la sorella dello zio D.”

“Sì, va bene, se tu vuoi puoi fare la sorella dello zio D. però per finta. Lo zio D. è sempre lo zio D.”

Sospiro rassegnata.

“Va bene, ora dormi che è tardi. Vedi che Ringhio dorme già?”

“Mamma….”

“Dimmi ma poi basta che è ora di dormire”

“Ma il papà ce l’aveva la cameretta?”

“Sì, è quella dove tu e Ringhio avete ammassato tutti i giochi su dai nonni”

“Ma quella non è una cameretta! Non c’è il letto e neanche l’armadio”

“Ma una volta c’erano, quando il papà era piccolo. Poi quando è diventato grande ed è venuto a vivere con la mamma la nonna li ha spostati”

“E dove li ha messi adesso?”

“L’armadio è di là in garage e il letto sarà in soffitta”

“Ahhhh, e chi lo usa adesso?”

“Amore, non lo usa nessuno. Adesso dormi!”

“Forse lo userà il suo fratellino”

“Gioia, il papà non ha nessun fratellino. E’ figlio unico, cioè c’è solo lui. E’ solo” (Detto così fa una certa tristezza…)

“No, non è vero! Lo zio D. è il fratellino del papà”

“Ma no, al massimo lo zio D. è il fratello della mamma”

“Mamma, no! Lo zio D. è il fratellino del papà perché lui è un maschio come il papà. Punto e basta! Adesso zitta che io ho sonno”

“…….”

Sull’albero genealogico c’è ancora da lavorare, ma la distinzione di genere l’abbiamo acquisita.

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