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vita con i bambini

Ma quando finisce l’anno?

Ma quando finisce questo catastrofico anno?

Troppi se lo stanno chiedendo, quasi come se dalla mezzanotte del 31 dicembre le cose magicamente possano cambiare davvero, come se la maledizione scomparisse per sempre.

Non sono convinta che sarà così. Penso che dovremo imparare a convivere con questa situazione altalenante, fatta da periodi in cui il COVID sembra dare una tregua e periodi in cui torna a mordere. Per cui faremo verde-giallo-arancione-rosso ancora per i mesi a venire.

Nel frattempo ognuno di noi si ritaglia quel po’po’ di serenità dove riesce.

Se penso ai mesi passati sono consapevole di essere stata molto fortunata: nessun familiare stretto né amico intimo deceduto, anche se alcuni sono stati beccati dal famigerato virus e se la sono vista brutta.

A compensazione dei tanti viaggi sfumati, ho passato molto tempo a godermi la mia casetta, a finire di sistemarla e a renderla sempre più a misura dei suoi abitanti.

Ho passato tantissimo tempo con i miei figli, abbiamo cucinato, cantato, ballato e giocato proprio come se non ci fosse un domani. Questo ha condizionato anche le loro richieste a Santa Lucia: tanti giochi di società da fare tutti assieme, mentre il Babbo porterà loro libri e album per le nostre attività.

Quel che non ammazza fortifica, per cui anche il rapporto di coppia si è rinsaldato: se non ci siamo uccisi metaforicamente durante il lockdown possiamo passare indenni attraverso altre difficoltà.

Dal punto di vista lavorativo sono passata da un lavoro a tempo pieno che mi teneva fuori casa dieci ore al giorno ad un lavoro part-time. E se economicamente mi sento svantaggiata, l’opportunità di seguire i miei bambini con i compiti e la scuola e di avere più tempo libero anche per me bilancia il colpo.

A proposito di tempo libero, magicamente mi ritrovo sempre con millemila cose da fare. Non è che ho spalmato quello che facevo prima su più ore, non sia mai, ho triplicato tutto con il risultato che certi giorni arrivo a sera ancora più stremata di prima, anche se sicuramente sono più soddisfatta.

Vedo che i bambini dopotutto sembrano aver ritrovato una certa stabilità, a scuola seguono le regole e, anche se la vita sociale è molto sacrificata, cercano sempre di mantenere vivi i rapporti con i loro amici. Sono comunque consapevoli, come tutti noi, che il calore di un abbraccio, di una carezza o di un bacio rimangono insostituibili.

Così ci prepariamo al Natale, alle feste in famiglia, a conversazioni interminabili in videochiamata con chi è lontano e non ci può raggiungere e chi è vicino ma abita in un altro comune e non ci potrà raggiungere lo stesso, a quanto sembra.

Abbiamo decorato la casa, come da tradizione, l’otto dicembre, aggiungendo all’albero nuovi addobbi fatti a mano da una persona cara. Io e i bambini abbiamo cucinato i famosi biscotti speziati, letto libri su Santa Lucia e su Babbo Natale, preparato biglietti d’auguri e cantato storpiando le parole le più belle canzoncine natalizie.

Ora più che mai non ci siamo dimenticati degli altri: abbiamo partecipato a iniziative benefiche, fatto la spesa per gli altri, chiamato al telefono persone anziane a cui basta il suono di una voce amica per sentirsi meno soli. Ci siamo occupati di cani, gatti e bambini, perché la gioia di donare e aiutare il prossimo non è stata spenta dal virus, ma anzi ne è uscita ancora più rafforzata.

Guardiamo agli ultimi giorni del mese con speranza, ma anche con la consapevolezza che le cose non cambiano dall’oggi al domani semplicemente appendendo al chiodo il calendario nuovo e che probabilmente ci aspetteranno altri periodi difficili.

E voi, come state vivendo questi ultimi giorni del 2020?

 

(immagine tratta da Freepik)

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